Campionato 1973/74 giorno per giorno - Novembre 1973

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Il contesto storico - La cronaca giorno per giorno:
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Carri armati davanti l'ateneo di Atene

Il contesto storico di Novembre 1973

L'Italia rischia il blackout petrolifero - molte città sono a corto di carburanti, a Bologna i mezzi pubblici rischiano il fermo – la magistratura indaga su alcune compagnie ipotizzando che le stesse, in attesa degli aumenti, imboschino il greggio. Il governo vara provvedimenti per limitare i consumi di benzina e arginare la crisi: chiusura alle 12 dei distributori nei giorni prefestivi, limite di velocità a 120 km/h, auto ferme nei giorni di festa, negozi chiusi alle 19, locali pubblici alle 24, entro le 23 chiusura di spettacoli teatrali e cinematografici. Colpo di scena nel rapimento di Paul Getty III: i sequestratori, per convincere i familiari dell'ostaggio a non perdere tempo, mozzano un orecchio al giovane e lo fanno arrivare al Messaggero. Al Politecnico di Atene rivolta contro i colonnelli repressa nel sangue dalla Polizia. Alla fine i militari, con un colpo di stato, depongono il presidente George Papadopoulos.


Alcuni giocatori prima dell'amichevole contro l'Armata Rossa

► Giovedì 1 Novembre

Una selezione di Lazio e Roma viene sconfitta per 0-1 dall'Armata Rossa. Sulla gara scrive La Stampa: "L'attacco "atomico" della "nazionale capitolina", che nelle speranze dei 50 mila tifosi accorsi all'Olimpico avrebbe dovuto sommergere sotto una valanga di gol la squadra dell'Armata Rossa di Mosca, non è riuscito a produrre neppure una piccolissima esplosione. Non ha saputo fare meglio la mista Roma-Lazio scesa in campo nella ripresa consentendo ai russi di difendere con una certa tranquillità la rete della vittoria siglata da Kuznetzov nel primo tempo. Gli improvvisati schieramenti delle due formazioni romane, oltre la scarsa intesa, hanno denunciato anche un approssimativo desiderio di giocare al calcio. Probabilmente influenzati dal tiepido pomeriggio di sole che invitava ad una gita in campagna. Inutilmente il generoso pubblico ha incitato i giocatori ad impegnarsi almeno sul piano agonistico".


La pagina sportiva dell'Unità del 2/11/73

► Venerdì 2 Novembre

Antonio Sbardella continua la polemica a distanza con Lenzini attraverso i giornali: "Ero partito con pieni poteri, con carta bianca per intenderci, e invece mi sono ritrovato in mano un pezzo di carta straccia nera". Questa è la polemica giustificazione che fornisce Antonio Sbardella sul suo divorzio dalla Lazio. Sbardella continua: "All'inizio pensavo che la composizione del nuovo consiglio mi consentisse di svolgere le funzioni per le quali ero stato assunto. Però, quando il pensiero legalitario di questo gruppo di persone ha cominciato ad essere travisato ad uso e consumo degli altri (è evidente il riferimento a Lenzini), quando il cerchio della mia attività è andato sempre più restringendosi al punto da impedirmi di poter disporre perfino la distribuzione di un biglietto omaggio per lo stadio, ho avvertito la scomoda sensazione di essere un general manager che va in società soltanto a scaldare la poltrona dell'ufficio. Ho quindi preferito togliere l'incomodo ad Umberto Lenzini e fargli risparmiare dei soldi inutili. A proposito delle somme ingenti che avrei percepito in anticipo per la costruzione di una "favolosa villa", rispondo soltanto che il mio appartamento è a disposizione per coloro che vogliono vederlo. E' una casa come ce ne sono tante altre, da comune mortale. Non parliamo di centinaia di milioni, che io non mi sono mai sognato di chiedere e che tantomeno ho ricevuto". Da molto tempo l'ex arbitro tratteneva l'amarezza e adesso si sfoga.


Un titolo dell'Unità del 3/11/73

► Sabato 3 Novembre

Scrive La Stampa: Pulici non è il responsabile maggiore dell'attuale difficile momento della Lazio, ma quando una squadra incassa sette gol in due partite, il portiere è sempre chiamato in causa. Cosi dopo Ipswich (0 a 4) e dopo Torino (1 a 3) si è istruito un vero processo alla difesa romana ed al suo portiere. E' opportuno pertanto sentire il parere di Pulici, attualmente sotto esame per andare a Monaco in aggiunta alla coppia azzurra Zoff-Albertosi. Pulici reagisce al "processo", non ne vuol sentir parlare, non lo accetta. Dice: "E' ora di finirla con critiche ed accuse. E' il momento di dire basta. Ipswich e Torino sono state due partite nate male. Lo scorso anno avevamo incassato 13 gol in tutto il campionato, possibile che siamo diventati tutti brocchi in un sol momento?". Vorremmo ricordare anche la magra di Sion, ma preferiamo ascoltare lo sfogo dell'estremo difensore laziale. Pulici continua: "E' chiaro che qualcosa non gira a dovere, ma da ciò a considerarci del falliti è troppo". Portiamo il discorso sulla difficoltà dei suoi compagni nel contrastare il gioco aereo. Ad Ipswich Whimark segnò il primo dei suoi quattro gol di testa, a Torino realizzarono ancora di testa Altafini e Bettega. Pulici risponde: "E' chiaro che non posso difendere i miei compagni e me stesso parlando di distrazioni. Forse ad Ipswich ed a Torino abbiamo incontrato gli attaccanti più forti nel gioco alto. Ci alleneremo, faremo esercizi, insomma cercheremo di ovviare a questo inconveniente".

Logicamente Pulici non parla di Facco, il principale imputato. Il terzino all'inizio della settimana ha accusato una contusione ad un piede ed è rimasto a riposo. Qualcuno ha avanzato l'ipotesi che potesse trattarsi di un malanno diplomatico per nascondere l'esclusione, ma Facco ieri ha ripreso a pieno ritmo. Pare però che domani il difensore debba rimanere fuori squadra. Maestrelli non conferma la notizia e risponde: "Vedrò all'ultimo momento". A disposizione c'è Petrelli, che appare in piena forma. Wilson accusa alcune linee di febbre, ma il capitano assicura che ce la farà. A proposito della partita con la Fiorentina Maestrelli dice: "E' una gara molto delicata perché sia noi che loro siamo reduci da due sconfitte importanti: noi a Torino con la Juventus, loro in casa con il Foggia. La Lazio reagirà con tutta la sua forza, perché non possiamo perdere altri punti in classifica". La Fiorentina è a Roma da ieri. Stamane i toscani si sono allenati su un campo dell'Acqua Acetosa. C'era anche Merlo, che ha lavorato intensamente (è probabile che possa giocare). Assente invece De Sisti, che sarà sostituito da Antognoni. Radice afferma: "Noi cercheremo di contrapporre grinta e decisione alla grinta ed alla decisione della Lazio. La Fiorentina è squadra da contropiede. Se loro attaccheranno, noi cercheremo la sorpresa". Chinaglia sarà controllato da Galdiolo. Si preannuncia uno scontro di alto interesse agonistico.


La presentazione della giornata calcistica dell'Unità

► Domenica 4 Novembre

Pareggio a reti bianche fra Lazio e Fiorentina. Chinaglia ha sbagliato un calcio di rigore.


La prima pagina della Gazzetta dello Sport del 5/11/73

► Lunedì 5 Novembre

Mercoledì Valcareggi sarà a Roma per controllare la Lazio e in particolare Re Cecconi, candidato a sostituire Benetti nel confronto con gli inglesi. Anche Furino à in ballottaggio per il posto di mediano, considerato che le ultime prestazioni di Benetti non sono apparse esaltanti. Intanto la Lazio si prepara al mercato autunnale. Svaniti Oriali e Nevio scala che erano nel mirino di Lenzini, ma che hanno giocato le prime gare domenica scorsa e quindi non più tesserabili, l'obiettivo si è spostato su Augusto scala del Bologna. L'allenatore felsineo vedrebbe bene uno scambio con Ferruccio Mazzola o Fausto Inselvini. Lenzini per ora smentisce la partenza dei due giocatori.


Un tifoso della Roma consegna la targa a Wymark

► Martedì 6 Novembre

Scrive La Stampa: Un curioso episodio, che ha ribadito quanto sia accesa la rivalità tra i tifosi romanisti e quelli laziali, è accaduto stamane all'interno del complesso sportivo dell'Acqua Acetosa, dove gli inglesi dell'Ipswich stavano ultimando la preparazione per l'incontro di domani sera (ore 21) contro la squadra di Maestrelli. Un distinto signore dalle lunghe basette, che indossava un impeccabile "principe di Galles" si è avvicinato ai giocatori britannici chiedendo di poter conoscere personalmente l'attaccante Whymark. Sotto l'obiettivo del fotografo, convocato appositamente, ha consegnato all'atleta, con aria solenne, una scatola che stringeva sotto il braccio. Whymark, sorpreso dall'inattesa - premiazione, ha aperto l'involucro, che conteneva una targa d'oro sulla quale era stato testualmente inciso: "A Whymark in ricordo di Ipswich-Lazio 4-0 il Roma Club F.C. 12 giallorosso, con affetto e riconoscenza".

L'inglese non è riuscito tanto presto a chiarire il mistero, che invece è apparso subito limpidissimo ai pochi spettatori presenti. Quel signore. Pietro Magliocchetti, è il presidente del club romanista "12° giallorosso". Era venuto sul campo dell'Acqua Acetosa per ringraziare pubblicamente Whymark, autore di tutti e quattro i gol che hanno decretato la sconfitta della Lazio nella partita d'andata del torneo di Coppa Uefa. L'episodio lascia prevedere che domani sera, oltre alle quattro reti di vantaggio, l'Ipswich potrà contare anche sull'inatteso incitamento di una considerevole folla di tifosi romanisti: delusi dal comportamento della loro squadra, gli appassionati giallorossi si divertono alle spalle dei cugini. Chinaglia e compagni hanno accolto con parole rabbiose la cerimonia dall'Acqua Acetosa.

Hanno promesso che domani sera faranno ingoiare un amaro boccone agli inglesi e ai loro improvvisati sostenitori. E' una reazione istintiva che tuttavia non fa dimenticare ai biancoazzurri la difficoltà di riuscire a concretizzare i loro bellicosi propositi. "Il nostro obiettivo principale" — ha dichiarato Maestrelli con tono pacato — "è soprattutto quello di dimostrare che non ci sono quattro gol di differenza fra la Lazio e l'Ipswich. Non sarà facile annullare lo svantaggio. Noi però tenteremo di vincere giocando una bella partita". Per quanto riguarda la formazione biancoazzurra, è ancora in dubbio l'impiego di Wilson, infortunatosi durante la partita con la Fiorentina. Sembra invece scontato l'impiego del terzino Facco, che Maestrelli vorrebbe mandare in campo per motivi psicologici.

Il trainer intenderebbe recuperare sul piano morale il controllore di Whymark il quale, ad Ipswick fece ballare paurosamente il diretto avversario. Gli inglesi hanno sostenuto stamane un durissimo allenamento dimostrando di essere in perfetta forma. "Non siamo venuti a Roma per difenderci" — ha dichiarato il giovane allenatore Robson — "ma per disputare una gara d'attacco. Non fa parte della nostra mentalità andare in campo soltanto per contenere gli avversari". La spavalderia degli inglesi deriva anche dalla sicurezza acquisita nel campionato brillantissimo che stanno disputando. L'Ipswich, infatti, non perde una partita dall'11 settembre. Da quel giorno ha infilato ben 13 risultati utili.


L'articolo dell'Unità sulla partita

► Mercoledì 7 Novembre

Pur avendo battuto per 4-2 l'Ipswich la Lazio è eliminata in Coppa Uefa. Gravissimi incidenti all'Olimpico. Scrive La Stampa: La indecorosa gazzarra scatenata all'Olimpico dalla folla alla quale, purtroppo, si sono aggiunti anche i giocatori laziali, ripropone in termini drammatici il malcostume che imperversa da tempo quando si disputano partite di calcio nello stadio capitolino. I cosiddetti sportivi della capitale hanno ancora una volta smarrito il senso delle dimensioni esibendosi in atti di autentico teppismo che vengono stamane stigmatizzati dagli stessi quotidiani romani. "E' preferibile perdere una gara o non giocarla, pur di risparmiare alla città una diffamazione di cui non ha colpa"; "Follia allo Stadio Olimpico"; "La notte della vergogna". Questi sono alcuni titoli pubblicati in tutta pagina e che rendono l'idea di quanto è accaduto durante e dopo la gara sostenuta dalla Lazio contro gli inglesi dell'Ipswich. L'arbitro olandese Van der Kroft ha le sue colpe da farsi perdonare. Ma il comportamento del direttore di gara non costituisce affatto una attenuante per la violenza scatenata dalla folla. Invasione di campo contenuta a stento dalla polizia, scontri fra tifosi e forze dell'ordine costrette a far uso dei gas lacrimogeni, botte fra giocatori, arbitro colpito al viso da due giocatori laziali, sono stati gli episodi salienti di una movimentata serata che potrebbe costare molto cara alla Lazio quando gli organi di disciplina internazionali leggeranno il rapporto di Van der Kroft e dell'osservatore dell'Uefa. L'olandese è stato costretto a lasciare lo stadio da una uscita secondaria mentre sul viale dei Gladiatori, prospiciente l'ingresso della tribuna Monte Mario, infuriava la battaglia. Alcuni scalmanati, credendo che l'arbitro si trovasse a bordo di una autoambulanza (che invece trasportava uno dei feriti) si sono scagliati centro l'automezzo che è andato quasi distrutto. Anche lo stadio ha riportato ingenti danni. Le vetrate che separano i vari settori delle curve e delle tribune sono andate in frantumi sotto i colpi della folla inferocita. Alcune panchine e una bandiera inglese sono state date alle fiamme.

Quando le squadre sono rientrate negli spogliatoi bersagliate da un fitto lancio di bottiglie e altri oggetti contundenti, il terreno di gioco sembrava un campo di battaglia. Molti sono stati i contusi e i feriti. Per puro miracolo il bilancio non è più grave di quanto si era previsto in un primo momento. Negli ospedali romani sono state soccorse sette persone. Altri hanno preferito farsi medicare privatamente. L'elenco dei feriti comprende: Massimo Vergati, 28 anni, pittore edile abitante a Pavona, otto giorni di prognosi per una ferita da taglio alla mano destra; Giovanni Montino, 27 anni, autista abitante a Olevano Romano, otto giorni per ferita da taglio alla testa (entrambi sono stati colpiti da sassi lanciati verso il campo da altri spettatori); Thomas Vernons Borrows, 28 anni, turista inglese alloggiato all'hotel San Marco, due giorni per contusione addominale (ha detto di essere stato colpito con un calcio da un tifoso laziale): Sergio Rossetti, vicequestore in forza al secondo distretto, otto giorni per una ferita a una mano provocala da una sassata. Vittorio Pace, 17 anni, via Lucrino 6, sette giorni (è stato spinto ed e rotolato lungo la gradinata dello stadio); Domenico Cipullo, 27 anni, guardia di P. S. quattro giorni per una contusione a un piede (sassata). Infine all'infermeria dello stadio è stato medicato Roberto Bergami, anche egli colpito da una pietra.

Un capitolo a parte si deve dedicare al comportamento sconcertante degli atleti biancoazzurri a fine gara. Sopraffatti dalla rabbia per essere stati eliminati dalla Coppa, nonostante la vittoria per 4 reti a 2, si sono scagliati contro i giocatori inglesi sfogando la loro ira in modo particolare sul portiere Best che avrebbe riportato la frattura della tibia. Più tardi, verso mezzanotte, quando la comitiva dell'Ipswich si è decisa ad abbandonare gli spogliatoi, l'allenatore Robson si è scagliato con violenza, a parole, verso i laziali, in particolare contro i dirigenti che non sono intervenuti a sedare la rissa. L'accesa conferenza stampa di mister Robson ha rischiato di avere un vivace seguito nella sala sotto la tribuna d'onore, dove era stato preparato un rinfresco.

Il presidente della Lazio, Lenzini, ha ribattuto energicamente le accuse del trainer inglese. Stava per scoppiare un ennesimo incidente, questa volta di carattere diplomatico. Poi tutto si è risolto con la promessa di Lenzini il quale sembra deciso ad appurare cosa sia realmente accaduto nel sottopassaggio dopo la partita. I giornalisti britannici, presenti in gran numero in tribuna stampa, devono aver riferito cose di fuoco sulla notte dell'Olimpico. Una pubblicità che proprio non ci voleva per la nostra Nazionale impegnata nella prossima settimana a Londra. Forse gli inglesi, maestri del "fair play" avranno già dimenticato tutto.


Cosi l'Unità descrive gli incidenti all'Olimpico

► Giovedì 8 Novembre

Convocati da Valcareggi Chinaglia, Wilson e Re Cecconi per l'amichevole contro l'Inghilterra a Wembley. Intanto la società ha imposto ai giocatori di non rilasciare dichiarazioni alla stampa sugli incidenti di ieri, pena forti multe.


El Mundo Deportivo del 9/11

► Venerdì 9 Novembre

"Se fossi al posto del signor Valcareggi, non esiterei a far giocare Chinaglia a Wembley". E' Chinaglia che parla. La Lazio gli ha imposto il silenzio, pena una forte multa, ma Long John, con abilità dialettica, pronuncia la sua autodifesa dopo le accuse rivolte a lui e ai laziali per i fatti dell'Olimpico. E' giunto a Coverciano insieme con Wilson e Re Cecconi, con un'ora e mezzo di ritardo per un guasto meccanico (è bruciata la guarnizione della testata) capitato all'auto che li trasportava da Roma. "All'Olimpico" — dice Chinagliasono accadute brutte cose, è vero, ma noi ne facciamo un dramma. I giornali italiani parlano male di me e dei miei compagni, però i giornali inglesi mi difendono. Se la stampa britannica non è contro di me non vedo quali problemi possano esistere circa il mio impiego a Londra. Conosco bene il pubblico inglese. Sono dei gentlemen. Sono diplomatici. E poi, in campo, non saprebbero probabilmente distinguere Chinaglia da Riva".

Chinaglia si rende perfettamente conto che il suo impiego potrebbe determinare nuove polemiche e sa pure che la Federazione sta studiando se sia il caso, sotto l'aspetto politico, di presentarlo a Wembley, dopo i gravi episodi accaduti in Lazio-Ipswich (sono salite sensibilmente le quotazioni di Pulici). Eppure il laziale insiste: "Ho protestato con l'arbitro, forse con troppa vivacità, ma non l'ho colpito. Abbiamo protestato tutti, e tutti siamo colpevoli, non solo Frustalupi, io non ho picchiato il portiere avversario. L'ho trovato già steso a terra e l'ho trasportato negli spogliatoi. I giornali londinesi mi hanno lodato per questo gesto". Come spiega che certe violenze accadono quasi sempre all'Olimpico? "C'è solo un precedente, e riguarda la partita Lazio-Sampdoria — risponde Chinaglia senza esitare — però, c'è un dato di fatto: quando noi laziali o la Roma incontriamo squadre inglesi, c'è sempre lotta". E' dunque anglofobia? "Non saprei come definirla. Non c'è solo lotta calcistica. Anche mio padre, proprietario d'un ristorante a Cardiff, sta lottando con gli inglesi. Noi italiani siamo mal visti in Inghilterra e un po' dappertutto. Ecco perché talvolta si perdono le staffe. Ho vissuto tanti anni in Inghilterra e personalmente non ce l'ho con gli inglesi, ma ci tengo a giocare contro di loro e a batterli, ci terrei di più che disputare uno spareggio per lo scudetto nel campionato italiano. Ecco perché, indisponibile Anastasi, vorrei scendere in campo mercoledì a Wembley. Per me non è un problema. Psicologicamente non mi sentirei a disagio. Per il resto sono in forma e l'ho dimostrato segnando tre gol agli inglesi dell'Ipswich. Il mio impiego, me ne rendo conto, non dipende da fattori tecnici ma da altre questioni. Spero che tutto finisca per il meglio". L'ardita conferenza-stampa di Chinaglia trova l'appoggio di Valcareggi. Intanto la commissione d'appello ha respinto il ricorso della Lazio contro la multa di 3 milioni con diffida inflittagli dopo la gara contro la Sampdoria.


La pagina sportiva dell'Unità del 10/11/73

► Sabato 10 Novembre

Wilson è tornato a casa. Dopo tante polemiche sull'opportunità di mandare il libero della Lazio in Inghilterra,, ha deciso il parere del medico. Visitato stamane, il laziale non è stato ritenuto idoneo alla trasferta, a causa del gonfiore al ginocchio determinato da una botta presa durante la partita contro I'Ipswich. Al posto del giocatore biancoazzurro, Valcareggi ha subito convocato il granata Zecchini che si unirà alla Nazionale. Zecchini, infatti, è rimasto a Torino oggi perché la sua bimba ha dovuto subire un lieve intervento chirurgico. Secondo le notizie dell'ultima ora il c. t. Valcareggi sarebbe sempre più intenzionato a portarsi dietro Chinaglia, anche se la decisione definitiva è nelle mani di Franchi.


L'Unità dell'11/11

► Domenica 11 Novembre

Finisce a reti inviolate tra Lazio e Fiorentina, incontro valido per la quarta giornata del campionato primavera. Se da una parte la difesa biancoceleste si è ben comportata, altrettanto non si può dire per il centrocampo dei romani. Ceccarelli e Manfredonia non hanno inciso quanto ci si aspettava, fornendo così pochi palloni alle punte biancocelesti. Il solo Castellucci ha provato ad impensierire la retroguardia viola ma il risultato non è stato dei migliori. La Fiorentina se pur tecnicamente ben impostata, nulla a potuto contro la difesa biancoceleste; nonostante le occasioni capitate nel primo tempo a Bresciani (centravanti dotato di un gran fisico), Valesi, Resta e Baglini il risultato non si è sbloccato. Nulla di rilevante nella ripresa fino allo scadere dell'incontro quando Resta, smarcato tutto solo di fronte a Rezzonico sbucciava clamorosamente il pallone, fallendo il gol che forse avrebbe punito eccessivamente la compagine di Carosi.


L'Unità del 12/11

► Lunedì 12 Novembre

Dall'Unità: Continua la polemica sull'utilizzo di Chinaglia nella gara di Wembley. Il presidente federale Franchi ha calmato le acque e Valcareggi non si sbilancia. Comunque l'attaccante della Lazio è sicuro di giocare, mentre Re Cecconi si sbilancia e prevede una vittoria.


Segnaposto.jpg

► Martedì 13 Novembre

Scrive La Stampa: A poche ore dalla partita di Wembley, "del fattaccio" dell'Olimpico, troppo recente per trovare posto negli archivi, stende la sua ombra sulla serata degli azzurri. Se ne è parlato per un'intera settimana. Si sono scomodati maestri di psicologia, sociologi, severi censori, per illustrare le loro tesi sul malessere ricorrente che affligge lo stadio della capitale. Molti giornali non sono stati teneri con i laziali, colpevoli soprattutto di avere scelto il momento sbagliato per pestare la coda agli inglesi dell'Ipswich. I protagonisti biancocelesti della movimentata serata, in modo particolare i tre azzurri Chinaglia, Wilson e Re Cecconi, sono venuti a trovarsi in una situazione imbarazzante. Ma, mentre Chinaglia e Re Cecconi hanno la fortuna di rituffarsi subito nel clima della disputa italoinglese che costituisce per loro una preziosa distrazione, l'infortunato Giuseppe Wilson è stato costretto a tornarsene a Roma portandosi dietro lo sconforto per il linciaggio morale a cui è stato sottoposto con i suoi compagni. Non è facile allacciare il dialogo con l'arrabbiatissimo capitano. "Le impressioni sul mio stato d'animo — attacca con tono bellicoso — le tengo per me. Non voglio tornare su quanto accaduto mercoledì. Voi giornalisti avete già detto tutto senza preoccuparvi di tenere minimamente in considerazione anche la nostra campana". Allora parliamo della Nazionale e della probabile atmosfera ostile che troverà in Inghilterra. Wilson, nato da padre inglese, ha vissuto la sua infanzia in Gran Bretagna. E' abbastanza certo, quindi, di conoscere sufficientemente i tifosi d'Inghilterra e di poterne interpretare il carattere: "Io credo che nemmeno ad Ipswich si ricordano più degli incidenti accaduti allo stadio Olimpico. Le botte agli inglesi? Ad Ipswich se le sono già scordate: tutta una montatura dei nemici della Lazio. Evidentemente abbiamo fatto qualcosa per meritare la maglia della Nazionale. Ma ho constatato che ciò non è andato giù a parecchia gente".

Perché la Lazio gioca bene sul campo e si azzuffa negli allenamenti o durante le partite con squadre straniere dimostrando una sconcertante fragilità sul piano nervoso? Molti dicono che si tratta di un miracolo inspiegabile. "Se si tratta di miracolo, speriamo che rimanga tale anche per il futuro, con tutti i retroscena che sono frutto di fertili fantasie. Il nostro campionato dello scorso anno e stato esemplare per quanto riguarda la correttezza con gli avversari e con gli arbitri. Adesso però qualcuno, a cui diamo evidentemente fastidio, prende la palla al balzo e tira fuori la storia della fragilità dei nostri nervi". Però lo stesso presidente Franchi ha parlato di immaturità della Lazio. "Non è vero". Eppure la frase e stata riportata da tutti i giornali. "Avrà espresso un suo parere. Però voglio ricordare che noi stavamo difendendo i colori d'Italia quando abbiamo giocato con l'Ipswich. Se poi qualcuno vuole ergersi a paladino dei colori inglesi faccia, pure. Continuando a sbandierare la parentesi di mercoledì scorso, quando sappiamo tutti benissimo che anche altre squadre italiane si sono trovate coinvolte in episodi per lo meno vivaci in gare con gli inglesi, si rischia di cadere nel ridicolo".

Wilson lascia capire che la sua rabbia è anche di tutta la Lazio. Il campionato ripropone, quindi, anche quest'anno il suggestivo scontro fra la battagliera compagine biancoazzurra e i compassati squadroni del Nord. Il capitano ha fiducia ancora nei miracoli. "Soltanto in Italia si è continuato a parlare della vicenda non so fino a quale punto in buona fede". Anche la stampa inglese, però, non ha liquidato tanto in fretta l'argomento. "E' normale, le abbiamo fornito noi italiani lo spunto, azzannandoci. Sul piano tecnico gli azzurri non avranno problemi". Il suo compagno di squadra Giorgio Chinaglia potrebbe essere condizionato, sul piano psicologico, da una possibile atmosfera poco amichevole? "Giorgio può essere condizionato soltanto da quanto hanno scritto su di lui i giornali italiani. Se ha superato questa prova figuriamoci se avrà paura degli inglesi". Le ricorrenti zuffe fra squadre italiane e britanniche, Wilson le giustifica affermando che è tutta colpa dell'astio che si portano dietro da anni i giocatori delle due nazioni. La tranquillità della Lazio è stata violentemente scossa in questa settimana. C'è il rischio che ne risenta in campionato? "Assolutamente no — replica con forza il capitano —, sappiamo che sono stati espressi giudizi in malafede, si è dato più spago ai pettegolezzi. Il comunicato emesso dalla società è stato più che eloquente. Mai siamo stati compatti come adesso. Anzi, io credo che tutta questa storia finirà per indurci a lottare ancora più tenacemente. Tutti hanno parlato degli incidenti mettendo da parte la strepitosa partita disputata dalla Lazio. Comunque noi ce ne ricordiamo perfettamente e abbiamo capito che anche quest'anno molte grandi dovranno fare i conti con noi". Tuttavia tre laziali sono stati chiamati in azzurro. "Mi meraviglio che si parli di premio nei nostri confronti".


Grande attesa per la gara contro gli Inglesi come scrive L'Unità del 14/11/73

► Mercoledì 14 Novembre

Gli azzurri, con Chinaglia in campo battono l'Inghilterra a Wembley per 1-0.


L'unità esalta la grande vittoria azzurra a Wembley

► Giovedì 15 Novembre

Rientro trionfale per gli azzurri. A Linate Chinaglia rilascia alla stampa questa dichiarazione sul suo futuro in azzurro: "Ieri sera ho compiuto un passo avanti. Adesso — dice Chinagliaquesta maglia è in ballottaggio tra Anastasi e me, anche se Pulici e Boninsegna non demeritano, Pietro, in Nazionale, ha sempre giocato bene e sarà difficile, soffiargli il posto. Anastasi ed io abbiamo caratteristiche diverse: lui più adatto a giocare nelle aree affollate, dove io gioco di rimessa. Mi auguro di essermi almeno conquistato un posto nella "rosa" per Monaco, per il resto sarà il rendimento in campionato a decidere".


Una fase dell'allenamento odierno

► Venerdì 16 Novembre

Esclusione per un anno dalle competizioni Uefa e diecimila franchi svizzeri di multa (circa 2 milioni di lire): queste sono state le decisioni adottate nei confronti della Lazio dalla commissione disciplinare dell'Uefa riunitasi a Zurigo. La società biancazzurra è stata punita per gli incidenti accaduti all'Olimpico mercoledì 7 novembre durante la partita con gli inglesi dell'Ipswich. Nessun provvedimento disciplinare è stato preso verso i giocatori laziali mancando una documentazione precisa su quanto accaduto negli spogliatoi al termine della gara. La punizione è stata quindi inflitta alla società romana soltanto per la tentata invasione del campo e per il lancio di bottiglie e altri oggetti contro la terna arbitrale. La movimentata vicenda ebbe inizio quando il direttore di gara, l'olandese Van der Kroft, concesse al 65' di gioco un calcio di rigore contro la Lazio per un fallo in area commesso da Oddi ai danni di Woods.

La decisione dell'arbitro fece saltare i nervi al pubblico e ai giocatori biancazzurri, i quali stavano tentando di rimontare le quattro reti subite in Inghilterra. Al momento della concessione della massima punizione, la Lazio era in vantaggio per due gol a zero. Vijoen aveva appena messo a segno il calcio di rigore, quando dalla tribuna Monte Mario e dalla Curva Nord cominciarono ad entrare in campo i primi invasori bloccati prontamente dalla polizia. In un baleno l'Olimpico si trasformò in una bolgia sfrenata mentre Van der Kroft veniva sballottato dagli agitatissimi giocatori laziali. Il gioco riprese fra le proteste del pubblico che assumeva atteggiamenti sempre più minacciosi. Dagli spalti continuavano a piovere proiettili di varia natura. Il lancio si infittì quando le squadre si avvicinarono al sottopassaggio che immette negli spogliatoi. Le vetrate della curva Sud andarono in frantumi sotto i colpi dei teppisti.

Frammenti di vetro furono scagliati verso il direttore di gara, i guardalinee e i giocatori ospiti che furono costretti ad esibirsi in velocissimi slalom per evitare di essere colpiti. Gli episodi più gravi accaddero poi fra gli atleti delle due squadre. Ci fu una zuffa generale. Il portiere Best rimase ferito ad una gamba. L'allenatore Robson dichiarò più tardi che i suoi giocatori erano stati proditoriamente assaliti dagli avversari e rivolse parole di fuoco verso i dirigenti della Lazio, accusati di non aver saputo evitare l'aggressione. Evidentemente l'arbitro non assistette alla scena e non ha quindi potuto fornire agli organi disciplinari dell'Uefa precisi particolari sulla zuffa e su chi realmente la provocò. L'unica cosa certa apparve il comportamento pacificatore di Chinaglia che venne posto in risalto dallo stesso allenatore inglese. Gli incidenti proseguirono fuori dei cancelli dell'Olimpico fra le forze dell'ordine e gruppi di tifosi che tentavano di forzare l'ingresso di Maratona. Soltanto a tarda notte agenti e carabinieri riuscirono a ristabilire l'ordine dopo aver esploso contro la folla inferocita numerosi candelotti lacrimogeni.


Dall'Unità del 17/11/73:stangata per la Lazio dopo i fatti di Coppa UEFA

► Sabato 17 Novembre

Scrive La Stampa: Il presidente della Lazio, Umberto Lenzini, deve essersi probabilmente distratto la sera in cui accaddero i gravi incidenti all'Olimpico. Per il dirigente biancoazzurro l'accaduto, come al solito, è stato "montato esageratamente da certa stampa". Insomma, per lui non è successo proprio nulla. Si sfiora quasi il ridicolo quando anche nell'apprendere la punizione inflitta dall'Uefa al suo club, il presidente laziale continua ad accusare il nostro giornale di aver inventato tutto. Gli abbiamo chiesto un parere sulle decisioni prese a Zurigo e Lenzini ha risposto seccamente: "Io con lei non parlo. Avete ignobilmente montato i fatti. Ripeto, a lei non voglio rivolgere la parola" ed ha riattaccato la cornetta del telefono.

E' comprensibile il nervosismo di un dirigente che vede la sua squadra esclusa per un anno dalle competizioni europee. A questo punto, però, dobbiamo far rilevare che il nostro giornale si è reso colpevole soltanto di aver riferito una scrupolosa cronistoria della vicenda. La libertà di stampa è un prezioso bene comune il cui significato forse sfugge al presidente biancazzurro. Le altre reazioni dell'ambiente laziale sono apparse improntate ad una serena accettazione del verdetto. "La sentenza e consona ai fatti — ha dichiarato Maestrelliche tuttavia sono stati deformati dalle polemiche". Giorgio Chinaglia è apparso amareggiato, ma spera nel ricorso che la società probabilmente presenterà agli organi disciplinari dell'Uefa. "Un anno di squalifica è abbastanza pesante — ha detto il centravanti azzurro — ci chiude l'accesso al giro internazionale in cui la Lazio aveva parecchie probabilità di inserirsi anche in questa stagione".

Il capitano Wilson si è preoccupato prima di tutto di conoscere se erano stati adottati provvedimenti nei confronti di giocatori. Una volta ricevuta questa assicurazione, il "libero" laziale, che era stato indicato come uno dei maggiori responsabili della zuffa con gli inglesi, è partito al contrattacco: "La sentenza della Commissione disciplinare dimostra che mister Robson ha dichiarato il falso — ha detto Wilsone dimostra che in giro c'è tanta malafede. Gli episodi sono stati ridimensionati. Ora tutto appare sotto una luce diversa". Wilson deve avere tirato un sospiro di sollievo dopo la grande paura perché sapeva benissimo cosa era avvenuto sul campo e all'ingresso degli spogliatoi. A differenza del suo "distratto" presidente Lenzini. Per fortuna dei giocatori l'arbitro non ha assistito alla zuffa tra italiani e inglesi.


Paese Sera del 18/11

► Domenica 18 Novembre

Ancora un pareggio a reti bianche fra Cesena e Lazio.


La prima pagina della Gazzetta del 19/11/73

► Lunedì 19 Novembre

La stampa sportiva e non commenta il pareggio della Lazio come un'involuzione della squadra rispetto alla passata stagione. Difficilmente, scrivono al nord, la squadra di Maestrelli riuscirà a ripetere le gesta della passata stagione.


L'Unità del 20/11

► Martedì 20 Novembre

Scrive La Stampa: Lazio-Inter entrambe in formazione tipo. Maestrelli ha solo un dubbio, quello sulla scelta dell'ala sinistra. Non sarà Petrelli (come a Vicenza nella prima giornata ed a Cesena domenica scorsa), ma potrebbe essere o Manservisi o D'Amico. Da escludere l'esordio di Franzoni, recentemente acquistato dal Brindisi. Il trainar laziale non correrà rischi: Wilson, anche se leggermente infortunato, dovrebbe giocare. Il ricupero di Mazzola servirà all'Inter per completare la squadra. Sandrino prenderà il posto di Moro, che è un elemento di classe, ma è molto giovane. Mazzola oltre alla classe, ha esperienza, ritmo e intesa con i compagni. Attualmente la squadra di Herrera è all'apice della forma. Contro il Foggia i nerazzurri, superata la prima mezz'ora di crisi, hanno giocato come il gatto con il topo. Boninsegna, molto opportunista, ha segnato quattro gol. Ma tutti gli interisti hanno dimostrato una condizione fisica invidiabile. Ad Herrera si presenta il problema di conservare ai suoi uomini questa brillante forma. Ma sarà un problema futuro, il presente è tinto di rosa. La Lazio invece stenta a ricalcare i passi brillanti dello scorso torneo. Nella manovra del biancoazzurri si nota una certa involuzione. Garlaschelli non segna, Re Cecconi si perde in corse a volte inutili, Frustalupi non riesce a dare tono alla sua regia, in difesa frana il "mito" Facco.

Non è escluso che Maestrelli ritorni a Petrelli. Lo stadio Olimpico non è avaro di soddisfazioni per gli ospiti. Lo scorso anno l'Inter pareggiò (0 a 0) nella prima giornata. Risalendo nel tempo si incontrano alcune vittorie neroazzurre: nel [1970/71|70-'71]] 1 a 0, nel 65-'66 3 a 1. L'attuale situazione di classifica è a favore dell'Inter, ma non condanna la Lazio, che è staccata di un solo punto. In media inglese le due squadre sono alla pari (—1). L'Inter è la formazione più forte all'attacco con il record di dodici gol in cinque partite. Di questi dodici gol, otto sono stati realizzati da Boninsegna. La Lazio è forte in difesa: ha incassato tre gol soltanto, tutti in un'unica partita (a Torino contro la Juventus). Altri motivi d'interesse arrivano dai confronti tra rivali azzurri: Boninsegna contro Chinaglia, e Burgnich contro Wilson. Anche le due mezze ali destre potrebbero considerarsi rivali per la maglia azzurra, n. 8, ma tra Mazzola e Re Cecconi c'è una tale diversità tecnica e di compiti che il paragone non reggerebbe. Tutto sommato i fattori numerici indicano una preferenza per l'Inter, ma è un vantaggio minimo.


L'Unità del 21/11

► Mercoledì 21 Novembre

Esordio in maglia biancazzurra per Franzoni neo acquisto biancazzurro che scende al Flaminio con la squadra "Under 23" in una gara contro il Latina vinta 8-0.


La notizia del rimpasto societario data dall'Unità il 22/11/73

► Giovedì 22 Novembre

Scrive L'Unità: Lazio: per Aldo e Angelo Lenzini più potere. Per la fine della settimana è stato convocato il consiglio direttivo della Lazio che dovrà decidere (ma è ormai scontato) una maggiore responsabilità di Angelo e Aldo Lenzini (che cureranno rispettivamente l'amministrazione e la supervislone della società), mentre l'attuale presidente, Umberto, conserverà almeno nominalmente la sua carica, ma è chiaro che tutto resterà in famiglia. Ieri, frattanto, la Lazio ha sconfitto con un secco 8 a 0 il Latina nella partita del torneo riservato all'Under 23. In bella evidenza, fra gli altri, il neo acquisto Franzoni e l'elegante D'Amico. L'attenzione era soprattutto concentrata su Franzoni, il quale ha convinto, percui non sarebbe da escludere un colpo a sorpresa da parte di Maestrelli che porterebbe in panchina il Livornese nella partita con l'Inter.



Un titolo dell'Unità del 23/11/73

► Venerdì 23 Novembre

Il presidente della Lazio Umberto Lenzini si è detto contrario all'anticipare al sabato le partite del campionato dopo che il governo ha emanato il provvedimento di blocco totale della circolazione delle auto la Domenica. Pur sapendo di perdere spettatori, Lenzini si è opposto nella riunione della lega che affrontava questo argomento.


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► Sabato 24 Novembre


Scrive L'Unità: L'Inter dal suo canto, nonostante lo splendido periodo di forma attraversato dal suo centravanti (testimoniato dalla quaterna rifilata al povero Trentini la scorsa settimana) e il recupero di Mazzola dovrà fare molta attenzione ai biancazzurri romani. Gli uomini di Maestrelli infatti, si trovano ad una sola lunghezza dai colleghi milanesi, per cui tenteranno in tutti i modi di realizzare il «sorpasso» in classifica. la gara vivrà, inoltre, sul motivo polemico costituito dal duello a distanza fra Chinaglia (titolare in « azzurro» a Wembley) e Boninsegna (il grande escluso, secondo il parere di Helenio Herrera); evidentemente il « mago » non ha considerato a fondo la possibilità che questo suo «osanna» alle doti realizzatrici di « Bonimba » rischia di caricare a mille lo stopper laziale Oddi incaricato di tenere a guardia l'interista.


La pagina sportiva dell'Unità presenta la giornata calcistica odierna

► Domenica 25 Novembre

Terzo pareggio consecutivo in campionato per la Lazio. Contro l'Inter finisce 1-1.


La prima pagina della Gazzetta dello Sport del 26/11/73

► Lunedì 26 Novembre

Sui giornali si parla di una Lazio non all'altezza della passata stagione. Tre pareggi consecutivi hanno ridimensionato le ambizioni dei biancazzurri.


Il biglietto della partita con l'Inter aumentato a £.2.500

► Martedì 27 Novembre

Alcuni giornali, tra cui L'Unità scrivono di come si stanno organizzando le società di calcio in vista della prima domenica di "austerity" che sicuramente provocherà non pochi disagi ai vari sostenitori che vorranno recarsi allo stadio. Inoltre si punta il dito sui prezzi dei biglietti dello stadio saliti vertiginosamente in occasione dell'incontro fra Lazio ed Inter. Sul banco degli imputati il presidente della Lazio, Lenzini, reo di aver portato il prezzo di un biglietto di curva a £. 2.500. Il risultato è stato che molti tifosi hanno disertato gli spalti e l'incasso è stato "solo" di 140 milioni di Lire.


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► Mercoledì 28 Novembre


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► Giovedì 29 Novembre


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► Venerdì 30 Novembre

Scrive L'Unità: La Lazio va a Cagliari ove cercherà almeno il pareggio ben sapendo che la squadra di Gigi Riva ce la metterà tutto per riscattare la sconfitta subita domenica a Verona e per conquistare la prima vittoria della stagione (in precedenza aveva ottenuto solo pareggi, nel numero di cinque). Come si vede insomma giusto di ritocchi alia classifica si può parlare per quanto riguarda i quartieri alti: rivoluzionamenti veri e propri invece non sono previsti




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