Domenica 8 febbraio 2026 - Torino, Allianz Stadium - Juventus-Lazio 2-2

Da LazioWiki.

Stagione

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24 gennaio 2026 – Torino, Allianz Stadium - Campionato di Serie A, XXIV giornata - inizio ore 20:45

JUVENTUS: Di Gregorio, Kalulu, Bremer, Koopmeiners (76' Kelly), Cabal (46' Zhegrova), Locatelli (83' Miretti), Thuram, Cambiaso (76' Boga), McKennie (83' Openda), Yildiz, David. A disposizione: Perin, Pinsoglio, Holm, Gatti, Conceicao, Adzic, Kostic. Allenatore: Spalletti.

LAZIO: Provedel, Marusic, Gila (77' Romagnoli), Provstgaard (83' Patric), Nuno Tavares, Basic (46' Dele-Bashiru), Cataldi, Taylor, Isaksen (64' Cancellieri), Maldini, Pedro (64' Noslin). A disposizione: Motta, Furlanetto, Rovella, Dia, Ratkov, Belahyane, Hysaj, Przyborek. Allenatore: Sarri.

Arbitro: Sig. Guida (Torre Annunziata) - Assistenti: Sigg. Peretti e Bindoni - Quarto uomo: Sig. Marchetti - V.A.R.: Sig. Mazzoleni - A.V.A.R.: Sig. Maresca.

Marcatori: 45'+2' Pedro, 47' Isaksen, 59' Mckennie, 90'+6' Kalulu.

Note: ammoniti 33' Taylor, 81' Romagnoli . Angoli 8 a 1. Recuperi: 4' p.t., 9' s.t.

Spettatori: 41.405.


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I calciatori convocati per la partita odierna

Le dichiarazioni dei protagonisti

La classifica dopo la XXIV giornata di campionato

• Il Corriere dello Sport titola: “Lucio-Sarri è sempre uno show”. Continua il quotidiano sportivo romano: “Pedro e Isaksen in gol e Lazio sul 2-0. Poi McKennie e al 96’ Kalulu: pari Juve. Gli ospiti giocano, segnano e assaporano il colpo allo Stadium, ma all’ultimo assalto i bianconeri trovano la rete”.

Non è mai finita la Juve, anche quando sembra finita. Ultimo assalto, cross di Boga e colpo di testa di Kalulu, lasciato solo da Romagnoli e Tavares. Il fortino di Provedel è crollato al minuto 96. Doppia rimonta. Spalletti, di forza e di nervi, ha evitato il suo primo ko allo Stadium. Sarebbe stata una sconfitta bruciante e forse meritata. Un cuore grande così non è bastato alla Lazio. [[Sarri Maurizio|Sarri] è rimasto di sale. Lo hanno tradito gli infortuni, si è sgretolata la difesa nel momento decisivo. Si sono fatti male Gila e Provstgaard, due giganti, nell’ultimo quarto d’ora. Sino a quel momento avevano respinto, insieme al portiere friulano, quasi tutti gli assalti. Ha fatto festa anche Vlahovic, il vero 9 che manca a Lucio. La Juve ha chiuso con 34 tiri, di cui 20 in area, senza dare un’equivalente sensazione di pericolosità. I rimpianti di Mau sono legati alle occasioni fallite (ben tre) per chiuderla in contropiede. Pesantissimo l’errore di Noslin: ha avuto il pallone facile del 3-1 quasi al novantesimo e lo ha scaraventato in curva. Doveva e poteva essere la sentenza, invece è finita con il pareggio agguantato da Kalulu, l’altro jolly bianconero. Il solito McKennie l’aveva riaperta.

Poco ritmo. La Juve è apparsa subito svuotata, senza la stessa intensità di Bergamo. Manovra lenta. Lampi intermittenti, quando Thuram alzava il gas e tentava la penetrazione o Yildiz cercava l’uno contro uno. Mancavano gli slalom di Conceiçao. Cambiaso, al suo posto, non ha lo stesso scatto letale. Sul versante opposto, invece, Cabal soffriva lo spunto di Isaksen. La Lazio si era chiusa dietro, stava facendo la partita giusta, l’unica possibile, raccolta e ordinata. [[Sarri Maurizio|Sarri] è un maestro della difesa e lo stava dimostrando allo Stadium, limitando i rischi. Un gol annullato a Koopmeiners per il fuorigioco attivo di Thuram: 11 tiri per la Juve, di cui solo 2 nello specchio. Provedel si è superato sul colpo di testa di Bremer. David, invece, ha alzato la mira, fallendo un’occasione facile.

Doppietta. Neppure Daniel Maldini è un 9 classico ma [[Sarri Maurizio|Sarri], in assenza di Zaccagni, lo ha tenuto come riferimento avanzato. Il figlio di Paolo lo ha ripagato strappando il pallone dai piedi di Locatelli per mandare in porta Pedro a un soffio dall’intervallo. Un erroraccio del play della Juve. Una volpe il vecchio spagnolo, complice la deviazione di Bremer. Spalletti è corso ai ripari. Fuori Cabal, dentro Zhegrova, Cambiaso terzino ma il cambio non ha pagato, anzi. L’azzurro bruciato dallo scatto di Isaksen. Un raggio laser di Cataldi, altrettanto fenomenale il destro in corsa del danese con palla all’incrocio.

Kalulu e rimpianti. La Lazio aveva perso Basic (un altro stiramento) ma non lo spirito, anche se il piede di Dele-Bashiru si è accartocciato sul possibile 3-0. La Juve si era rovesciata in avanti e alzava la palla. Ha ragione Spalletti. McKennie è un vero centravanti e lo ha dimostrato appoggiando di testa il cross dolcissimo di Cambiaso: palo e gol nella stessa azione in cui Provedel si era disteso su Zhegrova. Partita riaperta. [[Sarri Maurizio|Sarri], per alleggerire la pressione, si è giocato le carte di Noslin e Cancellieri, ma Taylor lo ha tradito. Un rigore fallito in movimento. Subito dopo, a porta vuota, Tavares in scivolata ha evitato il pareggio di Bremer. Le ultime mosse di Spalletti: dentro Boga e Kelly, poi Openda e Miretti. [[Sarri Maurizio|Sarri], invece, è stato costretto Gila e Provstgaard, finiti ko. Dentro Romagnoli e Patric. Sarebbe bastato Noslin. Kalulu, invece, non si è fatto scappare l’attimo fuggente.


Il Messaggero titola: “Lazio grande illusione. Impresa solo sfiorata”. Continua il quotidiano romano: “Un gol di Kalulu regala il pari alla Juventus nei secondi finali. Non bastano le reti di Pedro e Isaksen e una ripresa col cuore. I biancocelesti sprecano più volte il tris dopo il 2-1 di McKennie. Una distrazione in pieno recupero permette a Spalletti di restare a più tre sulla Roma e tenere il quarto posto”.

La Juve gioca al gatto col topo, ma è vittima del suo narcisismo e si salva solo sul gong grazie a un colpo di testa di Kalulu. I biancocelesti resistono e volano con due battiti d'ali allo Stadium, ma alla fine non bastano Pedro e Isaksen perché, dopo la rete di McKennie, i subentrati Dele-Bashiru e Noslin si divorano le clamorose chance per chiudere l'incontro. Questo è il grande rimpianto, anche per riacciuffare l'Europa attraverso il campionato. È lontana dall'ottavo posto, ma ora l'ultima speranza è in uno spirito ritrovato.

La beffa. Sembra soddisfatto anche Lotito, presente a Torino, quasi un anno dopo (25 febbraio) l'ultima trasferta al fianco della Lazio in Coppa Italia contro l'Inter a San Siro (2-0). [[Sarri Maurizio|Sarri] si affida alla stessa formazione vincente col Genoa all'Olimpico. Manca solo Luca Pellegrini (squalificato), gioca Nuno Tavares al suo posto. Al centro della difesa ancora Gila-Provstgaard, Romagnoli parte dalla panchina dopo l'affare sfumato con l'Al-Sadd sul gong. Spalletti punta su un 4-2-3-1 abbastanza fluido, ma Cambiaso resta sulla linea di Mckennie e Yildiz alle spalle di David in attacco. La Juve alza subito il baricentro e prova a velocizzare il gioco. La Lazio si rintana nelle verticalizzazioni perché soffre il pressing bianconero. Il primo acuto è un rasoterra innocuo di Cambiaso, ma poi Provedel è costretto al miracolo su una capocciata ravvicinata di Bremer, dopo un cross delizioso di Kalulu. I biancocelesti sembrano spaventati e vengono schiacciati all'angolo. Maldini continua ad essere troppo timido. Isaksen è pimpante, ma si perde sempre sul più bello. Gila rischia il rigore su Cabal ma, sugli sviluppi della stessa azione, Koopmeiners fa 1-0: vantaggio annullato per un fuorigioco (netto) di Thuram, che alza la gamba sulla traiettoria del tiro. [[Sarri Maurizio|Sarri] è agitato, la Lazio in affanno e continua a sbagliare tanto (vedi Taylor in appoggio). Koopmeiners sfiora un'altra rete con un mancino al volo, Bremer svetta in cielo ma non trova il bersaglio. La prima conclusione biancoceleste è un destro sbilenco di [[Bašić Toma|Basic], che sente poi tirare la coscia, ma stringe i denti almeno sino all'intervallo. Kalulu continua a offrire traversoni prelibati, David si divora un altro centro. La beffa è dietro l'angolo. La colpa è di Locatelli, che si addormenta e si fa soffiare la palla da Maldini nel recupero di fine primo tempo: Pedro sfrutta una deviazione di Bremer e trafigge Di Gregorio. Il primo timbro in carriera alla Juventus dello spagnolo è anche il terzo più "vecchio" (dopo quelli di Modric e Vardy) del nostro campionato.

La prodezza. La ripresa si apre con le sostituzioni di Cabal (dentro Zhegrova) e [[Bašić Toma|Basic] (al suo posto Dele-Bashiru), ma il vantaggio insperato dà un'incredibile iniezione di fiducia alla Lazio. Meraviglioso l'arcobaleno di Cataldi, che spiana la strada al siluro sotto la traversa di Isaksen, con la complicità di Di Gregorio. Ancora una firma d'autore per il danese dopo quelle di Napoli e Bergamo. Provedel sventa la prima reazione di Yildiz, ma la Juve pecca d'eccessivo narcisismo. I biancocelesti hanno invece tutto un altro piglio. Sull'assist perfetto di Tavares, Dele-Bashiru cicca la palla e si mangia il 3-0. I bianconeri insistono, Provedel neutralizza Zhegrova, ma non può nulla sulla testata di McKennie, che bacia il palo. Lo statunitense e Locatelli sfiorano il pareggio, [[Sarri Maurizio|Sarri] corre ai ripari sugli esterni con un doppio cambio: entrano Cancellieri e Noslin, fuori Isaksen e Pedro. La Lazio respira e sfrutta i contropiedi, ma un piattone di Taylor non centra lo specchio. Strepitoso il salvataggio di Tavares in tackle su Bremer, a Provedel battuto. Provstgaard mura una semirovesciata di Locatelli, Gila chiede il cambio per un sospetto stiramento. Entra Romagnoli, ma è ancora Provedel a tenere in piedi il risultato: vola su una bomba al volo di Yildiz diretta all'angolino. Sull'ennesima discesa di Kalulu, MacKennie segna di tacco, ma è ancora in fuorigioco. Crampi per Provstgaard, nel finale c'è anche il rientro di Patric, all'esordio nel nuovo anno dopo l'infortunio. [[Sarri Maurizio|Sarri] è furioso perché la Lazio non chiude l'incontro all'86': Dele-Bashiru è solo in area ma decide di servire Noslin, che calcia in Curva Nord. Una follia pagata a caro prezzo al 96': cross del subentrato Boga, Kalulu svetta e non lascia scampo. Svaniscono i sogni d'impresa della Lazio.


Il Tempo titola: “Impresa sfiorata”. Continua il quotidiano romano: “Ottima prova della squadra di [[Sarri Maurizio|Sarri] che conquista un punto su un campo difficile. Lazio avanti con Pedro e Isaksen poi la rimonta della Juve. McKennie e Kalulu al 96’ regalano il pareggio a Spalletti”.

Finisce 2-2 con tanti rimpianti per la Lazio. La Juve va sotto di due gol, segnano Pedro e Isaksen poi risale la corrente con McKennie e Kalulu al sesto minuto di recupero. [[Sarri Maurizio|Sarri] beffato ma la sua squadra regge il confronto e gioca una partita straordinaria per dedizione e cuore. Troppe occasioni fallite per chiudere il conto, troppi contropiedi sbagliati e così non arriva una vittoria a lungo accarezzata. Sotto gli occhi di Lotito che si è presentato allo Stadium per vedere per la prima volta dall'inizio della stagione la sua creatura in azione, la Lazio prende un punto che conta poco per la classifica ma dà morale per la gara di mercoledì in Coppa Italia: in palio la semifinale. Spalletti rischia di essere agganciato stasera dalla Roma al quarto posto: la Juve rischia troppo e solo nel recupero agguanta il pari. Spalletti recupera Yildiz, lascia in panchina Conceição, ricicla Koopmeiners da centrale difensivo e si affida in avanti a David, più puntuale in zona gol nell'ultimo mese.

[[Sarri Maurizio|Sarri] sceglie la miglior Lazio possibile. A sinistra c'è Tavares in difesa e Pedro in attacco mentre a centrocampo gioca il terzetto dei reduci [[Bašić Toma|Basic]-Cataldi-Taylor dopo la partenza di Guendouzi e Vecino e i problemi fisici di Rovella che durano da inizio stagione. Si parte e Juve all'assalto, Lazio rintanata con la speranza di trovare la giocata in ripartenza. Bremer impegna Provedel di testa, Koopmeiners trova il gol nel cuore di un primo tempo a tinte bianconere ma l'arbitro Guida annulla per fuorigioco di Thuram. Al tramonto della frazione si fa male [[Bašić Toma|Basic], [[Sarri Maurizio|Sarri] gli dice di rimanere in campo per non sprecare uno slot delle sostituzioni e, poco dopo, quando il gol della Juve sembra nell'aria, arriva il vantaggio laziale. Locatelli perde un pallone sanguinoso sul pressing di Maldini, assist a Pedro e lo spagnolo fa secco Di Gregorio anche con l'aiuto della deviazione di Bremer. Si va al riposo sullo 0-1, Lazio premiata oltre i propri meriti.

Dopo l'intervallo subito Dele-Bashiru per [[Bašić Toma|Basic] (ennesimo problema muscolare) e Zhegrova per Cabal, la Juve torna con la difesa a tre. Pochi secondi e Cataldi inventa un lancio perfetto per Isaksen: il danese scatta sul filo del fuorigioco, supera Cambiaso e infila di Gregorio con un destro chirurgico. Raddoppio Lazio, Juve colpita ma non affondata da Dele-Bashiru che fallisce una clamorosa occasione. Anche perché McKennie accorcia le distanze di testa al 59'. [[Sarri Maurizio|Sarri] capisce la sofferenza dei suoi e inserisce Cancellieri e Noslin al posto dei due marcatori laziali e poi dentro anche Romagnoli (il numero tredici biancoceleste prende subito un giallo che gli costa la squalifica per la prossima contro l'Atalanta). Spalletti risponde con Boga, Miretti, Openda e Kelly per l'assalto finale. Provedel respinge il destro di Yildiz, dentro anche Patric per Provstgaard. Sei minuti di recupero: Boga crossa e Kalulu pareggia per la Juventus. Peccato.


La Gazzetta dello Sport titola: “Juve stoppata. Rimonta ma frena”. Continua il quotidiano sportivo: “McKennie-Kalulu salvano Spalletti. La Lazio scappa pareggio al 96’, Pedro e Isaksen in contropiede fanno volare [[Sarri Maurizio|Sarri] sul 2-0. L’americano suona la carica poi il 2-2 del difensore francese. I bianconeri ora sono a +3 sulla Roma”.

Il finale con il botto serve per evitare il pieno di malumore, ma non cambia il giudizio su una Juventus con le idee annebbiate e il motore ingolfato per gran parte del duello: non era mai accaduto che i bianconeri a firma Luciano Spalletti non si rialzassero dopo un passo falso, è accaduto davanti a una Lazio due volte in fuga e a un niente dal servire il colpo di grazia nelle praterie di casa. Il finale con il botto è tutto dentro lo stacco di testa vincente di Kalulu quando l’orologio segna il sesto minuto di recupero e quando la serata era, ormai, scivolata di mano: Pedro e Isaksen avevano spostato il confine di Maurizio [[Sarri Maurizio|Sarri] là dove era impensabile spingersi, McKennie aveva avuto l’energia per riaprire il discorso e tenere in vita i bianconeri fino all’arrivo di Kalulu. Il dopo ko di Bergamo non è, così, come il post ko di Napoli o quello di Cagliari: nelle prime due occasioni, ecco la Juventus migliore, nella terza no. I numeri ci raccontano di una lunga, lunghissima serie di tiri verso i guantoni di Provedel: gli stessi confezionati il pomeriggio del pareggio beffa con il Lecce, ma, contro i salentini, ogni conclusione era stata figlia di qualcosa di bello, utile, prezioso, pensato, ieri non è stata proprio la stessa cosa. E, a giochi fermi, la Lazio non può che tapparsi gli occhi davanti a quanto sprecato perché Taylor ha avuto l’invito migliore per rimettere due gol di differenza nella sfida e Noslin ha regalato alla curva il pallone che, la sfida, poteva chiudere.

Pensieri spuntati. A metà dell’opera accade qualcosa di imprevisto: Lazio avanti con il primo, vero, affondo. Il vantaggio dei ragazzi di [[Sarri Maurizio|Sarri] arriva, però, da lontano: la Juventus si mostra leggera, spuntata, un po’ in confusione e, così, nasce una partita che non ti aspetti. Leggero, spuntato, un po’ in confusione è Locatelli quando non sa cosa farsene del pallone e se lo fa soffiare dal vivace Maldini: Pedro chiama l’assist, il piede di Bremer completa la frittata e Di Gregorio è battuto. I bianconeri non possono contare sull’energia di Conceiçao, acciaccato e in panchina, e pagano l’assenza di Kelly, acciaccato e in panchina come il collega portoghese, perché, là dietro, è come se venisse a mancare l’alchimia dei tempi migliori: il difensore inglese, oggi, è un elemento (quasi) indispensabile e, come tale, se viene meno, saltano certezze e convinzioni collaudate. Il problema, però, non è nel dover allontanare i pericoli ospiti visto che la Lazio pensa bene di tenersi alla larga dall’area di casa: ciò che non funziona è il modo in cui Yildiz e soci interpretano la fase dove serve velocità di pensiero per dare un po’ di fastidio a chi ti aspetta. La Juventus si muove come una macchina stanca: chi porta palla se la trascina, chi dovrebbe offrire una sponda si nasconde.

Freno a mano tirato. A metà dell’opera, la Lazio raccoglie ciò che non ha seminato lungo una prima parte senza effetti speciali, ma, comunque, con il copione saldamente tra le mani dei bianconeri: se Bremer è il miglior attaccante di Spalletti qualcosa non va, qualcosa sul mercato non è andata. A inizio ripresa, Isaksen la mette sotto la traversa e sullo Stadium cala il gelo: Cambiaso è il bersaglio, Yildiz l’unico che si danna l’anima in cerca di felicità e, per dirla alla Spalletti, se in scena entra la banalità, la strada si complica e la notte che avrebbe dovuto dare un senso profondo alla firma sul rinnovo del contratto di Kenan non decolla. McKennie non tradisce, il finale se lo prende Kalulu, lasciato libero di colpire, ma il giudizio non cambia: la nuova Juventus ha fatto fatica a fare il suo calcio. Il peso di un pareggio che suon come una frenata lo dà lo stato dell’arte di chi hai di fronte: la Lazio è un po’ così, stagione difficile, ambiente in fibrillazione, giocatori da scoprire o rigenerare. [[Sarri Maurizio|Sarri], ultimo tecnico a vincere lo scudetto da queste parti, vorrebbe sognare e far sognare una piazza, quella laziale, che ama, ma non ha gli strumenti per farlo, non nell’immediato: eppure, [[Sarri Maurizio|Sarri], ha sognato fino al sesto minuto di recupero, fino a quando i suoi ragazzi sono rimasti in piedi provando l’impossibile. La Juventus dopo la sconfitta di Napoli si è presa il bottino di Bologna dando prova di superiorità in ogni angolo del campo e dopo essere caduta a Cagliari si è rialzata andando oltre il Benfica e lo stesso Napoli: l’eliminazione in Coppa Italia a Bergamo non si è tradotta nella stessa reazione. Questa sera, la Roma può saltare addosso ai bianconeri e il Napoli è di nuovo a più tre: questa Juventus non sa essere banale.


• Tratte dal Corriere dello Sport, alcune dichiarazioni post-gara.

[[Sarri Maurizio|Sarri] elogia tutti: “La Lazio non molla mai. Ho ragazzi difficilmente distruttibili. Le diatribe club-tifosi sarebbe bello finissero”. Il tecnico: “Più del gol di Kalulu mi pesano due errori nostri”.

Sembrava un sogno, perché sì, può sognare anche questa Lazio e invece s’è trasformata in una beffa, materializzata dal colpo di testa di Kalulu al minuto 96. L’errore di Noslin, il ko di Gila, i crampi di Provstgaard. La Lazio si è sgretolata quando sembrava fatta o quasi, mancando l’impresa allo Stadium. [[Sarri Maurizio|Sarri] non si era illuso, conosce benissimo il calcio. "Sul 2-0 non ho avuto la sensazione che fosse fatta, perché la Juve stava attaccando con vigore. Il mio rimpianto non è il pareggio subìto nel recupero, ma non aver capitalizzato due palloni, a dieci e poi a cinque minuti dalla fine, per andare sul 3-1. Le occasioni fallite per chiuderla mi pesano più del colpo di testa di Kalulu". Mau ha apprezzato lo spirito della Lazio, raccolta e ordinata nella fase difensiva, pungente ogni volta in cui dopo l’intervallo è riuscita a ripartire. "Quando fai un punto in questo stadio è sempre un risultato positivo. Un po’ di rammarico ci rimane, quello che mi porto a casa è la consapevolezza che questi ragazzi sono difficilmente distruttibili. Stanno reagendo, non hanno mai piegato la testa di fronte alle difficoltà. Dal punto di vista morale, mi danno grande soddisfazione. C’è un clima positivo, si allenano bene, con entusiasmo e passione. Chiaro che giocare con l'Olimpico vuoto è una sensazione bruttissima. Piacerebbe a tutti noi che certe diatribe tra la società e il popolo laziale finissero, perché noi ne abbiamo bisogno. L'impressione che c'è dall'esterno non corrisponde al momento mentale del gruppo squadra".

Cambi. [[Sarri Maurizio|Sarri], in apertura di conferenza stampa, ha ricordato Michele Haimovici, scomparso prematuramente due giorni fa, ufficio stampa dell’Aiac, suo collaboratore ai tempi di Empoli. "Siamo stati insieme due anni, il rapporto è sempre rimasto. È venuto a mancare in un’età in cui nessuno dovrebbe andarsene. Mi dispiace per lui e per la sua famiglia". La Lazio si è unita alle condoglianze di Mau, chiamato poi a tornare sui temi della partita. "Il morale della squadra lo avete visto sul campo, da sette-otto mesi questi ragazzi lavorano dentro difficoltà di varia natura, non hanno mai mollato. Ci possono dire che siamo scarsi, non senza temperamento. Prestazione tosta, di sofferenza, ci poteva stare il 2-2, mi dispiace per quelle tre palle gol. Sono orgoglioso dei miei giocatori, ne ho visti pochi sotto livello". L’altro rimpianto è legato ai cambi. "La Juve metteva palla in mezzo, Tavares aveva qualche fastidio, ho pensato di mettere Romagnoli e spostare Provstgaard terzino, ma non è stato possibile. Il danese ha fatto una grande prestazione, ha pagato il fatto di non essere abituato a giocare. Gila ha sofferto il campo duro. L’infortunio di [[Bašić Toma|Basic] potrebbe essere il più problematico. Anche Nuno è andato bene, ha risposto da terzino vero e affidabile".

Prospettive. Ora la Coppa Italia. Mau ha messo le mani avanti. "Ci proviamo, ma questa storia non la capisco, sembra siano rimaste la Lazio e altre sette squadre di Serie B, ma non è così. Siamo ai quarti e giochiamo fuori casa con il Bologna. È un’opportunità. Vediamo un passo alla volta". L’obiettivo sarebbe un ponte verso il futuro. "Rendersi conto a fine campionato che con un paio di ritocchi questa squadra può diventare competitiva sarebbe un successo. Vediamo. Per ora il successo morale me lo sta dando questo gruppo".


In un altro articolo, le parole dei calciatori, particolare Provstgaard: “Una Lazio da applausi. Ora pronti per sfidare il Bologna. “Da vero gigante” titola il quotidiano romano, ha giocato a sorpresa al posto di Romagnoli, si è fatto trovare prontissimo. Per il danese solo crampi. Gila e [[Bašić Toma|Basic] ko muscolari.

Ha avuto tre match point possibili, ma non ne ha sfruttato nemmeno uno. Così, alla fine, la Lazio se ne va da Torino, destinazione Coverciano (dove si terrà il mini-ritiro pre-Bologna), con un solo punto in più in classifica e tante buone sensazioni.

Provstgaard. Una di queste è legata alla prova generale difensiva, macchiata solo dai due infortuni di Gila e Provstgaard che hanno costretto a chiudere la gara con una coppia di centrali differente rispetto a quella di partenza: "Mi sento bene, non ci sono problemi fisici. In quel momento sentivo crampi a tutti e due i flessori ma ora sto bene", ha rassicurato il danese al termine della gara. Una buona notizia in vista di Bologna, una partita a cui la Lazio arriva con un po’ di delusione ma anche tanta consapevolezza: "Quando si prende un gol negli ultimi due minuti la sensazione è brutta, ma dobbiamo stare attenti nel giudizio perché è un risultato importantissimo. Abbiamo fatto una grande partita". E lui è stato un protagonista: "Sapevo che sarebbe stata una sfida dura e difficile, ovviamente nella mia testa c’era un po’ di pressione, ma avevo la sensazione che potesse essere la mia partita e volevo fare una grande prestazione per me e per la squadra. Siamo un gruppo molto forte quando lottiamo tutti insieme come abbiamo fatto. Adesso dobbiamo pensare subito ad allenarci per prepararci per il Bologna e fare un’altra grande performance".

Patric. Al suo posto è entrato Patric nei 7 minuti finali, facendo il suo esordio in questo 2026. Purtroppo per lui non è riuscito a evitare che la Juventus trovasse il gol del pareggio: "C’è rammarico, mancavano pochi secondi e dopo lo sforzo che avevamo fatto è un peccato prendere gol. Ma ci sono tanti aspetti positivi da cui ripartire. Quindi è giusto ripensare a quanto accaduto nel finale, ma anche prendere le cose positive perché tra poco abbiamo una partita fondamentale per la nostra stagione". Una gara che, a seconda delle condizioni dei difensori di [[Sarri Maurizio|Sarri], potrebbe vederlo ancora protagonista: "Nel caso mi farò trovare pronto. Anche se sono entrato in campo senza riscaldamento e dopo due soli allenamenti in gruppo. Questo ed altro per la Lazio". Il veterano (è in biancoceleste dal 2015) ha lodato poi l’inserimento dei nuovi: "Essendo rientrato da poco in gruppo ho avuto poche occasioni per parlarci, se non nei momenti pre-allenamento negli spogliatoi. La prestazione però dice che sono ragazzi di qualità, disposti a soffrire, a lottare con maturità su un campo difficile e contro una grande squadra. Si sono fatti trovare subito pronti e non è banale, per i giovani è difficile". Per Gila e Basic ko muscolari, rischiano Bologna.




La formazione biancoceleste:

La formazione iniziale biancoceleste in grafica



► Per questa partita il tecnico biancoceleste Maurizio Sarri ha convocato i seguenti calciatori:

I convocati in grafica



Dal sito http://www.legaseriea.it/it/serie-a/
Dal sito http://www.legaseriea.it/it/serie-a/



• La classifica dopo la XXIV giornata del campionato di Serie A:

Classifica Punti GG V N P GF GS DR Punti C VC NC PC Punti F VF NF PF
Inter 58 24 19 1 4 57 19 38 28 9 1 2 30 10 0 2
Milan 50 23 14 8 1 38 17 21 24 7 3 1 26 7 5 0
Napoli 49 24 15 4 5 36 23 13 27 8 3 0 22 7 1 5
Juventus 46 24 13 7 4 41 20 21 26 7 5 0 20 6 2 4
Roma 46 24 15 1 8 29 14 15 25 8 1 3 21 7 0 5
Como 41 23 11 8 4 37 16 21 23 6 5 1 18 5 3 3
Atalanta 39 24 10 9 5 32 21 11 25 7 4 2 14 3 5 3
Lazio 33 24 8 9 7 26 23 3 19 5 4 3 14 3 5 4
Udinese 32 24 9 5 10 27 36 -9 16 4 4 4 16 5 1 6
Bologna 30 24 8 6 10 32 31 1 14 4 2 6 16 4 4 4
Sassuolo 29 24 8 5 11 27 34 -7 14 4 2 6 15 4 3 5
Cagliari 28 24 7 7 10 28 33 -5 15 4 3 4 13 3 4 6
Torino 27 24 7 6 11 24 42 -18 14 4 2 6 13 3 4 5
Parma 26 24 6 8 10 16 30 -14 10 2 4 6 16 4 4 4
Genoa 23 24 5 8 11 29 37 -8 13 3 4 6 10 2 4 5
Cremonese 23 24 5 8 11 21 33 -12 11 2 5 4 12 3 3 7
Lecce 21 24 5 6 13 15 31 -16 13 3 4 6 8 2 2 7
Fiorentina 18 24 3 9 12 27 38 -11 10 2 4 6 8 1 5 6
Pisa 15 24 1 12 11 19 40 -21 7 1 4 7 8 0 8 4
Verona 15 24 2 9 13 18 41 -23 7 1 4 7 8 1 5 6





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