Lunedì 24 agosto 2026 - Bologna, stadio Renato Dall'Ara - Bologna-Lazio 0-1

Da LazioWiki.

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24 agosto 2025 – Bologna, stadio Renato Dall'Ara - Campionato di Serie A, I giornata - inizio ore 18.30

BOLOGNA: Skorupski, Zortea (69' Holm), Helland, Heggem, Miranda, El Azzouzi (79' Amondarain), Ferguson, Orsolini (60' Bernardeschi), Odgaard, Cambiaghi (60' Rowe), Piccoli (60' Dovbyk). A disposizione: Pessina, Happonen, Pobega, Moro, Libra, Alhassane, De Silvestri, Vitik. Allenatore: Modesto.

LAZIO: Mandas, Marusic (19' Floriani Mussolini), Doekhi, Provstgaard, Pedraza (78' Nuno Tavares), Dele-Bashiru (54' Frattesi), Rovella, Taylor, Cancellieri (46' Isaksen), Dia (78' Noslin), Zaccagni. A disposizione: Motta, Renzetti, R. Bordon, Romagnoli, Lazzari, Przyborek, Belahyane, Farcomeni, Ratkov. Allenatore: Gattuso.

Arbitro: Sig. Maresca (Napoli) - Assistenti: Sigg. Cecconi e Bianchini - Quarto uomo: Sig. Feliciani - V.A.R.: Sig. Di Paolo - A.V.A.R.: Sig. Massimi.

Marcatori: 59' Frattesi.

Note: esordio in Serie A per Danilho Doekhi e Alfonso Pedraza, esordio in una partita ufficiale con la Lazio per Romano Floriani M.. Ammoniti 22' Floriani M., 34' Dia, 34' El Azzouzi, 41' Cambiaghi, 44' Cancellieri, 83' Odgaard, 84' Heggem, 90'+3' Provstgaard. Angoli 8 a 6. Recuperi: 4' p.t., 6' s.t.

Spettatori: 28.211, di cui circa 3 mila tifosi laziali.


I tifosi biancocelesti
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Dele-Bashiru confermato tra i titolari
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Marusic chiude l'incursione di un attaccante bolognese
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Cancellieri lotta sulla fascia
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Occasione per Zaccagni
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Dia segna, ma è in fuorigioco
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Duello tra Rovella e Cambiaghi
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Gattuso incita la squadra
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Battibecco tra Dia e El Azzouzi, entrambi ammoniti
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Marusic in scivolata
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Il difensore biancoceleste costretto ad uscire
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Battaglia fisica tra Doekhi e Piccoli
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Senza esclusione di colpi anche quella tra Provstgaard e Dovbyk
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Taylor imposta il gioco
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Zaccagni in acrobazia
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Dia bracca un avversario
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Zaccagni dal corner
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Gattuso istruisce Isaksen
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Infortunio di Dele-Bashiru
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Floriani spinge sulla fascia
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Con un sontuoso tacco, Dia libera al tiro Frattesi
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Il nuovo arrivato insacca
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Il gol da altra angolazione
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L'esultanza di Frattesi
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L'abbraccio dei compagni
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La corsa verso Gattuso
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L'abbraccio tra i due
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Uscita coraggiosa di Mandas
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Tavares, entrato nel finale
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L'ultima occasione del Bologna, sventata da Floriani
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Una vittoria importante
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Frattesi e compagni salutano i tifosi
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La gioia di Pedraza
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Frattesi premiato come migliore in campo
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Frattesi e Gattuso
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I calciatori convocati per la partita odierna

Le dichiarazioni dei protagonisti

La classifica dopo la I giornata di campionato

• Il Corriere dello Sport titola: “Un Davide formato gigante”. Continua il quotidiano sportivo romano: “Frattesi entra e segna dopo 5’, la Lazio inizia con un colpaccio. A Bologna gara intensa ma poche occasioni nel primo tempo. Poi Gattuso gioca il jolly e la sfida si accende. Tedesco parte male”.

Ora, per le occasioni che ha costruito, un palo, un salvataggio sulla linea e due grandi parate di Mandas, il Bologna il pari lo avrebbe meritato eccome ma guai a dimenticare come a tratti sia stato imbarazzante e inquietante, senza capo né coda, con poche idee e qualità, impoverito come è stato dal mercato, a differenza di una Lazio che ha tirato fuori lo spadone quando c’era da soffrire e ha colpito quando a Frattesi è capitato tra i piedi il pallone giusto, dimostrando ancora una volta come abbia il gol addosso. Certo, Frattesi è stato il migliore in campo nella quarantina di minuti in cui ha giocato, non dimenticando anche come abbia respinto sulla linea un tiro a colpo sicuro di Helland. Come dire, è come se di gol ne avesse segnati due in un colpo solo. Ma attenzione, tutta la Lazio ha risposto bene alla clamorosa sconfitta di Coppa Italia contro il Mantova.

Bologna povero. Nella mediocrità mai nascosta, va sottolineato come abbia fatto qualcosa di meglio la Lazio. Che quanto meno ha avuto maggiormente un’idea di gioco, ha rallentato quando doveva rallentare con il palleggio e ha accelerato quando ha capito che dietro il Bologna stava facendo fatica. E non a caso l’occasione più chiara l’ha costruita la Lazio sul suo lato sinistro, con Orsolini e Zortea che si sono fatti buggerare, consentendo a Zaccagni di calciare a giro, con il pallone che ha sfiorato il palo lontano di Skorupski. Di fronte a un Bologna che solo quando ha lanciato lungo Cambiaghi ce l’ha fatta a creare qualche imbarazzo ai dirimpettai, ancora una volta la Lazio non ha concretizzato quanto fabbricato. Non tanto a dire la verità, ma almeno nell’area del Bologna per una fetta di minuti ha trovato una residenza. Si è infortunato Marusic e al suo posto è entrato Floriani Mussolini. Il Bologna? Ha fatto poco o niente, non trovando mai il bandolo della matassa nella fase di attacco, girando spesso palla a bassa velocità, il che lo ha portato a essere banale e scontato, inevitabilmente di facile lettura per la Lazio. In pratica, soltanto negli ultimi 5 minuti del tempo il Bologna ha avuto un sussulto, con Mandas che ha deviato in angolo una conclusione di testa di Helland.

Frattesi e i tifosi. La seconda parte è ricominciata come era finita la prima, con un’altra grande parata di Mandas, questa volta su colpo di testa di Odgaard, ma anche con un Bologna più intenso che ha costretto la Lazio ad abbassarsi. Dopo il guaio fisico rimediato da Dele-Bashiru, rilevato da Frattesi, la Lazio è come se di colpo si fosse ritrovata e 5 minuti più tardi lo stesso Frattesi ha firmato il gol del vantaggio, approfittando della dormita generale della difesa del Bologna. A questo punto Tedesco ha tolto Orsolini, Cambiaghi e Piccoli per far entrare Bernardeschi, Rowe e Dovbyk. Se la musica è cambiata? No, la Lazio ha fatto girare bene il pallone, mandando ancora più fuori giri quelli del Bologna, che già lo erano di loro. Tedesco ha fatto entrare Holm al posto di Zortea e nel giro di pochi attimi è capitato di tutto. Bernardeschi ha colpito il palo su punizione poi Frattesi ha salvato sulla linea su Helland, poi Mandas è stato grande su Rowe, che ha lavorato più al centro che a sinistra. Fino agli ultimi attimi il Bologna ci ha provato ma invano, davanti ai suoi 3.500 tifosi ha fatto festa la Lazio.


Il Messaggero titola: “Urlo Frattesi è festa laziale”. Continua il quotidiano romano: “A Bologna Rino parte bene: gara di personalità e primi 3 punti. Decisivo il centrocampista arrivato dall’Inter: entra al 49’ e dopo 5 minuti decide la gara. Poi salva un gol sulla linea. La vittoria davanti a 1.500 tifosi. Mandas superlativo salva il risultato. Marusic e Dele-Bashiru si infortunano”.

La fede è la speranza di un popolo. Il messia Frattesi entra e cambia la Lazio: in cinque minuti dimostra di essere già di un altro livello. Ma non c'è solo il gol della vittoria al Dall'Ara, anche un salvataggio sulla linea, grinta e spunti da campione vero. Frattesi contro tutti, spacca tutto sotto gli occhi del ct Mancini per riveder l'azzurro: uno così fa ancora la differenza quando è motivato. Con l'Inter non segnava dalla semifinale di Champions 2025 contro il Barcellona, lo avevano relegato in uno scantinato. Re Davide torna a gara in corsa, decisivo part-time anche in biancoceleste, ma in questa squadra è la star, un alieno e, guarda caso, anche il primo marcatore del campionato. Gattuso lo stritola in un abbraccio infinito perché rivede un altro futuro per tutta la Lazio. Delizioso il tacco di Dia, illuminato dal suo ingresso. Miracolose le mani di Mandas a sigillare il primo successo. Il Bologna ci prova invano fino all'ultimo, ma parla un'altra lingua, non solo per il passaggio in panchina da Italiano a Tedesco. I rossoblù sembrano ridimensionati dal mercato, un cantiere fin troppo aperto.

Richiamo all'orgoglio. Dal buio Olimpico agli occhi accecati d'amore di oltre tremila laziali al Dall'Ara, uniti comunque nei cori contro Lotito nonostante i primi tre punti dell'anno. Nello striscione esposto dagli ultras, la carica prima del fischio d'inizio: "Mettete in campo il nostro spirito". La psicologia di Gattuso (al debutto in Serie A a sei anni dall'addio) è un altro evidente richiamo all'orgoglio: fiducia agli stessi undici eliminati nei trentaduesimi di Coppa Italia dal Mantova, alla ricerca dell'immediato riscatto. A rimetterci inizialmente è proprio Frattesi, l'unico colpaccio di mercato scalpitante ormai da una settimana a Formello. Tedesco (fra i candidati alla sostituzione di Sarri prima dello sbarco di Rino) aspetta ancora il sostituto di Lucumi, deve fare i conti con un Heggem disastroso, ma decide colpevolmente di rinunciare a Rowe (in procinto di trasferirsi all'Atalanta) e di rilanciare un fumoso Cambiaghi con Orsolini nel tridente d'attacco. Il macchinoso Piccoli davanti facilita il lavoro di Doekhi, abile a sgomitare nel duello fisico. Ma stavolta c'è anche più diligenza tattica da parte di Gattuso, che arretra il baricentro e resta ben più accorto. Delizioso il primo filtrante di Taylor per Cancellieri, anticipato da Skorupski sul più bello. Dia lega il gioco sull'esterno, Zaccagni non chiude il tiro a giro. I ritmi sono subito alti, i 4-3-3 si sfidano a viso aperto. Al 19' Marusic si stira il flessore per rimediare a un contropiede regalato a Cambiaghi, Floriani Mussolini debutta al suo posto in Serie A con la maglia della Lazio. Il possesso resta biancoceleste, ma è sterile perché Dia segna solo quando è in fuorigioco. Il Bologna cresce nel finale con un lampo di Piccoli, un autogol sfiorato da Provstgaard e un tacco di Odgaard, ma il primo intervento importante di Mandas è su un pallonetto di testa di Helland, in pieno recupero.

La svolta in mediana. È palpabile la voglia di Gattuso di recuperare tutte le frecce più appuntite del suo arco. Nella ripresa inserisce subito Isaksen (guarito dopo l'operazione al pube) al posto di un pimpante Cancellieri (sia pure ammonito per un intervento da dietro). La Lazio sbanda un attimo, Mandas no: incredibile la parata su una capocciata ravvicinata di Odgaard, un riflesso felino. La sfortuna fa fuori anche Dele-Bashiru (portato sulle spalle dai medici, si teme il secondo stiramento ai flessori), ma l'ingresso di Frattesi è un segnale dal cielo. Da un fallo laterale di Floriani Mussolini, il tacco di Dia passa sotto le gambe di Heggem ed è l'assist per l'ex Inter, che trafigge Skorupski con un piattone destro. La rete sbloccai compagni, Zaccagni ci prova, torna più vivo. Mandas si concede il solito pasticcio coi piedi, ma poi si riscatta ancora su una punizione del subentrato Bernardeschi (con l'aiuto del palo) e si tuffa a valanga su Rowe per conservare l'1-0. Frattesi stoppa sulla linea Odgaard, Gattuso inserisce Tavares e Noslin per Pedraza e Dia per dare nuove forze alla Lazio in debito d'ossigeno. In panchina restano Lazzari e Ratkov, bocciati di nuovo dal tecnico. Serve qualità per un finale sofferto. Taylor è di un'intelligenza superiore e dona respiro col palleggio, ma al 96' c'è un ultimo brivido: Floriani stoppa due volte Dovbyk sulla linea e lucida il primo trionfo capitolino. Frattesi si catapulta in prima fila sotto il Settore Ospiti, è già il capopopolo: regala la maglia, i muscoli, il gol urlato. Il re è vivo e nudo.


Il Tempo titola: “Frattesi salva la Lazio”. Continua il quotidiano romano: “L’ultimo arrivato segna il gol decisivo al debutto in Serie A. Ma i problemi restano, poco gioco tanta sofferenza dietro”.

Quattromila cuori laziali trascinano i biancocelesti verso la vittoria. Buona la prima, la Lazio vince a Bologna e conquista i primi tre punti del campionato tra la tempestosa gioia dei propri sostenitori; la marea di maglie e di bandiere colora il settore ospiti e non solo. Sono tantissimi i tifosi arrivati fin qui - in un giorno feriale - per manifestare la propria passione verso la squadra, rinnovando una promessa d'amore che va oltre il tempo, al di là degli uomini. Il distinto occupato dai tifosi laziali sembra uno spicchio di cielo adagiato sui seggiolini del Dall'Ara, uno squarcio di sereno nel grigiore del momento, un refolo di libertà di un popolo incatenato e ribelle, ma mai domo.

È stata un successo sofferto, il verdetto del campo premia oltremodo una squadra che ha saputo colpire al momento giusto; l'uomo copertina è Davide Frattesi, tuttocampista inarrestabile: segna il gol decisivo e lo protegge salvando sulla linea di porta un pallone destinato in fondo alla rete laziale. Risultato prezioso, prestazione dignitosa ma non brillante all'interno di una partita nella quale il portiere Mandas ha salvato il risultato almeno in tre occasioni. La partite non è bella, le due squadre palesano la modesta cifra tecnica; il palleggio è lento - compassato - la manovra è scolastica ed è caratterizzata da numerosi errori in fase di appoggio. La Lazio parte meglio, e ha subito l'opportunità di portarsi avanti; propizia combinazione tra Dia e Zaccagni, il capitano si accentra e batte a rete aprendo troppo il destro che esce a fil di palo. La buona pressione dei biancocelesti frena sul nascere l'iniziativa dei padroni di casa che si affacciano dalle parti di Mandas soltanto sulle palle inattive. All'intervallo è zero a zero, e in avvio di ripresa il Bologna sfiora subito il vantaggio con un colpo di testa di Ödgaard che Mandas respinge miracolosamente. La Lazio - dopo aver perso Marusic nel primo tempo - è costretta a rinunciare anche a Dele-Bashiru: entra Frattesi, e cambia la partita. L'ex interista segna dopo appena cinque minuti; fallo laterale di Floriani, colpo di tacco di Dia e inserimento vincente del centrocampista romano che infila Skorupski.

Dopo il vantaggio la squadra di Gattuso trova coraggio, ma il Bologna per il momento non parla tedesco, ma pian piano esce alla distanza: Mandas devia sul palo una punizione di Bernardeschi, sull’angolo successivo Frattesi salva sulla linea dopo un tiro ravvicinato di Heeland, poi il portiere laziale salva ancora su Rowe grazie a un’uscita provvidenziale. I minuti passano, la roccaforte laziale tiene; Florianii disinnesca l’ultimo assalto bolognese salvando sulla linea di porta; è il modo migliore per festeggiare l’esordio in Serie A; la Lazio è, dove sono i laziali.


La Gazzetta dello Sport titola: “Colpo Lazio. Il Bologna è spento”. Continua il quotidiano sportivo: “Subito Frattesi. Entra, segna, salva. Tedesco parte male. L’ex interista regala la prima vittoria a Gattuso: gol decisivo e un altro evitato. I rossoblù sono ancora indietro e gli ingressi di Rowe e Bernardeschi non bastano".

Rino è tornato a cantare, Frattesi ha messo la musica, Mandas gli effetti speciali e Tedesco ha provato a sabotare il concertino (ino ino…): dire che il Bologna potesse meritare il pari ci sta, ma in troppe pieghe della gara non ha convinto. Il popolo laziale aspettava qualcosa da raccontare dopo l’uscita dalla Coppa Italia col Mantova: l’ha trovato, sacrificando ogni goccia di se stessa, santificando il proprio portiere (ma non solo) e vivendo un pomeriggio di resurrezione, da segnali tangibili pieni di lotta e coesione, pensieri e pure fatti. Il Bologna? Ha fatto qualcosa, come no: su azione poco, su palla inattiva di più ma è il complesso che mostra solo solisti, scelte un po’ così e uno spartito indecifrabile. In tutto questo la decide Frattesi (che alla fine salva pure su Helland): e lo fa alla sua maniera, subentro, inserimento, gol. Un film al quale il Bologna assiste… muto.

Rabbia e via di mezzo. Pur con tutti i problemi che ha (compresi i ko di Marusic e Dele-Bashiru a gara avviata), la Lazio ruggisce quasi da subito, scompostamente forse ma lo fa. Il Bologna no, non ci riesce. Miagolii iniziali. Tedesco alza di dieci metri Odgaard: lo piazza nella zona centrale di trequarti, quella dalla quale vuole dare dividendi diversi al Bologna e mettere nei pensieri i laziali. Ci riesce e no: e solo da un certo punto in poi. Perché il Bologna sale lento e davanti non si muove quasi nessuno: l’unico è Cambiaghi (che si guadagnerà una convocazione, il ct Mancini è in tribuna); gli altri attendono, o piombati o indecisi sulla cosa giusta da fare. La mossa di Tedesco di tenere in panca Bernardeschi dopo un’estate di prove da mezzala spiazza, ma in fondo per i primi venti minuti a spiazzare veramente è la Lazio: va a cercare la porta con rabbia e anche qualche idea aperta, cosa che il Bologna riesce a trovare con qualche colpo più improvvisato che esercitato. La cronologia a volte è importante: nei primi 20’, Skorupski che esce sui piedi di Cancellieri e poi ne para una conclusione; Dia che segna (ma in fuorigioco), angoli che sgorgano per i laziali, Zaccagni che ci prova. C’è chi all’altra porta ci arriva e chi no. Solo Piccoli (palla bassa), Odgaard (deviazione dopo prima intuizione di Orso) ed Helland (da angolo) trovano modo di sorridere in un Lato A in cui Gattuso tiene le linee mediamente strette cercando però più la faccia cattiva che passiva e nel quale il Bologna sembra ancora una “via di mezzo”: fra ciò che era e ciò che vorrebbe essere.

Equivoco-Berna. Il focus va proprio su Bernardeschi: Tedesco ci ha creduto e lo ha provato mezzala tutta l’estate. E lo ha difeso. Poi, panca. Il subentro di Rowe era previsto, non per il mercato ma perché Cambiaghi ha sempre occupato la fascia mancina per tutta la preparazione e le amichevoli. Proprio secondo questa coerenza, Bernardeschi avrebbe dovuto cominciare, quanto meno per dare continuità. Niente: dopo Brighton, ha raccontato Tedesco, il numero 10 gli ha detto di preferire la fascia. Il Berna è entrato dopo, mettendosi a destra ma soprattutto interno al campo, come Rowe, facendo salire i laterali: tattica, ok, ma quello che sarebbe potuto essere da subito non è stato. Da Bernardeschi è nato sostanzialmente tutto, compreso un palo: confinarlo per un’ora non è stata una grande idea, nonostante la richiesta; metterlo poi dentro al campo più che esterno, è contraddizione. Un mese buttato? Lo si capirà. Fatto sta che quel gol preso nasce anche da una rimessa laterale: e pure questo va catalogato fra le cose da non fare e da stabilire per bene. Il triangolo fra Dia e Frattesi vede Heggem saltato ed Helland in netto ritardo sul prestito interista: l’ennesima situazione che sa di via di mezzo, un terreno pieno di dubbi sul quale il Bologna dovrà lavorare un bel po’ e molto meglio.

La differenza. La Lazio ha vinto non mollando un centimetro su nulla e dappertutto. Non è banale, perché lo schiaffo in Coppa Italia ha dato una risposta: Rino, poi, su queste cose non deroga. Gli interventi di Mandas (miracolo al 3’ su Odgaard, poi su Rowe), il salvataggio di Frattesi e un’attenzione pura e “cattiva” hanno portato quei risultati di reattività che il popolo laziale cercava e invocava. La differenza evidente fra le due squadre si è avvertita in mezzo: El Azzouzi è un play leggero, Ferguson non è ancora il Ferguson di una volta, le posizioni interne di Rowe e Berna hanno “mosso” ma non abbastanza; dall’altra parte fra Rovella, Taylor, Dele e poi Frattesi c’è stata più sintonia, sicurezza nel cosa fare. Il pari poteva anche starci, ma canta Rino e la versione di Tedesco è ancora attorcigliata.


• Tratte dal Corriere dello Sport, alcune dichiarazioni post-gara.

“Carica Gattuso” scrive il quotidiano romano. Il tecnico festeggia il primo successo in biancoceleste e traccia la strada: “Obiettivi? Soffrire il meno possibile e avere un’identità. È la vittoria della squadra. Tifosi, grazie. Romagnoli in panchina? Non stava bene, voleva esserci”.

La Lazio si schianta, la Lazio si rialza. È così anche con Gattuso: "So dove sono venuto, conosco tutte le difficoltà. Non posso mollare subito, ci godiamo la vittoria, ma non abbiamo fatto nulla". È sempre così. Crolla tutto, il gioco, lo spirito, le palizzate. All’improvviso tutto torna. Rino sapeva di essere abbandonato al suo destino, ha la forza di resistere. Ha scelto una strada, non la cambia. A Bologna ha trovato le misure nelle due fasi, manca sempre il gol degli attaccanti. Ma c’è Frattesi: "Questa è la vittoria della squadra, non la mia. Si è detto che ho litigato con Fabiani e Lotito, non è vero. Che ti devono dire? È giusto che ti massacrino dopo il Mantova, è il nostro lavoro". Rino s’era chiuso nel silenzio: "La settimana l’ho vissuta in maniera tranquilla. Non ho risposto a nessuno. Non ho litigato con nessuno, non c’era motivo. C'era solo tanta delusione".

Lo spirito. In Frattesi ha trovato un Davide contro i Golia: "Va ringraziato. Con tutto il rispetto per la Lazio che un giocatore con questo spessore accetti di venire qui con tutte le difficoltà che abbiamo non è scontato… Chapeau. Sono contento di averlo, ma ho abbracciato tutti i giocatori. L’esclusione? Ha lavorato poco con noi, ho deciso così". Giocare in trasferta, davanti a 3.500 laziali, è diverso dal giocare all’Olimpico davanti a soli 5.000 spettatori: "Dico solo grazie. Per noi i tifosi sono fondamentali, la loro coerenza è un dato di fatto. In casa, sinceramente, non è facile giocare. Questo non è un alibi, lo dico sempre ai giocatori. Ma quando giochi davanti a 5.000 persone, appena inizi a sbagliare qualcosa, si sente tutto. Bisogna essere forti mentalmente, dobbiamo lavorarci. Chi ha giocato a calcio sa quanto è dura sentire le offese dagli spalti. In questo senso meglio non ci sia nessuno". La vittoria di Bologna non cambia gli scenari: "Obiettivi? Diventare squadra e soffrire il meno possibile. Dopo il Mantova non è cambiato nulla, bisogna solo credere fortemente in quello che si fa". Rino insisterà, vuole una Lazio aggressiva, attenta: "Siamo stati molto bravi in fase di non possesso sia con Taylor che con Dia. Il lavoro preventivo è stato fatto nel modo giusto. Aggressivi, sempre col rischio calcolato. I ragazzi mi stanno dando tutto. Non so dove arriveremo, noi vogliamo dare un’identità a questa squadra. C’è da fare meglio negli ultimi 20 metri". S’è rivisto un Mandas volante: "È stato tanto criticato, ma ci ha tenuto in vita".

Le scelte. Floriani ha sorpassato Lazzari: "È un segnale... Lazzari lo sa, Floriani mi piace, ha motore, ha tanti margini di miglioramento". Ratkov sorpassato da Dia e da Noslin: "Ho bisogno di giocatori per la prima pressione, di più gamba e frizzantezza. Non ho nulla contro di lui, vediamo se riusciamo a trovare una soluzione". Romagnoli in panchina, il futuro dipende dal mercato. Gattuso non chiude la porta: "Bisogna capire le dinamiche e quello che è successo in questi giorni. Ha avuto dei problemi ai tendini, ha stretto i denti per stare con noi". Su Pinamonti in arrivo: "Mercato? Ci godiamo questa vittoria". Al Dall’Ara c’era Mancini, suo successore: "Dico solo che è un grande allenatore. Con l’Italia ho passato dieci mesi stupendi. La ferita rimarrà. A Mancini auguro il meglio perché il nostro calcio ne ha bisogno".


In un altro articolo le parole dell’autore del gol. “Frattesi forza cinque”. Entra, segna e corre sotto il settore ospiti. L’ex Inter uomo partita “Sono qui per Gattuso.

Cinque minuti e quindici secondi. Tanto è bastato a Davide Frattesi per prendersi la Lazio e trasformare il suo debutto biancoceleste in Serie A in una serata da ricordare. Gattuso lo aveva lasciato fuori a sorpresa, confermando la scelta già fatta contro il Mantova in Coppa Italia. Poi l'infortunio di Dele-Bashiru ha cambiato i programmi. Frattesi è entrato al 53'25, al 58'40 aveva già segnato il gol che ha deciso la sfida contro il Bologna, regalato alla Lazio i primi tre punti della stagione e a lui il premio di Man of the Match. Esordio migliore sarebbe stato complicato immaginarlo: "Sono partito dopo - ha raccontato al termine della gara - anche perché non sono ancora in condizione al 100% per reggere 90 minuti. Ma dentro di me so che quando sto bene sono questo. L’obiettivo è portare la condizione al 100% e mantenerla".

Impatto. Prima della partita Gattuso aveva spiegato la scelta di affidarsi a chi aveva svolto tutta la preparazione. Quando si è fatto male Dele-Bashiru, però, è arrivato il momento dell'ex Inter, sfruttato immediatamente con una giocata delle sue. Anticipo su El Azzouzi e attacco immediato dello spazio. Dia ha capito tutto, liberandolo con uno splendido colpo di tacco passato tra le gambe di Heggem. Frattesi si è avventato sul pallone e con il destro ha battuto Skorupski. Inserimento, tempi e freddezza: il suo marchio di fabbrica. Ancora più significativa l'esultanza: ha indicato lo stemma della Lazio sul cuore, improvvisato un "balletto" con Zaccagni ("Due deficienti, ci devo lavorare sull'esultanza perché questa è indegna", ha detto ridendo) e poi è partito verso il settore occupato dai circa 3.500 laziali arrivati a Bologna. Voleva festeggiare con loro, condividere una gioia che all'Olimpico la contestazione impedisce di vivere insieme: "Meglio averli per 19 partite che per zero, alla fine va bene così. Poi vedremo quello che succederà". Al rientro verso la panchina l'abbraccio con Gattuso: "Sono venuto qui perché ho lavorato con lui in Nazionale. Per me contano i rapporti e le persone. Lui è una delle poche persone vere che ci sono nel calcio e se devo dargli una mano, lo faccio volentieri".

Salvataggio. Gattuso, che lo aveva già ringraziato prima della gara, ha avuto altri motivi per farlo dopo il triplice fischio. Sì, perché Frattesi non si è limitato al gol. Al 76' è stato decisivo anche dalla parte opposta, salvando sulla linea il destro di Helland. Tutto sotto gli occhi del ct Mancini, con cui aveva parlato anche prima di accettare la Lazio. Il consiglio era stato chiaro: trovare una squadra che potesse garantirgli la continuità. Il dato raccontava l'attesa: prima di ieri, l'ultimo gol in Serie A risaliva al 30 marzo 2025. A Roma lo spazio non gli mancherà. A maggior ragione dopo prestazioni così.




La formazione biancoceleste: Dele-Bashiru, Cancellieri, Doekhi, Marusic, Mandas, Provstgaard; Dia, Rovella, Pedraza, Taylor, Zaccagni.
La formazione iniziale biancoceleste in grafica



► Per questa partita il tecnico biancoceleste Rino Gattuso ha convocato i seguenti calciatori:

I convocati in grafica (da https://x.com/SpaceLazio)



Dal sito http://www.legaseriea.it/it/serie-a/
Dal sito http://www.legaseriea.it/it/serie-a/




• La classifica dopo la I giornata del campionato di Serie A:

Classifica Punti GG V N P GF GS DR Punti C VC NC PC Punti F VF NF PF
Roma 3 1 1 0 0 4 0 4 3 1 0 0 0 0 0 0
Inter 3 1 1 0 0 4 1 3 3 1 0 0 0 0 0 0
Lecce 3 1 1 0 0 2 0 2 0 0 0 0 3 1 0 0
Napoli 3 1 1 0 0 2 0 2 0 0 0 0 3 1 0 0
Cagliari 3 1 1 0 0 1 0 1 0 0 0 0 3 1 0 0
Juventus 3 1 1 0 0 1 0 1 0 0 0 0 3 1 0 0
Lazio 3 1 1 0 0 1 0 1 0 0 0 0 3 1 0 0
Atalanta 3 1 1 0 0 2 1 1 3 1 0 0 0 0 0 0
Milan 3 1 1 0 0 2 1 1 0 0 0 0 3 1 0 0
Udinese 1 1 0 1 0 1 1 0 1 0 1 0 0 0 0 0
Como 1 1 0 1 0 1 1 0 0 0 0 0 1 0 1 0
Bologna 0 1 0 0 1 0 1 -1 0 0 0 1 0 0 0 0
Sassuolo 0 1 0 0 1 1 2 -1 0 0 0 0 0 0 0 1
Parma 0 1 0 0 1 0 1 -1 0 0 0 1 0 0 0 0
Frosinone 0 1 0 0 1 0 1 -1 0 0 0 1 0 0 0 0
Torino 0 1 0 0 1 1 2 -1 0 0 0 1 0 0 0 0
Genoa 0 1 0 0 1 0 2 -2 0 0 0 1 0 0 0 0
Venezia 0 1 0 0 1 0 2 -2 0 0 0 1 0 0 0 0
Monza 0 1 0 0 1 1 4 -3 0 0 0 0 0 0 0 1
Fiorentina 0 1 0 0 1 0 4 -4 0 0 0 0 0 0 0 1





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