Venerdì 1 agosto 2014 - Lisbona, stadio Josè Alvalade - Sporting Lisbona-Lazio 2-2 (6-4 d.c.r.)


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1 agosto 2014 - Trofeo Cinco Violinos - inizio ore 21.45

SPORTING LISBONA: Rui Patricio, Cédric (83' André Barros), Mauricio, Rojo (60' Paulo Oliveira), Jefferson, Adrien Silva (73' Slavchev), William Carvalho (60' Oriol), André Martins (60' Joao Mario), Carrillo (83' Shikabala), Montero (73' Tanaka), Diego Capel (60' Carlos Manè). A disposizione: Marcelo Boeck, Ramos, Ryan Gauld, Nabicar. Allenatore: Marco Silva.

LAZIO: Marchetti, Basta (69' Konko), Novaretti, Cana (69' Ciani), Radu (69' Braafheid), Pereirinha, Ledesma, Cataldi, Felipe Anderson, Mauri (86' Tounkara), Keita. A disposizione: Berisha, Strakosha, Filippini, Cavanda, Ederson, A. Gonzalez, Minala, Djordjevic. Allenatore: Pioli.

Arbitro: Sig. Duarte Gomes - Assistenti Sigg. Venancio Tomè e Nuno Vicente. Quarto uomo Sig. Ricardo Baixinho.

Marcatori: 4' André Martins, 44' Mauri, 51' Adrien Silva (rig), 90' Tounkara.

Sequenza calci di rigore: Ledesma (gol), Oriol (gol), Keita (parato), Tanaka (gol), Tounkara (parato), Jefferson (gol), Felipe Anderson (gol), Joao Mario (gol).

Note: ammoniti Adrien Silva, Novaretti, Marchetti, Ledesma. Recupero: 2' p.t., 4' s.t. Dopo il risultato finale di 2-2 si sono battuti direttamente i calci di rigore. Lo Sporting Lisbona nel primo tempo ha utilizzato la tradizionale maglia e strisce orizzontali bianco-verdi con calzoncini verdi, nel secondo tempo una divisa completamente gialla con bordi verdi.

Spettatori: 35.000 mila circa.


Una caricatura dei Cinco Violinos
Il logo della manifestazione
La formazione lusitana
Il Mister biancoceleste Stefano Pioli
Foto LaPresse
Bruno Pereirinha
Felipe Anderson in azione
Foto Ansa
Una fase di gioco
Foto Ansa
Dusan Basta
Foto LaPresse
Keita Balde Diao
Foto LaPresse
Bruno Pereirinha
Foto LaPresse
Stefano Mauri
Foto LaPresse
Bruno Pereirinha in azione
Felipe Anderson
Un calcio di punizione dei portoghesi

La Gazzetta dello Sport titola: "Lazio: luci e ombre. Mauri e Felipe lanciano segnali. Ma difesa in tilt. Cana, Novaretti e Marchetti: errori clamorosi. Pioli si consola con l'attacco. E che gol Tounkara".

Continua la "rosea": Djordjevic era infortunato, Klose ancora non si è visto. Eppure, aspettando i due titolari, a Lisbona ci pensa qualcun altro a tenere caldo il posto a Filip e Miro. Vada per Stefano Mauri, che il pallone in rete lo ha dovuto solo toccare, ma Mamadou Tounkara si è spinto molto oltre, segnando il 2-2 appena entrato con un doppio passo che fatto da un 18enne ha ancor più valore. Il "vecchio" e il bambino: dopo tanti anni, Mauri non parte tra i titolari, ma le formazioni estive sembrano non interessargli. Così come non devono interessare a Tounkara, che farà il pendolare tra Primavera e prima squadra: sbaglia pure un rigore (così come il "gemello" Keita), ma sul dischetto l'ex Barcellona si era portato un credito grande così. Grazie pure all'assist di Felipe Anderson, protagonista dell'ennesima prova convincente della sua estate. Anche e soprattutto per quel modo più maturo di saltare l'uomo. Ora toccherà a Candreva, ma in un mese di lavoro Pioli ha capito di poterci contare. Poi, però, arrivano i problemi. Fino a qualche giorno fa, prima dello sbarco "liberatorio" di Stefan de Vrij, la difesa titolare della Lazio era quella vista ieri sera a Lisbona: Basta, Novaretti, Ciani, Radu.

Buon per Pioli che sia stato preso l'olandese, che nei prossimi giorni raggiungerà i compagni in Germania. E chissà se, dell'arrivo del giovane ma già esperto olandese, ne riusciranno a trarre beneficio anche i compagni. Se serviva un'ulteriore dimostrazione che la difesa della Lazio va ancora completata, eccola servita. Martins dimenticato sul primo gol, Cana che per poco non offre il 2-0 a Carrillo. Ci si è messo anche Marchetti, che nel ritiro di Auronzo aveva mostrato grandi segnali di miglioramento: ieri ci è ricascato, regalando il rigore che è valso il 2-1 allo Sporting. Per Pioli resta il titolare, nel finale si è pure riscattato, ma per Marchetti sarà bene non concedersi "eccessi" di personalità. Se l'è cavata, invece, Edson Braafheid, terzino sinistro nei primi 20 minuti da giocatore ufficialmente della Lazio: "Abbiamo ritenuto opportuno provarlo a Formello, ma il giocatore ci ha convinto e riteniamo possa costituire un’importante risorsa per la rosa, poiché può essere impiegato sia come terzino che come mezzala", ha detto il presidente Lotito. Ma il problema della Lazio non è sulle fasce: è in mezzo, e urge risolverlo.


Il Corriere dello Sport titola: "Mauri-Tounkara show. Cresce bene la Lazio di Pioli".

Prosegue il quotidiano sportivo romano: Difesa da brividi, papera di Marchetti e rimonta da applausi, firmata da un gol bellissimo di Tounkara, lanciato in contropiede da Felipe Anderson, finalmente decisivo. Colpi di classe, velocità irresistibile, eccolo il gioiello del Santos, non è più un oggetto misterioro. E’ finita ai rigori, determinanti gli errori dal dischetto di Keita e Tounkara. Il trofeo Cinco Violinos lo ha vinto lo Sporting Lisbona, ma non hanno suonato solo i portoghesi. La Lazio di Pioli, in formazione sperimentale, ha tenuto il campo con orgoglio, dimostrando idee e qualità importanti nella costruzione del gioco. Mancavano i sette reduci dal Mondiali, più il nuovo acquisto de Vrij e Djordjevic. La squadra biancoceleste ha sempre cercato il fraseggio e lo sviluppo dell'azione sulle corsie esterne. Bene, molto bene Felipe Anderson. In crescita Keita. Mauri una garanzia. Le sofferenze sono emerse nella fase di non possesso, perché il centrocampo faticava a contrastare e quasi tutti arrivavano sul pallone dopo i giocatori dello Sporting, una signora squadra, già iscritta alla prossima Champions League. Da registrare la linea difensiva, ma non è una novità. Dopo de Vrij, serve assolutamente un altro rinforzo di livello.

Pronti e via, subito all'attacco a cercare il gol, forse con troppo entusiasmo. Così la Lazio s'è fatta sorprendere al quinto minuto. Keita quasi sulla linea di centrocampo è stato sbilanciato e non è riuscito a proteggere il pallone. L'arbitro ha lasciato proseguire. Diego Capel ha lanciato in profondità. Basta era nella terra di nessuno: infilato. Novaretti fuori posizione, come al solito distratto e senza pensare alle marcature preventive. Montero '’è tuffato nel corridoio in area. Cana ha provato a chiudere, ma era troppo tardi, ha appena sporcato la traiettoria. Sul cross da sinistra del numero 10, Andrè Martins è arrivato puntuale all'appuntamento. Radu e Cataldi non potevano più recuperare. Destro e gol, Sporting in vantaggio. L'azione ha fatto tornare in mente la stessa Lazio di Petkovic, bucata spesso a palla scoperta e con la linea difensiva alta, ma anche l'ultima di Reja e Bollini: ne facevano tre e ne prendevano altrettanti, così non sono riusciti a riacciuffare l'Europa League.

Questa di Pioli è sembrata ancora più audace con i tre attaccanti (ieri sera Felipe Anderson, Mauri e Keita) al limite dell'area in pressing quando il portiere dello Sporting rimetteva in gioco il pallone. Per sostenere un gioco di questo tipo servirebbero tre belve a centrocampo e una condizione atletica superiore. Ieri sera mancavano le gambe e il trio formato da Pereirinha, Ledesma e Cataldi s'è dimostrato leggero, ha sofferto a lungo il palleggio e lo spessore fisico dei portoghesi, guidati da un leader assoluto come William Carvalho. Saltato il centrocampo con eccessiva facilità, la difesa veniva attaccata sull'uno contro uno. Carrillo ha rubato palla a Cana e s'è divorato il raddoppio davanti a Marchetti. Quando i ritmi della partita si sono abbassati, è riemersa la qualità della Lazio. Pereirinha, innescato da Mauri, ha sparato sopra la traversa da posizione comoda, fallendo il gol, ma a un sospiro dall'intervallo è stato il capitano a firmare il pareggio. Angolo di Ledesma, tocco ravvicinato di Keita (in posizione di dubbio fuorigioco), il pallone è stato respinto dal palo e ha danzato sulla linea di porta passando dietro al portiere, Mauri lo ha messo in rete.

Un altro regalo della Lazio ha permesso allo Sporting di tornare in vantaggio. Una frittata colossale. Sul retropassaggio di Cana, Marchetti invece di rilanciare ha tentato il dribbling e poi è stato costretto ad atterrare Martins, che gli aveva soffiato il pallone. Generoso l'arbitro, perché lo ha ammonito invece di espellerlo. Adrien Silva ha trasformato il rigore. Soffrendo e stringendo i denti, la Lazio non ha mollato e ha provato a ritirarsi su, spinta dalla vivacità di Keita e Felipe Anderson sulle corsie esterne. A venti dalla fine Pioli ha cambiato tre quarti della linea difensiva inserendo Konko, Ciani e Braafheid, ma non ha toccato il centrocampo. La Lazio ha ballato ancora di più, ha rischiato di prendere il terzo gol, ma poi è riuscita a riacciuffare il pareggio, spinta dalla solita percussione di Felipe Anderson. Un contropiede irresistibile, tocco a smarcare Tounkara, che ha saltato il portiere in uscita e ha depositato in rete. L'ex canterano (come Keita) poi non è riuscito a completare la festa, sbagliando dagli undici metri.


Il Tempo titola: "Marchetti pasticcia, Felipe Anderson in crescita".

Prosegue il quotidiano romano: Era il 29 settembre 2011, l'ultima sfida all'Alvalade con lo Sporting Lisbona. In palio la fase a gironi dell'Europa League allora, stavolta solo il trofeo "Cinco Violinos" a presentare il club lusitano. È la prima amichevole nella tournée europea della Lazio, la prima di caratura per i biancocelesti di Pioli: la difesa ancora balla – ma de Vrij è in vacanza – il centrocampo costruisce poco e l'attacco ancor meno. I nazionali restano in panchina, l'impressione è che sia una Lazio tutta da rodare, con l'unica certezza del 4-3-3. I portoghesi sbloccano la sfida, Martins manda in bambola Novaretti e Radu. I biancocelesti agganciano il pari sul finale di primo tempo, da corner di Ledesma: Keita s'avventa sul pallone e colpisce il palo, poi Mauri conclude il tap-in vincente. A combinare il pasticcio è poi il portiere di Bassano del Grappa, spavaldo tenta il dribbling su Martins, poi è costretto ad atterrarlo. Cartellino giallo, rigore e dal dischetto Adrien Silva non sbaglia. Proprio nei minuti di recupero la perla di Tounkara a pareggiare i conti sul 2-2 e a spedire tutti ai rigori: Felipe Anderson (in crescita) regala un assist d'oro, l'ex Barcellona dribbla il portiere e segna. Dal dischetto sbagliano Keita e Tounkara, Marchetti non ne prende neanche uno. I cinque violini suonano per lo Sporting Lisbona.



La formazione iniziale biancoceleste: Novaretti, Ledesma, Mauri, Cana, Marchetti, Keita, Pereirinha, Radu, Felipe Anderson, Cataldi, Basta
Foto LaPresse






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