Martedì 24 gennaio 2006 - Roma, stadio Olimpico - Lazio-Inter 1-1


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24 gennaio 2006 - 3.177 - Coppa Italia 2005/06 - Quarti di finale - gara d'andata

LAZIO: Ballotta, Oddo, Stendardo, Cribari, Giallombardo, Keller (53' Mauri), Dabo, Liverani (49' Mudingayi), Manfredini (90' Zauri), Di Canio, Tare. A disposizione: Peruzzi, De Silvestri, Rocchi, Pandev. Allenatore: D.Rossi.

INTER: Toldo, Burdisso, Mihajlovic, Materazzi, Favalli (65' J.Zanetti), Solari, C.Zanetti, Pizarro, Wome, Stankovic, Cruz (65' Adriano). A disposizione: Orlandoni, Samuel, Figo, Veron, Kily Gonzalez. Allenatore: Mancini.

Arbitro: Sig. Rizzoli (Bologna).

Marcatori: 26' Stankovic, 27' Manfredini.

Note: serata fredda, terreno in buone condizioni. Espulsi al 4' Burdisso e Di Canio per scorrettezze reciproche. Ammoniti Wome e Stendardo per scorrettezze. Angoli 12-2 per l'Inter. Recuperi: 1' p.t., 4' s.t.

Spettatori: paganti 10.027 per un incasso 119.642,41.


L'espulsione di Di Canio
Manfredini in azione

La Gazzetta dello Sport titola: "Lazio e Inter dalle scintille alla fiammata. Rissa e cartellino rosso per Di Canio e Burdisso. Colpisce Stankovic, risponde subito Manfredini".

Continua la "rosea": Lazio e Inter si dividono tutto. Le manate in faccia tra Di Canio e Burdisso che si fanno buttare fuori dopo appena 4', il botta e risposta tra Stankovic e Manfredini poco oltre la metà del primo tempo che fissa il risultato sull'1-1, i colpi di testa di Cruz, Mauri, Stankovic e Tare che potrebbero cambiare la storia della partita ma, puntualmente imprecisi, non lo fanno. Lazio e Inter si dividono soprattutto il gelo dell'Olimpico semideserto, notte di una coppa Italia sbagliata per formula e collocazione. Una Coppa che sopravvive a sé stessa, nel disinteresse generale, e che meriterebbe invece di essere ripensata. Per i nerazzurri è naturalmente un pari che vale. Giovedì 2 febbraio, nel deserto stavolta di San Siro, basterà uno 0-0 per approdare alle semifinali. Dell'Inter che ha spazzato via il Palermo sono solo in due, Favalli e Cruz, e questo la dice già lunga su quanto Mancini ha nella testa la Juve molto più della coppa. In compenso si ripropone, tra tante comparse, Stankovic, reduce dal doppio stop da prova tv in campionato. Anche Rossi risparmia diversi titolari, della formazione che ha pareggiato col Cagliari tra mille polemiche causa arbitro Mazzoleni sono in 5: Oddo, Cribari, Keller, Liverani e Di Canio.

Il fulmineo match pugilistico di quest'ultimo con Burdisso, con Rizzoli che esibisce un immediato e sacrosanto cartellino rosso ai due contendenti, determina subito una nuova disposizione tattica dell'Inter, che passa a un 4-4-1 nel quale Wome, che aveva cominciato a sinistra, diventa terzino destro andando ad incrociare (per sua sfortuna) Manfredini, mentre il sempre più misterioso Solari, partito mezza punta alle spalle di Cruz, scala sulla corsia di sinistra. Stankovic resta a destra, dove aveva cominciato, affrontato da Giallombardo, mentre in mezzo Cristiano Zanetti e Pizarro si alternano nei duelli con Dabo e Liverani. Il match è mediocre, si corricchia. C'è più Lazio che Inter. Oddo-Solari e Manfredini-Wome sono duelli che i biancocelesti fanno propri, aprendosituazioni tattiche interessanti sulle fasce. Anche al centro della difesa dell'Inter sono evidenti gli impacci e la ruggine di Mihajlovic, cui Materazzi pone rimedio in diverse circostanze. Ma non appena Stankovic decide di entrare in partita, ecco che la statura tecnica del singolo fa la differenza. Il cross di Favalli è dalla tre quarti campo, ma Stankovic lo trasforma in un piatto sinistro fuori della portata di Ballotta, complice anche il lungo sonno di Giallombardo e la posizione sbagliata di Cribari. La Lazio ha un immediato sussulto d'orgoglio. E' imbufalita perché Rizzoli, dopo i giusti cartellini rossi, ha dispensato i gialli un po' a senso unico (risparmiando Mihajlovic e Zanetti) e non ci sta. Il pareggio è immediato e non ne sono certo estranei Wome, in ritardo nella marcatura sul taglio di Manfredini, e Toldo, sciagurato nell'uscita lontano dai pali.

Fosse rimasto al suo posto, il pallonetto di Manfredini, imbeccato da Keller come era già avvenuto a Messina sei giorni or sono, non avrebbe creato problemi. Invece è 1-1 ed è la Lazio a poter recriminare qualcosa, visto come Tare, sul finire del tempo, stampa sulla traversa un gran sinistro, spettatore Mihajlovic. Poco dopo l'inizio della ripresa Rossi si dà alle sperimentazioni. Fuori Liverani e dentro Mudingayi, forse per testare una metà campo che domenica a Treviso sarà priva del capitano squalificato, fuori Keller e dentro l'esordiente Mauri, appena arrivato da Udine. Ma senza Liverani la Lazio si smarrisce, e la partita finisce nelle mani dell'Inter, che tuttavia non fa altro che collezionare corner, senza che Cruz sappia sfruttare come si deve le parabole disegnate da Mihajlovic. Mancini, che si è dilettato nel ribaltamento degli esterni (Wome e Favalli dietro, Stankovic e Solari in mezzo) ricavandone poco, guarda la propria panchina, constata di avere quasi 20 milioni di euro d'ingaggi fermi ai box, e butta dentro, se non altro, Adriano e Javier Zanetti al posto di Cruz e Favalli. Combinano poco anche loro, ma siccome le squadre si allungano, ecco piovere occasioni sui cross per la testa di Mauri, Stankovic e per ultimo Tare. Sono solo brividi. Di freddo.


La Repubblica titola: "Finisce con un pareggio 1-1 il primo quarto di finale di Coppa Italia. Gara noiosa decisa in un solo minuto dai gol di Stankovic e Manfredini. Lazio-Inter, un lampo a testa nel gelo dello Stadio Olimpico. Scambio di colpi proibiti, subito espulsi Di Canio e Burdisso".

Continua il quotidiano: Tanto freddo, poche emozioni. Allo stadio Olimpico si chiude sull'1-1 la gara d'andata dei quarti di finale fra la Lazio e l'Inter. Delio Rossi preferisce tenere a riposo Rocchi e manda in campo l'albanese Tare a far coppia con Di Canio. In difesa c'è la novità Giallombardo. L'Inter presenta Stankovic nell'insolito ruolo avanzato, al fianco della punta "naturale" Cruz. A centrocampo il cileno Pizarro in cabina di regia davanti alla coppia centrale composta da Mihajlovic e Materazzi. Tanti gli ex in campo: in primis Roberto Mancini, già in forza alla Lazio come giocatore prima e allenatore poi. Al 4' le squadre rimangono simultaneamente in dieci uomini: Burdisso e Di Canio vengono alle mani e Rosetti sventola loro il cartellino rosso. Al 26' azione di prima dei nerazzurri, palla a Stankovic che con un preciso sinistro rasoterra beffava l'immobile Ballotta. Un minuto dopo il pareggio dei laziali: uscita spericolata di Toldo su Manfredini lanciato a rete. Il calciatore della Lazio beffava l'interista con un preciso pallonetto e ristabiliva la parità di punteggio.

Al 42' occasione per il raddoppio per la squadra di Delio Rossi: gran girata dai 20 metri dell'albanese Tare con palla che centrava in pieno la traversa con Toldo battuto. Nella ripresa, al minuto 10, velenoso calcio di punizione dello "specialista" Mihajlovic ma Cruz di testa da mezzo metro mancava lo specchio della porta. Al 20' Mancini inseriva Adriano al posto di Cruz e l'Imperatore si metteva subito in mostra. Al 25' Mauri (al debutto, proveniente dall'Udinese, ndr), deviava di testa da ottima posizione ma la palla terminava di poco fuori. Al 40' l'Inter ha la ghiotta occasione per chiudere in vantaggio la prima sfida ai laziali e, in pratica archiviare la qualificazione alle semifinali. Su uno spiovente dalla destra Stankovic si tuffa di testa ma la sua deviazione termina alla sinistra di Ballotta. Il gioco calava quindi ulteriormente di ritmo, con squadre forse già con la testa al prossimo impegno in campionato. Al 3' di recupero, però, Tare, di testa, al centro dell'area, mancava la conclusione vincente. La gara di ritorno, al "Mezza" di Milano è in programma il prossimo 2 febbraio.