Domenica 31 agosto 1975 - Roma, stadio Olimpico - Lazio-Varese 1-0


Stagione

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Coppa Italia - 1° turno eliminatorio - Girone 4 - gara 2

LAZIO: Pulici, Ammoniaci, Martini, Wilson, Ghedin, Re Cecconi, Giordano, Brignani, Ferrari G.C., D'Amico (72' Lopez), Badiani. All. Corsini.

VARESE: Martina, Guida, Arrighi, Lanzi (27’ De Lorentis), Chinellato, Prato, Manueli, Maggiora, Muraro C. (63’ Cesati), Dalle Vedove, Tresoldi. All. Maroso.

Arbitro: Sig. Bergamo (Livorno).

Marcatori: 6' Giordano.

Note:

Spettatori: 30.000 circa.

La rete di Giordano
Da l'Unità: la cronaca della gara

L'assenza di Chinaglia, nella formazione laziale che affronta il Varese per il secondo turno di Coppa Italia, toglie gran parte dell'interesse al confronto fra le due squadre. Tuttavia sugli spalti dell'Olimpico c'è ugualmente una gran folla rumorosa, calcolata in 35 mila persone. E' ancora viva l'eco per il ritorno del centravanti, di cui è annunciata la presenza come spettatore. Mezz'ora prima dell'inizio della partita il pubblico comincia a scandire il nome di Chinaglia. Gli occhi sono tutti puntati sulla tribuna Monte Mario, dove dovrebbe apparire da un momento all'altro il « figliuol prodigo ». Ma l'attesa viene tradita. In tribuna stampa alcuni giornalisti amici del giocatore recano la notizia che egli ha deciso di restarsene a casa di Maestrelli. Chinaglia fa sapere che non se la sente di seguire la sua Lazio dalla tribuna, si sarebbe emozionato troppo. « Le partite sono abituato a giocarle sul campo — ha commentato il giocatore — preferisco restare lontano dallo stadio ». Questa la versione ufficiale del giocatore. Ma c'è chi ricorda il suo atteggiamento di ieri, piuttosto polemico nei confronti di Corsini che non lo aveva neppure convocato per la partita di stasera. Chinaglia ha espresso vivacemente il suo disappunto, dimostrando che il suo carattere esuberante non è infatti cambiato dopo l'avventura americana. Non si esclude quindi che alla sua assenza il centravanti abbia voluto dare il significato d'una protesta per l'esclusione dalla gara con il Varese. Preso atto con un certo rammarico dell'assenza di Chinaglia. la folla rivolge l'attenzione alla partita, che appare fin dalle prime battute piuttosto vivace. La Lazio si muove secondo i nuovi schemi di Corsini, che prevedono un gioco a tutto campo, con passaggi rapidi a cui partecipano a turno attaccanti, difensori, centrocampisti nelle fasi di attacco.

Il Varese, costretto a rinunciare al terzino Rimbano, infortunato, e a Bui, ancora a corto di preparazione, vacilla sotto l'incalzare degli avversari, anche se spesso riesce ad alleggerire la pressione con pericolose puntate in cui si distingue il velocissimo Muraro. Al 6' minuto di gioco la Lazio raccoglie i frutti della sua superiorità: D'Amico si esibisce sulla destra con un paio di dribbling da campione che sbilanciano i difensori lombardi, poi crossa con precisione un pallone sul quale si avventa Giordano, che insacca di testa da corta distanza. Al 16' altra grossa occasione per i biancoazzurri: il portiere varesino Martina non trattiene un tiro scoccato da Brignani, sulla palla si lancia Ferrari, che da non più di tre metri la colpisce forte di punta mandandola a sbattere sul palo. Chinaglia non avrebbe sbagliato quel gol, commentano i tifosi laziali. Nella ripresa la Lazio allenta la pressione. La squadra non appare lucida come nella prima parte della gara. Soltanto Re Cecconi (migliore in campo) ha ancora qualche energia da spendere. Il Varese tenta di costruire qualche manovra: si fa ammirare a metà campo, ma manca di peso in attacco che non trova spazio nella solida difesa biancazzurra.

Tuttavia al 59', in veloce contropiede, i lombardi sfiorano il gol: Muraro fugge velocissimo, evita Wilson, si presenta solo in area, ma poi sbaglia clamorosamente inviando fuori il suo rasoterra a fil di palo. Ancora Muraro al 63' impegna Pulici con un secco tiro in corsa. Un minuto dopo, Maroso sostituisce il suo centravanti, esausto, con Cesati. La partita diventa decisamente mediocre. Dagli spalti si leva qualche fischio. Corsini sostituisce D'Amico, calato paurosamente alla distanza, con Lopez. Ma la situazione non cambia. La squadra biancazzurra ha giocato un discreto primo tempo finché il movimento collettivo ha mascherato uno dei più grossi problemi che è quello della mancanza di una « mente » che sappia infondere un tono razionale alla manovra (Brignani non vale Frustalupi). La partita inoltre ha fatto chiaramente capire che il ritorno di Chinaglia è indispensabile alla Lazio.

Fonte: La Stampa