Mercoledì 19 novembre 1997 - Napoli, stadio San Paolo - Napoli-Lazio 3-0


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19 novembre 1997 - 2.757 - Coppa Italia 1997/98 - Ottavi di finale, gara di ritorno

NAPOLI: Di Fusco, Baldini, Zamboni, Sbrizzo (79' Scarlato), Facci, Turrini, Rossitto, Giannini, Longo (27' Goretti), Protti (46' Calderon), Bellucci. A disposizione: Taglialatela, Panarelli, Conte, Crasson. Allenatore: Mazzone.

LAZIO: Ballotta, Negro, Nesta, Grandoni (83' G.Lopez), Favalli (46' Chamot), Rambaudi, Venturin, Marcolin, Gottardi, Boksic, Signori (53' R.Mancini). A disposizione: Marchegiani, Almeyda, Nedved, Casiraghi. Allenatore: Eriksson.

Arbitro: Sig. Racalbuto (Gallarate)

Marcatori: 33' Protti, 79' Giannini, 88' Rossitto.

Note: serata fredda e piovosa, terreno pesante. Ammoniti Protti per proteste, Goretti per comportamento non regolamentare, Gottardi e Negro per gioco scorretto.

Spettatori: 6.257 per un incasso di Lire 70.355.000.


Un tentativo d'attacco della formazione biancoceleste di Guerino Gottardi
Igor Protti porta in vantaggio gli azzurri
Un'altra immagine della prima marcatura partenopea
Uno dei vari interventi salva-partita di Marco Ballotta
Il raddoppio partenopeo
Un'altra immagine del raddoppio azzurro
La terza rete della formazione napoletana
Un'altra immagine della terza rete partenopea
Il biglietto della gara

La Gazzetta dello Sport titola: "La vittoria del S. Paolo regala ottimismo alla squadra di Mazzone. Napoli, si può anche sorridere. Viene eliminato, ma supera la Lazio e finalmente interrompe la lunga serie nera. Il 3-0 sugli uomini di Eriksson fa morale. Il Napoli ha meritato attaccando dall'inizio. La Lazio si è difesa e per poco non è rimasta scottata".

Continua la "rosea": Dopo 5 sconfitte consecutive (fra campionato e Coppa Italia), il Napoli interrompe la serie nera. Nel ritorno di Coppa Italia con la Lazio, ha vinto per 3-0. Un risultato che non vale la qualificazione (l'andata era finita 4-0 per i romani) ma fa morale. Anche perché il Napoli ha meritato di sfiorare il miracolo. Un Napoli commovente, che ha stretto d'assedio la Lazio, alla ricerca di un risultato che, alla vigilia, pareva impossibile. Il pubblico si è esaltato e si è finalmente mostrato orgoglioso dei suoi giocatori. La Lazio ha badato essenzialmente a uscire dal San Paolo col minimo dei danni, ma per poco non rimaneva scottata. Ci si è messa anche la pioggia, oltre al 4-0 dell'andata. Così solo i supercoraggiosi (o supertifosi da medaglia d'oro, fate voi) avevano deciso di portarsi a Fuorigrotta. E la pioggia aveva reso pietoso il campo.

Pure, già al 30" Bellucci trovava modp di impegnare il portiere della Lazio. L'attaccante napoletano raccoglieva una respinta corta della difesa laziale e calciava fra le capienti braccia di Ballotta. Ancora il Napoli in evidenza al 6', col diagonale di Turrini, dalla fascia destra ovviamente, e pronta parata del portiere della Lazio. Formazione senza sorprese quella della Lazio, mentre Mazzone tira fuori dal cilindro Sbrizzo, in difesa. Anche Rossitto in campo. Baldini va su Boksic (marcatura molto attenta) e Zamboni su Signori. Si vede la Lazio al 17' con una punizione di Signori alta e al 19' con l'insidiosa incursione di Gottardi, lanciato da Marcolin e la bella uscita di Di Fusco che salva la situazione. La partita va avanti senza offrire grandi emozioni. Al 22' Boksic a Signori, che calcia sul fondo. Il ritmo è lento, anche a causa della pesantezza del campo. Al 27' si fa male Longo (caviglia sinistra). Al suo posto entra Goretti che va a occupare la fascia sinistra, con Rossitto a destra e Turrini spostato al centro.

Al 33' il San Paolo ha il primo sussulto. Erroraccio di Favalli che, ad azione praticamente conclusa, cerca di appoggiare a Ballotta di petto. Sulla palla, lenta, s'avventa come un falco Protti. Il tiro finisce in porta, Napoli in vantaggio. Al 38' Favalli a Signori, conclusione e parata di Di Fusco. E' fortunato il Napoli 1' dopo col diagonale di Boksic finito di poco fuori. Novità nella ripresa. Calderon nel Napoli, Chamot e, dall'8', Mancini nella Lazio. Al 18' conclusione, parata, di Turrini su punizione. Il Napoli sente odor di vittoria e attacca. La Lazio lo lascia fare. Al 27' Rossitto (passaggio di Calderon) fallisce un gol clamoroso. Che arriva al 34', com Giannini: un gran tiro di destro su passaggio di Calderon. Non è finita. Al 42' Rossitto segna il terzo gol del Napoli e fa sognare il pubblico. Nei secondi finali, Ballotta sventa il tiro del 4-0 di Bellucci.


Da La Repubblica:

Giannini trascina il Napoli. Tre gol ed è quasi miracolo. Passa la Lazio, com'era scritto nel risultato d'andata, troppo largo per essere ribaltato. Però ci sono due cose da dire: il Napoli ci ha creduto, giocando una partita vera, credendoci, arrivando a un passo dal miracolo che nessuno pensava possibile alla vigilia; e la Lazio non ci ha fatto una bella figura, davvero no, nonostante abbia schierato una squadra di seconde linee o forse proprio per questo. Eriksson ha snobbato la partita, ma è stato anche tradito clamorosamente dai suoi giocatori, che hanno completamente mollato nel secondo tempo. Se la qualificazione è stata raggiunta, è perché Ballotta, una delle tante riserve in campo, ha tolto a Bellucci, solo e a due passi, la soddisfazione del quarto gol che avrebbe mandato tutti ai supplementari. Per il Napoli, l'impressione è che questo 3-0 possa invece rappresentare una svolta, un'uscita dalla crisi dell'ultimo mese.

E' riuscito a trascinare anche lo scarsissimo pubblico all'entusiasmo, e questo è un buon segno. Lo stadio è un deserto. La serata fredda e piovosa, la drammatica crisi del Napoli - penultimo in campionato, sei sconfitte consecutive - tiene lontana la gente: seimila tifosi, decina più decina meno, che in un impianto come il San Paolo sembrano ancora meno. Neppure la decisione del club di praticare prezzi bassissimi (da diecimila lire a trenta) è stata convincente. Ma in campo il Napoli mette cuore, e un po' d'orgoglio. Mazzone, che prima di questa serata non ha raccolto ancora lo straccio di un punto nei suoi quaranta giorni di panchina napoletana, terrebbe a un risultato positivo per il morale, non certo per la qualificazione resa impossibile dallo 0-4 dell'andata all'Olimpico. Formazioni inedite, del resto: Mazzone rinuncia a Ayala, Taglialatela, Conte, Sergio; Eriksson fa di più, lasciando in campo dei più o meno certi solo Nesta, Favalli, Signori e Boksic, sostituito a metà partita da Mancini. La Lazio arriva nonostante tutto in porta con discreta facilità: Gottardi (19') e Signori (22'), mancano l'occasione del vantaggio.

Ma il Napoli pian piano prende coraggio, e un disimpegno difensivo troppo disinvolto di Favalli addirittura lo lancia oltre l'immaginazione di questa sera: Protti s'infila nel vuoto lasciato dall'avversario e di destro fa 1-0. Gol ed esultanza da ex, naturalmente. Secondo tempo: il Napoli legittima la sua vittoria. Forse è la Lazio che non c'è, gli uomini di Mazzone spingono però come forsennati e Ballotta deve fare gli straordinari su Bellucci un paio di volte, prima di arrendersi a Giannini (dopo il gol dell'ex laziale, quello dell'ex romanista) che su invito di Calderon fa 2-0 al 33' st. Sotto la spinta del pubblico, arriva pure il terzo gol, 42': lo fa Rossitto con tiro centrale. Al 49', in pieno recupero, ancora Ballotta tira fuori la Lazio dai guai. Ma il Napoli esce tra gli applausi.


Sempre tratte dalla "rosea", alcune dichiarazioni post-gara:

Sfiorato il clamoroso tonfo modello Tenerife. La Lazio perde la sua imbattibilità notturna, ma a Napoli perde soprattutto la faccia. Eriksson non cerca scuse: "Dobbiamo dire grazie a Ballotta che con due formidabili parate nel finale ci ha salvato. Avessimo subito il 4-0 non avremmo avuto la forza di reagire e il Napoli sarebbe riuscito a passare il turno. Di buono stasera c'è che ci siamo qualificati, il resto è da dimenticare". Il tecnico svedese forse si è pentito in corsa di aver mandato in campo troppi rincalzi: "No. Non voglio pensare che nel nostro organico ci siano giocatori non all'altezza. Non credo sia questo il motivo. Però, senza nulla togliere ai nostri avversari, è stata colpa nostra. Subito il 2-0 è saltato tutto, abbiamo smesso di giocare e soltanto il nostro portiere ha conservato la freddezza necessaria. Spero che questo serva da insegnamento alla squadra. Siamo scesi in campo troppo rilassati, cullandoci sul 4-0 dell'andata. Voglio pensare che sia solo un'eccezione. Questa sconfitta non giova all'immagine della squadra. E non credo che continueremo a giocare così, altrimenti è inutile andare sabato a Piacenza".




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