Mercoledì 31 luglio 2013 - Nice, Stade Municipal du Ray - Olympique Nizza-Lazio 0-1


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31 luglio 2013 - Amichevole - inizio ore 20.00

OLYMPIQUE NIZZA: Ospina, Palun (46' Pejcinovic), Digard, Kolodziejczak, Amavi, Traore (65' Rafetraniaina), Mendy, Pied (65' Bosetti), Eysseric (46' Bruls), Bautheac (65' Bruins), Cvitanich (77' Constant). Allenatore: Puel.

LAZIO: Marchetti (58' Bizzarri), Konko (63' Candreva), Novaretti, Cana, Radu, Biglia (72' Ciani), Ledesma (63' Hernanes), Mauri (72' A. Gonzalez), Ederson (46' Floccari), Lulic (84' Rozzi), Klose (57' Cavanda). Allenatore: Petkovic.

Arbitro: Sig. Castro - Assistenti Sigg. Pacelli e Pasqualotti.

Marcatori: 20' Klose.

Note:

Spettatori:


Senad Lulic in azione
Ederson abbraccia Miro Klose dopo la marcatura
Stefano Mauri
Miroslav Klose
Ederson
Abdoulay Konko
Una fase di gioco
Hernanes in azione
Fonte: Nicematin.com
Antonio Candreva
Fonte: Nicematin.com
Lucas Biglia
Fonte: Nicematin.com
Un momento della gara
Fonte: Nicematin.com

Dalla Gazzetta dello Sport:

Oui, questa è la Lazio giusta. Appena 24 ore dopo la mezza figuraccia di Siena, la squadra biancoceleste si riscatta vincendo 1-0 e mostrando il suo vero volto. Che piace e convince. Presto per sbilanciarsi sulle possibilità di una squadra che, inevitabilmente, procederà nei prossimi giorni tra alti e bassi. Ma la trasferta francese ha regalato sprazzi interessanti e la sensazione che Petkovic sia già a buon punto in vista della Supercoppa. Il dado è (quasi) tratto. Il modulo-base quest'anno sarà il 4-2-3-1. Lo si era intuito già nelle prime amichevoli, anche se Petko aveva un po' mischiato le carte. Ieri, però, alla prima partita vera della stagione il tecnico ha gettato la maschera, puntando dritto sul modulo con tre trequartisti. A questo punto la scelta pare fatta. In favore, appunto, del 4-2-3-1. Modulo che consente una varietà di soluzioni che gli altri sistemi di gioco non offrono. Ma ciò che piace di più è l'armonia con cui si sviluppa la manovra, grazie soprattutto alla presenza del doppio regista (Biglia e Ledesma per gran parte della gara, poi anche Hernanes).

A proposito del Profeta. Lui, come Candreva e Gonzalez si sono rivisti in campo nella mezzora finale. È stato il loro debutto stagionale. Impatto positivo perché tutti e tre hanno messo nelle gambe un discreto minutaggio, dimostrando peraltro di essere già in discrete condizioni. Ancora meglio l'altro nazionale, Marchetti. Sia come minuti giocati (è stato schierato titolare ed è rimasto in campo oltre un'ora), sia per la prestazione maiuscola. Alla fine i quattro reduci dalla Confederetions erano raggianti. Il più felice di tutti era però Honorato Ederson. E non solo perché, ancora una volta, ha fornito un'ottima prestazione, ma soprattutto per la grande festa che la sua ex società e i suoi ex tifosi gli hanno riservato (il brasiliano ha giocato a Nizza dal 2005 al 2008). Il club transalpino lo ha premiato prima della gara, i sostenitori lo hanno applaudito e gli hanno dedicato uno striscione.

"È stato bello tornare qui — ha detto alla fine Ederson —. Una grande emozione. Il Nizza oggi è una squadra giovane, ma molto competitiva. La nostra vittoria, quindi, ha un valore molto alto, anche perché loro stanno per iniziare il campionato, questa era l'ultima amichevole che disputavano in casa e ci tenevano a far bella figura". Lazio promossa a pieni voti, dunque, secondo Ederson: "Siamo molto soddisfatti di come procedono le cose, qui a Nizza abbiamo fornito un'ottima prestazione, considerando che era la seconda partita in due giorni. Dobbiamo continuare su questa strada. Questo è un gruppo che ha molta qualità tecnica ed altrettanta qualità umana. Se restiamo uniti possiamo andare molto lontano".


Pronto riscatto per la Lazio 24 ore dopo il k.o. di Siena. La squadra biancoceleste passa a Nizza, sul campo della quarta forza dell'ultimo campionato francese, grazie al gol di Klose al 20' del primo tempo (colpo di testa vincente su cross di Konko). Risultato positivo e prestazione incoraggiante per la squadra biancoceleste che, specie nel primo tempo, fa un discreto possesso palla ed è anche sufficientemente aggressiva nella metà campo avversaria. Funziona bene il 4-2-3-1 disegnato da Petkovic. Il doppio regista Biglia-Ledesma consente alla squadra di avere una manovra fluida ed avvolgente, i tre trequartisti (Mauri, alla probabile ultima partita prima della squalifica, Ederson e Lulic) la rendono sufficientemente pericolosa in avanti. Dove Klose fa il regista offensivo e il finalizzatore.

Petkovic manda in campo la Lazio vera, quella che potrebbe diventare la squadra-base e la tiene in campo per oltre un'ora. Dei titolari mancano solo i nazionali Candreva, Hernanes e Gonzalez che, ancora a corto di preparazione, entrano nella mezzora finale, dimostrando peraltro di essere già in buone condizioni (specie Hernanes). In campo dal primo minuto, invece, l'altro reduce dalla Confederations, Marchetti, che con un paio di salvataggi dei suoi salva il risultato nella ripresa prima di cedere il posto a Bizzarri. Bene i due nuovi acquisti Novaretti e Biglia: il regista va pure in gol (sarebbe stato il 2-0), ma l'arbitro annulla per un fuorigioco millimetrico.


Dal Corriere dello Sport:

Riecco la vera Lazio. Tosta, capace di tenere benissimo il campo, piena di qualità e accompagnata dalla concretezza di campioni straordinari. Su tutti l'eterno Klose, che ha firmato il colpo in Costa Azzurra, e Marchetti, un muro quando si è trattato di spegnere gli ardori del Nizza nell'unica autentica occasione da gol concessa. E' stata una bella vittoria, piena di significati e non solo per l'ostinazione di difendere il risultato sino alla fine nonostante si trattasse di un'amichevole. I francesi sono più avanti nella preparazione, tra dieci giorni esordiranno nella Ligue 1 e chissà che il sorteggio non riproponga questa sfida presto in Europa League. Claude Puel, l'ex tecnico di Lione, allena una squadra di livello e che nella passata stagione si è piazzata al quarto posto, mancando di un solo punto la qualificazione alla Champions. Non era semplice passare al vecchio Stade de Ray, che a settembre chiuderà i battenti per cedere il passo alla nuova Allianz Arena della Costa Azzurra, un gioiello da 50 mila posti. La Lazio ha controllato la partita e ha concesso pochissimo al Nizza, ritrovando in novanta minuti le antiche certezze e i suoi nazionali, reduci dalle vacanze post-Confederations.

Un bel passo avanti avvicinandosi alla finale di Supercoppa con la Juventus. Rispetto a Siena, dove aveva rimescolato le carte come fosse un allenamento, Petkovic ha presentato quasi la formazione titolare. Marchetti tra i pali, la coppia formata da Biglia e Ledesma, Konko e Radu terzini, Klose davanti. Fuori (inizialmente) solo Hernanes e Candreva, ma Ederson e Mauri non sono comprimari e allora la squadra biancoceleste, approfittando dell'avvio compassato del Nizza, ha preso il controllo delle operazioni, riacquistando l'identità conosciuta nella passata stagione. Si vedeva la voglia di cancellare lo schiaffo di Siena e di cercare con maggiore convinzione l'azione in profondità. A destra, approfittando dei tagli di Mauri, Konko ha cominciato subito a spingere e sul versante opposto Lulic ha inserito le marce alte. Così sono arrivate due occasioni limpide e diverse combinazioni sul filo del fuorigioco (linea altissima del Nizza) prima del gol di Klose. Ederson, applauditissimo dai suoi vecchi tifosi, di testa e poi Mauri hanno spaventato Ospina, bucato dall'incornata del tedesco al ventesimo. Konko si è bevuto in dribbling Amavi e ha pennellato un cross al bacio per Miro, che ha stampato in rete da ariete.

Così i francesi sono stati costretti ad alzare i ritmi per venire su. Hanno creato, però, ben poco, a parte quattro angoli di fila e una sassata dalla distanza di Cvitanich: l'argentino croato ha saltato con un tunnel Cana, ma Novaretti è stato pronto ad accorciare e uscire, toccando il suo tiro sopra la traversa. Dopo il gol annullato a Biglia per una posizione di dubbio fuorigioco, il primo tempo si è chiuso con un intervento cattivo di Cvitanich su Lulic che stava per scatenare una rissa. Nella ripresa la Lazio ha abbassato i ritmi. Su un angolo a sfavore, i francesi sono scappati in contropiede e Marchetti ha compiuto una prodezza, ribattendo il tiro ravvicinato di Cvitanich, solo in area. Tre minuti più tardi il portierone azzurro si è ripetuto sul colpo di testa di Amavi. Petkovic ha dato vita al turnover, concedendo l'ultima mezz'ora all'esordio stagionale di Hernanes e Candreva, poi ha sganciato anche Gonzalez e inserito Ciani, passando alla difesa a tre. Il salvataggio di Cavanda, a tempo scaduto, è stato il sigillo. E domenica replica ad Atene con il Panathinaikos.


Sempre dal quotidiano sportivo romano:

"Eder uno di noi". Gli ultras del Nizza gli hanno dedicato uno striscione, campeggiava nella curva rossonera. E prima dell'inizio il numero 10 della Lazio è stato chiamato a centrocampo, premiato dalla sua vecchia società. In tribuna, a vederlo, anche Antonio Caliendo, il manager che ne ha seguito i passi dall'inizio della carriera. Lo hanno abbracciato in tanti. E' stata una notte speciale per Ederson Honorato Campos, ex idolo della Costa Azzurra, trequartista brasiliano che sta riemergendo adesso dopo una stagione complicatissima e sofferta a causa di tanti infortuni. "Che emozione tornare a Nizza" ha twittato quando era in partenza dall'aeroporto di Fiumicino. Dopo la partita, i francesi lo aspettavano in conferenza stampa. Era contento Ederson, ragazzo dai modi semplici, un mostro di educazione. "E' cambiata tanto la squadra da quando giocavo io, in campo tra i miei ex compagni c'era soltanto Traorè, il centrocampista. Poi ho visto Pied, con cui ho giocato a Lione. Ma ho rivisto tanta gente, tutti gli uomini della società, il preparatore dei portieri e altri ancora. E' stato bello venire qui con la Lazio, un'emozione vera perché a Nizza ho vissuto degli anni incredibili". Ha salutato anche Claude Puel, suo ultimo allenatore a Lione. E non esisteva tra i due un buon feeling. Tra tanti amici, ha sconfitto anche il suo carissimo nemico.

Doppia festa per il brasiliano, che ha giocato a Nizza dal gennaio 2005 al 2008. Ha vinto Ederson, s'è imposta la squadra di Petkovic, reagendo da grande dopo lo schiaffo di Siena, che forse era stato voluto per scaramanzia. Non era semplice e neppure si poteva considerare una missione scontata appena ventiquattr'ore dopo l'amichevole del Franchi. E invece la Lazio ha interpretato una partita vibrante, abbinando la qualità dei suoi giocatori di classe alla capacità di difendersi con ordine e con una concentrazione inusuale di questi tempi. Altri stimoli regalano le amichevoli internazionali, c'è stato anche qualche colpo proibito a un sospiro dall'intervallo. "Siamo soddisfatti, è stato un bel test. Non era facile giocare la seconda partita in 24 ore e poi abbiamo affrontato una buonissima squadra, piena di giovani e di ambizioni". Petkovic, in attesa del pieno recupero di Hernanes, ha insistito sul 4-2-3-1 e ha posizionato Ederson nel ruolo di autentico numero 10. Agiva a ridosso di Klose. "Da centrocampo in su sono pronto a ricoprire qualsiasi ruolo, ma in effetti quella è la posizione che preferisco. Dietro a Miro, mi sento a mio agio. Ma qui alla Lazio ci sono tanti ottimi giocatori, è un organico di qualità. Stiamo crescendo. Sono convinto che potremo essere protagonisti in tutte e tre le competizioni".

Tutti incrociano le dita. Ederson ora sta bene, s'è preparato a dovere nel ritiro di Auronzo di Cadore, sta raggiungendo una condizione che alla Lazio nella passata stagione, subito segnata da un incidente al ginocchio, non ha mai avuto. Era stato impiegato anche a Siena e allora Petkovic, dopo il primo tempo, lo ha risparmiato, facendo entrare Floccari al suo posto. Per quaranticinque minuti è stato tra i migliori, s'è mosso a pendolo sull'intero fronte d'attacco e ha creato diverse situazioni pericolose. Tutti lo pensano: se continua così, si trasformerà in uno degli innesti più importanti della nuova Lazio.



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