Domenica 9 aprile 1978 - Roma, stadio Olimpico - Lazio-Fiorentina 1-0


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9 aprile 1978 - 1965 - Campionato di Serie A 1977/78 - XXVI giornata

LAZIO: Garella, Ghedin, Martini, Wilson, Manfredonia, Cordova, Garlaschelli, Agostinelli, Giordano (87' De Stefanis), Lopez, Boccolini. A disp.: Cari, Pighin. All. Lovati.

FIORENTINA: G.Galli, Orlandini, Tendi, Pellegrini, Della Martira, Zuccheri, Sacchetti (46' Rossinelli), Caso, Casarsa, Gola, Sella. A disp.: Carmignani, Prati. All. Chiappella.

Arbitro: sig. Agnolin (Bassano del Grappa).

Marcatori: 83' Giordano.

Note: giornata fredda ed umida, terreno scivoloso. Ammoniti: Sacchetti, Zuccheri, Della Martira, Casarsa. Esordio in serie A per Massimo De Stefanis classe 1957.

Spettatori: 45.000 circa.

La splendida rete di Giordano
Il biglietto della gara
La splendida rete di Giordano
Il tuffo d'angelo di Giordano
La gioia dell'attaccante
Martini in azione
Da l'Unità: la cronaca della gara
Galli si oppone ad un tiro
La grinta di Martini
Giovanni Galli costretto agli straordinari per parare un tiro da lontano di Giordano

Vince la Lazio, e la Fiorentina è nei guai. A questo punto del campionato ogni errore può essere determinante, per la Fiorentina che, dopo un primo tempo ad armi pari, commette lo sbaglio di puntare allo 0 a 0, incassando il gol a otto minuti dalla fine. Proprio quando non c'è più tempo per rimediare. E' sempre triste perdere, è oltremodo drammatico perdere agli ultimi minuti una partita importante, forse la più importante dell'intera stagione. Recriminare non serve. La tecnica non conta, i calcoli di previsione non hanno senso. La classifica è pesante. La Fiorentina ha diciannove punti ed è sola, terribilmente sola, al penultimo posto. Il calendario è duro (Napoli e Pescara fuori casa, Torino e Genoa a Firenze); ma bisogna insistere. Le somme saranno tirate alla fine.

Ad una Fiorentina che piange, si contrappone una Lazio in festa. Il gol di Giordano libera i giocatori, Lovati, i dirigenti e tutti i tifosi da un incubo. E' il gol vincente, forse il gol più prezioso dell'anno. Ma neppure la Lazio può fermarsi a brindare. Lo champagne sarà sturato a maggio. Ora occorre guardare al futuro immediato. Il dodicesimo posto in classifica piace ma non accontenta. Bisognerà andare a Torino ed a San Siro (Milan), occorrerà affrontare all'Olimpico il Perugia per chiudere con un altro terribile spareggio, con il Bologna. L'invito a rinviare i festeggiamenti appare pertanto valido. La vittoria con la Fiorentina apre un ciclo nuovo, il ciclo-Lovati. Il bravo Bob raccoglie i primi frutti del suo lavoro. Alla severità di Vinicio Lovati contrappone la sua bonomia, la sua amicizia, la sua cordialità. I giocatori sembrano affascinati. Lo ascoltano, accettano i suoi consigli. La Lazio non può cambiare caratteristiche tecniche ma ora utilizza i giocatori nei ruoli che sono loro congeniali. Il primo recuperato è Martini, ieri il migliore, il più dinamico, il più intraprendente, il suggeritore dell'ultimo passaggio, quello del gol vincente.

Vinicio lo aveva messo fra i ferri vecchi. Era infortunato, ma la convalescenza è durata mesi interi. E si trattava di un malanno da poco. Martini è fresco, nonostante non sia più giovanissimo. Deve ringraziare Vinicio che lo ha fatto riposare per mesi interi. Con Martini nel ruolo di terzino libero di avanzare (alla Maestrelli tanto per intenderci), la Lazio acquista una spinta di gioco notevolissima. D'accordo che la tattica di Chiappella consente a Martini la massima libertà. All'ala destra nella squadra toscana praticamente non gioca nessuno e Martini assume i compiti di propulsore e di suggeritore. Non è una Lazio grande ma è una squadra solida, che concede poco allo spettacolo per guardare al concreto. L'uno a zero di ieri non annulla tutte le critiche. Il cammino verso la salvezza è ancora lungo e difficile ma la praticità, la determinazione e la voglia dimostrate stanno ad indicare che si può guardare al futuro con maggior tranquillità.

Rimane da registrare il centrocampo. Agostinelli corre molto ma combina poco e cosi dicasi di Cordova che ha tanta classe da poter fare di più e meglio. Boccolini corre, Lopez gambetta, Garlaschelli è sempre in forma, mentre da Giordano ci si deve attendere di più, il gol non basta ad assolverlo da tutti i peccati. E' un gol bello, importante, ma è un solo episodio. Troppo poco per un giovanotto come lui. In difesa tutto a meraviglia, ma nell'elogiare Wilson, Manfredonia, Ghedin e Garella (sì, anche lui perché non ha colpe, anzi ha parecchi meriti), nell'elogiare tutti — di Martini abbiamo già detto — non possiamo dimenticare la pochezza d'attacco della Fiorentina. Evidentemente Chiappella punta sul risultato nullo e presenta una squadra con un solo attaccante, Sella, aiutato — ma assai raramente — da Casarsa e da Caso. Il resto è difesa.

Non dimentichiamo che mancava Antognoni, non sottovalutiamo neppure l'assenza di Galdiolo e non trascuriamo che da tempo è fuori squadra Desolati. Chiappella fa quanto può. E' poco? Certo il gioco dei toscani all'Olimpico tradisce un travaglio interno. E' una squadra che ha paura. Paura di sbagliare ed e per questo che sbaglia molto. Buonissimo Galli, autore di alcune parate eccezionali. Il ragazzo sembra maturato. In occasione del gol di Giordano nulla può fare. Orlandini corre ma pecca di precisione ed è anche un freddo di quelli che trotterellano sempre, o quasi sempre, con la stessa marcia. Tendi, Pellegrini, Della Martira, Zuccheri sono strenui combattenti, ma se si improvvisano suggeritori steccano una palla su due. L'attacco a Roma non si vede. Sella, isolato, non ha palloni giocabili. Caso si perde nel compito di regista. Casarsa si arrabbia perché non trova aiuto. Gola si affanna ma combina poco. E' una squadra sfiduciata ma anche poco fortunata. Ouesto non vuol dire che la Lazio, vincendo, abbia rubato qualcosa. Ma incassare un gol cosi importante a otto minuti dalla fine è sempre jella.

Il primo tempo suggerisce considerazioni di eguaglianza. Gioca di più la Lazio, ma la Fiorentina si difende con ordine, non rinunciando al contrattacco. Le azioni si alternano. La prima vera occasione capita a Caso (5') ma tira senza convinzione. Risponde la Lazio con Agostinelli, che serve Garlaschelli. L'ala ha un attimo di esitazione, ed il suo tiro è deviato in corner da Della Martira. Riprova Agostinelli verso la mezz'ora, ma la palla rade il montante della porta di Galli. Al 40' Garella riceve molti applausi per una deviazione in angolo su tiro secco di Casarsa. Nella ripresa Sacchetti rimane a riposo ed entra Rossinelli. La Fiorentina assume un atteggiamento più prudente. E' una rinuncia obbligata da infortunio, ma in campo si nota la differenza. La Lazio preme con maggior insistenza, e Galli deve intervenire più volte con abilità e prontezza come al 78' quando Martini manda la palla con violenza verso l'angolo.

Galli devia con un volo spettacolare in corner. Ed arriviamo al momento cruciale: avanza Martini sulla destra, lo affrontano quattro toscani. Martini con una finta evita l'impatto e lancia un pallone al centro dell'area fiorentina. Con uno scatto Giordano lascia fermo Della Martira e di testa, da pochi passi, batte Galli (82'). La Fiorentina non ha tempo per rimediare. Finisce cosi, con i laziali osannati e con i toscani soffocati dall'ansia di una retrocessione che pare quasi inevitabile.

Fonte: La Stampa