Faccani Roberto


Faccani con la tuta dell'Anconitana

Ala sinistra, nato a Roma il 23 giugno 1935. Con un trascorso nelle giovanili della Lazio sotto la guida di Aurelio Picchio è in forza alla Fiorentini nel 1953/54, quando viene provato nel corso dell'amichevole Lazio-Fiorentini 5-1 del 6 maggio 1954. Nonostante la buona prova non viene tesserato. Successivamente gioca con il Città di Castello dal 1954/55 al 1955/56, la Pistoiese dal 1956/57 al 1958/59, nell'Anconitana dal 1959/60 al 1962/63, nel Fabriano, nel Tolentino e in altre squadre minori delle Marche. Nel periodo di permanenza all'Anconitana ha modo di giocare anche con la Roma Sparta di Toronto, prendendo parte a due campionati canadesi e ad una partita tra una selezione di All Stars canadesi e il Brasile. Al termine della carriera si stabilisce ad Ancona. E' il padre di Roberta Faccani, che è stata cantante del complesso musicale dei Matia Bazar, e nipote (fratello di suo padre) del pioniere laziale Augusto Faccani.

Di lui scrive la figlia Roberta:

Oltre alla fede calcistica laziale trasmessagli dalla sua famiglia, l'amore per la Lazio si è consolidato poiché spesso veniva portato dal fratello di Augusto Faccani, Angelo, nel ritiro prepartita di Ostia ai tempi del presidente Remo Zenobi e i vari Sentimenti IV, Romolo Alzani, Aldo Puccinelli ecc. se lo litigavano sulle ginocchia. Poi ha cominciato coi pulcini della Lazio allenati da Picchio al campo della Rondinella. Purtroppo per un infortunio alla mano sua mamma non lo mandò più ad allenarsi. A 15 anni, trascinato dagli amici, alla leva fatta dalla Roma, fu subito preso e giocò mezzo campionato con la Forlivesi Roma. Giocò solo mezzo campionato poiché tenendo sempre con se in evidenza il distintivo della Lazio all'occhiello della giacca, un certo dirigente di cognome Scartola, gli disse di toglierlo. Ma dopo una ,discussione papà buttò addosso al dirigente la borsa della Roma e se ne andò per non tradire la sua fede laziale. Un anno dopo, giocando nei campetti di San Giovanni in Laterano sotto i tre archi, fu chiamato da un certo signor Del Moro, allenatore del Fiorentini, per firmare il cartellino. Per un anno giocò nei ragazzi federali e l'anno successivo passò titolare inamovibile in promozione. Finito il campionato fu venduto al Città di Castello in IV serie dove rimase due stagioni. Poi passò alla Pistoiese, sempre in IV serie e il terzo anno in questa società, vinse il campionato e fu ceduto all'Anconitana in serie C dove rimase 5 anni. Ma il primo e il terzo anno, finito il campionato, fu chiamato a giocare sempre nel suo ruolo di ala sinistra, con la Roma Sparta di Toronto e giocò sempre titolare con colleghi del calibro di Lazlo Kubala, Oscar Contreras, Gordon Bradley, Hector Marinaro, Alex Ely, Renato Seghini, Brunello Cocciuti (centravanti della Lazio). Dopo i 5 anni dell'Anconitana, passò al Fabriano in IV serie e qui finì la sua carriera professionistica. Però, pur cominciando a lavorare come rappresentante, continuò a giocare fino a 47 anni nelle varie categorie: Promozione di Eccellenza col Tolentino, Prima Categoria coi Portuali di Ancona, Maggini di Ancona, Olimpia di Marzocca di Senigallia (AN), ecc. fino ad essere, alla sua ultima stagione, capitano del Serra dei Conti a 47 anni. Poi si dedicò al tennis e alla famiglia. Da sottolineare che dagli anni del Città di Castello fino agli anni della Pistoiese è stato sempre convocato nelle nazionali di categoria. Inoltre è stato chiamato in prova dal Napoli, dove ha giocato al fianco di Jepsson e Pesaola, dalla Sampdoria e altre squadre ma, avendo avuto nel ritiro di Coverciano un grosso diverbio con l'allora presidente della federazione italiana Artemio Franchi, fu sempre boicottato per un eventuale passaggio in Serie A. La sua soddisfazione più grande? sentirsi dire dal grande Lazlo Kubala del Barcellona: "ma tu perché giochi solo Serie C"?!!!!


dal sito: http://www.astralmusic.it/

Ancona. Roberta Faccani, cantautrice e attrice nota al grande pubblico come voce dei Matia Bazar, attualmente impegnata nel musical kolossal “Romeo e Giulietta ama e cambia il mondo” e con due album all’attivo come solista, è soprattutto grande tifosa laziale, intervistata più volte anche da Radio Lazio. L’artista marchigiana, ma di origini romane, nasce infatti in una famiglia di lunga tradizione di fede calcistica biancoceleste; l’amore per la squadra le è infatti tramandato da suo padre Roberto, calciatore professionista negli anni ’60. Papà Roberto inizia proprio la sua carriera nei “pulcini” della Lazio allenandosi nel campo della Rondinella con l’allora Mister Aurelio Picchio, collaboratore di Dino Canestri ed Enrico Flamini; ma le radici laziali in famiglia sono ancora più antiche e radicate: il prozio di Roberta (fratello di suo nonno), Augusto Faccani, è infatti uno dei primissimi pionieri della Lazio. Entra a far parte della squadra nel 1907 e ci rimarrà fino al 1923 alternando il ruolo di mediano a quello di centrocampista. Uomo di grande personalità e volontà di ferro, fu apprezzato soprattutto per le notevoli doti fisiche e caparbietà tanto da diventare un vero modello per i propri compagni. (www.laziowiki.org) È dunque per tutti questi trascorsi così svisceratamente targati Lazio che Roberta matura l’idea di scrivere ed interpretare la canzone “Lazio Generazione” composta insieme all’amico Giordano Tittarelli anch’egli grande tifoso laziale. Il brano, vero e proprio omaggio all’amore per la squadra tramandato di padre in figlio, racconta di una fede così forte da contagiare ogni componente famigliare rendendo il tifo per la Lazio una “questione di famiglia”. Attraverso il ricordo personale dei due scudetti vinti, Roberta incita tutta la tifoseria a credere sempre e comunque, soprattutto nei momenti non facili, nell’onore e nell’ottimismo per la squadra.