Mercoledì 24 settembre 1958 - Roma, stadio Olimpico - Lazio-Fiorentina 1-0


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24 settembre 1958 - Roma, Stadio Olimpico - Coppa Italia – Finale - inizio ore 16.00


LAZIO: Lovati, Lo Buono, Janich, Carradori, Pinardi, Pozzan, Bizzarri, Tagnin, Tozzi, Fumagalli, Prini. A disp. Giglietti. Allenatore: Bernardini.

FIORENTINA: Sarti, Robotti, Castelletti, Chiappella, Cervato, Segato, Hamrin, Lojacono, Montuori, Gratton, Morosi. Allenatore: Czeizler.

Arbitro: sig. Marchese (Napoli).

Marcatori: 30' Prini.

Note: pomeriggio caldo. Terreno in perfette condizioni. Espulsi al 32' Lojacono e Carradori per reciproche scorrettezze. All'88' Pinardi è dovuto uscire per infortunio lasciando la Lazio in nove uomini. Angoli 5-8. A fine gara i tifosi presenti hanno improvvisato una suggestiva fiaccolata, dando fuoco ai giornali, per festeggiare i neo vincitori della Coppa Italia. Il Commissario della FIGC Zauli (presente all'incontro insieme al C.T. per le Nazionali Viani) ha consegnato alla Lazio la Coppa Italia per l'edizione 1957/58. Una coppa, dono della Lega Nazionale, è stata altresì consegnata alla Fiorentina, seconda classificata.

Spettatori: 55.000 circa per un incasso di Lire 28.000.000.


La Coppa Italia 1958 è biancoceleste
La rete di Maurilio Prini che vale la conquista della Coppa Italia 1958 per i biancocelesti
Nella telefoto un altro fotogramma della rete biancoceleste
Un'uscita di Lovati in difesa del risultato
Nella telefoto la consegna del trofeo al Presidente biancoceleste Leonardo Siliato
I giocatori biancocelesti euforici dopo la fine della gara
(Da Football)

Il titolo del Messaggero
Il gol di Prini in un'altra immagine
Il Corriere dello Sport del 24 settembre 1958 riporta le formazioni delle due compagini
Il Messaggero del 25 settembre 1958 racconta l'impresa della formazione biancoceleste
L'ampia pagina sulla gara pubblicata dal Corriere dello Sport del 25 settembre 1958

Bellissime le emozioni per i 55.000 tifosi convenuti all'Olimpico per la prima finale di Coppa Italia del dopoguerra. La favoritissima Fiorentina viene piegata da un'indomita Lazio grazie alla rete del suo fresco ex: Maurilio Prini. La gara inizia con le squadre che si studiano, ma è la Lazio a prendere il comando del centrocampo. Janich, controllando Hamrin, riceve una botta alla gamba che lo costringe ad uscire dal campo per qualche minuto. Al 30' la svolta: una punizione tesa di Pozzan vede Prini svettare di testa, in tuffo, sorprendendo i difensori viola e Sarti che nulla può sul tiro angolato. Il pubblico ed i giocatori vanno in visibilio. Pochi minuti dopo l'arbitro Marchese espelle Lojacono e Carradori per scorrettezze. Nella ripresa sono vani gli attacchi dei fiorentini perchè la difesa biancazzurra è molto attenta nel coprirsi. Inutili sono le proteste di Hamrin per alcuni contatti in area ai suoi danni. Durante le battute finali della gara, con i laziali in nove uomini per l'infortunio occorso a Pinardi, i giocatori biancazzurri, stremati, sono asserragliati in difesa, con Lovati abile a neutralizzare ogni tiro dei viola. Al termine della gara Bernardini entra in campo urlando la sua gioia. La Lazio si fregia della sua prima Coppa Italia e del primo titolo italiano dalla sua Fondazione e moltissimi saranno i caroselli dei tifosi per le strade di Roma fino a tarda notte.


Il Corriere dello Sport titola: "Novanta minuti di genuina passione. L'avvincente contesa di ieri allo stadio Olimpico. La sorprendente LAZIO ha praticamente tenuto sempre in pugno, con piglio garibaldino, le redini del gioco".

Prosegue il quotidiano sportivo romano: Le squadre rispettano gli schieramenti annunciati; i gigliati in maglia viola, i laziali in maglia bianca e calzoncini azzurri. L'avvio è della Lazio (che ha perduto il campo e che si piazza di fronte alla curva nord) ma Prini centra troppo lungo, cosicchè nessuno del serrato gruppo formatosi in area di rigore fiorentina può raccogliere. Ancora Prini di scena al 3' (dopo che la difesa laziale aveva sventato una reazione in massa dei viola) che, raccolta al volo una respinta di Cervato su centro di Bizzarri, tira a parabola ma fuori bersaglio. La Lazio si mantiene inaspettatamente all'offensiva e al 5' Pozzan, intestarditosi in un dribbling, viene messo a terra sul limite dell'area da Chiappella: Tozzi batte benissimo la punizione, ma il proiettile - una spanna da terra - fila sulla destra di Sarti sul fondo. Tiraccio alto e sbilenco di Bizzarri al 6'. Un minuto dopo per poco la Fiorentina, in contropiede, non fa centro; Pinardi (con a fianco Montuori) tocca male di testa un lancio di Sarti e manda indietro anzichè in avanti; Hamrin va sulla palla ma contemporaneamente a Montuori, mentre Janich aspetta interdetto; Montuori così può recuperare e tirare rasoterra sull'uscita di Lovati: pallone di poco sul fondo.

La Lazio non si impressiona e ritorna a premere con Tozzi e Fumagalli; per evitare che il centravanti tragga profitto dallo spiovente in area, Castelletti sforbicia la gamba a contattodella faccia di Tozzi. Marchese, senza esitazioni, ordina il calcio indiretto dall'altezza del dischetto di rigore. Pozzan tocca a Carradori, la cui staffilata rasoterra evita la barriera dei difensori ma anche la porta del battuto Sarti perchè va oltre il fondo (10'). Si gioca a schieramenti aperti, secondo le vedute tattiche dei rispettivi allenatori. E' la Lazio a condurre sempre il gioco e al 13' Tozzi, ottimamente smarcato sulla sinistra, evita Robotti, va in area verso la linea di fondo e sull'uscita di Sarti centra ma troppo indietro perchè Fumagalli e Prini, piazzati in area, possano raccogliere e infilare la rete vuota. La Fiorentina appare leggermente disorientata dal ritmo veloce imposto al gioco da una quadrata Lazio e soprattuttto dal ferreo marcamento a uomo dei difensori laziali ai funamboli del quintetto di punta. Angolo per la Lazio al 15' per una deviazione su punizione da una trentina di metri da parte di Carradori. Assolo di Montuori al 17' e tiro improvviso da fuori area: Lovati si allunga per bloccare rasoterra a fil di montante: e lo stesso Lovati, un minuto dopo, si fa applaudire per una uscita volante per anticipare Hamrin su di un esatto lancio. Per fermare Fumagalli al 18' ci si mette (visto che Robotti tergiversa) Cervato inarcandosi sul mezzo sinistro laziale; la peggio la riporta Cervato che rimane a terra dolorante ma dopo un massaggio si riprende.

La punizione è convertita da Carradori in un secco tiro: Sarti si lascia sfuggire la palla, la riprende lestamente però anticipando Tozzi. Hamrin che cerca sovente fortuna sulla sinistra, scambiandosi con Morosi, guadagna al 22' una punizione da fuori area: Lojacono spara forte ma Lovati non si fa sorprendere. Su puntata di Tozzi e tiro ritardato di Bizzarri la Lazio pareggia al 23' gli angoli (2 a 2) e quindi incarica Pinardi di "cercare" Sarti con un gran tiro che ha il solo difetto di provenire da... sessanta metri. Pasticciano a due passi da Sarti al 24' Robotti e Castelletti e Tozzi prova a tirare in gol da una posizione, per altro, impossibile: Castelletti comunque ci mette un piede e ne esce solo il terzo angolo. Sempre vitale e vivace, la Lazio continua a dominare ma risente, in attacco, del perdurare dell'incerto periodo di Fumagalli. Comunque, al 26' ci vuole uno spostamento di mano di Segato (Chiappella si era già distinto in questo) per fermare sulla linea dell'area Bizzarri. Batte l'ala stessa, Prini devia di testa a fil di traversa. Sulla ripresa del gioco, Carradori entro duro su Lojacono, quest'ultimo reagisce scalciando: Marchese interviene decisissimo, convoca i due capitani e quindi spedisce fuori Carradori e Lojacono.

Il coro di fischi si placa immediatamente per un servizio di Tagnin che invita Tozzi ad andarsene solo, invano tallonato da Chiappella, verso l'area: a tu per tu con Sarti Tozzi calcia incredibilmente fuori. Ma il gol - meritato dai bravissimi biancoazzurri - è ritardato di un solo minuto. Al 29' infatti Robotti commette un ennesimo fallo fuori l'area sulla destra. Marchese, al solito inflessibile, ordina la punizione. Pozzan "pennella" in area, Prini in tuffo devia e Sarti si butta invano in avanti: il pallone evitandolo, va inesorabilmente in rete. Tripudio sugli spalti. Insiste sempre la Lazio con la Fiorentina ammassata nella sua metà campo, ma Tozzi per cercare caparbiamente la conclusione personale, calcia da fuori area anzichè tentare il lancio a Fumagalli e Prini: pallone sbilenco sul fondo. Accenno di contropiede viola al 33': Pinardi entra deciso sul pallone, ma Montuori che già aveva messo il suo piede ne riporta un forte colpo che lo costringe a zoppicare e che induce Marchese a concedere la punizione, senza esito. Hamrin al 35' pressato in area da Janich, tenta la "scena" e si butta per terra: Marchese non abbocca, ordina la punizione contro la Fiorentina e va a spiegare allo svedese che certi scherzi non si devono fare.

Per terra, sulla linea dell'area, anche Gratton al 35' (scontro con Tagnin peraltro non falloso); Cervato avanza e cannoneggia ma altissimo; consueto coro di fischi. Montuori che ha ripreso a giocare in condizioni assolutamente normali, suggerisce una trama d'attacco al 36': Hamrin tocca indietro a Gratton che spara al volo da fuori area, ma troppo alto. Questo comunque è il segnale che la Fiorentina è decisa a tentare la riscossa. Al 38' una azione sulla sinistra mette a contatto in area Janich ed Hamrin; la palla scivola sul braccio del terzino (e Marchese fa benissimo a non intervenire) e con due tocchi di Janich, anticipatori sullo svedese, finisce a Lovati. La Fiorentina continua ad alimentare il suo serrate e dopo uno scontro Robotti-Fumagalli (che costa al laziale una storta e quindi l'uscita dal campo per un paio di minuti), si fa viva davanti a Lovati in modo pericoloso con Hamrin: su lancio di Chiappella, prontissima girata dello svedese da una decina di metri, ma palla sul fondo.

Nella ripresa la Fiorentina riprende con decisione i suoi attacchi agevolata anche dal fatto che la Lazio, forte del vantaggio, preferisce spesso l'arma del contropiede. Al 5' scontro Tozzi-Cervato senza conseguenze. Al 7' Tagnin ricupera in extremis su Montuori lanciatissimo. Al 9' (le alternative continuano) risposta con Tozzi che scatta, viene contrastato anche un po' fallosamente da Cervato e non può quindi far altro che tirare debolmente e consentire a Sarti di bloccare. Al 10' tocca alla Fiorentina portarsi minacciosamente avanti e lo fa con Hamrin sulla destra: il tiro, quasi a bersaglio sicuro, è deviato da Lovati, ma il pallone si alza e spiove sulla testa di Montuori, contrastato da Pinardi e Lo Buono; niente di grave perché ne esce un angolo. Discesa Tozzi-Prini e tiro fermato in due tempi da Sarti (Tozzi era prontissimo), poi Bizzarri (15') offre a Tozzi un pallone che il centroavanti (tra Chiappella e Cervato) è bravissimo a controllare e sfruttare per un tiro che Sarti è sua volta grande a bloccare in volo orizzontale. Un lungo lancio di Segato (17') pesca Gratton sulla destra, ma il passo del monfalconese non è quello della volpe e l'azione sfuma sul fondo. Pozzan, al 19, ferma stupendamente Hamrin in area e serve Prini che concerta una trama risolta da Tozzi con una "bomba" da trenta metri, troppo alta però. Ottimo duetto Fumagalli-Tozzi (tutto al volo) al 21'; Bizzarri, ancora al volo, vuol concludere da fuori area ma tira altissimo.

Al 28' Sarti deve buttarsi spericolatamente sui piedi di Tozzi (che cavallerescamente lo salta), per dipanare una fitta trama d'attacco biancazzurra; ma un attimo dopo è la volta di Lovati a dover "pescare" la palla a ridosso di Hamrin su servizio di Morosi. Al 30' un taglio di Pozzan a Bizzarri è convertito da questi in un centro in area che Cervato maldestramente respinge: sempre in area Tozzi - a visuale completamente libera - tenta la girata al volo di sinistro ma sbuccia la palla. Un minuto dopo Cervato deve ricorrere al fallo per impedire a Tozzi di guadagnare l'area viola, ma sulla reazione Montuori spara dal limite rasoterra a fil di montante sul fondo. A questo punto la Lazio ritorna a farsi prudente e in avanti rimangono Tozzi e Fumagalli. E' cosa di breve durata, però, in quanto al 34' Pozzan, avanzato a seguire l'azione, calcia deciso dal limite e Castelletti devia in angolo. Sul tiro di Tozzi la testa di Fumagalli si erge e ne scaturisce un proiettile che pare già in rete quando in extremis sbuca la testa del bravissimo Castelletti a sventare miracolosamente in angolo (6 a 5 per la Fiorentina, fino a questo momento). Il pericolo induce la Fiorentina a spingersi nuovamente in avanti, ma il lentissimo Gratton chiamato a concludere, calcia blandamente sul fondo. Un inesistente fuorigioco ferma al 38' Prini lanciato sulla sinistra. Nonostante la Lazio gliene offra talvolta il destro arretrando, la Fiorentina non riesce a concertare un attacco deciso, che sia uno: evidentemente risente oltrechè della mancanza di Lojacono, dello sfasamento di Gratton.

Comunque non è che gli altri tre facciano molto per ovviare a tali lacune: Hamrin non riesce mai a liberarsi di Janich, Montuori trova al centro chiuso ogni varco e Morosi vale troppo poco per impressionare. La Lazio, invece, come attacca è sempre pericolosa. Al 41' un'esatta manovra concertata mette Prini in azione in area sulla sinistra: l'estrema, che si è spremuta senza risparmio di energie, vinta dalla fatica perde l'attimo preziso e quando centra Sarti è già sulla traiettoria a impedire che il liberissimo Tozzi raccolga e segni. Angolo per i viola al 43' (7 a 5), replicato per l'intervento di Lovati su tiro di Hamrin (8 a 5), ma il pallone toccato da più teste non fa danno perchè Marchese, oculatissimo, vede Montuori tenere Pinardi e ferma il gioco. Al 44' peraltro potrebbe scapparci il fattaccio di un pareggio assolutamente ingiusto: Montuori, lanciato, non trova in Pinardi il valido competitore del resto della partita e può così allungarsi su Lovati; il portiere si butta però coraggiosamente a terra e sventa il pericolo, mentre Pinardi rimane dolorante e viene portato fuori campo. Poche battute insignificanti ancora e poi il tripudio. Marchese emette il triplice fischio quando la Fiorentina non solo non è riuscita a pareggiare, ma addirittura sta difendendosi da un ennesimo assalto.

Il coro di esultanza dei tifosi biancoazzurri è veramente impressionante. Quando il Commissario Straordinario alla F.I.G.C., dott. Bruno Zauli, accompagnato dal Segretario Generale dott. Romolo Ronzio, si porta sul terreno di gioco a premiare con la magnifica coppa il Presidente Siliato e il capitano della Lazio Lovati (una piccola coppa offerta dalla Lega Nazionale è toccata anche a Cervato, quale capitano della Fiorentina, seconda classificata) i tifosi biancoazzurri inscenano una manifestazione che vuol degnamente compensare la Lazio per il suo prestigioso comportamento in questa Coppa Italia. Naturalmente le feste toccano a tutti e particolarmente a Bernardini cui va l'incommensurabile merito di aver preso una squadra che era stata bistrattata da una intera stagione, e di averne fatto addirittura la reginetta di una manifestazione di importanza nazionale.


Il Messaggero titola: "Espresso da un solo gol di Prini il netto e continuo dominio della Lazio. Su calcio di punizione battuto da Pozzan, Prini ha sorpreso Sarti con un magistrale colpo di testa. Un gran tiro di Fumagalli neutralizzato da Castelletti sulla linea di porta - L'incidente a Pinardi".

Prosegue il quotidiano romano: Sembravano tutti impazziti negli spogliatoi. Siliato aveva le lacrime agli occhi per tutte le testimonianze di simpatia dalle quali veniva quasi sommerso. Tifosi fedeli e aventiniani erano tutti lì a dimenticare i tempi cupi, a gioire per questa nuova Lazio che, a un passo dalla retrocessione alla fine del campionato, aveva vinto la Coppa Italia. Bernardini, finalmente profeta in patria, non sapeva come uscire da quella bolgia di osanna, che mal si adattano alla sua naturale modestia. Si è trovato con un cestino d'uva in mano che un omino era riuscito a consegnargli superando tutti gli sbarramenti e l'omaggio lo ha commosso, così come lo hanno commosso le attestazioni di stima da parte dei suoi ex giocatori che egli ha costretto alla mercè della sua nuova squadra. Un successo regolare, nettissimo hanno detto i Montuori, i Segato, i Cervato, i Chiappella, un successo ottenuto da una squadra con la quale si deve spendere tutto per stare al passo. Si è chiuso così il ciclo della Coppa Italia. Ha vinto l'outsider ma la sua non è stata una vittoria dovuta al caso perché alla Coppa la Lazio ha creduto sin dal primo momento e la volontà dei Prini, dei Bizzarri, dei Fumagalli ha finito con l'imporsi alla classe dei Charles nella partita di semifinale e dei Montuori, degli Hamrin nel decisivo incontro di ieri.

E' stata una partita sempre tirata sul filo dell'imprevedibile, capace di cambiar fisionomia da un momento all'altro e incerta fino al fischio di chiusura. Con l'inizio del gioco le mosse dell'una e dell'altra squadra erano piuttosto guardinghe e si poteva notare come Carradori fosse votato alla guardia di Lojacono e Pozzan a quella di Montuori, mentre Tagnin retrocedeva su Gratton, pendoland anzi tra lui e Segato. La Lazio era la prima ad affacciarsi in area viola, ma la Fiorentina all'8 fruiva di due calci d'angolo consecutivi e quindi Lojacono chiamava Lovati ad una prima impegnativa parata al 9'. Per un fallo di Castelletti su Tozzi, Carradori batteva una punizione che mandava il pallone a lato di poco e quindi all'11' si aveva una improvvisa discesa di Hamrin che liquidato Janich entrava in area dalla parte opposta del rettangolo. Lo svedese però non riusciva a difendere il pallone e Lovati poteva intervenire. Pronta la risposta della Lazio con Bizzarri e quindi tiro di Montuori al 14' bloccato in bellezza dal portiere romano. Le poleri si accendevano e un plastico intervento alto di Lovati su Hamrin al 17' strappava l'applauso, mentre Cervato doveva mettercela tutta per neutralizzare in angolo una azione Fumagalli-Tozzi-Bizzarri al 22'. Ancora Cervato si salvava in corner al 23' e al 26' su punizione dal limite si aveva una anticipazione di quella che doveva essere la fase risolutiva della partita: tiro di Bizzarri, testa di Prini, palla a lato di poco.

Subito dopo si aveva la scena clamorosa dell'espulsione di Carradori e Lojacono. I due si erano già "accarezzati" a vicenda, ma al 28' Carradori entrava duro sul viola e questi rispondeva con un calcio a freddo. Senza nessuna esitazione Marchese indicava ad entrambi la via degli spogliatoi e faceva riprendere quindi il gioco che si spostava in area viola. Si era la 29' e Tozzi imbeccato da Tagnin partiva come un razzo invano inseguito da Chiappella. Il centroavanti entrato in area si vedeva però lo specchio della porta chiuso da Sarti e doveva tiraree angolatissimo: il pallone finiva a lato. Ma rimessa in gioco la palla, per un fallo di Robotti su Prini, Pozzan batteva una punizione dal limite sinistro dell'area. Sarti esitava un po' a saltare e ciò permetteva a Prini di sorprenderlo e batterlo. Era il gol della vittoria. La Fiorentina tentava di reagire e si portava in area laziale dova al 39' Marchese sorvolava su un involontario fallo di mano di Janich, pressato da Hamrin. Lo stesso Hamrin, dopo che Robotti aveva caricato duramente Fumagalli, calciava a volo su passaggio di Chiappella ma la palla finiva sul fondo. Si concludeva così il primo tempo che dopo l'espulsione di Carradori e Lojacono aveva visto la Lazio mantenere sempre un uomo in più in difesa e cioè schierando Tagnin su Montuori e mantenendo Pozzan in zona. Con lo stesso schieramento la squadra biancoazzurra riprendeva il gioco ed al 6', su una discesa di Hamrin in posizione di centroavanti Tagnin recuperava e metteva in angolo.

Ma all'11' ancora su una discesa di Hamrin doveva essere Lovati a respingere di pugno. Raccoglieva Montuori, ma Lo Buono si metteva in corner. Questo serrate dei viola si spegneva però presto e le azioni passavano nelle mani della Lazio che al 15' poteva raddoppiare il vantaggio: da fondo campo Bizzarri traversava al centro, dove Tozzi benchè ostacolato da Cervato riusciva a tirare a rete. Una grande parata all'indietro di Sarti impediva il gol. Sempre con la Lazio in cattedra si arrivava alla mezz'ora. E Tozzi dopo aver sbagliato una mezza rovesciata, veniva brutalmente atterrato da Cervato proprio quando era lanciato in gol. Altra emozione al 35': scambio Fumagalli-Prini, tacco a Pozzan, tiro e deviazione in corner di Sarti. Tiro dalla bandierina, gran mischia, testa di Fumagalli e pallone tesissimo verso la rete, dove però quasi al limite della striscia bianca Castelletti riusciva a rimettere in corner. Non mancavano che dieci minuti al termine e la Lazio chiamava indietro i suoi uomini. Il controllo dei fiorentini era perfetto anche su due consecutivi calci d'angolo al 42': ma al 44' Pinardi perdeva un duello con Montuori. Ormai questi era solo davanti a Lovati ma il centromediano riusciva con una "spaccata" acrobatica che tuttavia gli provocava uno strappo inguinale a toccare la palla e a permettere a Lovati di lanciarsi in tuffo per sbrogliare la situazione delicata e salvare il risultato. Subito dopo il triplice fischio di Marchese. Era l'atto conclusivo della Coppa Italia '58. Nel libro d'oro, ai nomi del Torino e della Juventus vittoriosi per due volte e del Genoa, dell'Ambrosiana, della Fiorentina e del Venezia, si aggiungeva quello della Lazio.


L'Unità titola: "Vittoriosi i bianco-azzurri nella finalissima dell'Olimpico. Alla Lazio la Coppa Italia. Battuta la Fiorentina da un goal di Prini. Espulsi per scorrettezze Carradori e Lojacono".

Continua il quotidiano: Il sole era già andato a nascondersi dietro le pendici di Monte Mario, la partita si avviava lentamente verso l'epilogo, i viola attaccavano con la la forza della disperazione e sotto la porta di Lovati Pinardi zoppicava storcendo il viso in una smorfia di dolore. Ma non c'era più da temere, gli applausi della folla sempre più fragorosi stavando scandendo gli ultimi minuti di gioco; ed ecco finalmente il trillo finale dell'arbitro, ecco le scalee dell'Olimpico incendiate dalla tradizionale fiaccolata. Gli spettatori scattano in piedi all'unisono, gli applausi raggiungono l'intensità di un rombo di tuono. Ricordiamo questo momento: è un momento storico per il calcio capitolino che ieri pomeriggio ha ottenuto il secondo significativo riconoscimento dopo lo scudetto vinto dalla Roma nel Campionato 1941/42. Da ieri, infatti, l'altra squadra della capitale, la S.S. Lazio, è entrata nell'olimpo delle elette del calcio italiano, da ieri il nome della S.S. Lazio figura nell'albo d'oro della Coppa Italia accanto ai nomi gloriosi della Juventus e del Torino (vincitori di due edizioni ciascuna), del Genoa, del Bologna, dell'Ambrosiana Inter, del Venezia e della Fiorentina. E del tutto meritatamente: perché se è vero che nelle sue fila non si trovano i fuoriclassi schierati da altre squadre, è pur vero che più e meglio di queste sa svolgere un gioco pratico, veloce, redditizio, forse non spettacolare (anzi tanto scarno da limitarsi all'essenziale) ma soprattutto moderno. Possiamo ben dire allora che la Lazio non sfigura affatto nell'albo d'oro della Coppa Italia, possiamo ben dire che il successo della Lazio è quanto mai giusto e meritato sotto il profilo storico, perché è il successo del gioco moderno su schemi tattici ormai superati. Del resto si tratta di una constatazione apparsa lampante già in occasione della vittoria sulla Juventus e confermata proprio dalla partita di ieri, la finalissima che ha registrato oltre il trionfo degli "ex".

L'incontro è stato deciso proprio da una rete di un ex fiorentino (l'ala Maurilio Prini), anche il successo di un allenatore moderno e intelligente come Fulvio Bernardini. Successo tanto più evidente in quanto proprio la perdita di Bernardini, la rinunzia ai suoi schemi e l'adozione di una manovra forse più classica ma certamente troppo elaborata e poco redditizia, sono state tra le cause principali della sconfitta dei viola. Si è visto, infatti, che assecondando le direttive offensivistiche di Czeizler la Fiorentina è diventata una squadra divisa esattamente in due tronconi: da una parte l'attacco, che giostra a meraviglia, raccoglie applausi a scena aperta ma purtroppo non segna (anche per la perdita di Virgili) e dall'altra la difesa ove Cervato, Castelletti, Chiappella, Segato hanno fornito un apprezzato rendimento individuale ma non riescono a formare quel blocco compatto che era il vanto maggiore della Fiorentina di Bernardini. E al centro il vuoto: un vuoto pauroso non più riempito da Gratton e Prini, un vuoto nel quale Carradori (finché non è stato espulso insieme a Lojacono per scorrettezze reciproche) e Pozzan (Tagnin si teneva più indietro a marcare il "nuovo" Gratton) hanno giostrato come hanno voluto spezzando le azioni avversarie e rilanciando i propri ataccanti. E poiché la difesa biancoazzurra ha retto con sufficiente disinvoltura agli attacchi dei viola (nonostante il tourbillon marca Czeizler) si può azzardare perfino la conclusione che la Lazio avrebbe forse potuto ottenere un risultato più vistoso se Bizzarri non si fosse ostinato a tirare in porta anche quando non era il caso, e soprattutto se Fumagalli avesse maggiore disinvoltura ed esperienza.

Non vogliamo allinearci con i più pessimisti che ieri sera sostenevano l'immaturità della giovane speranza biancoazzurra e la necessità, quindi, di lasciarlo fuori squadra: secondo noi bisogna avere pazienza con Fumagalli perché indubbiamente possiede tutte le doti necessarie per emergere. Ma il ragazzo deve molto affinare lo stile e acquistare quell'esperienza che sola prima squadra può dargli. Diamo tempo al tempo, allora: diamo tempo a Fumagalli, diamo tempo a Bernardini, diamo tempo alla Lazio per perfezionare la sua manovra. Vedrete che atleti e tecnici biancoazzurri non deluderanno chi avrà avuto fiducia in loro. Come non hanno deluso finora (ricordiamo che la Lazio di Fulvio è ancora imbattuta). Ed ora passiamo alla cronaca. Le fasi iniziali del gioco sono nervose e ricche di scorrettezze. E così non c'è da stupirsi se il primo tiro a rete è frutto di una punizione battuta da Pozzan; ma la sventola di Tozzi finisce a lato come un tiro di Bizzarri; subito dopo la risposta della Fiorentina non si fa attendere: Pinardi "buca" su un lungo rinvio di Sarti che finisce a Montuori il quale scatta verso Lovati. Ma "Bob" è in forma spettacolosa e chiude lo specchio della porta a Miguel che per la fretta calcia a lato. Le due squadrre si sono presentati i rispettivi biglietti da visita. La partita promette bene e mantiene le sue promesse perché ad un'altra uscita di Lovati su Lojacono fa da contraltare una sforbiciata poco regolare di Castelletti su Tozzi: punizione e fucilata di Carradori fuori di poco. Al 13' grosso pericolo per Sarti: Bizzarri supera Robotti, fugge lungo la linea di fondo e crossa ma nessuno è pronto a raccogliere il passaggio. Altra uscita acrobatica di Lovati (è spettacoloso il portiere laziale!) su Hamrin (che in genere non punta a rete ma lancia Montuori e Lojacono) indi uno scontro tra Carradori e Fumagalli. I due si rialzano un po' malconci ma sani e salvi.

Tuttavia l'episodio riporta un po' di elettricità in campo: non si avverte subito, perché i viola devono preoccuparsi di neutralizzare un pericololo assolo di Tozzi che dalla linea di fondo centra e sfrutta il rimpallo su Cervato per sferrare un gran tiro che Sarti riesce appena a deviare in corner con la punta delle dita. Ma subito dopo Robotti spinge platealmente a terra Tozzi ed al 28' Carradori sgambetta Lojacono. Lojacono è un oriundo "a sangue caliente" e risponde con un calcio a freddo. Marchese senza esitare espelle l'uno e l'altro: ne guadagna lo spettacolo perché in dieci contro dieci la partita diviene più veloce e più interessante; ne guadagna anche la correttezza perché i superstiti si guardano bene dal ripetere le gesta dei due espulsi. Ne scapita la giustizia sportiva perché il solo Lojacono avrebbe meritato l'espulsione ma si tratta di una finalissima e Marchese ha badato anche a non rompere l'equilibrio di forze in campo. Si riprende a giocare fra i fischi che però subito dopo divengono applausi: già al 30', infatti, Tozzi supera Cervato, sta per evitare anche l'uscita di Sarti ma tira troppo presto e manda a lato (vuol dire che Tozzi rimarrà cannoniere della coppa in condominio con Petris). E un minuto dopo ecco il goal laziale: Robotti interviene fallosamente su Fumagalli, Pozzan batte la punizione e manda uno spiovente al centro dell'area ove Prini raccoglie di testa e devia di precisione ma dolcemente in rete. E' il finimondo sugli spalti. Ed è il finimondo anche in campo: i viola si scatenano, pongono l'assedio alla rete di Lovati ma non passano, anzi, nemmeno tirano e i pericoli più grossi per "Bob" vengono da un paio di legnate di Cervato su punizione.

Ripresa. Ancora la Fiorentina tutta all'attacco: tre corner di seguito vengono battuti in favore dei viola, poi un'altra "punizione al brivido" di Cervato e un tiro alto di Hamrin. La Lazio risponde con una girata al volo di Tozzi parata in tuffo da Sarti e la partita si spegne pian piano. Bisogna attendere il 32' per registrare un'altra cannonata di Cervato su punizione cui la Lazio risponde immediatamente con un colpo di testa di Fumagalli (su corner battuto da Bizzarri che Castelletti riesce fortunatamente a respingere, pure di testa, sulla linea della porta. Stiamo arrivando verso la fine e logicamente si registra il serrate dei viola e appunto in uno dei mucchi caotici creatisi davanti a Lovati che Pinardi si infortuna e rimane zoppicante. Ma il fischio finale non tarda: lo stadio esplode e applaude ancora mentre entra in campo Siliato e riceve dalle mani del commissario Zauli la Coppa Italia. Altri applausi salutano i viola quando ricevono la coppa di consolazione messa in palio dalla Lega Nazionale. Ed è tutto.


La Stampa titola: "Sorpresa nella finale disputata ieri a Roma. Vinta dalla Lazio la Coppa Italia. La Fiorentina sconfitta per 1-0. Ha segnato nel primo tempo l'ex viola Prini. Vana reazione dei toscani. Lojacono e Carradori espulsi".

L'articolo così prosegue: La Lazio si è aggiudicata la Coppa Italia concludendo degnamente le brillanti prove fornite dopo l'assunzione di Bernardini. La conquista della ambita coppa premia giustamente gli sforzi del nuovo allenatore che ha saputo riorganizzare una squadra a cui mancava un vero giuoco. Questo era per l'ex-fiorentino l'incontro della "rivincita". E non solo per lui; gli altri due ex-viola Prini e Bizzarri hanno offerto una prestazione maiuscola, e anzi è stata proprio l'ala sinistra a condannare i compagni della scorsa stagione, segnando l'unica rete della giornata. La squadra laziale è da elogiare in blocco, soprattutto per aver saputo irretire il pericoloso attacco viola. La Fiorentina è mancata invece all'attesa, tanto più che il pronostico la dava come favorita. Davanti a circa 60 mila spettatori, l'inizio della partita è stato tutto della Lazio, protesa all'attacco. Una pericolosa azione dei biancazzurri è fermata in modo non del tutto ortodosso al 5', causando uria punizione che Tozzi non sa sfruttare a dovere. Dopo 3' la Fiorentina si affaccia per la prima volta in aerea laziale: veloce scambio Montuori-Lojacono, con tiro di quest'ultimo neutralizzato dal lungo Lovati, capitano dei laziali.

Seguono alterne vicende fino al 27', che registra una vivace reazione di Lojacono, a giuoco fermo, ad una scorrettezza di Carradori: l' arbitro Marchese non esita e invita i due contendenti a rientrare negli spogliatoi. Tagnin retrocede, e la Lazio realizza la rete, che le darà la vittoria finale. Pozzan batte una punizione e il pallone spiove in area; qui Prini, in tuffo, inganna Sarti e con una precisa girata di testa, infila a fil di palo. Nella ripresa la Lazio si organizza in difesa, limitandosi ad azioni di contropiede, e per poco, anzi, non riesce a raddoppiare, al 14', quando Tozzi dopo un veloce scambio con Bizzarri si è trovato a tu per tu con Sarti, sbagliando però il tiro conclusivo. Al 21' e Sarti a salvare la propria rete da un insidioso traversone di Bizzarri. II fischio finale dell'arbitro napoletano Marchese è coperto dal boato della folla, che esplode entusiasta dopo gli ultimi minuti di tensione. Ripetuti abbracci tra dirigenti e giocatori della Lazio; poi tra battimani e lampi dei fotografi il commissario alla Figc Zauli consegna al presidente Siliato la grande "Coppa Italia".


Estratte dal Corriere dello Sport, alcune dichiarazioni post-gara:

...su un lettino è disteso Pinardi, dolorante avendo accanto il dott. Bolognese. Gli chiediamo dell'incidente: "Si tratta di uno stiramento inguinale - dice il dottore - di cui non ho potuto ancora accertare la gravità. Pinardi se lo aspettava, era da qualche tempo che giocava col dolore, sperando di evitare il peggio". Ecco Bernardini. Cosa pensa il tecnico vittorioso, che se ne sta modestamente appoggiato allo stipite di una porta con le mani in tasca? Cosa ha da dire, Bernardini? "... che è molto preoccupato, adesso che ha due centromediani infortunati". Ma poi, dopo lo scontroso esordio, Fulvio, sollecitato prosegue con represso compiacimento: "Mi pare che in certi momenti si è giocato bene, in altri meno, con preoccupazione evidente. C'è stato un ritmo leggermente superiore da parte nostra. Loro hanno dato l'impressione di essere più "quadrati" nelle partenze... Ma la difesa della Lazio ha giocato molto bene" - conclude Fulvio tutto d'un fiato, abbassandosi verso il nostro orecchio. Lovati, il capitano: "Meritatamente. Abbiamo vinto meritatamente, prima di tutto. Sono contento di aver vinto una competizione come questa, che noi abbiamo sempre preso sul serio, con impegno costante. Ecco perchè dico che abbiamo meritato il successo. La Fiorentina è una bella squadra, ma noi corriamo molto". E sentiamo Janich, che ha avuto come avversario diretto Hamrin, nientemeno: "Avevo paura, lo ammetto. Non so come abbia giocato, ma certo abbiamo vinto". Troppo modesto Janich. La verità è che ha messo tanto di museruola allo svedese. Carradori espulso dall'arbitro e già vestito. E' ancora tutto sconvolto: "Non so capacitarmene - dice, concitato. - Io entro su Lojacono. Va bene, poteva anche essere una entrata fallosa, ma come tante. Mi sento arrivare un calcio alle spalle. Non reagisco: espulso!". E' l'unica nota amara, in una giornata così bella per la Lazio. La Fiorentina ha accettato il verdetto con compostezza. Certo, la delusione è stata grossa. Per tutti, ha parlato Cervato: "Nessun dubbio che la Lazio abbia vinto con pieno merito. Mi rammarico soltanto che la Fiorentina, cominciando da me, non riesca ad ingranare. Siamo ancora legati, incerti. Peccato..."






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