Mercoledì 7 gennaio 2026 - Roma, stadio Olimpico - Lazio-Fiorentina 2-2

Da LazioWiki.

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7 gennaio 2026 – Roma, stadio Olimpico - Campionato di Serie A, XIX giornata - inizio ore 20:45

LAZIO: Provedel, Lazzari (79' Hysaj), Gila, Romagnoli, Pellegrini, Guendouzi, Cataldi, Basic (29' Vecino), Isaksen (71' Pedro), Cancellieri, Zaccagni. A disposizione: Mandas, Furlanetto, Nuno Tavares, Provstgaard, Rovella, Belahyane, Serra. Allenatore: Sarri.

FIORENTINA: De Gea, Dodô, Pongracic, Comuzzo, Gosens (68' Ranieri), Mandragora, Fagioli, Ndour (68' Solomon), Parisi (90'+2' Nicolussi Caviglia), Piccoli (60' Kean) , Gudmundsson (90'+2' Pablo Marì). A disposizione: Lezzerini, Christensen, Sohm, Kospo, Fortni, Kouaidio, Kouamé. Allenatore: Vanoli.

Arbitro: Sig. Sozza (Milano) - Assistenti: Sigg. Lo Cicero e Di Gioia - Quarto uomo: Sig. Crezzini - V.A.R.: Sig. Pezzuto - A.V.A.R.: Sig. Prontera.

Marcatori: 52' Cataldi, 56' Gosens, 89' Gundmundsson (rig.), 90'+5' Pedro (rig.).

Note: ammoniti 20' Pongracic, 21' Gosens, 26' Cancellieri, 55' Parisi, 71' Fagioli, 83' Zaccagni e Pellegrini, 90'+6' Nicolussi Caviglia. Al termine del primo tempo, espulso il dirigente Alberto Bianchi. Angoli 8 a 2. Recuperi: 4' p.t., 9' s.t.

Spettatori: 32.000 circa.


Matteo Cancellieri
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Toma Basic
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Matteo Zaccagni
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Luca Pellegrini
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Matteo Guendouzi
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Mario Gila
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Gustav Isaksen
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L'incredibile episodio del fallo su Mario Gila in area viola
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Danilo Cataldi scocca il tiro vincente
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Il calcio di rigore trasformato da Pedro per il 2-2 finale
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Matteo Guendouzi, alla sua ultima gara in biancoceleste, saluta i tifosi
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I calciatori convocati per la partita odierna

Le dichiarazioni dei protagonisti

La classifica dopo la XIX giornata di campionato

• Il Corriere dello Sport titola in prima pagina: “Ora basta!”, nella pagina di cronaca: “Pedro rimette a posto Gud”. Continua il quotidiano sportivo romano: “Il vantaggio di Cataldi annullato dal gol lampo di Gosens. La sfida dell’Olimpico viene decisa dai due rigori nel finale. L’islandese aveva illuso la Viola poi lo spagnolo salva la Lazio”.

Partita da montagne russe, avvincente fino alla fine. Sembrava indirizzata sull’1-1 (Cataldi e Gosens), due rigori (fischiati all’84' e al 93') l’hanno chiusa sul 2-2 (Gudmundsson e Pedro). Lazio e Fiorentina sono state sull’orlo della gioia e della disperazione per 98 minuti. Due vincitori non ci potevano essere ed è arrivato un pareggio che a Sarri non serve a nulla, ma è più conveniente di una sconfitta. A Vanoli conviene comunque, almeno stacca Pisa e ultimo posto. Due punti in più però li aveva assaporati. La Fiorentina fino all’1-1 aveva detto grazie a De Gea, tornato monumentale, autore di almeno 4 paratone, si contavano anche i salvataggi di Fagioli e Mandragora sulla linea nel primo tempo. Sarri non può più nulla contro gli arbitri, il fato e il mercato avverso. C’era rigore su Gila sullo 0-0, maglia tirata da Pongracic. La serie “trionfale” continua con il signor Sozza e il Var Pezzuto. A Mau manca sempre più un verissimo 9, ieri ci ha provato Cancellieri, è servito l’infinito Pedro, sganciato all’ultimo da falso 9. È stato comprato Ratkov, ha 22 anni, tutt’altro sognava Sarri. La Fiorentina nei primi 45' non aveva mai tirato con Piccoli e il 4-1-4-1. Ha resistito a tutto, nei secondi 45 ha riacciuffato il pareggio con Gosens quattro minuti dopo il gol da ex di Cataldi. Inutile dire che è andata meglio con il 4-2-3-1, inserendo Solomon e Kean. Più qualità e più tiri (0 nello specchio nel primo tempo, 5 alla fine).

Le mosse. Sarri è stato costretto a chiedere a Guendouzi, già un ex, di giocare. Vanoli ancora senza Kean. Fiorentina in pressione uomo contro uomo, subito troppo alta. Comuzzo su Basic, Dodo su Zaccagni, Gosens su Isaksen, Fagioli su Cataldi, Mandragora usciva su Romagnoli, Pongracic era su Cancellieri. Caroselli subito favoriti. Sono nati così i 4 minuti di terrore, dal 14' al 18', gran brutti momenti. Parata di De Gea su Basic dopo un contropiede con 7 viola nella metà campo della Lazio. Altra imbucata con 9 viola in avanti. Isaksen ha ciccato l’assist per Cancellieri e Gosens è stato miracoloso nel recupero. Qui i viola hanno iniziato a patire come sempre i calci piazzati. Fagioli e Mandragora hanno salvato su Gila. De Gea su Pellegrini. Ancora Fagioli sulla linea, tiro di Romagnoli. Pongracic ha tirato la maglia a Gila e la Lazio ha gridato al rigore. Check clamorosamente negativo. Ammoniti Pongracic e Gosens. Si è accasciato Basic (adduttore), dentro Vecino. Al 30' 7 tiri della Lazio, 6 da dentro l’area, 3 nello specchio, 0 della Viola. Costruiva col 3-4-2-1, i tagli di Gudmundsson si perdevano al centro.

La ripresa. La Fiorentina ha guadagnato metri manovrando: tacco di Gudmundsson parato da Provedel. La seconda costruzione è fallita. Fagioli male per Comuzzo, che ha regalato il pallone a Lazzari. Dal giro palla è nato il colpo di Cataldi, mezzo sombrero su Fagioli, triangolo con Vecino e palla in buca. Poi il regalo l’ha confezionato Isaksen, murato da Gosens in uscita. Fagioli, con un lob da ovazione, ha smarcato il tedesco, uomo-fionda (1-1). Vanoli finalmente ha chiamato Kean, dentro Ranieri per Gosens e Solomon per Ndour: 4-2-3-1. Solomon a sinistra. Gud trequartista. Ecco Pedro, subito su punizione. De Gea in tuffo e da terra su Gila e Romagnoli. Cataldi murato da Pongracic. Lazzari ko. Due occasioni per Kean fino all’assist di Solomon per Gudmundsson, steso da Gila, un harakiri dei suoi. Sozza richiamato all’OFR: rigore. Il gol dell’1-2 di Gud. Quasi rissa Guendouzi-Vanoli. Zaccagni ammonito (salta Verona). Viola in estasi, Lazio indomita. Comuzzo, a chiusura di una partita disastrosa, ha steso Zaccagni. Gol di Pedro al 95’. Tutti increduli.


Il Messaggero titola: “Rabbia Lazio. Rigore negato e pari finale”. Continua il quotidiano romano: “Prima una rete capolavoro di Cataldi, poi la Fiorentina rimonta e Pedro acciuffa il 2-2 dal dischetto al 95’. Ma pesa un penalty evidente non dato per una trattenuta su Gila. Le reti viola di Gudmudsson. Giallo a Zaccagni che salterà Verona. E si sono infortunati Basic e Lazzari”.

Non vale nemmeno la dura legge dell'ex contro il codice arbitrale, o meglio arbitrario. Cataldi segna un eurogol, Gosens risponde, poi Gudmundsson e Pedro fanno 2-2 dal dischetto. Eppure rimane il conto infinito e amaro dei rigori mancanti alla Lazio. Stavolta c'è una trattenuta clamorosa di Pongracic a Gila a macchiare il risultato: è "regolare" non solo per l'arbitro Sozza, ma anche per il var Pezzuto. Un altro scandalo non attenuato dal settimo pareggio sul gong, anche perché ora appena tre punti in quattro gare pesano. I biancocelesti meritano la vittoria, invece vengono agganciati all'Udinese al nono posto. La Fiorentina strappa un punto timido per la lotta salvezza, ma comunque immeritato.

La frustrazione. Difficile per la Lazio concentrarsi sul campionato con una smobilitazione in atto. Guendouzi è già del Fenerbahce, ma gioca l'ultima gara biancoceleste al fianco di Cataldi e Basic a centrocampo. Noslin è squalificato, non ci sono più attaccanti di ruolo, e Sarri preferisce Cancellieri a Pedro. Mossa giusta perché l'ex Parma fa un gran movimento davanti per liberare gli inserimenti dei compagni o il tiro. L'ultima vittoria contro la Cremonese dovrebbe dare maggior fiducia alla Fiorentina per tirarsi definitivamente fuori dalle sabbie mobili del terz'ultimo posto, ma non si vede chissà quale furore in campo. Oltretutto, a sorpresa, Vanoli rinuncia all'eroe Kean (suo il gol domenica al 93') e ricomincia da Piccoli nel 4-1-4-1. I toscani puntano sul palleggio, ma sbagliano un passaggio dietro l'altro. Isaksen sfrutta male i contropiedi e ne sciupa clamorosamente uno con Cancellieri al suo fianco. Basic (galvanizzato dall'imminente rinnovo sino al 2030) viene stoppato dal piedone di De Gea sul primo palo. Inizia un assedio della Lazio: Mandragora ferma un piattone di Gila sulla linea, De Gea stoppa Isaksen, Fagioli pensa a Romagnoli, ed è incredibile come sfumi il vantaggio. Potrebbe arrivare da un intervento dell'arbitro, invece no: Gila invoca il rigore, ancora una volta escluso da Sozza e poi dal var Pezzuto. Avevate qualche dubbio? La gara s'innervosisce, alla mezz'ora Basic s'accascia al suolo per un problema all'adduttore (si teme lo stiramento), entra Vecino al suo posto. La Fiorentina si vede solo per un rimpallo velenoso di Piccoli, ma anche la Lazio rimane ancora a digiuno nel primo tempo. Isaksen continua a inciampare sul pallone in ogni momento decisivo.

Gli errori. Ai viola tremano meno le gambe a inizio ripresa, ma Provedel è attento sul tacco di Gudmundsson. Strepitoso il vantaggio inventato dall'ex Cataldi su una respinta di testa di Comuzzo: stop al volo, dribbling e triangolo con Vecino chiuso con un piattone all'angolino. Brividi per un check sul controllo di Danilo: viene giustamente convalidato il suo secondo centro in questo campionato. Tutto inutile perché Isaksen combina due pasticci in ripiegamento: prima perde palla sulla trequarti, poi si perde alle sue spalle Gosens che, su un filtrante di Fagioli, fa 1-1 con un diagonale preciso. Pellegrini lo tiene in gioco. La Fiorentina ritrova coraggio, Provedel para Parisi sul primo palo. Vanoli capisce il momento e inserisce l'arma Kean (al posto di Piccoli) in attacco. Sarri lancia Pedro centravanti, Cancellieri torna largo a destra al posto di Isaksen (sostituito). Non c'è sorte benevola per la Lazio: De Gea compie un miracolo su una testata di Gila e poi, sulla respinta, Romagnoli lo colpisce in pieno. Come se non bastasse, Lazzari si ferma in uno scatto, toccandosi il flessore destro. Sarri è costretto a rilanciare addirittura Hysaj, assente dal 4 ottobre col Torino. Cancellieri rimane a terra dopo uno scontro col subentrato Solomon, i biancocelesti s'infuriano perché i viola proseguono. Zaccagni protesta e si becca l'ammonizione, che gli farà saltare la sfida da ex contro il Verona nel prossimo turno. Gudmundsson cade a terra in area, Gila lo sfiora appena col piede di richiamo: Sozza va al Var e stavolta, guarda caso, indica il dischetto. Provedel intuisce il tiro di Gudmundsson, ma la palla finisce dentro. Sembra una beffa esagerata, ma in pieno recupero Zaccagni viene atterrato da Comuzzo e finalmente c'è anche il penalty per la Lazio: Pedro lo trasforma ed è 2-2 sul gong. Guendouzi si toglie ogni sassolino dalla scarpa contro gli arbitri, prima del giro finale d'addio: in Turchia non c'è la guerra contro Lotito.


Il Tempo titola: “Maledizione Lazio”. Continua il quotidiano romano: “I biancocelesti pareggiano con la Fiorentina. Il resto lo fa l’arbitro. Apre Cataldi ma Sarri & Co non la chiudono e la viola rimonta. Gosens fa 1-1, poi il rigore molto “generoso” di Gudmusson e nel finale il gol di Pedro”.

La Lazio non sa più vincere, nemmeno contro la Fiorentina sconclusionata di questi tempi. Finisce 2-2 col finale da brividi e il pari di Pedro che evita un ko che sarebbe stato immeritato. Solo tre punti nelle ultime quattro partite dopo l'impresa di Parma e ben cinque gol incassati in quella che sta diventando una crisi vera e propria. Tutto nella ripresa, apre Cataldi, pari di Gosens, De Gea fa miracoli, Gudmundsson su un rigore molto generoso illude Vanoli, Pedro salva almeno il pareggio ma non c'è gioia perché la persecuzione arbitrale continua. La lista degli indisponibili tra squalifiche (Marusic e Noslin), Coppa d'Africa (Dele-Bashiru e Dia), infortuni (Patric e Gigot) e cessioni (Castellanos) si è troppo lunga per rinunciare al partente Guendouzi, ormai pronto a trasferirsi in Turchia nel Fenerbahce.

Il resto sono i reduci rimasti, davanti a Provedel giocano Lazzari, Gila, Romagnoli e Pellegrini, a centrocampo il francese è accompagnato da Cataldi e Basic, in avanti Cancellieri si sposta al centro con Isaksen e Zaccagni nelle solite posizioni. Vanoli sceglie la Fiorentina che ha conquistato sei punti nelle ultime tre giornate, in attacco all'inizio ancora Piccoli con Gudmundsson (Kean parte in panchina). Arbitra Sozza davanti a 35.000 spettatori che sfidano il freddo polare di un Olimpico pieno a metà. Dopo il volo di Flaminia, il fischio d'inizio e fase di studio che dura poco prima che la Lazio prenda decisamente in mano la partita. Ci prova Basic ma De Gea respinge di piedi, Mandragora salva sulla linea dopo una mischia incredibile nell'area viola. Gila reclama un rigore solare per una trattenuta netta di Pongracic, Sozza fa finta di nulla come al solito e il Var Pezzuto resta in silenzio.

L'arrembaggio viene spezzato alla mezz'ora dall'infortunio di Basic (altra tegola), entra Vecino con Sarri preoccupato per l'ennesimo stop muscolare della sua squadra. La Lazio si spegne col passare dei minuti, si va al riposo senza gol dopo un forcing forsennato e un rigore clamoroso negato. Si riparte e i biancocelesti trovano la rete del vantaggio: Cataldi scambia con Vecino e fa secco De Gea. Il più sembra fatto ma non è così, nemmeno il tempo di esultare e nel giro di pochi minuti Isaksen regala il pari: perde palla e Gosens sul filo del fuorigioco (grave errore di Pellegrini che non tiene la linea) infila Provedel: 1-1. Vanoli inserisce Kean per Piccoli poi spazio anche a Solomon e Ranieri, Sarri ci prova con Pedro (fuori Isaksen). Si fa male anche Lazzari, si rivede Hysaj per mancanza di alternative. Poi Sozza non fischia il fallo di Gila su Gudmundsson, intervento scomposto ma non sembra esserci scorrettezza: il Var Pezzuto lo richiama e l'islandese realizza il rigore dell'1-2. Per fortuna che la Lazio reagisce e nel recupero Zaccagni si prende un penalty per fallo di Comuzzo: Pedro regala almeno il 2-2 tra i rimpianti. Ora il mercato che serve come il pane al povero Sarri ma la stagione resta anonima.


La Gazzetta dello Sport titola: “Pedro infinito, rimpianto Fiorentina”. Continua il quotidiano sportivo: “Gud illude la viola. Lazio-gol al 95’: pari con rabbia. Botta e risposta nella ripresa: segnano Cataldi e Gosens, poi i due rigori nel finale. I biancocelesti si lamentano per l’arbitro”.

Ci sono due punti lasciati per strada, dalla Lazio nel primo tempo e dalla Fiorentina nel secondo. Ce n’è uno aggiunto in classifica da entrambe le squadre e serve molto di più ai viola. E poi, nel gelo di Roma, c’è tutto quello che rimane di questa partita folle iniziando dalla considerazione che la Lazio – che si lamenta per le decisioni arbitrali — ha fiammate di livello, ma ingenuità notevoli e fatica a giocare sotto ritmo, mentre la Fiorentina sta diventando una squadra anche per la capacità di soffrire quando serve e di colpire quando può. Non è un caso se Sarri ha vinto una sola delle ultime sette partite di campionato e se Vanoli nelle quattro giornate più recenti ha ottenuto due successi e un pareggio. Ieri la Lazio ha avuto il torto (e la sfortuna: tre salvataggi a De Gea battuto di Fagioli, due volte, e Mandragora) di non capitalizzare un primo tempo di netta superiorità, ma poi nella ripresa, nonostante il vantaggio di Cataldi, si è adeguata ai ritmi viola subendo l’immediato pareggio di Gosens, creando poco, lasciando il pallino in mano agli avversari e rischiando la sconfitta (rigore di Gudmundsson) prima del definitivo 2-2 di Pedro dal dischetto al 95’. La Fiorentina ha sofferto tanto in avvio, ma una sofferenza diversa dall’apatica rassegnazione di inizio stagione. I viola provavano a giocare, ma non reggevano i cambi di passo degli scattisti avversari pure per qualche problema tattico. Quando poi si è assestata ripristinando equilibri e distanze, la Fiorentina è apparsa in controllo anche perché rinfrancata dallo scampato pericolo: se il primo tempo non si è concluso con la Lazio in vantaggio magari di due gol, non è solo per il tempismo nei salvataggi sulla linea ma anche per un atteggiamento collaborativo da parte dei giocatori. Questo è lo spirito di una squadra che lotta per salvarsi, adesso sono tutti coinvolti e si aiutano, a prescindere dagli errori, dalle distrazioni, dai limiti individuali.

Lazio a due facce. Sarri torna a casa ripensando alle assenze in avanti (con un centravanti di ruolo probabilmente la superiorità del primo tempo sarebbe stata concretizzata) e pensando a cosa cambiare nella squadra in base alle novità del mercato. Ieri la fase offensiva ha funzionato abbastanza bene, soprattutto in campo aperto: la squadra sapeva distendersi bene e in velocità, giocando a uno o due tocchi e trovando sempre uno sbocco. È mancato il vero Zaccagni, però il capitano ha conquistato il rigore del pareggio con un guizzo disperato. La Lazio deve imparare a gestire i momenti in cui non comanda, perché è proprio in quelle fasi della gara che si indirizzano i risultati. E ieri non ci è riuscita andando complessivamente più vicina alla sconfitta che alla vittoria.

Novità viola. La Fiorentina ha fatto vedere qualcosa che in chiave futura può essere un fattore importante. Quando partiva dal basso, costruiva con un 3+2 arretrando Fagioli tra i centrali difensivi e avanzando molto i terzini che si aggiungevano agli esterni alti e a Piccoli (sostituito da Kean nella ripresa) come ipotetici ricevitori. Gosens a tratti si alzava più di Gudmundsson entrando internamente, Comuzzo si alternava con Pongracic nell’aggressione alta. Adesso Fagioli, sempre più a suo agio come play, ha tante opzioni di passaggio e davanti a lui i compagni si incrociano, vengono incontro, dettano la profondità. Il problema, emerso in maniera prepotente nel primo tempo, riguarda le distanze tra i reparti e in particolare tra la difesa e il centrocampo. Non si può cercare di stanare l’avversario nella propria metà campo se tra la coppia Mandragora-Ndour e quella Comuzzo-Pongracic ci sono trenta metri in cui la Lazio ha la possibilità di scatenare la velocista dei suoi giocatori. In particolare i due mediani viola hanno fatto pochissimo filtro e non hanno quasi mai coperto le linee di passaggio e poi le marcature preventive a volte sono saltate. Però la Fiorentina è comunque rimasta viva e ha fatto girare la partita conquistando un punto e molto di più in termini di convinzione e fiducia.


• Tratte dal Corriere dello Sport, alcune dichiarazioni post-gara.

Il tecnico laziale è una furia contro arbitraggi e club: “Pensavo di aver visto tutto”. Sarri: Guendouzi? Per me era incedibile”. Poi sul nuovo acquisto Ratkov: “Non lo conosco”.

Almeno per adesso, è un mercato che non lo soddisfa. C'è poco da girarci intorno. Sarri lo lascia intendere, nel solito campo minato delle interviste post-partita. Cerca di evitare la polemica su ogni fronte, ma anche usando la diplomazia per uno come lui è complicato mascherare le proprie sensazioni: "Non voglio essere travisato, ma Ratkov è un giocatore che non conosco. Non so che dire in questo momento, imparerò a conoscerlo. Vedrò qualità e difetti, lavorerò su come poterlo sfruttare, ma ad oggi non lo conosco, in senso letterale. Io non faccio lo scout, il campionato austriaco non lo seguo e penso che sia normale. Probabilmente la società lo conosce molto meglio di me e sicuramente sarò forte se l'hanno preso. La mia non è una polemica o una critica, è una constatazione. Nel calcio esistono appositamente gli scout, quando ero al Chelsea ce n'erano 30".

Mercato. Quel che è certo, è che gli sarebbe piaciuto molto di più se fosse arrivato Raspadori: "Con Giacomo ci ho parlato tanto tempo fa, dicendogli quello che ho detto in altre occasioni, ossia che secondo me è un centravanti e deve giocare lì. Una cosa che tra l'altro pensa anche lui. Ma questo non vuol dire che io abbia fatto una trattativa per lui". Altro aspetto che sicuramente non gli fa piacere, è quello di dover fare a meno di Guendouzi, destinato al Fenerbahce: "Lui e Castellanos erano giocatori importanti per noi. Soprattutto Mattéo pensavo che fosse uno dei 7-8 su cui porre le basi per il futuro. Ma qui si entra in ambito di livelli. Per la nostra realtà, quando arrivano offerte di quelle dimensioni diventa difficile. Se vengono proposti stipendi che non possiamo neanche avvicinare, è chiaro che i giocatori poi devono andare via. Il ragazzo mi ha spiegato tutte le motivazioni e sono comprensibili". Anche quando gli viene domandato se sia felice di questa linea di giocatori under 25, Sarri non si lascia scappare l'occasione per una puntualizzazione: "Una linea under 25 va benissimo. Preferirei di giocatori italiani, ma capisco anche che il mercato interno è difficile". È amareggiato, ma al tempo stesso zen: "A inizio stagione ho detto che rimanevo a tutti i costi, che avrei sopportato tutto quello che sarebbe successo. Poi ci è successo di più di quello che pensavo (ride, ndr). L'unica cosa che mi fa veramente sta male è che abbiamo un popolo meraviglioso. Pensare che sarà difficile dargli delle soddisfazioni in questo momento mi pesa. Se alla luce di tutto resto ancora? Ho dato la mia parola al popolo laziale che quest'anno sarebbe stata così. Poi il mercato non è finito e può darsi che la società faccia tante altre cose".

Arbitri. In attesa che questo accada, si deve preparare alla prossima partita con il Verona facendo di nuovo i conti con le assenze, visto che Zaccagni sarà squalificato, mentre Basic e Lazzari sono usciti per infortunio. E ancora una volta dovrà inventarsi qualcosa per spegnere il nervosismo per le decisioni arbitrali: "Pensavo di aver visto tutto. Se la situazione si riducesse ai due episodi di stasera, uno penserebbe a una serata no. Ma gli episodi sono troppi. È difficile anche spiegarla ai giocatori la situazione, perché è preoccupante. Dobbiamo essere bravi a fregarcene, perché è un qualcosa che non possiamo controllare".




La formazione biancoceleste:
Provedel, Gila, Pellegrini, Romagnoli, Cancellieri, Basic
Lazzari, Isaksen, Guendouzi, Cataldi, Zaccagni
La formazione iniziale biancoceleste in grafica



► Per questa partita il tecnico biancoceleste Maurizio Sarri ha convocato i seguenti calciatori:

I convocati in grafica



Dal sito http://www.legaseriea.it/it/serie-a/
Dal sito http://www.legaseriea.it/it/serie-a/



• La classifica dopo la XIX giornata del campionato di Serie A:

Classifica Punti GG V N P GF GS DR Punti C VC NC PC Punti F VF NF PF
Inter 42 18 14 0 4 40 15 25 21 7 0 2 21 7 0 2
Milan 39 18 11 6 1 29 14 15 21 6 3 1 18 5 3 0
Napoli 38 18 12 2 4 28 15 13 20 6 2 0 18 6 0 4
Juventus 36 19 10 6 3 27 16 11 19 5 4 0 17 5 2 3
Roma 36 19 12 0 7 22 12 10 18 6 0 3 18 6 0 4
Como 33 18 9 6 3 26 12 14 18 5 3 0 15 4 3 3
Atalanta 28 19 7 7 5 23 19 4 16 4 4 2 12 3 3 3
Bologna 26 18 7 5 6 25 19 6 14 4 2 3 12 3 3 3
Lazio 25 19 6 7 6 20 16 4 16 4 4 2 9 2 3 4
Udinese 25 19 7 4 8 20 30 -10 12 3 3 3 13 4 1 5
Sassuolo 23 19 6 5 8 23 25 -2 11 3 2 5 12 3 3 3
Torino 23 19 6 5 8 21 30 -9 11 3 2 5 12 3 3 3
Cremonese 22 19 5 7 7 20 23 -3 10 2 4 3 12 3 3 4
Cagliari 19 19 4 7 8 21 27 -6 9 2 3 4 10 2 4 4
Parma 18 18 4 6 8 12 21 -9 9 2 3 5 9 2 3 3
Lecce 17 18 4 5 9 12 25 -13 9 2 3 5 8 2 2 4
Genoa 16 19 3 7 9 19 29 -10 7 1 4 5 9 2 3 4
Fiorentina 13 19 2 7 10 20 30 -10 8 2 2 5 5 0 5 5
Verona 13 18 2 7 9 15 30 -15 6 1 3 4 7 1 4 5
Pisa 12 19 1 9 9 13 28 -15 6 1 3 6 6 0 6 3





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