Domenica 5 ottobre 1958 - Firenze, stadio Comunale - Fiorentina-Lazio 1-1


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5 ottobre 1958 - 1.182 - Campionato di Serie A 1958/59 - III giornata

FIORENTINA: Sarti, Robotti, Castelletti, Chiappella, Cervato, Segato, Hamrin, Lojacono, Montuori, Gratton, Carpanesi. All. Czeizler.

LAZIO: Lovati, Lo Buono, Del Gratta, Carradori, Janich, Pozzan, Bizzarri, Tagnin, Tozzi, Fumagalli, Prini. All. Bernardini.

Arbitro: sig. Campanati (Milano).

Marcatori: 24' Montuori, 41' Tozzi.

Note: terreno allentato per la pioggia del st. Espulsi al 60' Lojacono, all'83' Robotti e all'87' Del Gratta. Incidenti non gravi a Lo Buono, Gratton, Fumagalli. Calci d'angolo 8 a 2 in favore della Fiorentina.

Spettatori: 35.000 per un incasso di 21 milioni di lire.

Il Corriere dello Sport titola: "Tre espulsioni, in un ambiente sovreccitato. Campanati ha sciupato tutto. Fiorentina-Lazio 1-1 (1-1). La squadra bianco-azzurra ha saputo, ancora una volta, sfruttare come meglio non avrebbe potuto le deficienze avversarie".

Continua il quotidiano sportivo: Ha sciupato tutto Campanati. Ma non sappiamo se davvero è soltanto la Fiorentina che può lamentarsene o non piuttosto anche la Lazio che nel finale - undici contro dieci - non ha potuto trarre profitto dalla favorevole situazione. Noi abbiamo sempre invocato dagli arbitri la massima severità, applicata, però, con misura e con buon senso. E per un'ora buona, infatti, Campanati è stato a nostro avviso un modello di precisione e di equilibrio. Ha avuto ragione, anzi, anche e soprattutto nell'episodio che ha fatto precipitare gli eventi: l'espulsione di Lojacono. L'argentino era stato infatti ammonito appena cinque minuti prima per un avventato intervento su Lo Buono. E la replica violenta su Tagnin non poteva e non doveva restare impunita. Il pubblico non è riuscito a mandar giù il rospo (la Fiorentina, per giunta, stava pian piano perdendo il controllo della partita) e si è scatenato. Qui Campanati ha perso la testa. Si è innervosito, si è messo a fischiare a vanvera, non ne ha azzeccata più una. La Lazio aveva in quel momento le redini del gioco in pugno. Ed avrebbe forse potuto anche far suo il risultato. Ha capito però che sarebbe stato azzardato scoprirsi e rischiare in una situazione simile. Ed ha preferito limitarsi a controllare l'avversario per portare in salvo un punto prezioso. Ormai Campanati non capiva più nulla. Se l'è presa prima con Robotti, colpevole di un intervento duro ma non cattivo su Fumagalli; e poi addirittura ha "fatto fuori" anche Del Gratta sol perché si era permesso di contrastare un pallone ad Hamrin. C'è mancato un soffio che non finisse proprio male. E c'è davvero da ringraziare il giudizio di chi era in campo se in qualche modo siamo riusciti ad arrivare all'ultimo istante regolarmente.

Eppure il primo tempo era stato pieno di promesse. La Fiorentina aveva avuto una partenza volante. La Lazio è stata costretta per un lungo periodo a difendersi soltanto. Ma i viola non hanno saputo adeguatamente sfruttare l'indiscutibile superiorità. Anzi, il gol è venuto, al 23', in netto contropiede, da un grossolano sbaglio di Tozzi solo davanti a Sarti. Sul rilancio del portiere, Lojacono ha "pescato" Montuori smarcato ed il centravanti, abilissimo, ha evitato il tentativo di recupero di Janich ed ha colto Lovati in uscita con precisione. La Lazio non si è fatta però troppo aspettare al contrattacco. Si è gettata arditamente in avanti e la Fiorentina ha denunciato presto le lacune vistose del suo "centro campo": Chiappella e soprattutto Segato non "tenevano" infatti il ritmo imposto da Pozzan, da Tagnin, da Bizzarri e da Prini; e Gratton, per giunta mal ridotto, vagava per il campo alla inutile ricerca di palloni che non gli capitavano mai, sostenuto nel suo compito ingrato da Carpanesi. Due o tre volte i biancoazzurri hanno sfiorato il pareggio; e perciò è apparso meritatissimo, al 41' il gol di Tozzi che ha riequilibrato le distanze. La difesa viola, è vero, si è lasciata cogliere impreparata; e soprattutto Cervato avrebbe potuto comodamente liberare. Ma lo scatto del goleador brasiliano, non ci son dubbi, è stato prodigioso ed il suo tocco conclusivo è stato un capolavoro per scelta di tempo e abilità. Nel secondo tempo il tono della partita è calato. Ma il gioco si è fatto equlibrato. Poi l'espulsione di Lojacono ha messo le ali ai piedi della Lazio e al 22', a conclusione di una travolgente azione di Bizzarri, c'è voluta tutta la bravura di Sarti per respingere in uscita con il petto un bolide di Tozzi di rara potenza. Purtroppo, però, Campanati ha avvertito presto il disagio determinato dal ricordo di una precedente invasione di campo che proprio a Firenze gli era capitata (Fiorentina-Bologna di qualche anno fa) e si è smarrito. E gioco non se n'è più visto. Il finale l'ha fatto tutto lui, l'arbitro, con le sue assurde decisioni. E' stato ad ogni modo un errore gravissimo, imperdonabile, designare per una partita tanto polemica come Fiorentina-Lazio un arbitro che proprio a Firenze aveva avuto la più spiacevole disavventura della sua carriera: l'ing. Bernardi, stavolta, l'ha fatta grossa davvero. Campanati è stato soltanto la vittima di una situazione che con appena un po' di accortezza avrebbe potuto essere evitata.

La Fiorentina ha mostrato comunque i soliti difetti già denunciati proprio a Roma contro la stessa Lazio, ed affiorati anche nella trionfale giornata di Alessandria. Hamrin, Montuori e Lojacono sono rimasti sempre troppo soli, abbandonati alle loro prodezze. Perché né Gratton (che per lo meno stavolta ha l'attenuante di un leggero infortunio), né Chiappella, né tanto meno Segato, hanno mal saputo trovare la posizione giusta per intervenire positivamente nella manovra offensiva. Il solo Carpanesi ha cercato di darsi da fare talvolta con buon profitto. Ma alla distanza è stato sovrastato anche lui. La metà campo, infatti, è stata quasi sempre della Lazio: Czeizler è caduto negli stessi errori dell'Olimpico lasciando liberi ed indisturbati Prini e Pozzan, senza adeguata contropartita. E anche la difesa ha avuto sbandamenti frequenti: con la palla a terra, infatti, Cervato non vinto un duello con Tozzi e Robotti si è trovato più di una volta a mal partito con Fumagalli; buon per tutti che Castelletti ha rimediato agli errori altrui più di una volta; e che Sarti ha trovato una giornata di gran vena. Sopra tutti si è imposto ancora una volta clamorosamente il giovane terzino sinistro, un ragazzo che ha tutti i numeri per seguire le orme dei nostri difensori più famosi. La Lazio ha ancora una volta saputo sfruttare come meglio non avrebbe potuto le deficienze dell'avversario. E è d'obbligo, anzitutto, perciò, l'elogio per Bernardini, che ha saputo trovare la... chiave per bloccare i fuoriclasse della prima linea avversaria e per farne anche saltare la solida retroguardia. La Lazio ha avuto dapprima l'accortezza di lasciar passare la prevedibile sfuriata iniziale viola senza scomporsi, e sarebbe addirittura riuscita anche a cavarsela senza danni, anzi con profitto, se Tozzi, proprio lui, non avesse mancato da un passo un facile pallone. Non poteva però durare a lungo un tale ritmo. E pian piano, logicamente, lo slancio della Fiorentina si è appannato.

La barriera biancazzurra di centro campo, perciò, ha cominciato a dare presto i suoi frutti, e sol per le virtù individuali dei Montuori, dei Lojacono, degli Hamrin i viola sono stati ancora pericolosi. In campo sono rimasti infatti undici uomini contro una squadra. Ha letteralmente dominato la zona Pozzan, autentico pilastro in ogni circostanza, prezioso in difesa ed addirittura ineguagliabile nel dar l'avvio a nuove iniziative biancazzurre. Hanno comunque sempre efficacemente collaborato al suo fianco l'infaticabile Tagnin, l'inesauribile Prini, il generoso Bizzarri. Carradori ha invece dato una mano, e con buon profitto, alla difesa, impegnatissima contro i grossi calibri viola. Ed il suo aiuto è stato prezioso, soprattutto per Janich, pronto nell'anticipo e nel recupero, buon colpitore, ma in imbarazzo nei duelli diretti con Montuori. Ha sbalordito invece Del Gratta, implacabile nel controllo di Hamrin, e si è ben comportato Lo Buono. Lovati al solito, si è disimpegnato da par suo: cioè da campione. In avanti sono rimasti spesso soli Tozzi e Fumagalli. Tozzi ha messo a segno un bel gol ed è stato sempre pericoloso; ma avrebbe potuto risolvere meglio perlomeno un altro paio di splendide occasioni. Fumagalli è stato una spina continua nel fianco della difesa viola.

Cronaca quasi tutta viola nella prima fase del gioco. All'attivo della Lazio soltanto una prolungata azione personale di Prini conclusa fuori bersaglio al 4'. Ma al 5' Segato mancava la porta per un soffio con un insidioso colpo di testa, e all'8' lo stesso mediano sinistro costringeva Lovati a stendersi fra i pali per salvare in angolo. La supremazia della Fiorentina si accentuava con il passare dei minuti: al 14' Lojacono colpiva in pieno la traversa; ed al 15' Lovati in uscita fermava a terra una stoccata di Montuori. Al 18' era ancora Montuori a trovare la palla buona: il suo colpo di testa, su centro di Carpanesi, andava alto, ma di poco. Contrattacco della Lazio. Punizione battuta da Prini da sinistra e corretta da Fumagalli sul piede di Tozzi: il centravanti tentava il tiro al volo da due passi, ma lo mancava in pieno. Sarti lanciava perciò il pallone a Lojacono a metà campo e l'argentino scovava Montuori in buona posizione in piena area: il centravanti si destreggiava abilmente e poi anticipava l'intenzione di Lovati, battendolo imparabilmente (23'). Lo svantaggio scuoteva la Lazio. Al 29' Tozzi impegnava a terra Sarti; ed al 35' un tiro di Fumagalli deviato da Tozzi sfiorava il palo sinistro della rete viola. Pareggio al 41'. Palla da Fumagalli a Prini, spostato verso il centro: l'esterno sinistro "vedeva" un corridoio libero per Tozzi e non aveva incertezze. Cervato aveva tutto il tempo per liberare, ma si lasciava anticipare dal rivale, che toccava di abilità e coglieva Sarti spiazzato. Ben poco da dire, invece, del secondo tempo. Il gioco si faceva confuso ed anche scorretto e precipitava addirittura per i continui abbagli di Campanati dopo l'espulsione di Lojacono. La Lazio, si è detto, aveva la sua grande occasione al 22' ma Sarti prodigiosamente fermava con il petto il bolide di Tozzi. Poi erano costretti ad andarsene anche Robotti (38') e Del Gratta (42') ed era proprio la fine. Per fortuna.



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