Sabato 19 novembre 2011 - Napoli, stadio San Paolo - Napoli-Lazio 0-0


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19 novembre 2011 - 3.440 - Campionato di Serie A 2011/12 - XII giornata - inizio ore 20.45

NAPOLI: De Sanctis, Campagnaro, Cannavaro, Aronica, Maggio, Dzemaili (58' Gargano), Inler, Dossena (73' Pandev), Hamsik, Lavezzi, Cavani. A disposizione: Rosati, Fernandez, Fideleff, Mascara, Lucarelli. Allenatore: Mazzarri.

LAZIO: Marchetti, Konko (51' Scaloni), Diakite, Stankevicius, Radu, Brocchi, Ledesma, Lulic, Sculli (83' A.Gonzalez), Hernanes (51' Matuzalem), Cisse. A disposizione: Carrizo, Stendardo, Cana, Rocchi. Allenatore: Reja.

Arbitro: Sig. Rizzoli (Bologna) - Assistenti Sigg. Maggiani e Nicoletti - Quarto uomo Sig. Gervasoni.

Note: Serata umida, terreno in buone condizioni. Ammoniti al 6' Cisse, all'80' Radu, al 91' Stankevicius tutti per gioco scorretto. Lazio con il lutto al braccio. Calci d'angolo: 6-3. Recuperi: 1' p.t., 4' s.t.

Spettatori: 40.000 circa con un incasso di 687.654,90 euro.


Scambio di saluti tra i due tecnici
Senad Lulic in azione di contrasto
Giuseppe Sculli
Cristian Brocchi
Stefan Radu
Un momento dell'incontro
L'arbitro Rizzoli ammonisce al 6' Djibril Cisse per gioco scorretto
Marius Stankevicius e Modibo Diakite
Un'occasione per la formazione partenopea
Padroni di casa sconsolati: la Lazio, pur rimaneggiata, porta via un punto dal San Paolo
Cristian Ledesma
Stefan Radu
Hernanes
Federico Marchetti, grande protagonista dell'incontro
Il Mister Edoardo Reja, ex del Napoli, saluta i tifosi di casa
Il biglietto della gara

I calciatori convocati per la partita odierna

La Gazzetta dello Sport titola: "Il Napoli si sveglia nella ripresa. Marchetti tiene in vetta la Lazio. Cavani segna, ma il gioco è fermo per fuorigioco che non c'è, poi il portiere salva il risultato su Lavezzi. Reja, applaudito dai tifosi napoletani, primo a quota 22".

Continua la "rosea": Dopo aver perso le ultime due partite di campionato che precedevano le sfide di Champions (contro Parma e Catania), il Napoli stecca ancora: finisce 0-0 contro la Lazio, che rimane sola in testa alla classifica. Ai punti avrebbe vinto Mazzarri, che accantona il turnover e si gioca la prima di una serie di partite di fuoco con la formazione tipo. Dopo un primo tempo del tutto bloccato, i partenopei accelerano ma non passano per imprecisioni sottoporta, un netto errore arbitrale e un super-Marchetti. La speranza dei tifosi di casa è che il cinismo mancato si manifesti nella "finale" di martedì contro il City. Sorride invece Reja (applaudito dai suoi vecchi tifosi) che regge nonostante le defezioni importanti, e mantiene l'imbattibilità in trasferta.

La Lazio si presenta al San Paolo con un biglietto da visita di tutto rispetto, da capolista e con quattro successi nelle ultime quattro uscite esterne. Ma con qualche defezione, di quelle importanti: oltre al solito Mauri, mancano Dias dietro e Klose davanti. E allora Reja affronta il suo ex pubblico con l'inquieto Cisse come unica punta e inserisce Sculli che, come Lulic, garantisce corsa e copertura. Dietro c'è l'inedita coppia di centrali Diakite-Stankevicius. Per Mazzarri è la gara che apre un periodo di fuoco e decide di non risparmiare nessuno. In campo c'è la squadra tipo, con i tre tenori davanti e Dzemaili in mediana preferito a Gargano.

Il primo testo è bloccato. Si chiude sullo zero a zero e di spettacolo se ne vede pochino. Non che sia una brutta partita: le squadre giocano a viso aperto, con molta attenzione e mancano i guizzi davanti. L'occasione migliore è per il Napoli al quarto d'ora: punizione di Lavezzi, Campagnaro anticipa tutti sul primo palo, ma di testa manda alto. Poi, poco altro: tentativi da fuori di Inler e Hamsik; una mancata deviazione di Cavani sul primo palo (ma c'era fuorigioco); qualche incursione di Maggio. Ma la Lazio è ordinata e non rinuncia a ripartire. Peccato sia spuntata davanti: in almeno due ribaltamenti di fronte si è sentita l'assenza di Miroslav Klose a centro area. E Cisse? Un solo tentativo, al 33', con un destro centrale. Poi il solito, prezioso, lavoro sui fianchi, con tanto di giallo dopo una rincorsa su Cannavaro che partiva palla al piede, ma nessuna giocata da centravanti. In mezzo, sportellate tra le coppie Brocchi-Ledesma e Inler-Dzemaili, con pochi spazi e scarse idee. La palla buona ce l'avrebbe Hernanes ma cicca il tiro da buona posizione e si arrabbia poi quando viene sostituito a inizio secondo tempo.

Nei primi dieci minuti della ripresa si vede molto più che in tutto il primo tempo. Il Napoli parte a testa bassa e sfiora il gol in almeno tre occasioni. Lavezzi sembra altro giocatore rispetto ai primi 45' e scalda due volte le mani a Marchetti. Poi ha la palla buona da due passi, ma conferma lo scarso feeling con il gol, mandando alto in acrobazia. La squadra di Mazzarri segna anche, con Cavani, ma il gioco è fermo per un fuorigioco che non c'era. Reja corre ai ripari: dentro Scaloni e Matuzalem per l'acciaccato Konko e lo spento Hernanes. Dall'altra parte Gargano fa rifiatare Dzemaili. Sono i partenopei a continuare a spingere, seppur senza la necessaria lucidità. La Lazio riparte, ma davanti Sculli, che nel finale esce malconcio, e Cisse non danno mai l'impressione di poter far male. Ai punti la vincerebbe il Napoli. E al 94' Marchetti salva l'ultima palla gol, sul destro di Lavezzi. Finisce 0-0 e la testa adesso è tutta per il Manchester City.


Da Il Messaggero:

Edy Reja, ancora amatissimo a Napoli, porta via un punto di platino dal San Paolo. Privo del suo uomo di punta, Miroslav Klose, fa due rapidi conti e, con un pragmatismo ammirevole, organizza una specie di catenaccio vecchia maniera che dà i suoi frutti. Il Napoli recrimina anche per un gol annullato a Cavani a causa di un fuorigioco di Maggio smentito dalle moviole, ma alla fine, come sempre, quel che conta è solo il risultato. Finisce 0-0, probabilmente come voleva Reja che, evidentemente, temeva il Napoli e che con assenti di lusso come Klose, Dias e Biava, non se la sentiva di rischiare. Difficile dargli torto. Perché con l'assenza di Klose, il punto di riferimento di tutta la manovra biancazzurra, un allenatore è quasi costretto e rivedere non solo l'assetto tattico, ma lo spirito stesso della sua squadra. Il tecnico goriziano, d'altronde, conosce bene il Napoli e soprattutto conosce i difetti degli azzurri. È per questo che, come fanno ormai tutte le squadre che vogliono mettere in difficoltà i partenopei, adotta la tattica più semplice ed elementare del mondo: rinforzare gli ormeggi in difesa, chiudere gli spazi agli attaccanti del Napoli e sperare che succeda qualcosa in occasione di una delle rare ripartenze dei suoi uomini.

E così i romani si schierano soltanto in teoria a quattro in difesa. In realtà, appena parte la manovra del Napoli, Lulic ripiega profondamente e Radu scala verso il centro: si dispone pertanto una retroguardia a cinque, con fila serrate e spazi ristretti. Un maglia intensa e difficile da scardinare per il Napoli. Del resto tutti i tecnici delle squadre avversarie hanno imparato la lezione: se dai spazio e profondità al Napoli corri il rischio di rimanere infilzato. Meglio stare guardinghi e sperare che vada bene. Il Napoli fa registrare perciò un costante predominio di gioco, ma le azioni dei partenopei perdono di velocità e di forza di penetrazione appena superata la metà campo. Peraltro gli spunti della squadra di Mazzarri sono sistematicamente rallentati da Dzemaili che si dispone in una zona più avanzata rispetto ad Inler e che non dovrebbe limitarsi a contrastare sul nascere le ripartenze dei laziali, ma dovrebbe innescare i movimenti incrociati dei suoi attaccanti. Invece lo svizzero è lento e compassato e spesso viene attaccato con successo da Brocchi e Ledesma in mezzo al campo.

Ad inizio di ripresa, Lavezzi si trova per tre volte solo davanti alla porta e riesce nell'impresa di sbagliare per tre volte. Per Reja è un segnale chiaro: il tecnico toglie dal campo uno spento Hernanes e lo sostituisce con il ben più combattivo Matuzalem. È inevitabile che il baricentro del gioco si sposti ancor di più nella metà campo laziale, ma gli attacchi del Napoli continuano ad infrangersi contro la barriera avversaria che, in certi momenti, vede ripiegare perfino Sculli fino ai limiti della sua area di rigore con il solo Cisse lasciato di presidio nella zona di centrocampo. E poi, dove non arrivano i difensori della Lazio, ci pensa [Marchetti Federico|Marchetti]], autore di una prestazione straordinaria. Il portiere toglie dalla sua porta almeno cinque palloni "impossibili" destinati a finire in fondo al sacco. E se la strategia di Reja, alla fine, si rivela vincente, è gran parte merito dell'ex portiere della Nazionale.


Dal Corriere dello Sport:

Una Lazio blindata porta via un punto dal San Paolo e, almeno per una notte, è regina del campionato in solitaria. I biancocelesti di Reja, senza due leader come Dias e Klose, resistono all'assalto del Napoli grazie ad una magistrale applicazione tattica, figlia del principio che il tecnico goriziano ha instillato nella squadra come marchio di fabbrica: primo comandamento, difendere. La Lazio è un muro dove sbattono i tentativi di Lavezzi, Cavani, Hamsik e Maggio, protagonisti della partita che i partenopei hanno comandato per lunghi tratti, rischiando qualcosa solo una volta in novanta minuti, senza mai trovare il guizzo decisivo. E quando è arrivata l'azione vincente, all'ottavo della ripresa, il Napoli se l'è visto togliere dall'assistente di Rizzoli che ha fermato l'azione del gol di Cavani per un offside inesistente di Maggio, tenuto in gioco da Diakite.

La grande mole di gioco degli uomini di Mazzarri nel primo tempo si concretizza poco, trovando l'occasione pericolosa solo su un calcio piazzato di Lavezzi che Campagnaro gira di testa sul primo palo. La Lazio è chiusa a doppia mandata e cerca la zampata in contropiede, sfiorandola con Hernanes nel finale di tempo: ma il brasiliano (che sarà sostituito nella ripresa per Matuzalem e reagirà prendendo a calci la panchina) cicca la conclusione con tutto lo specchio della porta davanti. Nella ripresa un Lavezzi travolgente impegna Marchetti con due tiri in trenta secondi, per poi fallire sottoporta un minuto dopo una grande occasione, con una mezza rovesciata spedita alta da cinque metri, completamente abbandonato dalla difesa avversaria. Grande merito del risultato è proprio nelle mani del portiere che a Roma sta ritrovando prestazioni da nazionale: nel finale di partita suoi due interventi decisivi, su un colpo di testa di Cavani e su una stoccata di Lavezzi dal limite, per salvare lo 0-0. Due azioni arrivate subito dopo l'ultima sostituzione di Reja, Gonzalez per Sculli (crampi), per chiudersi ancora più a riccio e passare alla cassa della classifica, mentre Mazzarri ha altri pensieri: martedì arriva il City, per i 90' più importanti della stagione.


La Repubblica titola: "Marchetti mura il Napoli. La Lazio si prende il punto. Un miracolo del portiere biancoceleste al 94' regala ai capitolini la vetta solitaria della classifica, in attesa delle altre partite: al San Paolo finisce 0-0, con i partenopei che recriminano per una gara dominata nella ripresa e per un fuorigioco inesistente fischiato a Maggio".

L'articolo così prosegue: Cesare Prandelli avrà il suo bel da fare. La serata del San Paolo restituisce ufficialmente al calcio italiano e alla Nazionale Federico Marchetti, che al 94' blinda lo 0-0 della Lazio rispondendo da campione a un destro calibrato al millimetro da Lavezzi, bussando prepotentemente per un posto all'Europeo. Il Napoli si infrange contro il muro eretto da Edy Reja: la partita dei capitolini, volta a portare a casa il punto, è a dir poco accorta ma a conti fatti efficace, visto che in attesa delle altre partite i romani occupano in solitaria la testa della classifica. Nelle scelte del tecnico goriziano molto probabilmente incidono anche i nomi rimasti a Roma per problemi fisici. Su tutti, neanche a dirlo, Miroslav Klose, senza però dimenticare Dias, Biava (presente nominalmente nell'elenco dei convocati) e Mauri. I 90 minuti di Napoli hanno però mostrato un undici, quello di Mazzarri, compatto e propositivo, specialmente nella seconda frazione. Rimane il tabù Champions per i partenopei, sempre frenati a ridosso del grande impegno continentale: il Manchester City è alle porte.

Dopo 120 giri d'orologio dal fischio d'apertura di Rizzoli si registra una delle rare occasioni del primo tempo. Stankevicius, centrale per l'occasione, si dimentica Maggio sugli sviluppi di un fallo laterale: l'esterno della Nazionale perde il tempo per la battuta. Sono le palle inattive a far soffrire gli ospiti: al quarto d'ora Lavezzi trova il taglio di Campagnaro, colpo di testa a lato. La chance principale capita ad un opaco Hernanes: il brasiliano viene imbeccato da una sponda di Cisse, destro strozzato quando il cronometro segna il minuto 43. Dal tunnel escono gli stessi 22, nonostante i problemi fisici di Konko. Il francese annaspa, il Napoli ne approfitta. Lavezzi, spostatosi a sinistra, al 3' impegna per due volte Marchetti, sempre con il destro: sul secondo l'estremo laziale deve distendersi in angolo. Gli sviluppi del corner per poco non fanno esplodere il San Paolo: Cavani spizza verso il "Pocho", solissimo sul palo lontano. La girata del numero 22 è fuori misura, non finisce qui. E' il turno di Dzemaili, punizione a giro sopra la barriera col pallone che sfiora il palo. Reja tira un sospiro di sollievo e toglie in un colpo solo sia Konko che Hernanes (dentro Scaloni e Matuzalem).

Settimo del secondo tempo, si materializza l'episodio che infiammerà il post partita. Maggio parte sul filo del fuorigioco e serve Cavani, tocco a porta vuota per il vantaggio. Tutto fermo, già da un po': l'assistente di Rizzoli alza la bandierina, il replay gli dà nettamente torto, posizione regolare. Il Napoli subisce il contraccolpo e rallenta, la Lazio non ha la minima intenzione di affondare. Alla mezz'ora entra Pandev per Dossena e Marchetti deve dire no a Cavani su una girata mancina. E' il preludio all'assalto finale: minuto 41, ancora l'uruguagio pericoloso, stavolta di testa. L'ex portiere del Cagliari mette in angolo non senza affanni: sul corner da destra la sfera è raccolta da Maggio a centro area, botta altissima. Ospiti in apnea, al primo di recupero Brocchi si addormenta dopo un'eccellente chiusura su cross di Hamsik, lasciando a Lavezzi la chance del vantaggio: al fantasista manca la forza per l'ultimo tocco. Quella forza che trova a 10 secondi dalla fine per arpionare un pallone che sta abbandonando l'area e girarlo col destro verso l'angolino basso alla sinistra di Marchetti. Che vola a toglierlo dalla porta, blindando il punto e urlando al cielo di Napoli tutta la sua voglia di Nazionale.


Sempre tratte da La Repubblica, alcune dichiarazioni post-gara:

Reja può sorridere. Lazio, che carattere. L'allenatore biancoceleste si tiene stretto il pari del San Paolo: "Lasciare Napoli senza aver subito gol e con un punto in tasca è un bel segnale, considerando l'emergenza. Scudetto? Non so, continuando così ce la giocheremo fino in fondo. Siamo in crescita costante". Il punto strappato al Napoli può essere pesante: Edy Reja lo sa bene. "Nel secondo tempo loro ci hanno attaccato da tutte le parti, nelle condizioni in cui eravamo, considerando anche gli infortuni, è andata ottimamente. Ho visto una squadra di grande carattere e temperamento, soprattutto nei primi 45 minuti. Abbiamo portato a casa il risultato, è quello che conta: non prendere gol al San Paolo è un fattore di crescita".

Il tecnico goriziano indica i suoi migliori in campo. "Marchetti ha fatto un paio di ottimi interventi ma non è stato il solo a fare bene: la fase difensiva è stata ottima, il lavoro del centrocampo anche. Diakite ha mostrato personalità e sicurezza, ho detto al presidente che non abbiamo bisogno di centrali: questa squadra ha un suo equilibrio e ci sono giocatori validi in tutti i reparti. Lottare per lo scudetto? Non lo so, ma venire via da Napoli con un punto in emergenza dimostra che continuando così resteremo in alto per giocarcela". Cisse ancora a secco. "Giocare in mezzo a Cannavaro, Campagnaro e Aronica per lui non era facile - conclude Reja - e ha fatto bene. Potevo inserire Rocchi a un certo punto ma avevo già fatto due cambi. E' inutile buttare la croce addosso a Djibril, sta facendo il suo dovere".

Federico Marchetti ha salvato il risultato con almeno tre belle parate, soprattutto l'ultima in pieno recupero. "Eravamo un po' in difficoltà - ammette il portiere - hanno avuto l'occasione negli ultimi secondi e sono contento di essere riuscito a metterci una pezza. Eravamo in emergenza, ma i sostituti hanno fatto una grande partita. Cisse davanti aveva qualche problema, dietro siamo riusciti a tenere gli attacchi del Napoli". Un solo gol subito nelle ultime sei partite e grandi prestazioni rilanciano le quotazioni di Marchetti in chiave nazionale: "Il pensiero ce l'ho, perché facevo parte del gruppo azzurro e ne sono uscito per discorsi extra-calcio. Farò il massimo per cercare di mettere in difficoltà il ct Prandelli".



► Per questa partita il Mister biancoceleste Edoardo Reja ha convocato i seguenti calciatori:




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