Domenica 3 febbraio 1974 - Roma, stadio Olimpico - Lazio-L.R. Vicenza 3-0


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3 febbraio 1974 - 1.801 - Campionato di Serie A 1973/74 - XVI giornata

LAZIO: F.Pulici, Petrelli, L.Martini, Wilson, Oddi, Nanni, Garlaschelli, Inselvini, Chinaglia, Frustalupi, D'Amico. A disposizione: 12 Moriggi, 13 Polentes, 14 Franzoni. Allenatore: Maestrelli.

L.R. VICENZA: Bardin, Volpato, Longoni, F.Gorin (46' D.Fontana), M.Perego, Berni, Damiani, Bernardis, Vitali, Faloppa, Speggiorin (II). A disposizione: 12 Sulfaro, 14 Berti. Allenatore: Puricelli.

Arbitro: Sig. Branzoni (Pavia).

Marcatori: 10' Garlaschelli, 69' Berni (aut), 80' Chinaglia.

Note: cielo nuvoloso con pioggia durante tutto l'incontro, campo pesante. Al 62' Bardin para un calcio di rigore a Chinaglia. Al 61' espulso Vitali, ammoniti Damiani e Perego per proteste. Calci d'angolo 14-7.

Spettatori: 30.390 di cui 18.315 abbonati per un incasso di £. 40.594.800.

La rete di Renzo Garlaschelli
Dal Messaggero: La cronaca della partita
Inselvini crossa in area
Dal Messaggero: La cronaca della partita
L'autogol di Berni
Il biglietto della gara
La rete di Giorgio Chinaglia
Chinaglia esulta dopo la rete
Martini si spinge in avanti
Il bomber biancoceleste supera Bardin (Telefoto Ap)
Vitali cerca di aggredire l'arbitro

Una Lazio inarrestabile surclassa il L.R. Vicenza, ben aldilà del 3-0 finale. La partita è un monologo biancoceleste dal primo all'ultimo minuto; Maestrelli schiera i migliori undici. Già al 2' minuto è Chinaglia ad irrompere in area e costringere Bardin a respingere in tuffo, facendosi anche male ad una spalla. Poco dopo è Petrelli ad impensierire il portiere veneto con un tiro dai 20 metri fuori di un soffio. Al 10' il gol di Garlaschelli che, vinto un rimpallo con un difensore biancorosso, spiazza Bardin e porta in vantaggio la Lazio. Galvanizzata dal vantaggio, la squadra biancoceleste inizia a macinare gioco. Al 15' è Chinaglia su cross di Petrelli a tirare a colpo sicuro, ma Bardin si oppone e la difesa respinge. Si affaccia il L.R. Vicenza con Bernardis, ma Pulici vola sotto il sette e manda in angolo. Alla mezz'ora Chinaglia su punizione impegna il portiere avversario che vola per togliere la palla dalla rete. Il primo tempo termina con i laziali in vantaggio ma molto sciuponi. Il secondo tempo si apre subito con un cross di Nanni dalla sinistra che Chinaglia gira di testa a rete, ma Bardin respinge fortunatamente sulla linea e la difesa spazza. Al 62' Chinaglia sbaglia un rigore calciato due volte ed altrettante volte parato dall'estremo difensore vicentino. Un minuto prima il LR Vicenza era rimasto in 10 per l'espulsione di Vitali per proteste (il calciatore prenderà ben otto giornate di squalifica poi ridotte a sei - ndr -). Al 69' è D'Amico a crossare per Chinaglia: quest'ultimo tira e la palla colpisce Berni che insacca involontariamente nella propria porta. Da rimarcare che sia Chinaglia che Nanni si vedono annullare due reti dall'arbitro. La partita finisce con il terzo gol di [[Chinaglia Giorgio|Chinaglia che, con una rasoiata, insacca alla sinistra del malcapitato Bardin. Il campo pesante suggerisce di chiudersi in difesa e mantenere palla per evitare infortuni. Con questa vittoria la Lazio si porta così a 25 punti e mantiene il distacco sul Napoli a 22 mentre la Juventus e la Fiorentina sono a 21.


L'Unità titola: "Nuova convincente (anche se non smagliante) prova dei ragazzi di Maestrelli. Chinaglia e soci fanno proprio sul serio: il Vicenza va a picco (3-0). Il centravanti laziale, autore del terzo gol, sbaglia per ben due volte un calcio di rigore. Altri due gol sono stati annullati dall'arbitro ai padroni di casa. Le altre reti messe a segno da Garlaschelli e da Berni (autogol)".

L'articolo così prosegue: La Lazio ha vinto autoritariamente il confronto col Vicenza (che aveva costretto al pareggio, domenica scorsa, la Juve) mettendo a segno tre gol che avrebbero potuto essere anche di più, se Chinaglia avesse realizzato un penalty e se fossero state convalidate due reti che, a detta del guardalinee di destra, erano viziate da fuori gioco. Ma prima di passare alla disamina l'incontro, vogliamo spulciare alcune note del taccuino che danno l'esatta misura della supremazia dei laziali, che pure non hanno giocato un calcio di gran palato. Nel primo tempo Bardin si è dovuto produrre in quattro interventi un po' fortunati ma anche di grossa levatura, su tiri di Chinaglia (tre) e di D'Amico, mentre il laziale Pulici è dovuto intervenire soltanto una volta su tiro di Bernardis. Da notare che sul gol di Garlaschelli, Bardin non ha alcuna colpa, perché due svarioni li hanno commessi Volpato e Berni. Nella ripresa, se è vero che gli altri due gol sono venuti allorché il Vicenza era rimasto in dieci per l'espulsione di Vitali, già prima dell'autorete di Berni (al 23'), Bardin si era salvato deviando sul palo un colpo di testa di Chinaglia (6'), lo stesso Giorgione si era visto annullare una rete (9') e aveva fallito un rigore (20'). Infine al 28' Chinaglia, di ginocchio, aveva scavalcato Bardin, ma un difensore salvava di testa proprio sulla linea e in occasione del terzo gol (di Chinaglia), al 32', Inselvini aveva colpito un palo. Di contro il laziale Pulici aveva dovuto intervenire assai di più che nel primo tempo, parando quattro volte, su altrettanti tiri di Bernardis, Longoni, Speggiorin e Perego che forse avrebbero anche meritato miglior sorte, visto che proprio dopo essere rimasti in dieci i biancorossi hanno impegnato più del previsto i biancazzurri. Ma ora veniamo all'incontro che, fin dalla vigilia, vedeva nella Lazio la favorita d'obbligo. Ma Maestrelli aveva predicato modestia e concentrazione, perché gli uomini di Puricelli non dovevano essere presi sotto gamba, stante anche il pari imposto alla Juve, pur se i biancorossi vantavano la peggior difesa del campionato (22 gol subiti) e un attacco poco prolifico (soltanto 9 gol fatti).

Ma già fin dai primi minuti di gioco si poteva toccare con mano la diversa calibratura delle due squadre. Il centrocampo biancazzurro macinava gioco — anche se il terreno pesante ne frenava talvolta le manovre —, imponeva il proprio ritmo, portando spesso in zona tiro tanto Chinaglia che Garlaschelli e D'Amico, in difesa Petrelli si era preso cura del fratello del più famoso Speggiorin della Fiorentina, Oddi di Damiani e Martini di Vitali che fungeva da centravanti arretrato, mentre Wilson spazzava l'area con la nota autorevolezza. Dall'altra parte Berni era su Chinaglia, con effetti disastrosi, nonostante sovente avesse l'aiuto di Perego; Volpato s'incaricava di tenere a bada Garlaschelli ma si vedeva che soffriva e Longoni aveva preso in cura D'Amico, il "baby" che contro il Bologna aveva fatto una partita maiuscola. Ebbene proprio nella difesa il Vicenza ha dimostrato di avere il suo vistoso tallone d'Achille, nonostante la bravura di Bardin. Il gioco collettivo della Lazio ha dapprima sfiancato i centrocampisti biancorossi, pur riuscendo a passare soltanto una volta con Garlaschelli, per poi nella ripresa (anche con la complicità di Vitali che si era fatto espellere), praticare una vistosa breccia nel "muro" difensivo vicentino. E le scorrettezze dei vicentini sono state il chiaro sintomo di un diffuso malessere che ha dapprima fruttato il rigore (per fallo di Perego su Garlaschelli), sbagliato però da Chinaglia e che è culminato nell'espulsione di Vitali. Peccato, perché nella ripresa i vicentini erano riusciti, in qualche modo, a organizzare una parvenza di contropiede e l'inferiorità numerica è stata subito sfruttata dalla furba Lazio. Al 23' batteva una punizione D'Amico e Chinaglia lasciava partire un tiro non irresistibile che però incontrava la coscia di Berni, falsandone la traiettoria e mettendo fuori causa il bravo Bardin e al 32', su ennesima incursione biancazzurra, Inselvini calciava dalla destra colpendo il palo destro con palla che perveniva sui piedi di Chinaglia che non perdonava.

Al 35' gol annullato a Nanni che aveva ricevuto da D'Amico e al 40' vistoso fallo di Faloppa ai danni di Inselvini, in piena area e che doveva essere punito col rigore, ma ormai si era sul 3-0 e l'incontro era agli sgoccioli. Insomma una vittoria senza discussioni quella della Lazio che ne legittima il primo posto in solitudine e che ha messo quattro punti di distacco da Juve e Fiorentina, mentre il Napoli si è attestato al secondo posto sempre a tre punti dai biancazzurri. Insomma, questa Lazio fa proprio sul serio.


In un altro articolo è riportato: "Incondizionati elogi alla squadra di Maestrelli. Per Puricelli i più forti sono i laziali". "La Lazio è la squadra più forte tra quelle che possono aspirare allo scudetto". Questo il giudizio di Puricelli alla fine dell'incontro. "E' una squadra che ha ritmo e un gioco collettivo molto difficile da controllare — ha poi proseguito l'allenatore del Vicenza, aggiungendo che la vittoria biancazzurra è stata meritata anche se il punteggio è un po' troppo severo per i vicentini. Sull'uno a zero — ha concluso Puricelli — abbiamo tentato di pareggiare e se Vitali non si fosse fatto espellere in un momento così delicato della partita forse notavamo anche segnare". Elogi e auguri per lo scudetto sono stati indirizzati alla squadra capolista anche dal presidente del Vicenza Farina. In casa biancazzurra Maestrelli non fa che ripetere che ogni partita è difficile e soltanto non facendosi soverchie illusioni, ma combattendo con grande impegno, si potrà raggiungere il traguardo scudetto. "La partita di oggi — ha detto Maestrelliè stata una ripetizione di quella di domenica scorsa con il Bologna. La Lazio dopo aver sbloccato nei primi minuti il risultato ha controllato il giuoco sfiorando più volte il raddoppio". Per quanto riguarda il Vicenza, Maestrelli ha ammesso che i biancorossi hanno un buon ritmo ma peccano di alcune ingenuità in fase difensiva favorendo gli attaccanti avversari. "Per quanto riguarda il gioco biancazzurro — ha proseguito Maestrellinon posso che ritenermi soddisfatto, ognuno ha fatto il suo dovere e l'impegno e l'agonismo profusi per tutto l'incontro stanno ad indicare che la squadra crede nei propri mezzi e ha raggiunto un carattere da "grande squadra". Sarà dura — ha concluso l'allenatore biancazzurro — tuttavia abbiamo le carte in regola per lottare fino in fondo".