Domenica 2 marzo 2025 - Milano, stadio Giuseppe Meazza - Milan-Lazio 1-2
► Stagione
Turno precedente – Turno successivo
2 marzo 2025 – Milano, stadio Giuseppe Meazza - Campionato di Serie A, XXVII giornata - inizio ore 20.45
MILAN: Maignan, Jimenez (46' Walker), Gabbia (83' Jovic), Pavlovic, Hernandez, Fofana (70' Thiaw), Reijnders, Musah (37' Joao Felix), Pulisic (70' Chukwueze), Leao, Gimenez. A disposizione: Sportiello, Torriani, Tomori, Bartesaghi, Bondo, Terracciano, Camarda, Abraham, Sottil. Allenatore: Sérgio Conceição
LAZIO: Provedel, Marusic (46' Lazzari), Gigot (79' Patric), Gila, Nuno Tavares, Guendouzi, Rovella, Isaksen, Dia (88' Noslin), Zaccagni (79' Pedro), Tchaouna (58' Vecino). A disposizione: Mandas, Furlanetto, Belahyane, Provstgaard, Ibrahimovic. Allenatore: Baroni.
Arbitro: Sig. Manganiello (Pinerolo) - Assistenti: Sigg. Passeri e Costanzo - Quarto uomo: Sig. Forneau - V.A.R.: Sig. Mazzoleni - A.V.A.R.: Sig. Pezzuto.
Marcatori: 28' Zaccagni, 85' Chukwueze, 90'+8' Pedro (rig.)
Note: ammonito 76' Gimenez, 80' Leao, 90'+2'Vecino. Espulso 67` Pavlovic. Angoli 3 a 5. Recuperi: 3' p.t., 10' s.t.
Spettatori: 65.969 paganti.

Foto Getty Images

Foto Getty Images

Foto Getty Images

Foto Getty Images

Foto Getty Images

Foto Getty Images

Foto Getty Images

Foto Getty Images

Foto Getty Images

Foto Getty Images
► I calciatori convocati per la partita odierna
► Le dichiarazioni dei protagonisti
► La classifica dopo la XXVII giornata di campionato
• Il Corriere dello Sport titola: “Pedro balla sul diavolo”. Continua il quotidiano sportivo romano: “La squadra di Baroni espugna San Siro condannando l’ex Conceiçao al secondo ko in appena quattro giorni. A deciderla è sempre lui, il leader da ritornello. La Lazio sblocca con Zaccagni e crea tante palle gol. Milan allo sbando ma in dieci la pareggia all’84’ con Chukwueze. Poi il rigore all’ultimo respiro”.
Da impazzire. La firma di Pedro, cuore in tumulto e la freddezza dei fuoriclasse, dagli undici metri al minuto 98. Questa volta il Var ha reso giustizia alla Lazio. Manganiello richiamato da Mazzoleni, rigore concesso per l’intervento di Maignan su Isaksen. È un’impresa da Champions. Quarto posto riacciuffato in attesa del posticipo della Juve. Baroni ha sbancato San Siro, era successo solo due volte in campionato dal 1990, l’ultima cinque anni fa. L’ha vinta due volte, soffrendo sino all’ultimo istante. Il difetto: non metterla in cassaforte e approfittare del Milan in inferiorità per il rosso di Pavlovic. Sarebbe stata una beffa autentica se fosse finita in pareggio per il colpo di testa di Chukwueze. Conceiçao, in piena crisi, è scivolato al nono posto, scavalcato anche dalla Roma. Champions addio.
Zac e Lucio. Non sembrava San Siro, senza vessilli e la Curva Sud vuota per protesta. Non sembrava il Milan in versione rosso, giallo e verde, quasi un incrocio tra Catanzaro e Portogallo partorito dai fantasisti del marketing nella notte in cui campeggiava lo striscione degli ultras. "Solo per la maglia". Quale? Lo sciopero del tifo è durato 15 minuti, quello del Diavolo per l’intero primo tempo. Tremori e imprecisioni in cui il silenzio dello stadio, in aperta contestazione a Cardinale, veniva interrotto solo dai fischi. La Lazio è entrata con personalità, linearità di palleggio e geometrie, ha azzannato subito la partita. Baroni ha restituito il posto da titolare a Provedel e ne ha tratto beneficio sotto forma di “uscite” più sicure. Il friulano sventagliava su Tavares, in costante proiezione. Gila e Gigot tenevano Gimenez, bravo Rovella, vivace Isaksen. Dia, lanciato in porta, non è riuscito a bucare Maignan. Pavlovic ha rischiato l’autogol sull’inserimento di Tavares. Il danese è andato al tiro altre due volte e intorno alla mezz’ora ha aperto l’azione conclusa dal tap-in di Zaccagni. Maignan ha smanacciato il diagonale di Marusic e il capitano della Lazio (sotto gli occhi di Spalletti, intenzionato a richiamarlo in azzurro) ha firmato il settimo gol del suo campionato. Male Jimenez.
Rosso e Pedro. Poco Milan. Musah era in imbarazzo e Conceiçao lo ha sostituito. L’ingresso di Joao Felix dietro a Gimenez ha riportato Pulisic sulla fascia destra e Reijnders in mediana accanto a Fofana. È stato ancora Zaccagni, a un sospiro dall’intervallo, a mancare il raddoppio. Un’occasione ancora più clamorosa, in apertura di secondo tempo, è capitata a Gigot. Rigore in movimento tra le braccia di Maignan. Erano cambiati i terzini destri. Conceiçao cercava più sicurezza con Walker. Baroni ha perso Marusic e ha messo Lazzari. Il Diavolo si stava rovesciando in avanti. Un altro gol sfiorato da Zaccagni e poi è entrato Vecino per Tchaouna. Baroni ha ripristinato il 4-3-3 per guadagnare palleggio e copertura. Un aiuto è arrivato da Pavlovic, durissimo il suo intervento su Isaksen lanciato verso Maignan e inevitabile il rosso. Il Milan in dieci non si è arreso. Dentro Chukwueze e Jovic più Leao, Joao Felix e Gimenez. Cinque punte. La Lazio, senza capitalizzare più volte il contropiede, si è fatta infilare. Cross di Leao, Tavares dormiva, Chukwueze di testa e palla sotto l’incrocio. Non era finita. Rovella, ancora lui, ha spinto tutti avanti. Maignan saltato in corsa da Isaksen. Rigore. Pedro dal dischetto non si è spaventato e ha gelato San Siro.
• Il Messaggero titola: “Lazio super. Pedro firma il capolavoro”. Continua il quotidiano romano: “Prova sontuosa a San Siro: vantaggio meritato con Zaccagni. Il Milan rimane in dieci ma pareggia con Chukwueze all’85’. Nel recupero lo spagnolo segna da campione il rigore del 2-1. Seconda vittoria in casa del diavolo negli ultimi 30 anni. Per l’ex Chelsea è il primo penalty segnato in Serie A”.
Alla faccia del Diavolo, quegli angeli di Zaccagni e Pedro riportano la Lazio in paradiso. Luci biancocelesti a San Siro, Milan completamente al buio. Quattro giorni dopo la batosta in Coppa Italia con l'Inter, Baroni batte i rossoneri in campionato, si riprende il quarto posto provvisorio (aspettando stasera la Juventus), evita la beffa finale di Chukwueze e sfata il tabù meneghino con la seconda impresa nell'ultimo trentennio. Merito sì del suo coraggio, ma anche di un Milan ormai sprofondato all'inferno insieme a Conceiçao, a un passo dall'esonero. Lo sciopero della Curva Sud (e lo striscione "Solo per la maglia", i cori contro Cardinale) risveglia l'orgoglio rossonero solo nel secondo tempo, ma questo pesante ko segna forse l'addio definitivo alla Champions.
La strategia. La pretattica di Baroni fa centro. Decisivo Marusic su Leao, le marcature strette di Gila e Gigot. Patric parte dalla panchina, Romagnoli va direttamente in tribuna al fianco di Castellanos, stavolta a San Siro per stare vicino alla squadra nonostante l'infortunio. Tchaouna non ha chissà quali guizzi, ma si rivela prezioso al centro dell'attacco per la seconda gara di seguito. Nessun pensiero rivolto ai quarti di Europa League a Plzen, in programma giovedì prossimo. I big a disposizione, infatti, sono nella formazione tipo: Rovella e Guendouzi sono una diga a centrocampo, e Isaksen è l'uomo in più a destra nel 4-2-3-1. A sorpresa, invece, Provedel ritrova la titolarità dopo due turni di stop. Ma è Maignan il primo a mettersi in mostra dopo una manciata di minuti, murando col piedone un diagonale di Dia, sciupone come in passato. Tavares sgomma a sinistra, mette il turbo: entra nell'area piccola cercando l'autogol di Pavlovic, fuori d'un soffio. Ancora Dia ruba palla a Musah, che lo insegue e lo recupera da dietro. Manganiello e il Var fanno continuare, il senegalese non protesta, ma c'è lo spettro di un tocco sul piede da ultimo uomo (quindi di un rosso mancato). Il Milan si affaccia solo con Reijnders, stoppato da Provedel sul primo palo. Tchaouna sciupa un contropiede clamoroso con un tiro sbilenco, ma poi si riscatta con il filtrante per Marusic, che calcia senza pensarci un attimo: Maignan para, ma sulla respinta Zaccagni è un avvoltoio e festeggia con il primo gol al Meazza (decimo stadio d'Italia violato) le 150 presenze con la maglia della Lazio. Doppia cifra stagionale raggiunta dal capitano con l'ottavo timbro in campionato. I rossoneri gettano via subito un'occasione d'oro per il pareggio: Musah esagera con un tacco in area, Conceiçao lo sostituisce per punizione con Joao Felix al 37'. Sull'ennesima ripartenza di Tavares in campo aperto, Zaccagni sfiora il raddoppio con uno splendido siluro al volo.
L'orgoglio. Bruttissimo un fallo di Theo sul finale del primo tempo, ignorato da Manganiello. Tacchetti sul ginocchio di Marusic, costretto a lasciare il posto a Lazzari all'intervallo. Il Milan sembra però tornare in campo con uno spirito più battagliero. C'è il "vecchio" Walker (fuori Jimenez) a suonare la riscossa con un bolide da lontano. Tavares riparte come un treno, Gigot si divora un rigore in movimento con un piattone mogio. Sul ribaltamento di fronte, Joao Felix nemmeno trova lo specchio. I padroni di casa hanno comunque un altro ritmo. Ancora Zaccagni prova a spezzarlo con un tiro dei suoi, a giro, che accarezza il legno e si spegne sul fondo. Il match resta aperto, Pulisic sfiora di nuovo l'1-1. Così Baroni corre ai ripari con Vecino (94 giorni dopo l'ultima apparizione col Ludogorets) e un 4-3-3 più conservativo. Fuori Tchaouna, Dia diventa il punto di riferimento offensivo. Rovella rischia in area su Joao Felix (spintarella col gomito), la Lazio sulle ripetute imbucate rossonere a cui manca solo l'ultimo tocco giusto (Gimenez è in serata no) o un rimpallo fortunato. Straordinario un recupero di Guendouzi, che fa poi involare Isaksen tutto solo. Pavlovic si lancia in scivolata alla disperata, lo prende da dietro e Manganiello gli estrae il rosso diretto al 67. Il Milan non demorde in inferiorità numerica, ci prova con Reijnder e lotta sino all'ultimo. Dia segna in fuorigioco. La beffa è in agguato: cross di Leao dalla sinistra, Tavares non c'è, il subentrato Chukwueze trova di testa l'incrocio-gol. Decisivo Jovic su Pedro, ma Maignan atterra Isaksen nell'ultimo minuto di recupero e non può nulla sullo spagnolo dal dischetto. Doppia cifra anche per l'ex Chelsea, e primo rigore trasformato in carriera nel nostro campionato. Giustizia divina nella tana del Diavolo.
• Il Tempo titola: “Orgoglio Lazio”. Continua il quotidiano romano: “Il rigore di Pedro al 98’ regala il successo ai biancocelesti. Vantaggio di Zaccagni poi il pareggio beffa di Chukwueze. Rossoneri in dieci per il rosso a Pavlovic, ma la squadra di Baroni merita il successo”.
Lazio, che cuore! Vince a San Siro contro il Milan grazie a un calcio di rigore di Pedro e rilancia la propria corsa al quarto posto. Il verdetto del campo è oggettivamente lecito, la squadra di Baroni gioca meglio, crea maggiori occasioni e alla fine porta a casa tre punti preziosissimi. Vince chi più crede: gli uomini di Baroni fanno proprio il credo di Sven Goran Eriksson e strappano un successo meritatissimo. La Lazio parte con il piede giusto, Rovella serve un pallone meraviglioso a Dia, ma l'attaccante senegalese, solo davanti a Maignan, calcia sul portiere in uscita. Il Milan fatica a trovare spazio, Musah perde un pallone velenoso sulla trequarti, Dia si invola verso la porta ma il milanista lo abbatte; per arbitro e Var è tutto regolare. I biancocelesti prendono in mano il centrocampo con Rovella e Guendouzi, sviluppa il gioco in maniera verticale sfruttando l'effervescenza degli esterni. Il vantaggio laziale arriva al 28', e appare come la logica conseguenza di quanto si vede alla Scala del calcio; Tchaouna innesca Marusic, il diagonale del montenegrino viene intercettato da Maignan, ma sulla respinta del portiere francese Zaccagni si avventa sulla palla e la infila in rete a porta vuota. Conceicao capisce che qualcosa non va in mezzo al campo: toglie Musah inserendo Joao Felix: il mare nella metà campo laziale si increspa; il portoghese ha subito l'occasione per colpire, ma spara a salve. La formazione di Baroni non riesce a trovare i riferimenti in fase di non possesso, Joao Felix si piazza alle spalle di Guendouzi e Rovella creando non pochi problemi alla difesa biancoceleste.
Prima dell'intervallo la Lazio fallisce il raddoppio: Zaccagni batte al volo dal limite dopo un'ottima percussione di Nuno Tavares, la palla sfiora il palo. Il Milan torna in campo con Walker al posto di Jimenez, i rossoneri hanno subito una buona opportunità con Joao Felix che alza troppo la mira mentre i biancocelesti provano ugualmente a cercare il raddoppio, prima con Zaccagni, poi con un sinistro di Gila che si alza sopra la traversa. Episodio che cambia il match al 67' quando Pavlovic stende Isaksen in campo aperto verso Maignan e Manganiello non può far altro che estrarre il rosso diretto. Baroni a questo punto inserisce Vecino per Tchaouna ridisegnando una Lazio con il 4-3-3, ma il Milan continua a premere, e serve un intervento risolutivo di Provedel che in uscita anticipa Gimenez intercettando un cross di Gabbia. Il Milan trova il pareggio a sei minuti dalla fine con un colpo di testa di Chukwueze che piazza la palla sotto la traversa, ma la squadra di Baroni reagisce riversandosi in area avversaria; al quarto minuto di recupero Maignan stende Isaksen in area: dopo la revisione al Var Manganiello indica il dischetto. Pedro va, e la piazza nell'angolo. La Lazio vince e sogna, il Milan affoga tra i fischi: la panchina di Conceicao ora è a rischio.
• La Gazzetta dello Sport titola: “Inferno Milan adesso è nono”. Continua il quotidiano sportivo: “Conceiçao va ko. Europa a rischio. Lazio da Champions. I rossoneri vanno sotto, riprendono il match in 10 ma poi decide un rigore di Pedro al 98’”.
Terza sconfitta di fila. Il Milan si è inabissato e ora è nono in classifica, scavalcato dalla Roma e appena due punti sopra l’Udinese. Addio alla Champions e forse addio all’Europa, a meno di non vincere la Coppa Italia, che rilascia un pass per l’Europa League. La sconfitta contro la Lazio è stata severa. Per l’atteggiamento aggressivo mostrato nella ripresa, e per aver raggiunto l’1-1, nonostante l’uomo in meno a causa della discutibile espulsione di Pavlovic, il Milan avrebbe meritato il pareggio. Invece ha perso per il rigore via Var al 98’. L’1-1 non avrebbe cambiato la sostanza delle cose, il nono posto sarebbe rimasto tale, ma avrebbe reso un minimo di giustizia a una squadra che, per quanto scombiccherata, nel secondo tempo ha fatto leva sull’orgoglio e ha tenuto il campo con dignità. La Lazio si riprende il quarto posto, in attesa che la Juve affronti stasera il Verona, però la seconda parte del match di ieri sera offrirà spunti di riflessione a Marco Baroni. Nella ripresa, la Lazio è stata passiva per larghi tratti e non ha capitalizzato né le ripartenze né la superiorità numerica. La Lazio è stata “salvata”, si fa per dire, dal rigore televisivo che Pedro ha trasformato.
Meglio la Lazio. “Solo per la maglia” recitava lo striscione che campeggiava nella curva Sud, vuota per protesta nel primo quarto d’ora. Neppure per la maglia, viene da aggiungere viste le insolite divise rosso-gialloverdi, indossate dal Milan, un mix tra il Babbo Natale Football Club e la Ternana, con tracce di Belgio dati i colletti neri: complimenti all’armocromista. Lazio subito dominante: Rovella per Dia in un corridoio libero, tiro respinto da Maignan. Un’azione manifesto delle fragilità e dei tremori rossoneri. Fase difensiva deficitaria e fase offensiva affidata all’iniziativa dei singoli. I rari strappi di Leao, gli estri di Reijnders. Mancava il filo conduttore, un’idea comune. Questa improvvisazione è stata e rimane la costante dell’era Conceiçao. Lazio in vantaggio nel momento in cui sembrava che per il Milan il peggio fosse alle spalle. Pavlovic in scivolata ha passato la palla a Marusic ed è partita la valanga. Da Marusic a Tchaouna, ancora Marusic per il tiro, respinta di Maignan, ribattuta a rete di Zaccagni. Reti simili le subisce una squadra senza anticorpi e in sfiducia. Scollinata la mezz’ora, Conceiçao ha individuato in Musah il colpevole e l’ha cambiato con Joao Felix. Musah, partito mediano a fianco di Fofana e poi spostato all’ala destra, aveva giocato male, a un certo punto si era perso in un labirinto di insulsi colpi di tacco, ma la sostituzione a otto minuti dall’intervallo è sembrata un’esecuzione.
Meglio il Milan. Copione rovesciato nella ripresa. Il Milan ha aggredito la Lazio e governato la partita, con punte di possesso palla oltre il 70%. La Lazio in ripartenza si è mangiata lo 0-2 con Gigot, l’uomo sbagliato nel posto e nel momento giusto. Zaccagni ci ha provato con un tiro a giro, a lato di poco. Il Milan però assediava l’area di Provedel. Baroni è passato al 4-3-3, con Vecino al posto di Tchaouna, perché tirava un brutto vento e ha preferito coprirsi. Da lì in poi c’è stato solo il Milan, inclusa la mezz’ora finale, condizionata dall’espulsione di Pavlovic: rosso diretto per un’entrata dura, che forse poteva essere punita con un giallo. Nonostante fosse in 10 contro 11, il Milan si è guadagnato l’1-1 - Chukwueze svettante di testa su cross di Leao - e con coraggio è andato a caccia del 2-1, tanto non c’era più niente da perdere. Conceiçao aveva aggiunto Jovic alla batteria di attaccanti. Reijnders centrocampista unico ha sgobbato fino allo stremo. All’ultimo clic, l’uscita di Maignan su Isaksen. Manganiello dal vivo l’ha lasciata correre, come sarebbe successo una volta. Da Lissone lo hanno spedito al video: decisione rovesciata e Pedro dal dischetto ha regalato tre punti cruciali alla Lazio. Quanto al Milan, le cause della disastrosa stagione non vanno cercate nella partita di ieri sera. Conceiçao è un falso problema. Nessuno, neppure Harry Potter, inteso come mago, oggi farebbe risalire il Diavolo fino al quarto posto. Resta accesa la lucina della Coppa Italia, vincerla lenirebbe la delusione, ma l’importante è che in sede non sbaglino l’allenatore per il 2025-26.
• Tratte dal Corriere dello Sport, alcune dichiarazioni post-gara.
Il tecnico Baroni è esaltato per la prova dei suoi: “Siamo sulla strada giusta, la Lazio ha fatto veramente bene. Ho visto personalità, gare come questa ci servono. Così possiamo diventare grandi. Pedro? Sono orgoglioso di allenarlo”.
Rovella si è inginocchiato e girato verso Provedel, neppure aveva la forza di guardare Pedro dal dischetto. La Lazio, infinita e piena di orgoglio, ha sbancato San Siro. Ha vinto due volte una partita controllata per 90 minuti, perché una forse non bastava e bisognava soffrire un altro po’. Sarebbe stata una beffa pareggiare. Numeri da urlo, come i tiri in porta, 21 di cui 8 nello specchio. Una valanga di occasioni. Baroni si è esaltato per la capacità di reazione e la personalità dei suoi giocatori. "La squadra ha fatto veramente bene. Ci servono queste partite per alzare il livello. Ho visto tanta personalità. Abbiamo tirato 21 volte e commesso solo 5 falli. Siamo puliti. Dobbiamo crescere nella consapevolezza. Sono contento, è una vittoria meritata".
Livello. Era la notte in cui bisognava misurare lo spessore della Lazio. Si diventa grandi sfidando le grandi. Unico difetto: non approfittare del Milan in dieci per raddoppiare. "La squadra ha lottato su ogni pallone. L’errore è stato commesso quando i rossoneri sono rimasti in 10, abbiamo pensato di conservare ma non dobbiamo mai pensarci, anche se avevamo speso tanto e le sostituzioni di Marusic e Gigot erano state forzate. Non abbiamo la struttura per conservare, dobbiamo giocare pallone su pallone. Vecino rientrava dopo tanto tempo. Nella prestazione del Milan c’è stata tanta Lazio, li abbiamo messi in difficoltà". Il percorso di crescita prosegue. Era l’argomento di cui Baroni aveva parlato venerdì a Formello. "Siamo una bella squadra, facciamo un bel calcio, abbiamo margini di miglioramento, dobbiamo lavorare per diventare grandi. Siamo sulla strada giusta. Quando parlo di crescita, mi riferisco alla gestione della partita. Nel primo tempo dovevamo fare più di un gol perché abbiamo avuto tante occasioni, ma la squadra non deve pensare. Se siamo propositivi, arrivano i risultati. La Champions? La corsa più bella è su di noi, non guardo le antagoniste".
Crescita. Il destino della Lazio dipenderà dalla vena degli attaccanti. Si avverte l’assenza del Taty. Isaksen, invece, continua a lievitare. "Gustav ha potenzialità incredibili, doveva solo tirarle fuori con serenità e convinzione. Sta crescendo nella testa e sta diventando determinante. Gli attaccanti si vedono nei gol e negli assist. Vale anche per Zaccagni". Standing ovation per Pedro, il campione del mondo. "Sono orgoglioso di allenarlo. È immenso, parlo dell’uomo, il calciatore lo conoscono tutti. Ce lo teniamo stretto. Ci aiuta tanto e ci aiuta a crescere. Quando si calcia un rigore, si sa che si può anche sbagliare. Era giusto che Pedro prendesse quel pallone e tirasse quel rigore. È straordinario quando gioca, quando si allena, quando non gioca. In allenamento non sbaglia mai, ma lui stesso dice che i rigori non si devono sbagliare in uno stadio importante di fronte alla gente. Sapevamo che non avrebbe sbagliato". Ora sotto con l’Europa League, Baroni è convinto di poter recuperare Marusic. "Ha subìto un colpo importante al ginocchio, ma credo sia solo una contusione".
In un altro articolo, le parole di Pedro. Il grande messaggio d’amore del campione spagnolo “Lazio, che gioia. Voglio rinnovare”. Pedro: “Parlerò con la società vediamo che intenzioni hanno. Non sarò mai un problema”. Isaksen: “Felice per la vittoria”. Provedel: “Colpo che ci voleva”.
Ghiaccio nel suo sguardo di lama, ghiaccio nelle sue vene. C’era tutto negli occhi di Pedro. Suspense, attesa, ma tanta quiete, nessun terrore. Era e resta immenso questo leggendario ragazzo di 37 anni. Il gol su rigore al 97’, a San Siro, davanti a Maignan, sull’1-1, con la Juve al quarto posto, resterà inciso. È stata una sequenza da Hitchcock. Chiunque avrebbe battuto con i brividi addosso, non Pedrito. Sembra un po’ il vecchio nostromo che ha affrontato le maree e navigato nella tempesta, che ha cavalcato ogni onda e ha spesso salvato il suo equipaggio: "Era difficile calciare il rigore, all’ultima giocata. Avevo fiducia, volevo tirarlo. È andata bene, la vittoria è meritata. Prestazione bellissima, siamo molto contenti. Successo pesante, ci dà molta forza, fiducia, può dare tanto anche per le partite con Plzen e Udinese. Speriamo in altre due belle gare per andare avanti". Dieci gol stagionali, 6 in campionato (solo nel 2021-22 ha fatto meglio con 9), 4 in Europa. Il gol di Pedrito (al 97’ e 09 secondi) è il secondo “fuori ora” segnato dalla Lazio nelle ultime 20 stagioni di Serie A (dal 2005-06) dopo la rete di Caicedo contro il Cagliari, il 16 dicembre 2019, arrivato al minuto 97 e 28 secondi.
Pedrito s’è complimentato con Isaksen, il rigore l’ha preso lui: "Isaksen si è sbloccato, ha preso fiducia nell’uno contro uno, nel calciare in porta, nel trovare spazio tra le linee, nell’andare in verticale. Ho parlato con lui, non deve abbassare il livello". Ha scosso la squadra: "Dobbiamo migliorare altrimenti lasciamo punti per strada. Abbiamo sprecato occasioni in tante partite, stavolta è andata bene. In Europa è sempre difficile, dovremo giocare fuori la prima, servirà un’altra prestazione così. Il Plzen non sembra ma è una squadra difficile da battere". Sul rinnovo mai ha aperto così tanto, vuole restare, palla a Lotito: "Dobbiamo parlare, vedremo cosa vorrà fare la società. Sono tranquillo, sto bene qui, sanno che voglia ho di restare nella Lazio. Vedremo se troveremo l’accordo. Voglio stare qui per lavorare, per essere una soluzione, non un problema. Vedremo se vogliono continuare con me con questo ruolo. Io posso restare. Sono felice con società, tifosi, compagni. È questo che conta di più". Un messaggio d’amore. Il ritorno in Spagna, a Tenerife, mai stato così lontano. Ad un giornalista spagnolo, che gli ha chiesto della possibilità, ieri non ha dato speranze.
Isaksen e Provedel. Sul podio Isaksen, scatenato anche a San Siro: "Siamo tornati dove dobbiamo essere, al quarto posto. È stata una bella serata, sono troppo felice di aver preso tre punti a Milano. Era troppo importante per noi. Non abbiamo fatto abbastanza quando erano rimasti in dieci, abbiamo perso tempo e loro hanno fatto bene. Il Milan ha giocatori fortissimi e quindi diventa difficile. Sono felice per il gol di Pedro, ma non sono felice del gol dell’1-1". Provedel, tornato titolare all’improvviso, di ieri mattina la comunicazione di Baroni, s’è dannato per il gol del Milan: "Ci voleva la partita perfetta. A San Siro è veramente tosta, peccato aver concesso quel gol, un po’ mi fa rosicare, per fortuna ce l’abbiamo fatta. Emotivamente sono stanco. Ci voleva una vittoria importante per darci l’entusiasmo che facevamo fatica a ritrovare".
► Per questa partita il tecnico biancoceleste Marco Baroni ha convocato i seguenti calciatori:
• La classifica dopo la XXVII giornata del campionato di Serie A:
| Classifica | Punti | GG | V | N | P | GF | GS | DR | Punti C | VC | NC | PC | Punti F | VF | NF | PF |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Inter | 58 | 27 | 17 | 7 | 3 | 60 | 25 | 35 | 30 | 9 | 3 | 1 | 28 | 8 | 4 | 2 |
| Napoli | 57 | 27 | 17 | 6 | 4 | 43 | 22 | 21 | 29 | 9 | 2 | 2 | 28 | 8 | 4 | 2 |
| Atalanta | 55 | 27 | 16 | 7 | 4 | 59 | 26 | 33 | 25 | 7 | 4 | 2 | 30 | 9 | 3 | 2 |
| Juventus | 52 | 27 | 13 | 13 | 1 | 45 | 21 | 24 | 28 | 7 | 7 | 0 | 24 | 6 | 6 | 1 |
| Lazio |
50 | 27 | 15 | 5 | 7 | 49 | 35 | 14 | 25 | 7 | 4 | 2 | 25 | 8 | 1 | 5 |
| Bologna | 47 | 27 | 12 | 11 | 4 | 42 | 33 | 9 | 29 | 8 | 5 | 1 | 18 | 4 | 6 | 3 |
| Fiorentina | 45 | 27 | 13 | 6 | 8 | 42 | 28 | 14 | 27 | 8 | 3 | 3 | 18 | 5 | 3 | 5 |
| Roma | 43 | 27 | 12 | 7 | 8 | 42 | 30 | 12 | 28 | 9 | 1 | 4 | 15 | 3 | 6 | 4 |
| Milan | 41 | 27 | 11 | 8 | 8 | 39 | 30 | 9 | 24 | 6 | 6 | 2 | 17 | 5 | 2 | 6 |
| Udinese | 39 | 27 | 11 | 6 | 10 | 34 | 37 | -3 | 23 | 7 | 2 | 5 | 16 | 4 | 4 | 5 |
| Torino | 34 | 27 | 8 | 10 | 9 | 31 | 32 | -1 | 17 | 4 | 5 | 4 | 17 | 4 | 5 | 5 |
| Genoa | 31 | 27 | 7 | 10 | 10 | 25 | 35 | -10 | 16 | 3 | 7 | 4 | 15 | 4 | 3 | 6 |
| Como | 28 | 27 | 7 | 7 | 13 | 33 | 43 | -10 | 18 | 5 | 3 | 5 | 10 | 2 | 4 | 8 |
| Verona | 26 | 27 | 8 | 2 | 17 | 27 | 56 | -29 | 13 | 4 | 1 | 8 | 13 | 4 | 1 | 9 |
| Cagliari | 25 | 27 | 6 | 7 | 14 | 27 | 42 | -15 | 15 | 4 | 3 | 7 | 10 | 2 | 4 | 7 |
| Lecce | 25 | 27 | 6 | 7 | 14 | 18 | 43 | -25 | 14 | 3 | 5 | 5 | 11 | 3 | 2 | 9 |
| Parma | 23 | 27 | 5 | 8 | 14 | 32 | 46 | -14 | 15 | 4 | 3 | 7 | 8 | 1 | 5 | 7 |
| Empoli | 22 | 27 | 4 | 10 | 13 | 23 | 44 | -21 | 8 | 1 | 5 | 7 | 14 | 3 | 5 | 6 |
| Venezia | 18 | 27 | 3 | 9 | 15 | 22 | 41 | -19 | 13 | 3 | 4 | 6 | 5 | 0 | 5 | 9 |
| Monza | 14 | 27 | 2 | 8 | 17 | 21 | 45 | -24 | 7 | 1 | 4 | 9 | 7 | 1 | 4 | 8 |
| << Turno precedente | Turno successivo >> | ► Torna alla Stagione | ▲ Torna ad inizio pagina |




