Sabato 15 dicembre 2007 - Roma, stadio Olimpico - Lazio-Juventus 2-3


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15 dicembre 2007 - 3.260 - Campionato di Serie A 2007/08 - XVI giornata - inizio ore 20.30

LAZIO: Ballotta, Scaloni (75' De Silvestri), Siviglia, Cribari, Kolarov, Mudingayi (86' Meghni), Ledesma, Mutarelli, Mauri, Rocchi, Pandev. A disposizione: Muslera, Stendardo, Baronio, Makinwa, Manfredini. Allenatore: D.Rossi.

JUVENTUS: Buffon, Zebina, Legrottaglie, Chiellini, Molinaro, Salihamidzic, Nocerino, Zanetti, Nedved (46' Tiago), Trezeguet, Del Piero. A disposizione: Belardi, Birindelli, Grygera, Marchionni, Olivera, Palladino. Allenatore: Ranieri.

Arbitro: Sig. Brighi (Cesena) - Assistenti Sigg. Lanciano e Ayroldi - Quarto uomo Sig. Trefoloni.

Marcatori: 29' Trezeguet, 36' Pandev, 48' Del Piero, 70' Del Piero, 93' Pandev.

Note: serata fredda, terreno in buone condizioni. Prima del fischio d'inizio minuto di raccoglimento per ricordare Alessio Ferramosca e Riccardo Neri, i ragazzi della Juventus deceduti lo scorso anno a Vinovo. Ammoniti: 52' Nocerino, 74' Mudingayi, entrambi per comportamento scorretto; 77' Pandev per comportamento non regolamentare. Angoli: 8-2. Falli commessi: 10-23. Tiri in porta 9-4. Tiri fuori 3-4. Fuorigioco 7-4. Recuperi: 1' p.t, 3' s.t.

Spettatori: paganti 9.264, incasso e 228.685, abbonati 14.834, quota e 188.232,38.


I giocatori biancocelesti al centro del campo
La rete di Trezeguet
Il pareggio di Goran Pandev
Un altro fotogramma della prima rete del macedone
Una delle reti di Del Piero
La rete del definitivo 2-3
Goran Pandev in azione

La Juventus porta a casa il massimo dei punti in palio con il minimo sforzo. La squadra di Ranieri, che finora fuori casa aveva racimolato pochi punti, ha strappato una vittoria a una Lazio che sicuramente, per il gioco dimostrato, nettamente più brillante rispetto a quello dei bianconeri soprattutto nel primo tempo, non meritava la sconfitta. E' una doppietta in contropiede di Del Piero, nella ripresa, a decidere il match e sicuramente la squadra di Delio Rossi ha pagato le disattenzioni in difesa, in quanto i due gol sono scaturiti da due azioni identiche: lancio di Zanetti, fuga del capitano juventino e conclusione perfetta (una rasoterra, l'altra sotto la traversa) con la difesa della Lazio infilata incredibilmente. Eppure, sull'altro fronte, altrettanto si può dire della difesa bianconera, non impeccabile, che ha preso due gol di testa e troppe volte si è salvata solo grazie alle grandi parate di Buffon. Per quanto riguarda le linee offensive, la rete di Trezeguet, nel primo tempo, è stata rocambolesca, mentre il pareggio di Pandev molto bello, come il gol del 3-2 quando, però, la partita era praticamente finita. In poche parole, alla Juve è andato tutto bene (anche la scelta di schierare Tiago nella ripresa), alla Lazio tutto male. Lo stesso Ranieri alla fine della partita ammette sinceramente: "Tre punti, ma anche qualche passo indietro. Troppe disattenzioni, troppi errori. Nessuno ci ha mai fatto tanti tiri in porta. Meno male che abbiamo Buffon e Del Piero. Brava Lazio, meritava di più".

Tuttavia ai laziali sono mancati cinismo, bravura e fortuna, tre ingredienti importanti per chi vuole andare lontano. Delio Rossi, privo di Behrami e Zauri, schiera Kolarov esterno sinistro e Mauri dietro le punte. Ranieri rinuncia a Camoranesi e Iaquinta. Del Piero, in ottima condizione, gioca dall'inizio e Salihamidzic si schiera sulla destra. La Lazio dà l'impressione di non risentire dei postumi di Madrid. I biancocelesti giocano un buon primo tempo mettendo in gran difficoltà la retroguardia juventina che soffre la velocità di Mauri, Mutarelli e Pandev. Al 14', una punizione con il contagiri di Del Piero pesca la testa di Chiellini che mette di poco alto. Poi la Lazio si fa sempre più padrona del campo e gli avversari vanno in confusione, specie dalle parti di Molinaro, poco protetto da Nedved. Così nel giro di due minuti Buffon corre due gravi pericoli: al 17', quando su un gran tiro di Pandev di sinistro da fuori area devia con un balzo sulla sinistra, e al 18', su una deviazione di Nocerino in area, che Mauri da due passi sulla sinistra spara alto. Al 24' però è la Juventus a passare e in maniera rocambolesca e discussa: su angolo da destra, Chiellini colpisce di testa, Salihamidzic tocca da pochi passi verso la porta, Trezeguet, quasi sulla linea la mette dentro. Fuori gioco? Difficile giudicare per tutti e comunque Brighi, la cui direzione di gara ha lasciato in ogni caso a desiderare, convalida. La Lazio reagisce nel modo giusto e pareggia meritatamente al 36' con un gol di ottima fattura: Rocchi serve Mutarelli solo sulla sinistra, il centrocampista mette la palla sul secondo palo per Pandev che di testa supera Buffon. E' una conferma del fatto che la squadra di Rossi non ha sofferto sul piano psicologico, nè fisico, per l'eliminazione in Champions League. Nell'intervallo Ranieri sostituisce Nedved, ferito alla testa, con Tiago, desideroso di farsi apprezzare.

La Juventus subisce inizialmente l'assalto della Lazio, ma ne approfitta anche per ripartire in contropiede al 3': Zanetti recupera palla davanti alla difesa e lancia in profondità per Del Piero sulla sinistra. Il capitano bianconero vola via e conclude rasoterra in diagonale sul secondo palo, complice anche il piazzamento sbagliato della difesa laziale, soprattutto di Scaloni: un gran gol. La Lazio si butta avanti nuovamente, ma il contributo di Tiago a centrocampo inizia a farsi sentire. Il portoghese passa al 15' una palla preziosissima, strappata a Mudingayi, a Trezeguet, solo sulla sinistra: ma il francese tira su Ballotta in uscita. Persa l'occasione per chiudere la gara, la Juve si salva grazie a Buffon, che si supera su un'incredibile palla di Rocchi al 20'. Ma al 25', la scena si ripete: di nuovo Zanetti, di nuovo Del Piero in corsa sulla sinistra, grande aggancio, lunga corsa verso la porta e palla, questa volta, sotto la traversa di Ballotta. Un gol che mette in risalto il gran momento del numero 10 bianconero, 4 reti in 4 partite, e la scarsa organizzazione difensiva della Lazio nel frangente. La Lazio non ci sta e si ributta sotto, ma non è serata, anche se i brividi in area bianconera si sprecano. Del Piero, di testa, sbaglia il poker, forse sbilanciato da Ledesma, e Pandev, quando Brighi è quasi pronto al fischio finale, mette dentro di testa un bel cross di Rocchi da sinistra. La Lazio c'è ma i punti non arrivano, la Juventus può permettersi anche una serata così così. E' la vecchia legge del calcio: un grande portiere e un grande centravanti a volte bastano per vincere.


La Gazzetta dello Sport titola: "Bum bum Del Piero. Ale da titolare si scatena: 3-2 alla Lazio e la Juve vola al 2 posto".

Continua la "rosea": Mai influenza (di Iaquinta) fu più benedetta. Super Del Piero, e la Juve vola. Due gol d'autore, in fotocopia. Contropiede d'altri tempi, Lazio prodiga, Juve cinica e opportunista. I campionati e gli scudetti si lottano anche così. Portando via partite nelle quali si rischia, e dove c'è bisogno di almeno un miracolo del "solito" Buffon. Ma la Juve di Ranieri è questa, prendere o lasciare. Grandi vecchi, classe operaia, difesa un po' così, fin quando non arrivano due sinistri come quelli dell'intramontabile Ale. E se magari il primo può chiamare in causa le ruggini di Ballotta, il secondo è proprio come quelli di una volta. Se il Milan (e perché no, anche il Cagliari stasera) facessero la grazia, il Natale della Juve, che domenica prossima ospiterà il Siena, potrebbe trascorrere cullando un'idea meravigliosa. L'Inter, in fondo, non è poi così lontana. Quanto alla Lazio, la sua settimana terribile cominciata a Madrid finisce con un'altra sconfitta con l'onore delle armi, impreziosita dalla bella doppietta di Pandev. Riconsegnata al solo campionato, saprà risalire. Se ti chiami Lazio e di fronte hai la Juve, e se hai già riagguantato il pari dopo essere andato immeritatamente in svantaggio, non puoi regalare due contropiede così.

Il primo, per colmo di autolesionismo, quando il secondo tempo è appena cominciato. Due lanci perfetti (straordinario per gittata e precisione il secondo) di Zanetti, due interpretazioni doc di Del Piero, che nel primo tempo aveva calciato una punizione e due corner (dal secondo dei quali il gol di carambola Trezeguet, regolare). Sciaguratezze multiple, quelle biancocelesti, Scaloni e Siviglia i più colpevoli. C'è anche una seconda chiave. Buffon e Ballotta. Il secondo ha discrete responsabilità sui primi due gol della Juve, mentre Gigi sul 2-1 ha levato dalla porta un colpo sotto di Rocchi che nemmeno Mandrake. La Lazio gioca un buon primo tempo, migliore di quello della Juve. Lamenta qualche torto arbitrale, ma Brighi è sembrato sbagliare con equilibrio, lasciando correre qualche mezzo rigore di qua e di là. Kolarov terzino sinistro al posto di De Silvestri non convince, il resto funziona, con Mauri trequartista dietro a Rocchi e Pandev. Il gol di Trezeguet arriva del tutto inaspettato ma la reazione è di gran carattere e il pari, 7' dopo, è meritato e molto bello. Una sintesi di quel che la Lazio sa fare in velocità: Kolarov spedisce in mezzo un pallone qualsiasi, ma Rocchi-Mutarelli-Pandev lo trasformano con tre tocchi di prima e un movimento senza palla che premia gli schemi cari a Rossi. Quel che la Lazio fa nella ripresa sa invece di suicidio. Perché non si può regalare mezzo campo in affitto a Del Piero.

Hai voglia poi a rincorrere con un Buffon tra i piedi. Quando Pandev sigla il 2-3, altra azione in velocità di Rocchi, alla fine mancano 30 secondi. L'influenza di Iaquinta doveva essere una sciagura e si rivela una fortuna. Del Piero sembra sonnecchiare, ma diventa implacabile quando gli si dà troppa confidenza. Il resto lo fa Buffon e un tecnico capace di ridisegnare la squadra nella ripresa, dopo un primo tempo di sofferenze. Fuori Nedved, gran capocciata con Scaloni, e dentro Tiago vertice alto di un centrocampo che passa a rombo, con Salihamidzic a sinistra e Nocerino a destra. Se ne giovano sia il portoghese (prima di buttarlo a mare forse c'è bisogno di una riflessione) che manderà in porta Trezeguet stoppato da Ballotta, sia Zanetti, assist-man di Del Piero. Ranieri avrà preso nota di tutto. Incluse le amnesie di una difesa tornata per una notte un po' troppo allegra.