Mercoledì 13 agosto 2003 - Roma, stadio Olimpico - Lazio-Benfica 3-1


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13 agosto 2003 - 3055 - Champions League 2003/04 - Terzo turno preliminare, gara d'andata

LAZIO: Peruzzi, Oddo, Stam, Mihajlovic, Favalli (74' Liverani), Fiore, Albertini (74' Sergio Conceicao), Stankovic, Zauri, Corradi, C.Lopez (87' Giannichedda). A disposizione: Sereni, Couto, Mendieta, S.Inzaghi. Allenatore: Mancini.

BENFICA: Moreira, Miguel, Argel, Rocha, Cristiano, Petit, Aguiar (55' Andersson), Geovanni (85' Feher), Zahovic (55' Roger), Simao, Sokota. A disposizione: Bossio, Armando, Alex, Helder. Allenatore: Camacho.

Arbitro: Sig. H. Fandel (Germania).

Marcatori: 16' Corradi, 54' Fiore, 65' Simao, 80' Mihajlovic.

Note: serata afosa con temperatura oltre i 35°, terreno in ottime condizioni. Ammoniti: Rocha ed Aguiar. Angoli: 1-6 per il Benfica. Recupero: 1' p.t., 4' s.t.

Spettatori: 60.000 circa.

Il riscaldamento del pre-partita
La squadra della Lazio: Peruzzi, Corradi, Stam, Oddo, Mihajlovic; Stankovic, Lopez, Albertini, Fiore, Favalli, Zauri
Un'altra foto della formazione
La rete di Stefano Fiore
Bernardo Corradi in azione
La gioia di Sinisa Mihajlovic dopo la rete

Anche il Benfica sembra disposto a firmare il piano Baraldi per la salvezza economica della Lazio, che ora vede più vicino quel posto in Champions League da 30 milioni di euro. Nonostante l'afa tropicale che sottolineava ulteriormente il ritardo di forma, i biancocelesti sono riusciti a vincere 3-1 con reti di Corradi, Fiore (che il mediano medianico Giannichedda dalla panchina aveva entrambe profetizzato in tv pochi minuti prima) e Mihajlovic, che non infilava una punizione assassina delle sue da oltre due anni. Il risultato - molto più penato di quanto non si direbbe - non dà garanzie assolute per il ritorno a Oporto (lo stadio di Lisbona è in restauro) ma davvero portare a casa una vittoria così, tutta orgoglio e volontà, è stato già un successo enorme, in questo stato. Il tutto, va detto, grazie anche alla generosità del Benfica che ha sprecato quasi tutto quello che poteva. Là dove non arrivavano le gambe, sono arrivati invece il cuore e la tecnica dei laziali (con una nuova maglia molto simile a quella dell'Austria '78) in un Olimpico bello pieno. Già dopo un quarto d'ora alla squadra di Mancini era rimasta appena una tacca di batteria. Eppure non s'è spenta mai. Come temuto, la condizione atletica era assolutamente inferiore a quella degli avversari che, per fortuna, hanno approfittato poco degli scompensi tattici e della lentezza altrui specie nel primo tempo.

Il talentuoso 23enne esterno sinistro Simao Sabrosa, l'anno scorso capocannoniere di squadra con 18 gol, ha messo in difficoltà Oddo (e non a caso ha firmato il 2-1) mentre il brasiliano Geovanni, ex Barcellona, dall'altra parte veniva fermato più dalla propria imprecisione o presunzione che non da Favalli. Meglio poi per la Lazio che neanche Zahovic, il fantasista della Slovenia, fosse in vena. La Lazio s'è appoggiata soprattutto sulle spalle di Corradi e Fiore che, gol a parte, sin dall'inizio sono parsi tra i più presenti a sé stessi. Come Zauri, vivace sulla corsia sinistra. Dopo un paio di parate a terra di Peruzzi non complicate su tiri distanti di Simao e Petit, la Lazio s'è trovata in vantaggio al 16' grazie alla dabbenaggine della difesa ospite: Aguiar e Argel hanno lasciato sfilare una palletta vagabonda in area piccola che Corradi è stato sveglio a trasformare in rete con un esterno destro che ha pure scheggiato il portiere. Non paghi, i portoghesi hanno cercato di regalare anche la palla del raddoppio 5' più tardi ma nessun laziale è stato pronto a sfruttare l'errore in uscita di Moreira. Il portiere ospite ha rimediato andando a chiudere al 24' un contropiede solitario di Lopez, finito quasi sul fondo. Per il resto solo Benfica e soprattutto una paratona di Peruzzi su colpo di testa ravvicinato del pivot croato "Tomo" Sokota, in anticipo su Stam. Coi portoghesi sempre più padroni (e sciuponi) l'intervallo è sembrato ai laziali un'oasi nel deserto.

Con quell'alito di energia recuperata negli spogliatoi, la Lazio al 7' è riuscita a marcare il secondo gol con Fiore che servito tutto solo in area da Lopez ha scaricato in porta un sinistro sicuro. Lo stesso Fiore con un'altra sassata mancina da fuori area ha sfiorato il 3-0 al 19'. E invece nell'azione successiva Simao ha segnato sfruttando un rinvio sbagliato di Stam in area con un tiro sporcato da Oddo: 2-1. Al 30' bel salvataggio di Zauri in anticipo su Geovanni per evitare il pari: sul corner successivo Argel sfiorava il palo di testa. Tremori. Ma la punizione di Mihajlovic da oltre 25 metri a 10' dalla fine è stata una vera e propria liberazione. E anche mezza Champions, perché comunque tra due settimane la Lazio avrà più energie per difendere questo bel 3-1.

Fonte: Corriere della Sera


La Repubblica titola: "In un Olimpico gremito i biancazzurri battono il Benfica per 3 a 1. In gol Corradi e Fiore. Poi Simao. Di Mihajlovic la rete della tranquillità. La Lazio supera la prima prova e mette un piede in Champions. Il risultato permette alla squadra di Mancini di guardare con ottimismo al ritorno del 27 agosto in Portogallo".

Continua il quotidiano: La Lazio vince per 3-1, soffre un po' ma alla fine può affrontare con un pizzico di tranquillità in più la gara di ritorno con il Benfica (27 agosto), valida per accedere alla Champions League. E' stata una Lazio comunque a corrente alternata. Forse un po' troppo timorosa quando si è trovata in vantaggio, ma molto determinata e concentrata quando nel corso della partita c'era da decidere il risultato in proprio favore. La squadra di Roberto Mancini parte molto bene, dimostrando già buone doti di velocità e di concretezza a centrocampo, dove Albertini detta i tempi proprio come sa fare lui e dove si balla un po' solo dopo il vantaggio iniziale. Vantaggio che arriva al 16' di gioco, grazie a un regalo enorme della difesa portoghese: i due centrali, Argel e Rocha, si addormentano letteralmente e nessuno dei due interviene su una palla che rotola lentamente verso la porta, è bravo a quel punto Corradi a crederci, superare il proprio difensore e a scaricare in rete sull'uscita del portiere. La difesa lusitana, vera nota dolente del Benfica, continua a fare acqua e al 20' la Lazio potrebbe andare di nuovo in rete con il portiere Moreira che non trattiene. Come detto, però, la Lazio sul vantaggio allenta la morsa e permette al Benfica di mettere fuori la testa pericolosamente. Prima al 29' con Sokota che va vicino al pareggio con una deviazione da sotto misura, d'istinto, sulla quale è bravissimo Peruzzi a deviare in angolo. E poi al 34', con Aguiar. Si va al riposo sull'1-0, risultato tutto sommato meritato per la Lazio che nella ripresa si presenta un po' più concentrata. Atteggiamento che le permette al 6' di raddoppiare: bella azione sulla sinistra e assist da manuale dell'argentino Lopez per Fiore che segna da centro area.

Il tecnico del Benfica, Camacho, capisce di dover cambiare: toglie Zahovic e Aguiar e inserisce Roger e Anderson che contribuiscono a dare maggiore vivacità al gioco d'attacco. Approfittando di una nuova ritirata della Lazio nel proprio centrocampo, il Benfica torna all'attacco e al 18' ottiene il 2-1 che dà maggiore tranquillità in vista della gara di ritorno: è Simao, assai temuto alla vigilia, ad impossessarsi di una palla che sembrava innocua e a segnare di destro dal limite. La Lazio, trovandosi di nuovo in una situazione sfavorevole, torna a giocare come sa. Mancini vuole più profondità sulle fasce e allora toglie Albertini e Favalli per Conceicao e Liverani. Si fa pericoloso di nuovo il Benfica, ancora con un gran tiro di Sokota, ma al 34' arriva il capolavoro di Sinisa Mihajlovic che dal cilindro tira fuori il suo pezzo forte: un calcio di punizione millimetrico che da 35 metri di distanza si infila al "sette" regalando alla sua squadra un importantissimo terzo gol. A fine gara Mancini è decisamente soddisfatto della sua Lazio dal "grande cuore" che ha sconfitto anche un "caldo incredibile". "I ragazzi sono stati ancora una volta straordinari - commenta il tecnico laziale - non credo che si potesse fare di più di quel che hanno fatto. E' vero che c'è stata una disattenzione che ci è costata un gol, ma alla fine abbiamo vinto e la cosa più importante è quella. Va bene così". Una Lazio a tratti spumeggiante ma anche contratta: "I ragazzi, ripeto, sono stati molto bravi. Considerando che siamo solo al 13 agosto credo che abbiano fatto più di quello che mi aspettavo da loro".


Il sito web "Uefa.com" commenta così la gara:

Grazie ai gol di Bernardo Corradi, Stefano Fiore e Sinisa Mihajlovic la S.S. Lazio è molto più vicina alla fase a gironi della UEFA Champions League, grazie alla vittoria per 3-1 sull'Sl Benfica allo Stadio Olimpico. L'attaccante Corradi apriva le marcature al 15', superando il portiere José Moreira dopo aver sfruttato a dovere un momento di estrema confusione nella difesa del Benfica. Il gol giungeva dopo un avvio un po' stentato della squadra romana, in una serata molto calda. Il portiere della Lazio Angelo Peruzzi doveva intervenire nei primi minuti su tiri da lontano di Petit e Simão Scabrosa e poi, poco prima dell'intervallo, su un tentativo di Tomo Sokota che mirava al palo più vicino. Fiore realizzava il secondo gol al 52', con un tiro al volo dopo una mischia nell'area del Benfica. I portoghesi, tuttavia, giunti al loro 150° incontro nella massima competizione per squadre di club europee, ricevevano un regalo inaspettato quando un rinvio maldestro del nazionale olandese Jaap Stam metteva Simão, nazionale portoghese, in condizione di battere Peruzzi, grazie anche alla decisiva deviazione di Massimo Oddo.

L'ala Sérgio Conceição, di nuovo alla Lazio dopo due anni all'Internazionale FC, andava vicino al gol poco dopo essere stato mandato in campo dall'allenatore Roberto Mancini nel secondo tempo, quando un suo tiro ad effetto veniva deviato da Moreira sopra la traversa. Ci pensava Mihajlovic, a dieci minuti dal termine, a ristabilire il vantaggio di due gol per i padroni di casa trasformando splendidamente una punizione dai 30 metri. L'allenatore del Benfica, José Antonio Camacho, ha dichiarato a fine partita: "Ci aspettavamo che la Lazio facesse qualcosa di più per vincere la partita. Il Benfica le ha dato una mano commettendo alcuni errori, dovuti soprattutto alla nostra mancanza di esperienza. Ci siamo complicati la vita in vista della partita di ritorno. Adesso tutto è più difficile. Tuttavia, siamo riusciti a metterli in difficoltà". Soddisfatto Mancini: "Il Benfica è più avanti rispetto a noi nella preparazione. Non potevamo fare di più. Abbiamo reagito bene dopo il loro gol e sono soddisfatto della squadra. Non siamo ancora in UEFA Champions League, ma siamo certamente sulla buona strada".