Sabato 26 luglio 2014 - Auronzo di Cadore, stadio Rodolfo Zandegiacomo - Lazio-Perugia 3-0


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26 luglio 2014 - Auronzo di Cadore (BL), Stadio Rodolfo Zandegiacomo - Amichevole - inizio ore 16.00

LAZIO: Marchetti, Basta, Novaretti, Cana, Radu, Cataldi, Ledesma, Braafheid (67' Minala), Felipe Anderson, Mauri, Keita (53' Tounkara). A disposizione: Strakosha, Guerrieri, Konko, Ciani, Filippini, Vinicius, Elez, Antic, Pereirinha, Oikonomidis, Cavanda, Djordjevic, Alfaro. Allenatore: Pioli.

PERUGIA: Provedel (41' Koprivec), Del Prete (51' Zanchi), Comotto (41' Goldaniga), M. Rossi, Franco, Gomez Ribeiro (41' Parigini), Verre, Taddei (41' Carcione), Fazzi (71' Musto), Falcinelli (41' Nicco), Fabinho Ayres (41' Mazzeo). A disposizione: Barillaro, Lo Porto, Ruci, R. Esposito. Allenatore: Camplone.

Arbitro: Sig. Chiffi (Padova) - Assistenti Sigg. Mondin e Caliari.

Marcatori: 7' Ledesma (rig), 32' Novaretti, 58' Felipe Anderson.

Note: gara disputata su due tempi da 40' ciascuno.

Spettatori:


Cristian Ledesma
Foto LaPresse
Una fase di gioco
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Edson Braafheid e Stefan Radu
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Dusan Basta
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Danilo Cataldi
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Il calcio di rigore battuto da Cristian Ledesma
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Stefan Radu
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Diego Novaretti
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Felipe Anderson
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La Gazzetta dello Sport titola: "Se questi sono tifosi... Lazio-Perugia rovinata dagli ultrà".

Continua la "rosea": Lazio e Perugia sono quasi in forma campionato, i loro ultrà pure. Assurdo, ma vero. Nel malato calcio italiano anche le amichevoli estive sono ormai gare a rischio incidenti. Specie poi se si incontrano squadre le cui tifoserie sono divise da un odio atavico. Come quelle di Lazio e Perugia, appunto. C'erano già stati numerosi precedenti, nati dalle opposte simpatie politiche (di destra i laziali, di sinistra i perugini). Non era il caso di organizzarla, hanno obiettato in molti. Ma stilare il calendario delle amichevoli estive a seconda delle rivalità degli ultrà sarebbe la fine del calcio. Per fortuna, comunque, il bilancio dei disordini scoppiati prima della partita è soft. Ma solo grazie al pronto intervento delle forze dell'ordine. La cui azione tempestiva è stata decisiva nell'evitare che le due tifoserie entrassero in contatto. Ci è mancato poco, però. Tutto è accaduto un quarto d'ora prima della partita. Quando, dopo i tradizionali sfottò, i due gruppi di ultrà (sistemati a pochi metri l'uno dall'altro perché il campo di Auronzo altro non consente) hanno provato ad affrontarsi. Le forze dell'ordine sono riuscite a frapporsi con una carica di alleggerimento (sparati un paio di lacrimogeni) e il peggio è stato evitato. Unica conseguenza i vetri infranti di un'auto della polizia municipale. Poi tutto è filato liscio, anche perché i tifosi più esagitati dell'una e dell'altra parte sono stati fatti ripartire alla volta delle rispettive destinazioni.

Peggio per loro, perché si sono persi un discreto spettacolo. Merito soprattutto di una Lazio che cresce e convince, nonostante le assenze dei sette reduci dal Mondiale e le tensioni della beffa-Astori (il malumore della tifoseria è sempre alle stelle, anche ieri esposti striscioni di insulti nei confronti del presidente Lotito). Dopo il 3-2 sul Bari Pioli ha chiuso la prima fase del precampionato con un'altra vittoria su una formazione di Serie B, stavolta con un 3-0 rotondo che, specie nella ripresa, avrebbe potuto assumere proporzioni maggiori. Il tecnico è riuscito a trasmettere alla squadra già parecchie certezze. Come la scelta del modulo (il 4-3-3) che funziona a prescindere dagli interpreti. E come la tendenza (recepita dai giocatori) di giocare prevalentemente palla a terra. Sono piaciuti pure i singoli. Marchetti, anche ieri due parate decisive, sembra tornato quello dei tempi migliori, ma soprattutto si è fatto apprezzare Felipe Anderson. Un gol (il terzo) e altre giocate d'autore per il brasiliano. E' reduce da una stagione molto deludente, se il buongiorno si vede dal mattino questo per lui può essere l'anno della svolta. Di Ledesma (su rigore) e Novaretti le altre marcature. Con Djordjevic infortunato al centro dell'attacco c'era Mauri falso nueve: se l'è cavata bene. Ancora in ombra, invece, Keita, costretto ad uscire per una lieve contusione al torace.

E il Perugia? Ancora un po' appesantito, ma il telaio a disposizione di Camplone non è male. Il tecnico si può consolare col debutto dell'ex romanista Taddei: è a corto di preparazione, quando sarà in forma darà maggiore spessore alla formazione umbra. La condizione atletica lascia peraltro a desiderare anche negli altri giocatori. La Lazio è decisamente più avanti. E lo è anche nei suoi rincalzi. Che in mattinata hanno affrontato e superato per 10-0 l'Asiago Team, una rappresentativa di disoccupati di Lega Pro e Serie D. Sugli scudi Tounkara (4 reti) e Pereirinha (tripletta). Un prologo voluto da Pioli per consentire a tutti gli uomini a disposizione di giocare una partita intera. O quasi. Perché sia il match del mattino sia quello del pomeriggio hanno avuto una durata di 80 minuti (40 per tempo). Giusto mettere minuti nelle gambe, ma meglio non esagerare.


Il Corriere dello Sport titola: "Felipe Anderson, magie e gol per Pioli e i tifosi".

Prosegue il quotidiano sportivo romano: Tensioni anche d'estate. Amichevole, ma non per i tifosi. Era nell'aria, è successo: un classico. Lazio-Perugia è iniziata con cinque minuti di ritardo, il clima s'è infiammato prima del match. All'interno dello stadio Zandegiacomo è servito l'intervento della polizia e dei carabinieri per evitare che le tifoserie si scontrassero. Da Roma erano arrivati circa cento supporter, da Perugia una trentina (ruggini dovute alla rivalità e alle diverse simpatie politiche). Le forze dell'ordine, in assetto anti-sommossa, hanno lanciato alcuni fumogeni, è servita una carica di alleggerimento per sparpagliare i gruppi. Alcuni tifosi laziali non hanno assistito alla partita, sono stati costretti a fare rientro a Roma in pullman. Sono stati infranti i vetri di una macchina della polizia municipale. L'ordine e la calma, nella placida Auronzo (in passato non s'era mai verificato un episodio simile), sono stati ristabiliti dopo pochi minuti, la partita s'è svolta regolarmente (nel corso del match ci sono state solo provocazioni verbali). Striscioni contrari a parte (appesi alle ringhiere del campo da venerdì), è stata scelta l'indifferenza per contestare il presidente Lotito.

E' finita 3-0 per la Lazio su un campo-piscina per via della pioggia caduta in mattinata: gol di Ledesma (rigore, s'è rifatto dopo l'errore col Bari), Novaretti (incornata su angolo) e Felipe Anderson (botta all'incrocio). Pioli ha chiuso il ritiro con altre due vittorie (Asiago Team e Perugia tra mattina e pomeriggio). Fuori causa Djordjevic (sarà pronto a fine luglio), assenti i nazionali (in maggioranza saranno a Roma il 30 luglio), il tecnico ha riproposto una Lazio a forma di 4-3-3 (è il modulo su cui ha puntato per tutto il ritiro). Gioco, giochini e qualche pirateria romanzesca: tutto lo stadio è stato per Felipe Anderson, ha allentato la tensione. Ha strappato applausi continui, ha divertito la folla con giocate d'alta scuola (tacchi, dribbling, doppi passi, tunnel, assist, tiri, un gol), correndo sulla fascia e risultando finalmente concreto. Gioca più libero, mentalmente e tatticamente. Pioli sta lavorando molto con lui, vuole sbloccarlo. La gente ha intonato il nome di Felipe Anderson, anche l'amore può fare miracoli. Bene Marchetti (altre parate decisive) e Cataldi (tra i migliori del ritiro). Senza centravanti di ruolo è stato Mauri a rivestire i panni del falso nueve: s'è procurato il rigore calciato da Ledesma, è una certezza.

Pioli sta provando a plasmare la Lazio, ma il vero progetto sarà varato nelle prossime settimane. Mancano i due difensori titolari (devono arrivare dal mercato), non ci sono troppi big. E' apprezzabile la manovra, la Lazio gioca palla a terra, con pochi tocchi. La difesa ha retto rispetto al match col Bari (imbarcò acqua), la forma è discreta, i carichi non sono pesanti, l'obiettivo è partire a razzo. Pioli sta adottando un 4-3-3 intrigante, ma rischioso, vuole cinque uomini in fase offensiva (le due mezzali e il tridente), a volte si perde equilibrio. Il tecnico ieri ha provato Braafheid mezzala sinistra, non è il suo ruolo. Keita ha chiuso il ritiro senza segnare, alla ripresa dovrà presentarsi più motivato, manca anche lui all'appello (è uscito zoppicando, nulla di grave). Tounkara e Minala hanno giocato in mattinata e nel finale del match contro i grifoni (sono in deficit di minutaggio). Il Perugia di Camplone, con gli ex romanisti Verre e Taddei, ha punto poco, deve crescere molto.


Da Il Tempo:

Era nell'aria, si percepiva da giorni che non sarebbe stata un'amichevole tranquilla, l'ultima della Lazio ad Auronzo di Cadore. Clima incandescente, un mix tra la contestazione contro Lotito e l'inimicizia con la tifoseria del Perugia. Un centinaio di sostenitori biancocelesti sono arrivati ieri sotto le Tre Cime di Lavaredo, poco prima del fischio d'inizio sono scoppiati i disordini: ci hanno pensato le Forze dell'ordine a placarli sul nascere con il lancio di alcuni lacrimogeni, le due tifoserie non sono venute a contatto, fortunatamente. Il diluvio della mattinata ha distrutto gli striscioni contro il presidente biancoceleste, che nei giorni scorsi campeggiavano sugli spalti: lui non s'è fatto vedere nel ritiro laziale, ma il malcontento – soprattutto dopo la trattativa Astori sfumata- s'è fatto sentire. E continuerà nella Capitale, inesorabile. Intanto convince, stavolta, la Lazio di Pioli ancora orfana dei Nazionali e dei rinforzi in difesa. Sceglie ancora il 4-3-3 il tecnico biancoceleste, in campo la squadra per ora "titolare": un Marchetti rinato detta legge ai compagni tra i pali, Basta preferito a Konko, Braafheid testato da mezzala e Mauri a muoversi da falso nove. La Lazio regola il Perugia per 3-0, apre le marcature Ledesma dal dischetto. Il raddoppio è firmato Novaretti, un'inzuccata decisa di testa all'angoletto. Il tris invece è una perla di Felipe Anderson: si alza la palla e d'interno la mette all'incrocio dei pali. Splende di luce propria, finalmente, il brasiliano. Pioli non lo aveva mai visto così brillante, dalla tribuna i tifosi laziali lo caricano: lui, stavolta non "sonnolento", li ripaga con numeri da far sgranare gli occhi e grinta. In mattinata era andata in scena l'altra amichevole, quella con l'Asiago Team, schiantato 10-0.



La formazione iniziale biancoceleste: Novaretti, Mauri, Radu, Cana, Ledesma, Marchetti, Keita, Basta, Felipe Anderson, Cataldi, Braafheid
Foto LaPresse




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