Giovedì 12 gennaio 2006 - Padova, stadio Euganeo - Cittadella-Lazio 0-0


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12 gennaio 2006 - 3.173 - Coppa Italia 2005/06 - Ottavi di finale - gara di ritorno

CITTADELLA: Peresson, Milani, Cherubin, Giacobbo, Stancanelli (74' Rubin), Sestu (70' Amore), Mazzocco, Musso (85' Karlovic), Marchesan, De Gasperi, Ghirardello. A disposizione: Pierobon, Damien, Pozzi, Fofana. Allenatore: Foscarini.

LAZIO: Ballotta, Oddo, Siviglia (78' Cribari), Stendardo, Zauri, De Silvestri (46' Manfredini), Baronio, Dabo, Giallombardo, Tare, S.Inzaghi (46' Pandev). A disposizione: Peruzzi, Mudingayi, Di Canio, Rocchi. Allenatore: D.Rossi.

Arbitro: Sig. Girardi (San Donà di Piave).

Note: gara giocata allo stadio Euganeo di Padova. Ammoniti: Giallombardo e Dabo per gioco scorretto, Sestu per comportamento non regolamentare. Angoli 7-4 per il Cittadella. Recuperi: 1' p.t., 3' s.t.

Spettatori: paganti 690 per un incasso di 6.145 euro.

Simone Inzaghi in azione

La Gazzetta dello Sport titola: "Ballotta salva la Lazio in gita. Il portiere, quasi 42 anni, para tutto contro un bel Cittadella".

Continua la "rosea": La Lazio passa il turno, ma gli applausi sono tutti per il Cittadella che, dopo la bella prova [[|dell'andata all'Olimpico (dove rimediò un 2-0 fin troppo severo per quanto visto in campo) fa passare alla Lazio un brutto pomeriggio all'Euganeo di Padova. Lo 0-0 finale sta stretto alla squadra di Foscarini, che avrebbe meritato il successo pieno sia per il gioco espresso sia per le occasioni create. Non ci è riuscita solo perché ha trovato un Ballotta che, a dispetto dei suoi quasi 42 anni, continua a muoversi tra i pali come se fosse ancora un ventenne. La bella recita della formazione veneta (che da questa prestazione potrà trarre lo slancio per continuare la sua rincorsa in campionato) è stata comunque molto incoraggiata dalla giornata di vacanza che la Lazio ha, più o meno volontariamente, deciso di prendersi. Rossi lo ha molto onestamente riconosciuto a fine gara, senza con ciò giustificare l'atteggiamento dei suoi. Un approccio all'impegno che avrebbe potuto provocare conseguenze ben peggiori per la squadra romana se gli attaccanti veneti fossero stati un po' meno precipitosi nelle cinque occasioni in cui sono arrivati a tu per tu con Ballotta. Qualificazione a parte, c'è veramente poco da salvare nella prova dei biancocelesti. Che hanno deluso sia a livello di collettivo (la squadra è rimasta sempre troppo lunga ed ha fatto fatica fare tre passaggi di fila) sia a livello di singoli.

Sotto quest'ultimo punto di vista sono mancati all'appello soprattutto gli elementi che il tecnico aveva deciso di rilanciare dal primo minuto (il turn over ha coinvolto sei undicesimi della squadra titolare). Con un paio di eccezioni. Quelle di nonno Ballotta (migliore in campo) e del diciassettenne De Silvestri, all'esordio da titolare con la prima squadra. Il baby non ha brillato, ma per lui l'importante era soprattutto rompere il ghiaccio. Sarà interessante rivederlo all'opera in un'occasione in cui, a differenza di quanto accaduto ieri a Padova, anche la Lazio deciderà di esserci.

La partita minuto per minuto.

Primo tempo: 8' lancio di Giacobbo per Ghirardello che serve De Gasperi: il tiro è molto insidioso, Ballotta salva in due tempi. 12' Inzaghi libera Tare: la conclusione dell'albanese viene però intercettata da Cherubin. 30' cross di Marchesan dalla sinistra, Ghirardello gira al volo verso la porta, Ballotta si salva. 37' altro traversone di Marchesan dalla sinistra, De Gasperi anticipa tutti di testa, ma la sfera termina di poco sopra la traversa.

Secondo tempo: 7' mischia in area laziale, la palla finisce a Giacobbo che tira a colpo sicuro, ma Oddo riesce ad opporsi. 26' Pandev si libera al limite dell'area, ma il suo tiro viene deviato da Giacobbo prima che arrivi in porta. 43' De Gasperi smista sulla sinistra per Milani che lascia partire un forte diagonale: Ballotta neutralizza con fatica.


La Repubblica titola: "Brutta prova dei biancazzurri contro la squadra di C1. Nemmeno i rincalzi Stendardo, Baronio e De Silvestri si sono impegnati. Coppa Italia, la Lazio passa ai quarti. Pareggio senza reti con il Cittadella".

Continua il quotidiano: Irriconoscibile. E' questo l'unico aggettivo utilizzabile per descrivere la Lazio che ha conquistato, pareggiando 0-0 con il Cittadella di serie C, la qualificazione in Coppa Italia. Se c'era, infatti, una squadra che meritava di più quella era di sicuro il Cittadella di Foscarini. E non basta scomodare le scarse motivazioni che ci sono ad affrontare una squadra di categoria inferiore per spiegare la gara demotivata dei biancazzurri di Delio Rossi. Perché allora non si capirebbe il motivo per cui Stendardo, Baronio e il debuttante De Silvestri non abbiamo dato l'animo per dimostrare al loro tecnico di essere pronti a dare il loro contributo. Due le eccezioni. Intanto il portiere Ballotta che, grazie alla evanescenza difensiva laziale, ha più volte salvato la sua porta aiutato dalla scarsa esperienza degli attaccanti del Cittadella. E poi Simone Inzaghi che è stato l'unico a darsi da fare nel primo tempo prima di essere sostituito da un Pandev che si è adeguato alla poca verve dei suoi compagni. La Lazio, arrivata all'Euganeo di Padova con la qualificazione praticamente in tasca grazie al 2-0 dell'andata, non è mai riuscita ad essere pericolosa e non è mai riuscita a tirare in porta. Tanto che è impossibile dare un voto al numero uno dei padroni di casa, Pierobon.

Al contrario il Cittadella, che ha fatto la partita lasciando la possibilità (mai sfruttata) alla Lazio di giocare di rimessa, può recriminare sul risultato visto che Ghirardello (sua la più ghiotta occasione al 30' con un sinistro centrale di acrobazia), Marchesan e De Gasperi ci hanno provato senza riuscirci sia nel primo tempo, sia nella ripresa. E se nell'intervallo, come è prevedibile immaginare, Delio Rossi (dalla sua soltanto la lunga catena di infortuni che ha decimato la rosa a sua disposizione) ha strigliato i suoi e mandato in campo dal 1' della ripresa Pandev al posto di Inzaghi e Manfredini per l'esordiente De Silvestri, i risultati non sono stati quelli attesi. Solo un timido miglioramento e una leggera interdizione in più a centrocampo che hanno impedito al Cittadella, comunque padrone del campo, di arrivare facilmente alla conclusione. Tolti i meriti indiscussi del Cittadella (se avesse vinto non avrebbe rubato nulla alla Lazio) che ha dimostrato di crederci e ha voluto onorare fino all'ultimo minuto la Coppa Italia, la Lazio deve riflettere un po' di più.