Sabato 8 dicembre 2007 - Roma, stadio Olimpico - Lazio-Catania 2-0


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8 dicembre 2007 - 3.258 - Campionato di Serie A 2007/08 - XV giornata - inizio ore 18.00

LAZIO: Ballotta, De Silvestri, Scaloni, Cribari, Zauri, Mudingayi (92' Manfredini), Ledesma, Mutarelli, Meghni (76' Mauri), Makinwa (73' Pandev), Rocchi. A disposizione: Muslera, Stendardo, Baronio. Allenatore: D.Rossi.

CATANIA: Polito, Sardo, Stovini, Terlizzi, Vargas, Colucci (58' Biagianti), Edusei (53' Morimoto), Baiocco, Izco, Spinesi, Mascara. A disposizione: Bizzarri, Sottil, Silvestri, Gazzola, Llama. Allenatore: Baldini.

Arbitro: Sig. P.S. Mazzoleni (Bergamo) - Assistenti Sigg. Altomare e G.Rubino - Quarto uomo Sig. Celi.

Marcatori: 8' Rocchi, 89' Pandev.

Note: serata gelida, terreno in buone condizioni. Espulso all'85' Spinesi per ingiurie e comportamento irriguardoso nei confronti dell'arbitro. Ammoniti: 21' Colucci e 85' Mudingayi per comportamento scorretto. Angoli: 4-4. Falli commessi: 12-18. Tiri in porta 4-2. Tiri fuori 2-1. Fuorigioco 3-4. Una traversa colpita dal Catania. Recuperi: 1' p.t., 3' s.t.

Spettatori: paganti 2.457 per un incasso di 50.172 euro, abbonati 14.834 per una quota di 188.232,38.


Una delle reti biancocelesti
L'esultanza del bomber veneziano e l'abbraccio di Lorenzo De Silvestri
Goran Pandev festeggiato da Tommaso Rocchi
Tommaso Rocchi
Goran Pandev
Marco Ballotta in un intervento
Un momento dell'incontro
Un fotogramma della gara

La Lazio risolleva la testa contro lo spento Catania grazie a una zuccata di Rocchi al primo affondo e al raddoppio di Pandev all'89'. I gemelli del gol sono la garanzia di Delio Rossi: in campionato hanno segnato 10 volte (5 a testa) sulle 15 reti complessive e, nei momenti decisivi, non hanno mai tradito. Grazie a loro i biancocelesti trovano convinzione in vista della trasferta di Madrid, si allontanano dalle zone pericolose della classifica, si mostrano più forti della contestazione strisciante che, all'Olimpico, non coinvolge più soltanto Lotito ma anche alcuni giocatori: Ballotta, Manfredini, Makinwa e, sopra tutti, Mauri. Il calcio non ha memoria. Così l'uomo che l'anno scorso è stato decisivo nella conquista del terzo posto, viene impietosamente fischiato quando Rossi lo manda in campo al posto di Meghni. L'allenatore, alla fine, lo difende: "Non è giusto fischiare chi ha dato tanto a questa squadra". Certo in questo momento il franco-algerino ha un altro passo.

La Lazio, contratta e nervosa, ha la fortuna di sbloccare il risultato al primo assalto: sulla punizione di Ledesma, Rocchi spunta dal nulla e di testa centra l'angolino alla destra di Polito. Mutarelli sbaglia il raddoppio su un taglio magistrale di Meghni e così la Lazio deve aspettare quasi la fine per chiudere il conto. Il Catania, che sullo 0-0 aveva colpito la traversa con Terlizzi, non crea pericoli a Ballotta anche se, nell'ultima mezz'ora, spinge con forza. Pandev, partito dalla panchina, cancella le crescenti preoccupazioni dei laziali bevendosi Sardo con due finte e regalando un pomeriggio felice alla sua gente. Ora il Real Madrid. "Serve un'impresa", dice Rocchi. E una Lazio diversa: più convinta, più veloce, più cinica.


La Gazzetta dello Sport titola: "Da Rocchi&Pandev messaggio al Real. Un gol per tempo e la Lazio piega (faticosamente) il Catania. Traversa di Terlizzi sullo 0-0, espulso Spinesi nel finale".

Continua la "rosea": Premiata ditta Rocchi & Pandev. Prove generali per Madrid, dove due gol così servirebbero come una bombola di ossigeno? Meglio non esagerare. Brava però la Lazio a calarsi subito nella nuova realtà del campionato: zona retrocessione dalla quale uscire al più presto. Detto e fatto, con l'umiltà necessaria in questi casi, contro un Catania che era reduce da una bellissima vittoria nel derby col Palermo. Proprio l'effetto sbornia di quel successo e una conclamata idiosincrasia alle trasferte (13 punti su 18 il Catania li ha presi in casa) contribuiscono a una sconfitta (2-0) che va accettata, anche se il match è stato a lungo in equilibrio. Troppo diverso il peso dei rispettivi attacchi: apre Rocchi, che sotto Natale prende a segnare con maggiore continuità, e chiude Pandev, subentrato a Makinwa e capace di patrimonializzare l'unica occasione a disposizione. Tutto tre minuti dopo l'espulsione per proteste del centravanti Spinesi, prima inconcludente e poi troppo nervoso. Passa innanzitutto dalla differenza tra due colpi di testa. Quello di Terlizzi, minuto 6, finisce sulla traversa. Quello di Rocchi, minuto 8, da punizione di Ledesma, finisce in rete. Due modi diversi di cominciare una partita. Non c'è solo questo, naturalmente.

Delio Rossi sa che, assente per squalifica Martinez, l'altro punto di forza del Catania è il terzino sinistro Vargas. E allora decide di preservare (finché può) Pandev per il Real Madrid e puntare sul rilancio di Makinwa, piazzato sulla destra. Più marcatore di Vargas che vera e propria punta. Un'ottima idea. Senza Behrami, col solito Ballotta a caccia di qualche brivido gratuito, la difesa ritrova però Cribari, guida preziosa anche in funzione Champions. Sarà lui, insieme a Ledesma, a guidare la squadra fuori dalla secche di una fase calante che si manifesterà a metà del secondo tempo, quando il Catania si farà sotto. Pandev e Mauri, per Makinwa e Meghni, assicureranno dalla panchina la freschezza necessaria per tirarsi fuori dagli impicci, non far rimpiangere il facile gol del 2-0 fallito dal rientrante Mutarelli nel primo tempo, e chiudere la partita con quello del macedone (assist del solito Ledesma, e partecipazione forse un po' maliziosa di Mauri). A Madrid si va col morale alto. Difficile martedì possa bastare, ma sognare non costa nulla. Baldini, privo di Martinez e Tedesco, non deroga al 4-3-3 iniziale. Che però funziona così poco da suggerirgli di cambiare tutto dopo appena venti minuti (e un gol al passivo). La finalità pensiamo sia soprattutto quella di alleggerire la pressione su Vargas e su una corsia di sinistra, davanti a lui c'è Mascara, che patisce le pene dell'inferno anche causa De Silvestri.

E allora: Izco da ala destra scala centrocampista di sinistra dirimpettaio di Mudingayi, al posto di Baiocco che passa vertice alto del rombo, posizione utile anche a marcare Ledesma. Mascara va a destra e il suo posto viene preso da Colucci, uno che mette la gamba (e i tacchetti) sempre e comunque. Il resto (Edusei centrale basso su Meghni) rimane invariato, incluso un terzino destro, Sardo, che complici gli impegni difensivi di Zauri, ha molto campo per salire (lo aspetta Mutarelli). Non a caso è dal suo piede che parte il cross che farà dannare in avvio lo sfortunato Terlizzi. Baldini attuerà, via cambi (Biagianti e Morimoto per Edusei e Colucci) un'altra rivoluzione tattica dopo un'ora di gioco. Non sarà tradito dal gioco, ma dagli attaccanti.