Domenica 7 dicembre 1986 - Roma, stadio Olimpico – Lazio-Triestina 1-1


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7 dicembre 1986 - 2301 - Campionato di Serie B 1986/87 - 13ª giornata

LAZIO: Terraneo, Podavini, L.Brunetti (55' Caso), V.Esposito, Gregucci, Marino, Poli, Acerbis, Fiorini, Pin, A.Schillaci (46' Mandelli). A disp. Ielpo, Filisetti, Magnocavallo. All. Fascetti.

TRIESTINA: Gandini, Costantini, G. Bagnato, A.Orlando, Cerone, Menichini, De Falco (6' Scaglia), Strappa, Cinello (60' Dal Prà), Causio, P.Iachini. All. E.Ferrari.

Arbitro: Sig. Lombardo di Marsala.

Marcatori: 25' P.Iachini, 90' Fiorini.

Note:

Spettatori:


Il biglietto della gara

La Triestina ha gettato al vento una ghiotta occasione per portarsi via i due punti dall'Olimpico, dove la Lazio solo all'ultimo minuto di gioco è riuscita a pareggiare la rete dei giuliani. Le due squadre hanno disputato una gara molto vivace, ricca di episodi emozionanti e di gol falliti d'un soffio. Sono stati proprio i clamorosi errori commessi sotto rete, mentre la Lazio, sbilanciata in avanti, stava tentando un'affannosa rimonta, a chiudere ai triestini la strada del successo. Visibilmente condizionata dalle precarie condizioni fisiche di Caso e Mandelli, richiamati dalla panchina quando si presentava assai difficile il tentativo di riequilibrare le sorti della partita, la Lazio ha stentato fin dai primi minuti a organizzare una manovra razionale.

La squadra romana, pur riuscendo a conquistare una costante supremazia territoriale, non ha mai dato l'impressione di poter superare con successo l'organizzatissima difesa degli ospiti. Ai biancocelesti è venuto a mancare l'uomo-guida, ruolo interpretato finora con successo da Caso. L'inesauribile Poli ha tentato caparbiamente di colmare la lacuna, classificandosi fra i migliori in campo. Fiorini, dopo un paio di ottimi spunti iniziali, si e spento gradatamente, non avendo trovato nel deludente Schillaci, un valido partner. Al contrario, la Triestina si faceva ammirare soprattutto per il sincronismo del gioco. Schierata con le due velocissime punte De Falco e Cinello, autoritaria, nel reparto di centrocampo orchestrato da Orlando, Strappa e Causio, abilissimi nel creare la trappola del fuorigioco in cui cadevano ripetutamente i laziali, la formazione giuliana ha corso qualche pericolo nei primi minuti della gara.

Al 6', quando un cross di Pin veniva clamorosamente lisciato da Schillaci e al 9', quando lo stesso Schillaci si faceva soffiare da Costantini una preziosa palla giunta dal piede di Fiorini, uscito vittorioso da un contrastato affondo sulla fascia destra. Il contropiede della Triestina era sempre in agguato per portare rapidamente la sfera verso l'area biancoceleste. In una di queste manovre, i giuliani ottenevano una rimessa laterale al 24'. Con le mani, Orlando serviva Iachini il quale, da posizione molto angolata, faceva partire un secco diagonale. La palla, dopo aver colpito il secondo palo, si insaccava in rete. La reazione dei biancocelesti, portata avanti con scarsa lucidità, veniva frenata abbastanza agevolmente dalla difesa ospite.

Al 48' un forte tiro su calcio di punizione battuto da Podavini, veniva deviato in gol da Fiorini. Ma l'arbitro annullava per fuorigioco dello stesso centravanti laziale. Cominciava il lancio di oggetti vari dalla Tribuna Tevere, che diventava ancora più fitto quando 10 minuti più tardi il direttore di gara ignorava un atterramento di Poli. Mentre si sviluppava sempre più caotica e rabbiosa l'offensiva dei biancocelesti, i triestini trovavano ampi spazi per il loro micidiale contropiede. Dal 65' al 67', Dal Prà, Causio, Menichini e De Falco sbagliavano banalmente in superiorità numerica, affondi che potevano comodamente trasformarsi in gol. Quando sembrava che la vittoria non potesse ormai più sfuggire ai triestini, il modesto arbitro Lombardo assegnava al SO' un calcio di punizione ai laziali, per un fallo di Menichini ai danni di Pin. Dal limite, Fiorini scaricava l'ultima speranza nel tiro che dopo aver superato la barriera terminava la corsa in rete a fil di palo.

Fonte: La Stampa