Giovedì 13 ottobre 2022 - Roma, stadio Olimpico - Lazio-Sturm Graz 2-2
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13 ottobre 2022 – Roma, stadio Olimpico - Europa League – Fase a gironi Gruppo F, gara 4 - inizio ore 18.45
LAZIO: Provedel, Lazzari, Gila, Patric, Hysaj, Luis Alberto (57' Felipe Anderson), Cataldi (57' Vecino), Basic (57' Milinkovic), Pedro, Immobile (78' Cancellieri), Zaccagni (46' Marusic). A disposizione: Maximiano, Magro, Romagnoli, Casale, Radu, Marcos Antonio, Romero. Allenatore: Sarri.
STURM GRAZ: Siebenhadl, Ingolitsch, Affengruber, Wuthrich, Dante, Hierlander (78' Jantscher), Stankovic (79' Ljubic), Prass; Kiteishvili (57' Horvat), Ajeti (79' Sarkaria), Emegha (46' Boving). A disposizione: Schutzenauer, Giuliani, Borkovic, Oroz, Schnegg, Fuseini, Wels. Allenatore: Ilzer.
Marcatori: 45' Immobile (rig), 56' Boving, 71' Pedro, 83' Boving.
Arbitro: Sig. Stegemann (Germania) - Assistenti Sigg. Borsch e Günsch - Quarto uomo Sig. Schröder - V.A.R. Sig. Fritz - A.V.A.R. Sig. Attwell (Inghilterra) – Delegato UEFA Sig. ? - Osservatore arbitro Sig.?
Note: ammonito al 24' Ingolitsch, al 27' Lazzari, al 27' Kiteishvili, al 44' Affengruber, al 45+2' Stankovic, al 45'+3' Immobile, al 74' Prass, all'85' Ljubic, all'88' Wuthrich. Espulso al 45'+2' Lazzari per doppia ammonizione. Angoli 2 a 0. Recuperi: 5' p.t., 3' s.t.
Spettatori: 20.000 circa.

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► I calciatori convocati per la partita odierna
► Le dichiarazioni dei protagonisti
► I risultati e la classifica dopo la IV giornata del Gruppo F di Europa League
• Il Corriere dello Sport titola: “Lazio, l’Europa è piena di trappole”. Continua il quotidiano sportivo romano: “Una direzione di gara non all’altezza. I biancocelesti giocano il secondo tempo in 10 uomini per l’espulsione di Lazzari. La qualificazione ora è un rebus. Due volte in vantaggio (con i gol di Immobile e Pedro), due volte raggiunta dallo Sturm Graz. Girone pazzesco: tutti a 5 punti ultime due partite da brivido”.
È maledetta quest’Europa per la Lazio. Non ci sono parole o forse ce ne sono troppe. È fallito lo scatto da primo posto, era possibile per il 2-2 tra Feyenoord e Midtjylland. La banda di Sarri resta invischiata nel girone-mischione (tutti a 5 punti), sarà in bilico fino all’ultimo. La Lazio s’è arresa al secondo pareggio di fila contro lo Sturm Graz dopo aver profuso tesori d’azioni che l’avevano portata in vantaggio a fine primo tempo e tesori d’energia trovati dopo l’espulsione di Lazzari (ingenua, ma fiscale), decisa per doppio giallo prima dell’intervallo. La Lazio, nel secondo tempo vissuto in 10, s’era ribellata alle diaboliche imboscate del destino. Ha subito il pareggio di un imprendibile Bøving, ha trovato il vantaggio con uno scatenato Pedro, una trottola. Ma Bøving, indemoniato, ha colpito di nuovo (2-2). Tutto questo non senza che ci sia stato un solido concorso di colpa dell’arbitro Stegemann, ancora un tedesco sulla strada delle italiane. Non è stato capace di tenere in pugno la partita e il rosso a Lazzari è stato pesantissimo.
Lo scontro. Sarri non vuole chiamarlo turnover, ma ha cambiato 5 uomini rispetto a Firenze scegliendo una Lazio ispanica: Gila-Patric in difesa, catena Luis Alberto-Pedro a destra. Hysaj-Basic-Zaccagni quella di sinistra. Ilzer, rispetto all’andata, ha inserito Ingolitsch da terzino destro, è partito con Kiteishvili dietro Ajetied Emegha. Si è tenuto Horvat e Bøving come jolly, è stato profetico. Lo Sturm ha ricalcato lo spartito dell’andata: pressione forte, intensità e densità, le due punte a pressare Gila e Patric, anche a ronzare attorno a Cataldi. Stankovic ha stuzzicato Luis Alberto, schierato a destra. Lo Sturm ha fatto le prime due scampanellate. La Lazio è riuscita a rispondere provando dei cambi di fronte, poi saltando la prima pressione, palleggiando da metà campo in su, sfruttando i tagli centrali di Pedro e il due contro uno ingaggiato con i terzini Ingolitsch e Dante. Gli austriaci hanno iniziato a darle di santa ragione, i cosciotti di Zaccagni i più bersagliati.
Nella prima mezzora si sono contati 12 falli, in maggioranza dello Sturm. L’arbitro Stegemann è andato subito in confusione. Ci ha messo un po’ a tirare fuori i cartellini, quasi 4 minuti per sventolare il primo giallo a Ingolitsch (fallo su Zaccagni). È qui che la Lazio ha iniziato ad essere bella e spietata. Alla fantasia ha provveduto Luis Alberto, ai guizzi Pedro e Zaccagni, ai tiri Ciro. Prima una parata di manona destra di Siebenhandl, poi la traversa di Pedrito, anche una rete annullata a Hysaj in fuorigioco e il rigore preso da Zaccagni, capitalizzato da Immobile. Per l’ultrabomber primo gol in Europa, 21º colpo nelle competizioni Uefa, ha superato Simone Inzaghi, altro record. Era il 45' del primo tempo. Sembrava tutto in discesa, lo Sturm ha iniziato le provocazioni. Lazzari, già ammonito, dopo un ripiegamento su Prass, ha smanacciato. È scoppiata una rissa. Stegemann ha tirato fuori il secondo giallo. Immobile ha spintonato Stankovic, s’è beccato un giallo anche lui. L’arbitro ha espulso un componente dello staff di Ilzer.
Il pareggio. La Lazio è rimasta in 10. Sarri ha inserito Marusic sacrificando Zaccagni. Ha ridisegnato la squadra con un 4-4-1. Luis Alberto e Cataldi centrali, Pedro e Basic esterni. Ciro davanti. Ilzer s’è giocato Bøving per Emegha, Horvat per Kiteishvili. Cataldi ha perso un pallone suicida, Prass s’è involato lanciando Bøving. Ajeti ha buttato giù Gila, Patric non ha chiuso. Bøving, 2003, ha iniziato lo show (1-1). Cataldi è uscito sconsolato. Sarri ha inserito Vecino e Milinkovic (mediani). Felipe Anderson è andato a destra, Pedro a sinistra nel 4-2-3. Sergej ha fatto il fenomeno. Pedro, compiendo un miracolo, ha segnato il 2-1 su assist di tacco di Felipe. L’Olimpico è esploso. Ma Bøving ha distrutto il sogno eroico.
• Il Messaggero titola: “La Lazio non va in fuga”. Continua il quotidiano romano: “Lo Sturm non molla e trova il 2-2. Gli ottavi ancora da conquistare. Va in vantaggio con Immobile, resta in dieci per l’ingenuità di Lazzari, gli austriaci realizzano due volte la rete del pareggio”.
Il salto è nello spirito, finalmente mai domo come in campionato. Peccato che il nervosismo e il tedesco Stegemann abbiano sfregiato questa notte da record. Perché la Lazio mette tutto quello che Sarri ha insegnato, lotta, suda fino a trovare un buco, e quel rigore trasformato da Immobile all’angolino. Digiuno di Ciro spezzato, primato europeo centrato - col sorpasso definitivo su Simone Inzaghi – ma rovinato dall’inferno scatenatosi dopo l’espulsione di Lazzari e poi dalla beffa finale dello Sturm, che annulla un secondo tempo in dieci a correre avanti e indietro, oltre al miracolo di Pedro. Peccato davvero, all’ultimo finisce 2-2, come nel pomeriggio fra Midtjylland e Feyenoord: nel gruppo F sono tutti a quota 5 nel limbo, ma sembra un girone maledetto. Alla faccia del turnover ostico. Sarri ne cambia cinque rispetto al Monday night, tiene in panchina chi ha giocato sempre dopo lo stop: Romagnoli, Marusic, Milinkovic e Felipe Anderson. Anche Ilzer, rispetto all’andata, si presenta con un 4-3-1-2 rimaneggiato, ma ancora più stretto e compatto per annullare il palleggio della Lazio. Il trucco di Cataldi è provare a invitare lo Sturm per scoprirlo, ma invece Kiteishvili passa subito lì in mezzo e Ajeti calcia alto. Il 10 austriaco poi però regala pure a Immobile il tu per tu con Siebenhandl e un pallonetto rimpallato. Gli austriaci costruiscono uno schermo d’acciaio, sputano fuoco a centrocampo, sgomitano e sfrecciano a un ritmo forsennato. Luis Alberto li sorprende fra le linee con un incanto d’esterno destro, ma Ciro viene ancora murato.
La Lazio non si deprime, aggredisce, risponde colpo su colpo. Continua a far viaggiare la pelota rasoterra, testa alta, con dialoghi a occhi chiusi come in campionato: il gol, a forza di slabbrare l’avversario coi passaggi dentro-fuori e i triangoli, diventa la naturale conseguenza con quegli scugnizzi sull’esterno. Zaccagni conquista un fallo (dodici nella prima mezz’ora) dietro l’altro, sulla stessa fascia si sovrappone Hysaj, si scaglia sulla traversa il siluro di Pedro. Lo spagnolo torna trottolino, sgomma a zig zag nello stretto e scarica per il tocco in area di Luis Alberto. Zaccagni viene steso da Affengruber, consulto al Var, rigore e giallo: Immobile stavolta non sbaglia il piattone dal dischetto. Lazzari però è ingenuo, un flash dopo: è già ammonito per un battibecco con Kiteishvili, si becca il secondo giallo per una spintina su Prass, che si lancia in una sceneggiata da attore navigato. Si scatena il parapiglia, a fine match 10 dieci cartellini in campo.
Resistenza e cambi. Tutta la ripresa in inferiorità numerica, Sarri è costretto a sostituire Zaccagni con Marusic e a schierarsi con un 4-4-1. Si soffre subito, Cataldi sbaglia un passaggio sulla trequarti e non riesce a recuperarlo con un tackle disperato: Prass scarica, Boving s’infila in mezzo a Gila e Patric, perfetti sino a quel momento, e punisce Provedel all’angolino. Sarri non molla, 4-2-3 alla ricerca dei tre punti, dentro Milinkovic, Vecino e Felipe Anderson. Sergej sale immediatamente in cattedra in terra e in cielo, il Pipe brasiliano invece sciupa palloni d’oro, sino a quando non si riscatta con un tacco de Dios (46esimo assist) all’indietro: Pedro deve solo appoggiare il piattone a giro e volare sotto la Nord con il suo primo gol stagionale europeo. I biancocelesti ritrovano l’orgoglio, resistono alle bombe di Horvat, ma poi Boving gela comunque l’Olimpico. Non diventa eroe assoluto, Felipe Anderson, con l’ultimo allungo nel recupero. Che rammarico, anche se negli ultimi tre anni la Lazio ha perso solo contro il Bayern Monaco all’Olimpico. Conta ancora di più la crescita di consapevolezza di una squadra che ormai ha quasi concluso l’apprendistato del Sarrismo. C’è il sacrificio di tutti, Maurizio ha fatto irruzione nelle menti e nei cuori dello spogliatoio, lo ha convinto, trascinato. La maglia zuppa è il successo dentro il caos del tabellino.
• Il sito web "Uefa.com" commenta così la gara: "Biancocelesti raggiunti due volte. Due volte in vantaggio, con Immobile e Pedro, la squadra biancoceleste viene riacciuffata dalla doppietta di William Bøving. Espulso Lazzari nel primo tempo".
La Lazio deve accontentarsi del 2-2 casalingo contro lo Sturm Graz nel Gruppo F di UEFA Europa League, dove tutte le quattro squadre sono appaiate a 5 punti. Allo Stadio Olimpico la formazione di Maurizio Sarri, in dieci per tutta la ripresa per l'espulsione di Manuel Lazzari, va a segno con Ciro Immobile e Pedro Rodriguez, ma una doppietta del teenager William Bøving vanifica le reti biancocelesti e regala agli austriaci il pareggio. La serata resta comunque speciale per capitan Immobile, che diventa il miglior marcatore della squadra nelle competizioni UEFA con 21 reti, una in più del suo ex allenatore Simone Inzaghi.
La formazione di Sarri cresce con il passare dei minuti e prende il sopravvento della gara. Immobile esalta i riflessi di Jörg Siebenhandl, poi Toma Bašić non riesce a far centro sul tap-in. Pedro Rodriguez colpisce una clamorosa traversa con il sinistro in area di rigore, ma sul finire del primo tempo gli sforzi della squadra di Sarri trovano il giusto premio. David Affengruber affossa in area Mattia Zaccagni e l'arbitro assegna il rigore, che Immobile trasforma con freddezza: per l'attaccante della nazionale è il primo gol stagionale in UEFA Europa League, un centro come detto storico che lo consacra ancora di più leggenda laziale.
In un finale di primo tempo nervosissimo, però, i padroni di casa restano in dieci per l'espulsione di Lazzari e la formazione austriaca ne approfitta prontamente a inizio ripresa. Il giovanissimo attaccante Bøving, classe 2003 entrato in campo a inizio ripresa, trova con un bellissimo destro da fuori area l'angolino giusto per battere l'incolpevole Ivan Provedel. Anzi, il portiere della Lazio compie un intervento superlativo sullo sloveno Tomi Horvat, tenendo a galla la sua squadra. Che a 20 minuti dalla fine torna avanti, con un destro di Pedro che sorprende il portiere ospite. Anche questa volta, però, lo Sturm Graz rimonta: protagonista è ancora uno scatenato Bøving, che fulmina Provedel con una conclusione dal limite dell'area che si insacca a fil di palo. La Lazio avrebbe la possibilità di tornare in vantaggio in pieno recupero, ma Felipe Anderson è sfortunato in contropiede e il pallone termina sul fondo. Finisce 2-2 e l'equilibrio nel girone ora è assoluto, con tutte e quattro le squadre a quota 5 punti. Saranno decisive le ultime due giornate.
• Tratte dal Corriere dello Sport, alcune dichiarazioni post-gara.
Pedro e i conti Lazio “Pari poco utile”. L’attaccante spagnolo analizza la classifica del girone F “L’arbitro ha condizionato la gara. Il 2-2 non ci soddisfa affatto. Adesso vinciamo le ultime due”. E Immobile diventa il primo marcatore europeo della Lazio: superato Inzaghi.
L’inferiorità numerica che ha azzerato la superiorità tecnica. La Lazio rimpiange la mancata vittoria e si rammarica per quel rosso di Lazzari. Decisione severa, ingenuità comunque colossale. Due tiri da fuori, due volte Bøving a punire Provedel. "L'arbitro ha condizionato la partita, soprattutto il secondo tempo. Ha deciso così. Non so se fosse espulsione o meno. Il risultato non ci soddisfa, avevamo iniziato bene facendo il nostro solito gioco", spiega al triplice fischio Pedro. Un vero trascinatore, lo spagnolo. Soprattutto quando c'era un uomo in meno da colmare. Ha corso per due, quasi fosse un ragazzino con addosso tutta la voglia possibile di emergere. L'aveva rimessa sulla carreggiata giusta, uno-due rapidissimo con Felipe Anderson, bravo a ridargliela di tacco. Pallone all'angolino e corsa sotto la Curva Nord. Non solo la rete, anche le rincorse difensive sulla fascia sinistra. Classe ed esperienza. Una gioia enorme cancellata dal 2-2. "Un vero peccato, non ci voleva l'espulsione, giocare tutta la ripresa con uno in meno è stato veramente complicato. Abbiamo lottato e combattuto fino alla fine, eravamo riusciti a segnare di nuovo, il pareggio purtroppo non ci serve tanto". Girone ancora in perfetto equilibrio, tutte le squadre a 5 punti: "Non me lo aspettavo un gruppo così difficile, sono sincero. Non conoscevo lo Sturm Graz, non è male, giocano bene e hanno alcuni calciatori molto veloci. Dobbiamo vincere le ultime due se vogliamo andare avanti in Europa".
Maturazione. I miglioramenti della Lazio, nonostante la delusione per la vittoria sfumata, sono stati evidenti anche ieri sera. "Molti giocatori hanno capito meglio Sarri, come si gioca la palla e come si pressa alto. Abbiamo tanti che possono giocare, non si nota la differenza coi titolari come l'anno scorso. È un aspetto positivo. Abbiamo avuto tante occasioni, poi il rosso ha condizionato tutto, è diventato difficile prendere la palla, dispiace per il secondo gol incassato". Poteva segnare già nel primo tempo: "Ho visto il portiere al centro, c'erano tanti difensori sulla linea. Ho pensato fosse meglio metterla in alto. Purtroppo il pallone ha colpito la traversa". Pedro ha ribadito la stima per Sarri: "Un tecnico che vuole giocare sempre la palla e andare avanti facendo un bel calcio. Per me sono cose imprescindibili, nella mia carriera ho avuto solo allenatori così. Mi trovo bene con lui, è intelligente e ha carattere, lo dimostra in panchina e in allenamento. Ci ascolta molto, vuole il bene della squadra".
Immobile. Ha sbloccato il risultato dal dischetto, ha sfiorato il secondo nella ripresa dopo mille corse forsennate. Ha provato a reggere sulle sue spalle l'intero peso dell'attacco. Ciro ha centrato un altro record, è sempre più nella storia biancoceleste. Con il rigore realizzato ieri è diventato il miglior cannoniere della Lazio nelle competizioni europee. Timbro numero 21, li ha divisi tra Europa League (16) e Champions (5). Staccato nella speciale classifica il suo ex allenatore Simone Inzaghi (20). Un dato che potrebbe rendere meno amara la sua partita. Almeno dal punto di vista personale.
Da Il Messaggero le parole del tecnico laziale. Mau punta l’arbitro “Inadatto”. Sarri: "La squadra ha un’anima, ha dato tutto ma con questo calendario è dura... Siamo stanchi. Il calcio moderno ormai è usa e getta”. Ciro con 21 gol supera Inzaghi: è il laziale con più reti in Europa.
Mastica amaro dopo il triplice fischio Sarri. Il Comandante è soddisfatto della gara dei suoi, ma non ce la fa a passare sopra la prova di Stegemann: "L’episodio di Lazzari fa parte di un contesto in cui l’arbitro, palesemente non all’altezza, è riuscito a far innervosire tutti nonostante non ci fossero episodi violenti. Poi la designazione di un tedesco con una squadra austriaca non credo sia stato il massimo". È questa la nota stonata per il tecnico che però ha visto una squadra adulta: "Questo è un bel punto di partenza per i miglioramenti che vogliamo vedere. I ragazzi hanno dimostrato di avere un’anima. Dobbiamo essere continui in questo livello di determinazione e motivazione". Tutti uniti verso lo stesso obiettivo, proprio ciò che ha sempre profetizzato l’allenatore, contento anche della tenuta: "Abbiamo fatto un buon primo tempo. L’inferiorità quando si gioca ogni tre giorni è roba pesante, ma la squadra non ha sofferto tanto". Iniezione di fiducia in vista dei continui impegni fino a metà novembre, ma il rendimento mostrato rincuora il tecnico: "I nostri numeri sono i migliori della Serie A e speriamo di continuare con questo trend".
Immancabile poi la critica al calendario: "Questo ormai è un calcio usa e getta per via di un Mondiale in Qatar. Così le competizioni europee diventano infattibili. Già prima giocare una volta ogni venti giorni era difficile, figuriamoci ora". La consolazione è che finalmente la Lazio sembra avere un’identità chiara, ma per il tecnico rientra tutto nella normalità delle tempistiche: "Qui si pensa che un allenatore arriva e dopo una settimana fa giocare la squadra col joystick. Io invece la penso come Klopp: un tecnico non si può giudicare neanche dopo due anni, ma questa è la mentalità inglese, non italiana".
Sempre Immobile. Questo il pensiero del Comandante, che come al solito si gode Immobile: "Parliamo di un ragazzo che fuori dal campo è straordinario tanto quanto lo è dentro". Le tre partite senza gol in Europa League erano già una notizia. Ecco perché all’Olimpico il bomber non ci mette tanto a diventare protagonista. Nel momento più importante il numero 17 trova la prima gioia europea stagionale, questa destinata e restare nella storia. Il rigore col quale al 45’ spiazza Siebenhandl è il 21esimo timbro internazionale con la maglia biancoceleste (il 16esimo in Europa League) e tanti saluti all’ex mister Inzaghi. "Con rispetto" direbbe Ciro, ma sempre di sorpasso si tratta. Il capitano della Lazio ci è abituato ormai a spodestare i campioni del passato. Solo quattro giorni fa ha raggiunto Gilardino, Signori e l’idolo Del Piero alla base della top ten dei marcatori all-time della Serie A. Altra partita, altro primato. Ormai si scrive “Immobile”, ma si legge “record”. Il bomber non si fa intimorire dai 1500 tifosi dello Sturm Graz presenti nel settore ospiti, né tantomeno dall’ultimo errore in campionato contro lo Spezia. Il 52esimo centro dal dischetto con la Lazio non basta per evitare il pareggio. Poco importa se Ilzer gli dà del "provocatore". Il miglior bomber della storia biancoceleste in Italia ora ha conquistato pure l’Europa.
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► Per questa partita il tecnico biancoceleste Maurizio Sarri ha convocato i seguenti calciatori:
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• I risultati e la classifica dopo la IV giornata del Gruppo E di Europa League:
| Feyenoord - Midtjylland | 2 - 2 |
| Lazio - Sturm Graz | 2 - 2 |
| Classifica | Punti | GG | V | N | P | GF | GS | DR |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Feyenoord | 5 | 4 | 1 | 2 | 1 | 12 | 8 | 4 |
| Midtjylland | 5 | 4 | 1 | 2 | 1 | 9 | 6 | 3 |
| Lazio |
5 | 4 | 1 | 2 | 1 | 7 | 9 | -2 |
| Sturm Graz | 5 | 4 | 1 | 2 | 1 | 3 | 8 | -5 |
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