Domenica 20 gennaio 2008 - Napoli, stadio San Paolo - Napoli-Lazio 2-2


Stagione

Turno precedente - Turno successivo

20 gennaio 2008 - 3.265 - Campionato di Serie A 2007/08 - XIX giornata - inizio ore 15.00

NAPOLI: Iezzo, Cupi, Cannavaro, Domizzi, Garics (78' Grava), Hamsik, Blasi, Bogliacino (70' Calaiò), Savini (55' Dalla Bona), Lavezzi, Sosa. A disposizione: Gianello, Maldonado, Montervino, De Zerbi. Allenatore: Reja.

LAZIO: Ballotta, De Silvestri, Stendardo, Siviglia, Kolarov, Behrami, Ledesma, Mutarelli, Mauri (85' Manfredini), Pandev (64' Vignaroli), Tare (60' Rocchi). A disposizione: Muslera, Scaloni, Baronio, Artipoli. Allenatore: D.Rossi.

Arbitro: Sig. Rocchi (Firenze) - Assistenti Sigg. Papi e Niccolai - Quarto uomo Sig. Squillace.

Marcatori: 5' Hamsik, 26' Ledesma, 31' Pandev, 94' Hamsik.

Note: giornata soleggiata, terreno in discrete condizioni. Espulsi: al 91' Blasi per somma di ammonizioni, la seconda per proteste; al 94' Stendardo per comportamento irriguardoso nei confronti del direttore di gara; al 94' Reja per proteste. Ammoniti: 7' Garics, Pandev, entrambi per comportamento non regolamentare; Domizzi, 57' Blasi, entrambi per proteste; 26' Mutarelli, 40' Tare, 76' De Silvestri, tutti per comportamento scorretto. Angoli: 12-1. Falli commessi: 28-16. Tiri in porta 12-4. Tiri fuori 4-4. Fuorigioco 0-1. Un palo colpito dalla Lazio. Recuperi: 0' p.t., 4' s.t.

Spettatori: 34.480 di cui paganti 11.898 e abbonati 22.582.


Cristian Ledesma scocca il sinistro...
... e la palla finisce in rete per il pareggio biancoceleste
L'esultanza di Goran Pandev dopo la rete del vantaggio
Sebastiano Siviglia festeggia il calciatore argentino
Cristian Ledesma in azione
Un intervento di Marco Ballotta su Hamsik
Un momento della gara
Un tiro di Goran Pandev
Igli Tare in azione
Marco Ballotta blocca un'azione partenopea
Il biglietto della gara


Hamsik-Ballotta 2-2. Il pareggio spettacolare del "San Paolo" tra Napoli e Lazio si può riassumere nel duello tra il giovane centrocampista slovacco e il veterano portiere biancoceleste, semplicemente insuperabile fino al 49' della ripresa, quando Hamsik segna il gol del definitivo, e a quel punto insperato, 2-2. Una gara tirata, al punto che dopo il fischio finale i giocatori non si stringono la mano come prevederebbe il cerimoniale introdotto dalla Lega. Alla fine tutti se la prendono con l'arbitro Rocchi e il silenzio stampa deciso da entrambe le società non impedisce al malcontento generale di venir fuori negli spogliatoi. Si capisce subito che si tratta di una partita particolare. Pronti via e il Napoli va in vantaggio: cross dalla sinistra, difesa della Lazio non impeccabile e sulla respinta corta si avventa Hamsik che di destro supera Ballotta. E' appena il 5', una doccia fredda per una Lazio che aveva iniziato la gara con buon piglio, guidata dalle due punte Tare e Pandev e dal trequartista Mauri. Sulle ali dell'entusiasmo, il Napoli spinge alla ricerca del raddoppio con la sua coppia d'attacco Sosa-Lavezzi, ma non sfonda, e con il passare dei minuti la Lazio guadagna metri. Si gioca sul filo dell'equilibrio, i biancocelesti provano a costruire gioco, ma il Napoli dà l'impressione di potersi rendere sempre pericoloso nelle ripartenze, grazie anche agli inserimenti di Hamsik.

Al 26' la Lazio pareggia. Cross di De Silvestri dalla destra, stavolta è la difesa napoletana a respingere corto, arriva Ledesma che dal limite dell'area fa partire un tiro su cui Iezzo non può nulla: 1-1. E' un buon momento per la Lazio, che gestisce meglio il pallone e blocca sul nascere le iniziative di Lavezzi e soci. Al 31' i biancocelesti colpiscono ancora, con Pandev ben servito da Tare abile a colpire in velocità una difesa del Napoli tutt'altro che attenta. La reazione della squadra di casa si materializza al 38', quando un super Ballotta prima respinge una punizione di Lavezzi e poi neutralizza la ribattuta a botta sicura di Hamsik. Un minuto dopo ancora il 43enne portiere laziale in uscita si oppone ad Hamsik lanciato a rete. Il Napoli adesso preme, e continua a farlo anche dopo l'intevallo. Al 4' è ancora miracoloso Ballotta, che vola letteralmente a deviare in angolo un colpo di testa di Hamsik, che dà vita a una sorta di sfida personale con l'estremo difensore laziale. Al 10' occasionissima per il terzo gol laziale: calcio di punizione di Ledesma e palo clamoroso. Due minuti dopo Mauri è lanciato a rete e stavolta è Iezzo a sfoderare una parata da campione.

Passata la paura, il Napoli ricomincia il suo assalto alla porta laziale (Reja inserisce Dalla Bona al posto di Savini per dare più spinta al centrocampo), ma al 15' su un destro in area di Lavezzi super Ballotta sventa ancora la minaccia. Nel Napoli entra anche Calaiò per Bogliacino, ma la Lazio (che nel frattempo ha sostituito Tare e Pandev con Rocchi e Vignaroli). Al 29' bell'inserimento di Vignaroli che però da buona posizione calcia alto. Adesso in contropiede è la Lazio a farsi più pericolosa dei padroni di casa, che sembrano avere esaurito delle energie. Nei dieci minuti finali il Napoli si getta in avanti più con il cuore che con la testa, ci prova con Dalla Bona al 36' da fuori (sempre Ballotta gli dice di no), ma all'ultimo secondo arriva il 2-2 che fa esplodere il "San Paolo", con un destro rabbioso di Hamsik deviato da Kolarov sul quale Ballotta stavolta non può nulla. Un punto per parte e Napoli che chiude il girone d'andata a 24 punti, 5 in più della Lazio, che ancora è troppo vicina alla zona calda della classifica.


La Gazzetta dello Sport titola: "Hamsik tiene in piedi il Napoli. La Lazio recupera, poi spreca. Convulso finale: arbitro contestato con scambio di accuse tra i due presidenti. La squadra di Reja perde tranquillità, Lavezzi è in calo. Un tifoso lancia una bottiglietta, il pubblico lo isola".

Continua la "rosea": La fotografia della nevrosi di due club è tutto nel convulso finale. Perché il contestato arbitro Rocchi rischia l'incolumità nel tentativo vano di portare le squadre a metà campo per il cosiddetto terzo tempo. Ma le mani si stringono solo per minacciare cazzotti. Peggio ancora il quarto tempo, con due presidenti così diversi ma assai simili nei comportamenti: entrambi mettono il bavaglio ai propri tesserati, mentre meglio farebbero loro a star zitti. Invece di infondere calma si arrampicano sugli specchi con la disciplina più cara alla loro categoria: il tiro all'arbitro. De Laurentiis contesta l'espulsione di Blasi (sacrosanta) prima di scagliarsi contro Reja nello spogliatoio. A tono la risposta di Lotito: "Il Napoli dice che Rocchi è stato decisivo? Può darsi, ma bisogna capire in che modo. Secondo me oggi al San Paolo si sono fermati tutti gli orologi...". Ma il gol di Hamsik arriva prima dello scadere dei 4' di recupero correttamente dati. L'esempio di civiltà invece arriva dagli spalti, perché in tribuna Posillipo viene subito isolato ed "espulso" un lanciatore di bottiglietta (verso il contestato Reja), mentre dalla curva B chiedono un acquisto inderogabile: il termovalorizzatore. E il bersaglio dei cori non è l'arbitro bensì Bassolino, governatore inamovibile nel disastro campano. La Lazio di Delio Rossi (che perde anche Cribari per un virus intestinale) azzecca come giovedì la tattica in mezzo al campo, dove il pressing alto mette in crisi le uscite palle al piede della terza linea partenopea.

L'infortunio iniziale di Stendardo, con Hamsik puntuale sotto rete, non stravolge i piani laziali con Ledesma ispirato che trova il pari con un gran sinistro e in questo caso l'uscita sbagliata è di Cannavaro. Con Blasi basso su Mauri il rombo laziale lascia spazi proprio al regista argentino mentre la linea difensiva a 5 viene affettata dai tagli di Mauri e Pandev, che in duetto portano in vantaggio la Lazio. Il Napoli è in confusione, non manca l'impegno, ma tatticamente la squadra non trova equilibri. Reja nella ripresa finalmente passa alla difesa a 4 e poi schiera il tridente. Comunque sia la spinta dei padroni di casa produce palle-gol e in almeno 4 occasioni Ballotta è decisivo, fino alla zampata finale di Hamsik (deviata da Kolarov) che riporta il pari. Le pesanti polemiche innescate da De Laurentiis hanno tolto tranquillità a un ambiente già in difficoltà, visto che il Napoli non vince più da oltre un mese e 5 partite. La difesa subisce troppo (8 gol nelle prime 3 gare dell'anno) e ha perso sicurezza. Alcuni giocatori brillanti nella prima fase - Lavezzi su tutti - accusano un calo e le alternative non sono state valorizzate da un Reja che non ha molta fiducia nella sua panchina.

Il passaggio alla difesa a 4 appare mossa indispensabile, ma bisognerà vedere se sarà ancora Reja a guidare questa squadra. Non c'è dubbio che i due pari napoletani abbiano dato qualche certezza in più al gruppo di Delio Rossi sul piano del gioco, non in quello della gestione della gara. Perché nella ripresa la squadra rincula troppo, quando lo smarrimento tattico degli avversari concede autostrade che la Lazio non sfrutta con Mauri e il subentrato Vignaroli che ha un paio di situazioni. Del resto se si chiude l'andata a quota 19, peggior punteggio dall'avvento dei 3 punti a vittoria, significa che qualcosa ancora non funziona.