Domenica 14 settembre 1975 - Roma, stadio Olimpico - Lazio-Avellino 2-0


Stagione

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Coppa Italia - 1° turno eliminatorio - Girone 4 - gara 3

Lazio: Pulici, Ammoniaci, Martini, Wilson, Ghedin, Re Cecconi (29' Petrelli), Ferrari G.C., Brignani, Chinaglia, D'Amico, Badiani (50' Agostinelli). All. Corsini.

Avellino: Marson, Schicchi, Mutti I, Boscolo, Facco, Reali, N.Scarpa, Taddei (46' Tacchi), Franzoni (50' Cau), Salpini, F.Rossi. All. Giammarinaro.

Arbitro: Prati (Parma).

Marcatori: 32' Petrelli, 36' Petrelli.

Note:

Spettatori: 40.000 circa

Petrelli segna di testa
Dall'Unità: la cronaca della gara
Petrelli sigla la doppietta
Una fase di gioco

La Lazio ha battuto l'Avellino più nettamente di quanto indichi il punteggio di 2 reti a 0. Con questo risultato alla squadra di Corsini sarà sufficiente pareggiare a Brescia per superare il turno di Coppa Italia. I biancoazzurri sono apparsi ben rodati sul piano atletico, hanno avuto alcuni spunti felicissimi di gioco sul piano collettivo, anche se non è ancora completamente dissipata l'impressione d'una squadra di corridori privi d'una « mente » che sappia infondere un tono razionale alla manovra a volte eccessivamente affannosa. Occorrerà vedere impegnata la Lazio contro squadre di levatura diversa dallo scarsissimo Avellino. Confortata dal risultato di Ascoli, dove la squadra di Riccomini ha pareggiato contro il Brescia, la Lazio affronta l'Avellino decisa a conquistare un successo che le consentirebbe di guardare con una certa tranquillità alla qualificazione di Coppa Italia. Ma non mancano altri motivi d'interesse per la gara di stasera, a cui assistono circa 40 mila persone.

E' la prima volta che Chinaglia disputa un incontro ufficiale, in cui sono in palio i due punti, accanto all'ex avellinese Ferrari, che è riuscito a guadagnarsi rapidamente la simpatia dei tifosi biancoazzurri. Sulla sponda avversaria c'è un altro « ex ». Si tratta del centravanti Franzoni, che fece parte della Lazio campione d'Italia. La squadra di Corsini si schiera nella formazione standard, che giocherà anche mercoledì prossimo ad Odessa, nella prima gara di Coppa Uefa. La Lazio imprime subito ritmo molto elevato al confronto. Al 5' Chinaglia si libera bene di un avversario, avanza e lascia partire un bolide che si stampa sul palo. Sulla respinta tira ancora Martini, ma spedisce fuori. Ancora una occasione per i biancoazzurri all'11': approfittando dell'errore di un difensore, Ferrari ha la palla buona ma alza troppo la mira fallendo incredibilmente il bersaglio. L'Avellino tenta di frenare l'offensiva avversaria con qualche manovra di alleggerimento affidata alle solitarie punte Rossi e Franzoni, ma non riesce a togliere l'iniziativa ai laziali, che continuano a condurre il gioco sorretti dall'ottima vena di Re Cecconi, Martini e Badiani, dagli spunti di D'Amico (che però cade nell'errore di inutili personalismi) e soprattutto da Chinaglia, in netto progresso di forma. Superata senza danni la sfuriata iniziale degli avversari. l'Avellino comincia a giostrare con più disinvoltura ma manca di peso in attacco. Al 23' Re Cecconi rimane infortunato alla caviglia sinistra e sei minuti più tardi è costretto a lasciare il posto a Petrelli. E' lo stesso Petrelli, al 32' a sbloccare il risultato a favore della sua squadra, raccogliendo al centro dell'area un calcio d'angolo battuto da D'Amico e spedendo di testa un pallone imprendibile alle spalle di Marson. Trascorrono quattro minuti e la Lazio raddoppia ancora con Petrelli: se ne va in dribbling vincente D'Amico, che allunga al compagno scattato in area. Petrelli vince il tackle con Mutti, si presenta solo davanti al portiere avellinese e lo batte con un tiro secco a mezza altezza. La Lazio appare ormai padrona del campo e non incontra eccessive difficoltà contro un avversario contratto che commette molti errori anche in difesa. Il divario fra le due squadre è sempre più evidente e si comincia a capire perché il fragile Avellino si trova a zero punti nel suo girone. Nella ripresa l'Avellino si distende con maggiore frequenza in avanti, impegnando la difesa laziale, in cui emergono nettamente sugli altri Wilson, Ammoniaci e Ghedin. Al 53' tuttavia i campani potrebbero accorciare le distanze con Cau, che parte bene in contropiede ma, giunto a poca distanza da Pulici, sbaglia clamorosamente inviando la palla sul fondo. La Lazio non ha più la lucidità del primo tempo, ma non incontra eccessiva difficoltà a controllare i modesti avversari.

Fonte: La Stampa