Giovedì 17 gennaio 2008 - Napoli, stadio San Paolo - Napoli-Lazio 1-1


Stagione

Turno precedente - Turno successivo

17 gennaio 2008 - 3.264 - Coppa Italia 2007/08 - Ottavi di finale - Gara di ritorno

NAPOLI: Gianello, Contini, Cannavaro, Domizzi, Grava (61' Garics), Blasi, Gargano, Dalla Bona (86' Sosa), Rullo (61' Lavezzi), Zalayeta, Calaiò. A disposizione: Iezzo, Maldonado, Montervino, Capparella. Allenatore: Reja.

LAZIO: Muslera, De Silvestri, Siviglia (52' Stendardo), Cribari, Zauri (55' Kolarov), Beherami, Ledesma, Mutarelli (46' Manfredini), Mauri, Vignaroli, Tare. A disposizione: Ballotta, Scaloni, Baronio, Pandev. Allenatore: D.Rossi.

Arbitro: Sig. Mazzoleni (Bergamo).

Marcatori: 55' Tare, 78' Domizzi.

Note: pioggia per tutto l'incontro. Terreno pesante. Angoli 9-4 per il Napoli. Ammoniti: Gargano, Mauri, Cribari, Stendardo, Calaiò, Contini e Ledesma, tutti per gioco falloso. Recuperi: 3' p.t., 3' s.t.

Spettatori: 30.000 circa, per un incasso di 230.558,50 euro.


La rete di Igli Tare per il vantaggio biancoceleste
L'esultanza del calciatore laziale
L'abbraccio dei compagni all'attaccante albanese
Il pareggio partenopeo di Maurizio Domizzi
Sebastiano Siviglia in azione
Guglielmo Stendardo in un momento della gara
Una fase della gara

Alla fine dei 180' tra Lazio e Napoli la spuntano i biancocelesti: saranno loro ad affrontare la Fiorentina la prossima settimana per i quarti di finale di Coppa Italia. Decisiva [[la vittoria all'andata per 2-1, che ha permesso a Rossi di impostare una formazione coperta che ha ben sostenuto gli attacchi del Napoli per oltre due terzi della partita (a causa anche dell'atteggiamento fin troppo remissivo di Reja, che ha inserito Lavezzi, e quindi le tre punte, solo in svantaggio). Gli ospiti hanno creato le migliori occasioni sia nel primo tempo che all'inizio della ripresa, andando in gol con Tare. Prova generosissima dell'albanese. Poi l'ingresso del giovane talento argentino esalta i compagni di squadra e lo stadio tutto, che esplode ogni volta che Lavezzi sfiora il pallone. Una traversa di Calaiò (bravo Muslera) e un palo di Zalayeta sono il preludio alla rete del pareggio di Domizzi. Per la Lazio è un quarto d'ora sotto il fuoco incrociato degli avversari, cui Reja aggiunge anche Sosa nel finale, ma la squadra di Rossi (falcidiata dagli infortuni, Zauri e Mutarelli out) resiste e porta a casa un pareggio che vuol dire qualificazione. Il San Paolo non approva e Reja esce tra le bordate dei fischi.

Il match del San Paolo prometteva scintille: la Lazio, forte del 2-1 ottenuto all'andata, avrebbe dovuto far fronte agli assalti dei padroni di casa, vogliosi di ribaltare la situazione davanti al loro pubblico. In campo però sono gli ospiti a mostrare maggiore reattività e carattere, andando vicini al vantaggio in più di un'occasione. Tra tutte il gol annullato (giustamente) per il tocco di Mutarelli sul sinistro potente di Behrami da fuori area al 19' (errore di Gargano) e un colpo di testa di Tare alla mezz'ora sul quale Gianello compie un autentico miracolo. Per il Napoli solo qualche guizzo di Calaiò, che costringe al fallo da ammonizione Mauri e si esibisce in una splendida rovesciata bloccata da Siviglia. Mutarelli ha un problema al polpaccio sinistro, nella ripresa spazio a Manfredini. I padroni di casa ora sono più intraprendenti e creano di più: un sinistro di Dalla Bona al 5' mette i brividi a Muslera, la palla esce di un niente. Rossi richiama anche Siviglia, al suo posto Stendardo, e poi è costretto a sostituire anche Zauri, infortunato, con Kolarov, esaurendo i cambi. Mentre si prepara la sostituzione la Lazio passa con Tare, bravo in tuffo a battere Gianello di testa.

Reja si scuote: dentro Lavezzi per l'ultima mezz'ora, fuori Rullo. Dentro anche Garics per Grava. Napoli a tre punte. Calaiò di testa a botta sicura al 32', Muslera tocca e con l'aiuto della traversa sventa il pericolo. Sul calcio d'angolo palla in mischia, Zalayeta defilato colpisce di sinistro e il suo rasoterra finisce sulla base del palo, azione confusa, palla che torna in area e Domizzi piazza la zampata. Mancano dieci minuti, Reja butta dentro anche il Pampa Sosa per l'assalto finale. Il San Paolo è una bolgia ma la Lazio porta a casa il pareggio e va ai quarti. Reja contestato.


La Gazzetta dello Sport titola: "Tare promuove la Lazio. E Rossi può respirare. Una rete dell'attaccante vale i quarti. Al Napoli non basta il pari di Domizzi".

Continua la "rosea": Una sfida di coppa Italia che serviva come il lettino dell'analista. Perché entrambe le squadre venivano da una domenica-shock. Si risolleva la Lazio e, al di là della qualificazione, arriva una prestazione convincente per Delio Rossi che per certi versi sorprende tutti schierando (Pandev a parte) la formazione migliore per dare un segnale chiaro ai brontoloni del suo spogliatoio. La risposta dei biancocelesti ridà forza al tecnico, che i sussurri di mercato danno vicino proprio al Napoli. Reja, invece, esce tra i fischi (e nel dopo gara dovrà sorbirsi anche la sfuriata del presidente De Laurentiis) perché attua più turn-over del collega e questo innervosisce i trenta mila napoletani sugli spalti che sperano di raggiungere i quarti. Di fatto in mezzo al campo è la Lazio a prendere il comando delle operazioni. Perché il Napoli senza né Hamsik, né Bogliacino manca di menti pensanti e in più il buon pressing dei romani mette in difficoltà Blasi e un irritante Gargano (da un suo errore nasce l'azione che porta al gol annullato giustamente alla Lazio per fuorigioco di Mutarelli). I padroni di casa non riescono mai a impensierire in 45' Muslera che così si scrolla di dosso l'incubo della cinquina subita col Milan, dalla quale invece non si è ancora ripresa la squadra di Reja.

In una gara che la Lazio controlla, ma senza avere terminali d'attacco efficaci (Rocchi è infortunato), l'unico modo di sbloccare il risultato può arrivare dai calci piazzati, nei quali l'asse Ledesma-Tare si rivela efficace. Già nel primo tempo è bravo Gianello a salvare l'incornata dell'albanese, che non perdona invece in avvio di ripresa sempre da una punizione dall'argentino. Quel gol scombina i piani del Napoli che sperava nell'1-0 per qualificarsi e le successive mosse di Reja appaiono tardive e quasi disperate. È vero che il Napoli nel finale arrembante coglie il pari col difensore-cannoniere Domizzi (cresciuto nella Lazio) e colpisce anche due pali, ma a quel punto ribaltare il risultato sarebbe un'impresa, per questo diventa fondamentale il gol di Tare. Per un'ora Muslera rimane spettatore. Poi nell'ultima mezz'ora Reja, una volta in svantaggio, passa al 4-3-3 inserendo Lavezzi che dà più vivacità. Solo ora arrivano palloni giocabili e infatti Calaiò e Zalayeta finalmente possono concludere, ma sono sfortunati colpendo i legni. Gli ultimi minuti, con Sosa dentro in un improbabile 4-2-4, dimostrano una certa confusione che attualmente regna in casa Napoli.

Reja non vuol sentir parlare di crisi, ma fra pressioni di mercato e giocatori che devono rimettersi in carreggiata (vero Gargano?), il bis di domenica contro questa squadra diventa problematico. Si è rivista la squadra cara a Delio Rossi: aggressiva, pronta a ripartire con il pressing continuo come arma letale a distruggere la manovra avversaria. Mutarelli per un tempo è stato il migliore in campo, Ledesma ha ripreso la bacchetta di direttore d'orchestra e la squadra gira aspettando il recupero di Rocchi. E domenica ci sarà anche Pandev per ritrovare fiducia anche in campionato. Appuntamento alle 15: stesso stadio, con qualche protagonista diverso.