Il ritorno di Paul Gascoigne all'Olimpico



Paul "Gazza" Gascoigne
Gazza in azione durante un derby
Una bandiera con l'immagine del campione inglese tra i tifosi biancocelesti
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Lo striscione della Curva Nord per Gazza

Stagione

La scheda di Paul "Gazza" Gascoigne

La gara Lazio-Tottenham Hotspur 0-0


Lunedi 19 Novembre

La sera del 19 novembre 2012 il presidente della Lazio Claudio Lotito comunica che l'ex giocatore della Lazio Paul Gascoigne, 17 anni dopo il suo addio alla Lazio, ritornerà all'Olimpico per assistere alla gara di Europa League Lazio-Tottenham del 22 novembre 2012. Di seguito riportiamo gli articoli tratti dagli organi di stampa in riferimento all'evento.


Dal sito web ufficiale della S.S. Lazio:

Il Presidente della Lazio Claudio Lotito, è intervenuto questo pomeriggio ai microfoni di Lazio Style Radio: "Ho pensato – ha dichiarato il Presidente - che in occasione di Lazio - Tottenham fosse un obbligo da parte nostra invitare allo stadio e a Formello Paul Gascoigne, un grande campione che ha rappresentato la storia del nostro club, ha entusiasmato tutti i beniamini all'epoca ed è ancora nei cuori di tantissimi tifosi proprio per la grinta, il carattere e per le grandi giocate che ha regalato. Gascoigne ha avuto un atteggiamento estremamente positivo quando gli è stata prospettata questa opportunità perché l'ha riportato indietro nel tempo facendogli rivivere quei momenti, consentendogli di capire che l'affetto della gente laziale nei suoi confronti non è mai cessato. Paul - ha concluso il Presidente Lotito - sarà protagonista di tante iniziative perché vorrei che rappresentasse una testimonianza del passato e far capire ai giovani quanto siamo predisposti a tutelare i valori storici di questo club e a tramandarli".


Da Il Messaggero:

Lazio-Tottenham, Gascoigne sarà all'Olimpico. Lotito: è la nostra storia. L'esuberante campione inglese torna a Roma 17 anni dopo l'ultima gara in maglia biancoceleste.

Uno spettatore d'eccezione assisterà giovedì alla partita di Europa League tra Lazio e Tottenham: Paul Gascoigne, che tornerà allo stadio Olimpico 17 anni dopo l'ultima apparizione con la maglia biancoceleste. Ad annunciarlo ai microfoni di Lazio Style Radio è stato il presidente del club capitolino, Claudio Lotito: "Siamo riusciti a portare per la partita col Tottenham un giocatore che ha rappresentato la storia e l'emblema della Lazio – ha dichiarato il patron -. Ho pensato che fosse un obbligo ricordare un grande campione che ha entusiasmato tutti i nostri tifosi con la sua grinta, il carattere, e le grandi giocate che ci ha regalato. Farò anche altre cose con lui perché vorrei che rappresentasse una testimonianza del passato e far capire ai giovani quanto siamo predisposti a tutelare i valori storici di questo club e a tramandarli - ha aggiunto Lotito -. Con molta difficoltà mi sono cimentato nel recupero della persona, per contattarlo. Ma ha avuto un atteggiamento estremamente positivo quando gli è stata prospettata questa opportunità perché l'ha riportato indietro nel tempo, consentendogli di capire che l'affetto nei suoi confronti non è mai cessato".

Lo scorso settembre, Gazza Gascoigne - che ha vestito la maglia del Tottenham e poi, dal 1992 al 1995, quella della Lazio - aveva declinato per "motivi personali" l'invito ad assistere al match d'andata disputatosi al White Hart Lane di Londra, ma sarà quindi presente alla partita di ritorno tra le sue due ex società e, nel pomeriggio, visiterà anche il centro sportivo di Formello. Nonostante il suo burrascoso passato extracalcistico, caratterizzato da una vita sregolata in cui ha sperperato il patrimonio accumulato in carriera e macchiata da problemi di alcolismo, il 45enne centrocampista inglese è rimasto un idolo della tifoseria laziale. E i supporter biancocelesti sperano che la Gazza possa portare bene alla squadra di Vladimir Petkovic che si giocherà con gli Spurs di Andrè Villas Boas la possibilità di passare il turno come capolista del girone J. "Faremo un giro di campo - ha concluso il presidente -, per far sì che la partita col Tottenham rappresenti un punto d'arrivo dal passato ma soprattutto un punto di partenza per un futuro radioso del nostro club".


Da La Repubblica:

Lazio, il ritorno di Gascoigne all'Olimpico dopo 17 anni. Per la gara con il Tottenham di giovedì prossimo, l'inglese saluterà i vecchi tifosi, per i quali fu un vero idolo. Una carriera e una vita fatta di alti e bassi, ma mai banale. Lotito: "Un nostro obbligo riportare un campione come lui".

Dopo quasi vent'anni, Gascoigne tornerà a Roma: giovedì sera sarà all'Olimpico per assistere a Lazio-Tottenham, sfida tra due squadre che ne hanno caratterizzato la carriera. Ennesimo colpo di scena di una vita che potrebbe essere raccontata in un film. Quando sembra che la situazione stia scorrendo per il verso giusto, arriva sempre un imprevisto che scombussola tutto e rimescola le carte. Talento puro sul campo, ma persona fragile fuori. Lui è sempre stato "genio e sregolatezza" allo stato esponenziale. Sono pochi i giocatori che più di lui possano vantarsi di corrispondere a questo identikit. Anche il suo trasferimento dal Tottenham alla Lazio, fu a suo modo un po' pazzo: dopo aver incantato tutto il mondo a Italia '90, si conferma uno dei più forti calciatori del panorama internazionale con la squadra londinese. La Lazio di Calleri (in realtà era stato il futuro presidente Sergio Cragnotti a finanziare l'operazione) lo acquista al termine della stagione 1990/91, ma nella finale di FA Cup giocata a Wembley nel maggio del 1991, "Gazza" si infortuna gravemente rompendosi il legamento crociato del ginocchio destro. I biancocelesti decidono comunque di puntare su di lui, che si presenta a Roma accompagnato dal suo entourage e dal fidato amico Jimmy "Cinquepance" che mai lo abbandonerà nel corso degli anni: nella stagione successiva non scenderà mai in campo, ma i tifosi della Lazio lo incoronano già a loro idolo. Il suo debutto arriva l'anno dopo, nella Serie A 1992/93: l'inglese è completamente recuperato, ma inizialmente stenta a capire il calcio italiano. Serve un qualcosa di forte per riuscire a raggiungere la definitiva consacrazione e destino vuole che questa arrivi proprio nella partita più importante della Capitale: il derby. È il 29 novembre del 1992, la Roma è in vantaggio per 1 a 0 e a 4 minuti dal termine, Gascoigne decide che è il momento di presentarsi al proprio pubblico: un colpo di testa imperioso che porta il risultato in parità. Poi la corsa folle sotto la Curva Nord con le braccia al cielo. I suoi compagni lo circondando e lui scoppia a piangere dalla felicità tra lo sbigottimento generale.

Non poteva esserci battesimo migliore per un predestinato come l'inglese, che la settimana dopo decide di regalare un vero e proprio gioiello: uno slalom ubriacante tra i giocatori del Pescara e un gol che rimarrà per sempre negli annali del calcio. Talento puro quello del britannico. Ma la sua carriera da calciatore è stata arricchita anche da un comportamento sempre sopra le righe. E così lo si poteva veder giocare una settimana prima con i capelli rasati e quella dopo con una folta chioma di extensions, annusare l'ascella di un arbitro intento a segnalare un fuorigioco, rispondere con un rutto a una domanda di un giornalista. Anche i suoi scherzi sono entrati nella leggenda. La vittima preferita è sempre stato l'amico Jimmy "Cinquepance", a cui una volta fece addirittura mangiare un dolcetto ripieno di escrementi di gatto. Ma è impossibile dimenticare uno dei tanti avvenuti nel suo periodo in Italia: il più celebre è senza dubbio quello fatto all'allenatore dei suoi due primi anni alla Lazio, Dino Zoff. Quando una volta il tecnico lo fece chiamare con urgenza perché in ritardo per una riunione tecnica, Gascoigne si presentò completamente nudo motivando candidamente: "Mi ha detto lei che aveva fretta di parlarmi".

Paul Gascoigne, però, non è stato solo classe e divertimento. Gazza è stato anche un uomo fragile mentalmente e caratterialmente. Alcool, droga, violenza, dipendenza, matrimoni, divorzi, centri di riabilitazione: dal 2004, anno del suo addio al calcio giocato la sua vita è trascorsa tra mille peripezie e non sono state poche le circostanze in cui ha addirittura rischiato di morire. Ogni volta, però, è riuscito a tirarsi su. Talvolta da solo, in altri casi aiutato dai suoi più cari amici o da medici. Anche per questo motivo, nel corso degli anni, nonostante i tanti tentativi Gazza non è mai tornato a "casa sua", alla Lazio, dove ancora è amato e osannato come vent'anni fa. E allora ci si è messo ancora una volta il destino a dare una mano. Il giorno del sorteggio dei gruppi di Europa League, ha accostato le due squadre più significative della sua carriera: Lazio e Tottenham. Nella partita di andata al White Hart Lane, i tifosi della Lazio presenti hanno più volte cantato il coro dedicato a Paul Gascoigne, ricevendo gli applausi dei supporter rivali. Ma nella gara di ritorno avverrà quello che tutti, in fondo, nel mondo Lazio hanno sempre sperato: Paul Gascoigne tornerà nella Capitale per assistere dalla tribuna alla gara.

Lo ammette il presidente Lotito ai microfoni di Lazio Style Radio: "Per la partita con il Tottenham siamo riusciti a portare a Roma un giocatore che ha rappresentato la storia e l'emblema della Lazio. Ho pensato che fosse un obbligo da parte nostra, riportare nella Capitale un campione nella storia di questo club". Gazza riabbraccerà la Lazio, ora è ufficiale. Giovedì sarà accompagnato al centro sportivo di Formello e la sera si siederà accanto al presidente del club biancoceleste per gustarsi la gara e, soprattutto, la calorosa accoglienza che gli riserverà lo Stadio Olimpico. Un tributo dovuto, a un giocatore che ha saputo infiammare la platea e a un uomo che dell'affetto della gente ha fatto la sua ragione di vita. Per il suo film non poteva esserci un finale migliore.


Dal Corriere della Sera:

Un tifoso speciale assisterà giovedì alla partita di Europa League tra Lazio e Tottenham: Paul Gascoigne, che tornerà all'Olimpico a 17 anni dall'ultima apparizione in biancoceleste. Nel pomeriggio, inoltre, visiterà il centro sportivo di Formello. Ad annunciarlo è il presidente della Lazio Claudio Lotito. A settembre "Gazza" - che ha giocato nel Tottenham e poi, dal '92 al '95, nella Lazio - aveva declinato per "motivi personali" l'invito ad assistere al match d'andata a Londra.


Dal Daily Mail:

Paul Gascoigne looks unlikely to attend Thursday's Europa League clash between two of his former clubs, Lazio and Tottenham. Gascoigne became a cult hero at Spurs after four successful years at White Hart Lane and he then went on to achieve similar status at Lazio after moving to the Italian capital in 1992. The affection with which he is remembered by the Italian club prompted the club's general manager Maurizio Manzini to immediately invite the 45-year-old to this Thursday's encounter between the two sides when they were drawn together in Group J in August. But Gascoigne looks set to miss the game as he has already been booked to speak at an event at the Concorde Club in Eastleigh, Southampton, the day after the match. A spokesperson for Gascoigne's management company A1 said: "As far as we know he is not going (to the match). He is working for us on the 23rd at a public speaking function in Southampton so we don't think he will go (to Rome)". Gascoigne declined an invite to September's reverse fixture at White Hart Lane due to "personal reasons". Gascoigne, who played 57 times for his country, was regarded as the most skilful English player of his generation. The former Newcastle and Rangers star has struggled to deal with alcohol problems since retirement but his agent said this summer that he had embarked on a health drive.


20 Novembre

Estratto dal Corriere della Sera:

La Lazio, giovedì sera, riaccoglierà il suo vecchio campione. Gascoigne all'Olimpico contro il Tottenham.

L'uomo giusto al posto giusto: Paul Gascoigne sarà giovedì sera all'Olimpico, ospite della Lazio per la partita di Europa League contro il Tottenham (ore 19). Le due squadre della sua vita si sfidano, Gazza andrà al mattino a Formello per salutare l'amico Maurizio Manzini, il team manager biancoceleste, e in serata prima sfilerà nello stadio per salutare i tifosi che non lo hanno mai dimenticato e poi assisterà alla partita. Sarà un ritorno commovente nel teatro in cui Gascoigne ha dato spettacolo dal '92 al '95. La Lazio aveva provato a riportarlo a Roma già per la festa del Centenario, ma poi saltò fuori un contrattempo. E anche nella gara d'andata al "White Hart Lane" si era parlato di una possibile sua presenza, ma non se ne fece nulla per "problemi personali" non specificati. Del resto, l'imprevedibilità è sempre stato il marchio di fabbrica di "Gazza": talento indomabile che esplode nel Tottenham (dall'88 al '92) e si consacra nella Lazio di Dino Zoff ("Un artista", ha detto lunedì), acquisto dell'era Calleri a beneficio del subentrante Cragnotti. Colpi da campione che fanno innamorare i laziali, e "Gazza" diventa un simbolo. "Ricordiamo un grande campione che ha rappresentato la storia del nostro club - le parole del presidente Lotito - ma faremo altre cose con lui. È ancora nei cuori dei tifosi per la grinta, il carattere e per le grandi giocate che ha regalato". Un genio. E, come tale, facile agli alti come ai bassi. Dopo la Lazio il declino, quasi una caduta in disgrazia tra alcol e sfortune varie dalle quali, oggi, Gascoigne sembra essere venuto finalmente fuori. Sotto gli occhi di "Gazza" la Lazio cercherà di guadagnarsi la qualificazione ai sedicesimi di Europa League.


Estratto da La Repubblica:

Dopo 17 anni, Gazza torna a casa. La partita tra Lazio e Tottenham non sarà solo determinante ai fini del passaggio del turno di Europa League, ma resterà alla storia come quella del ritorno di Paul Gascoigne. Prima di oggi nessuno era mai riuscito a riportare a casa il "figliol prodigo": gli innumerevoli problemi della vita extra calcistica dell'ex giocatore lo avevano impedito, ma il destino ha voluto che questo diventasse possibile in occasione della gara tra le due squadre più importanti della sua carriera. Sarà ospite della società biancoceleste. È il presidente Lotito a darne l'ufficialità ai microfoni di Lazio Style Radio: "Ho pensato che fosse un obbligo da parte nostra, riportare a Roma una parte di storia di questo club". Prevista una grandissima accoglienza per l'indimenticato idolo inglese. Giovedì i tifosi laziali gli faranno sentire tutto il loro calore, prima a Formello e poi allo Stadio Olimpico: "Paul ha avuto un atteggiamento estremamente positivo - ha continuato Lotito - quando gli ho prospettato questa opportunità. Ha capito che questo pubblico ancora lo ama".


22 Novembre

Dal Corriere dello Sport:

Paul Gascoigne è arrivato a Roma e si sta dirigendo verso il centro sportivo della Lazio di Formello. Il 45enne centrocampista inglese, sbarcato nel primo pomeriggio all'aeroporto di Fiumicino, ha ricevuto da parte dei rappresentanti del club capitolino una maglia con il numero 8. A distanza di 17 anni dalla sua ultima presenza tra le fila biancocelesti, "Gazza tornerà stasera all'Olimpico e assisterà alla partita di Europa League tra Lazio e Tottenham, accanto al presidente Claudio Lotito. All'ex idolo di entrambe le tifoserie, l'Uefa ha concesso anche l'opportunità di fare un giro di campo per ricevere il saluto dei suoi tifosi. Un giro fissato, nel rigido protocollo della competizione europea, per le ore 18:35.


23 Novembre

Dal Messaggero:

L'equilibrista della vita è sceso dal filo ed è rotolato per terra. Dopo essere sopravvissuto a due mogli, quattro figli, un'operazione, un po' di carcere, un tentativo di suicidio, alcool, droghe, sesso e rock' n' roll, Paul Gascoigne torna a Roma e i suoi occhi celesti si fanno subito più profondi, più liquidi. E' invecchiato, è dimagrito, ma per Lazio e Tottenham è sempre un mito. Sbuca dal tunnel dello stadio abbracciato a Claudio Lotito, e se la strada della redenzione fosse lunga solo un giro di campo è probabile che il vecchio eroe avrebbe sciolto in un amen tutti i suoi sensi di colpa. Se davvero ne ha. Era sparito. "Ma io non sono mai andato via" dice facendo la linguaccia alla curva, il suo copyright. Visto tutto quello che ha combinato, è l'unico ad aver potuto leggere in vita tutto quello che gli avrebbero potuto scrivere da morto. Forse il peggio è alle spalle, in ogni caso ora è tutto "Welcome Gazza" e "Gazza c'mon". C'è una bandiera enorme con sopra il suo faccione rubizzo; durante il giro di campo lo seppelliscono di baci, abbracci, pacche sulle spalle, sciarpe, berretti, gagliardetti; e guarda un po', anche i geni maledetti si commuovono ogni tanto. E piangono: "Grazie ragazzi, è bellissimo, sto qui con voi". Curioso che un giocatore capace all'inizio degli anni Novanta di disputare in quattro stagioni in biancoceleste solo 43 partite e segnare in tutto la miseria di 6 gol (senza vincere per altro un tubo) sia stato in grado di marchiare così a fuoco la storia e i ricordi di un pubblico e di una società. Capita solo ai grandissimi, per esempio a gente come Villeneuve, zero mondiali, appena sei vittorie nei GP, eppure con la Ferrari per sempre. Un altro che giocava molto con la vita, Gilles, fino a perderla, sempre in bilico sul cornicione del destino.

Anche Gazza è un tipo così, speciale, unico: dallo strepitoso Mondiale con l'Inghilterra (Italia '90) all'ospedale (con un ginocchio rotto), Cragnotti lo pagò 15 miliardi di lire ma il primo anno non giocò mai, poi improvvisamente il suo primo gol lo segnò proprio alla Roma, nel derby, all'ultimo minuto, all'ultimo assalto, di testa. Non è incredibile? Come fai a non amare per tutta la vita uno così? Era il 29 novembre 1992, da quel giorno sono passati vent'anni esatti. Oggi non c'è ad accompagnarlo il suo surreale e vecchio amico Jimmy Cinquepance, c'è però lo stesso body guard di George Clooney che lo scorta e soprattutto uno striscione in inglese in curva che recita affettuoso «"hi si alza dopo essere caduto è molto più forte di chi non cade mai". Ecco. Tifosi ad aspettarlo a Fiumicino, pochi ma buoni. Altri all'hotel Hilton. Poi lo stadio, in campo, in tribuna d'onore. Giacca bianca, polo bianca, jeans, orecchino, bracciale d'oro al polso, sembra meglio di qualche anno fa, quando sembrava che proprio non ce la facesse più a sopravviversi. Quello che oggi passa all'esterno di lui è comunque la fragilità. Il giocatore può avere un talento immenso, usarlo, sprecarlo; l'uomo invece è fatto di un impasto più delicato, per l'uomo ci sono i familiari, gli amici se ne ha, i medici, le cliniche, gli psicologi. Che Gazza sia sopravvissuto al processo di autodistruzione è bellissimo.





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