Il Calciomercato 1972


Stagione

Re Cecconi, trattativa difficile
Lenzini blinda Chinaglia
Un articolo parla del ventilato ritorno di Maestrelli a Foggia
Maestrelli riconfermato
Il punto sul mercato
Massa oggetto di mercato
Luglio 1972

La Lazio è appena ritornata in Serie A ed il Presidente Umberto Lenzini, assieme al Direttore Sportivo Antonio Sbardella e di concerto con l'allenatore Tommaso Maestrelli, pianificano il mercato dei biancazzurri per cercare di creare una formazione in grado di centrare una salvezza tranquilla e di non intaccare le esigue casse della società.

In teoria sarebbero state fatte due cessioni importanti: Massa e Chinaglia, anche se per la seconda ipotesi ci sono molti dubbi da parte del Presidente e dell'allenatore. Per Massa ci sono le attenzioni delle società milanesi e viene accettata l'offerta dell'Inter che, in cambio del centrocampista, mette sul piatto 300 milioni più Silva e Frustalupi.

Lo scambio è però fortemente contestato dai tifosi in quanto Massa è un idolo delle folle biancocelesti che rinfacciano a Lenzini di aver preso un giocatore ormai anziano come Mario Frustalupi. Avviene poi lo scambio di portieri con il Novara: Pulici approda in biancazzurro mentre Di Vincenzo va ai piemontesi per poi essere girato al Brindisi assieme a 57 milioni di lire. Dal Como arrivano Garlaschelli e Trinchero per 200 milioni, mentre dal Foggia è acquistato il biondo centrocampista Re Cecconi per 300 milioni circa unitamente a Trinchero appena prelevato dai lariani.

Re Cecconi è fortemente voluto dall'allenatore Maestrelli che riesce a convincere Lenzini a sborsare una grossa cifra per strapparlo alla concorrenza del Torino. Un emissario della Lazio si reca inoltre a far firmare il contratto direttamente nella casa del presidente dei rossoneri che è in convalescenza da una malattia.

Rientra per fine prestito dall'Arezzo il portiere Moriggi. Inoltre dalla Roma viene acquistato Petrelli in modo quasi carbonaro. Il contratto infatti viene siglato in un bagno dell'Hotel, lontano da sguardi indiscreti, cosicché il difensore passa alla Lazio per 18 milioni più Sulfaro ai giallorossi. Alla notizia dell'acquisto dell'ex giallorosso, in rotta con l'allenatore Helenio Herrera, i tifosi laziali protestano vivacemente contro i vertici della società biancazzurra. Sul fronte delle cessioni, oltre a quelle già citate di Massa e Di Vincenzo, lasciano la Lazio il portiere Bandoni che passa al Catanzaro, il centravanti Abbondanza che ritorna al Napoli, il terzino Legnaro che è invece ceduto all'Ascoli.

Il terzino Papadopulo viene acquistato dal Brindisi, mentre Gritti rientra al Lecco in Serie B. Fortunato passa al Lecce mentre Facchin si ritira dall'attività agonistica. Diverso il discorso per Chinaglia per il quale la Juventus arriva ad offrire quasi un miliardo di lire per il cartellino del giocatore più l'acquisto di un comprensorio di case costruito dai Lenzini a Pomezia e rimasto invenduto.

I giornali del nord danno per scontato l'affare, tanto da inserire il centravanti biancoceleste nei tabellini dei bianconeri per la stagione che sta per iniziare. Lenzini è già d'accordo con Boniperti, mentre Maestrelli nicchia. L'unico all'oscuro di tutto è però l'attaccante biancazzurro tenuto a debita distanza dalla Società che ha paura di un suo rifiuto. E questo, netto e categorico, arriva da "Long John" che addirittura "minaccia" il proprio Presidente di smettere di giocare piuttosto che andare a Torino. Addirittura le cronache dell'epoca riferiscono che Chinaglia prende per il bavero della giacca Lenzini e lo appende dietro la porta a vetri.

Probabilmente il fatto non è vero, ma serve per "colorare" ancora di più il gran rifiuto. La porta a vetri, comunque, andrà in frantumi. L'affare sfuma e quasi certamente non per le bizze dell'attaccante, ma perché il Presidente non vuole privarsi del giocatore per non dare adito a contestazioni feroci da parte dei tifosi che, già nei giorni precedenti, erano iniziate, fomentate dalla stampa che parlava di nuova "smobilitazione" ed "indebolimento". L'affare soprattutto sfuma grazie all'abile regia occulta di Maestrelli che spinge il giocatore a rifiutare ogni accordo di cessione.

Alla fine del calciomercato la Lazio risulta stravolta rispetto alla stagione precedente e, mai fino ad ora, la campagna acquisti e cessioni è ricca di movimenti.