Domenica 4 gennaio 2026 - Roma, stadio Olimpico - Lazio-Napoli 0-2
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4 gennaio 2026 – Roma, stadio Olimpico - Campionato di Serie A, XVIII giornata - inizio ore 12.30
LAZIO: Provedel, Marusic, Gila, Romagnoli, Pellegrini (62' Lazzari), Guendouzi, Cataldi (71' Belahyane), Basic, Cancellieri (71' Isaksen), Noslin, Zaccagni (87' Pedro). A disposizione: Mandas, Furlanetto, Provstgaard, Hysaj, Nuno Tavares, Rovella, Farcomeni, Serra. Allenatore: Sarri.
NAPOLI: Milinkovic-Savic, Di Lorenzo, Rrahmani (78' Buongiorno), Juan Jesus, Politano, McTominay, Lobotka, Spinazzola (78' Gutierrez), Neres (69' Mazzocchi), Hojlund (86' Lang), Elmas (86' Ambrosino). A disposizione: Meret, Contini, Olivera, Marianucci, Prisco. Allenatore: Conte.
Arbitro: Sig. Massa (Imperia) - Assistenti: Sigg. Meli e Costanzo - Quarto uomo: Sig. Piccinini - V.A.R.: Sig. Di Paolo - A.V.A.R.: Sig. Doveri.
Marcatori: 14' Spinazzola, 32' Rrahmani.
Note: osservato un minuto di silenzio per le vittime della tragedia di Crans-Montana in Svizzera. Ammoniti 43' Zaccagni, 65' Cataldi, 69' Noslin, 69' Rrahmani, 82' Romagnoli. Espulsi 81' Noslin, 88' Marusic, 88' Mazzocchi. Angoli 2 a 6. Recuperi: 4' p.t., 6' s.t.
Spettatori: 45.000 circa.


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► I calciatori convocati per la partita odierna
► Le dichiarazioni dei protagonisti
► La classifica dopo la XVIII giornata di campionato
• Il Corriere dello Sport titola: “È un Napoli a orologeria”. Continua il quotidiano sportivo romano: “Spinazzola e Rrahmani a segno. Prova super. Lazio dominata. Conte trova la quarta vittoria consecutiva (e altrettanti clean sheet) ma trema per Neres. Sarri chiude in 9 uomini e non ha più centravanti”.
La regola di Conte. Quarta partita consecutiva vinta con lo stesso punteggio (2-0), la stessa formazione e l’identica modalità, con un dominio totale. Da Riyadh in poi il Napoli è padrone del campo, guida il gioco, impone i ritmi, colpisce e ti soffoca. Alla Lazio, così come a Milan, Bologna e Cremonese, ha tolto aria, spazio, idee e soluzioni. Un altro esame di maturità superato e la migliore risposta allo scatto del Milan e alla reazione dell’Inter. Le prime tre restano raggruppate in due punti e allungano su Juve e Roma, ma la classifica è cortissima. La lotta scudetto sarà lunga e combattuta. Dovrà cambiare passo, invece, la Lazio se vuole rimettersi in marcia verso un posto in Europa. Due punti in tre partite e soprattutto nove di distacco dal quarto posto non permettono altre esitazioni. L’aiuto maggiore a Sarri può arrivare dal mercato, da mesi il Comandante aspetta nuove energie per una squadra che ha fatto il possibile finora. Le polemiche arbitrali non devono condizionare in campo, la spinta dei tifosi (anche ieri un sostegno ininterrotto per 90 minuti) può diventare un’arma fondamentale per dare una svolta alla stagione. Ma da Lotito deve arrivare un segnale immediato e importante.
Versione deluxe. Per questa Lazio non era semplice reggere il confronto. Soprattutto perché all’Olimpico si è presentato il Napoli in versione deluxe. Quello che ha vinto la quarta partita di fila lontano dal Maradona, dopo averne perse sette fra campionato e coppa da inizio stagione. Quello che imposta con grande pulizia tecnica, è feroce nelle pressioni, ti concede veramente poco e ti punisce senza pietà. Il comando delle operazioni è affidato a Lobotka e McTominay, gestiscono il possesso palla (65,2%), si abbassano a fare i play a turno in costruzione, orientano lo sviluppo e sono una sicurezza in fase difensiva (13 possessi guadagnati). Ma c’è un altro uomo chiave nello scacchiere di Conte, Elmas. È il nuovo equilibratore tattico, quello che gioca nel mezzo spazio offensivo sinistro in attacco, ma poi diventa l’uomo che si sacrifica di più in copertura. Gli è mancato il gol, lo ha sfiorato due volte di testa (sulla seconda una clamorosa traversa), ma ha praticamente oscurato Cataldi, di fatto togliendo la luce al centrocampo di Sarri. Nella giornata in cui Neres (uscito per infortunio alla caviglia nel finale) e Hojlund non hanno trovato mai l’illuminazione vincente, ci ha pensato Politano a far saltare il banco. Pellegrini non lo ha mai preso, dai suoi piedi sono nati i due assist per i gol di Spinazzola e Rrahmani (su punizione). Il periodo in panchina lo ha ricaricato, adesso è tornato a essere il giocatore a cui Conte non ha mai rinunciato per oltre un anno. Così come sta ripagando la fiducia dell’allenatore anche Juan Jesus, autore di un’altra prestazione da applausi: in quattro partite dalle sue parti non è passato nessuno.
Amaro Comandante. Bastano due numeri per fotografare al meglio la partita della Lazio: zero tiri in porta fatti (non succedeva dal maggio 2023 con il Milan, sempre con il Comandante in panchina) e un divario enorme nel possesso palla. Vedere una squadra di Sarri chiudere con il 34,8% (il peggior dato in queste prime 18 giornate) ti dà l’idea di come non sia mai stata veramente in partita. Un’occasione sprecata da Noslin in avvio, una traversa colpita da Guendouzi a tempo scaduto: troppo poco per poter impensierire il Napoli. Sarri ha perso il confronto soprattutto sulle fasce, Politano da un lato e Spinazzola dall’altro hanno fatto la differenza. Ma soprattutto non è mai riuscito a ritrovare il bandolo della matassa. Ha provato a cambiare con Isaksen, Pedro, Belahyane e Lazzari, ma non ha mai scalfito le certezze di Conte. A peggiorare la domenica le due espulsioni di Marusic (diverbio con Mazzocchi) e Noslin che fanno diventare complicata anche la sfida di mercoledì con la rinata Fiorentina di Kean. Sarri si aspetta qualche buona notizia almeno dal mercato, lui e i tifosi meritano di più.
• Il Messaggero titola: “Troppo Napoli, Lazio da rifare”. Continua il quotidiano romano: “La squadra di Conte vince 2-0 e resta in piena lotta scudetto. Gol di Spinazzola. Contestato il raddoppio di Rrahmani, nato da una punizione per una mano fortuita di Noslin, poi espulso. Risse e altri due rossi nel finale per Marusic e Mazzocchi. Il dominio azzurro favorito dai nervi tesi biancocelesti”.
Pranzo indigesto e poi avvelenato dal solito torto quotidiano. Un grande Napoli sbrana una Lazio piccola, anche sul piano nervoso, perché non passa ormai una giornata dove non ci sia un gol irregolare contro e il pugno duro (altri due rossi) di un arbitro: nello specifico il raddoppio azzurro di Rrahmani, dopo il vantaggio di Spinazzola, è condizionato da una punizione generosa concessa da Massa per un tocco di mano fortuito di Noslin, spintonato e poi anche espulso. Nemmeno un tiro nello specchio, Sarri paga l'assenza di un centravanti vero. Anzi ora, dopo l'uscita del Taty, con la Fiorentina rischia di non averne neanche mezzo. Seconda sconfitta casalinga (dopo il derby) per la Lazio, che scivola al nono posto, scavalcata dall'Atalanta di un punto. La squadra di Conte dimostra di essere di un altro livello in ogni zona del campo e giustamente, con le milanesi, in piena lotta per il secondo scudetto consecutivo. Incredibile il divario creatosi in vent'anni fra De Laurentiis e Lotito (ancora a Cortina), senza alcun fondo di investimento.
La botta. Non c'è mai una mano, nemmeno dal cielo, che assista la Lazio. Eppure l'aquila Flaminia non sbaglia già un giro alla seconda uscita all'Olimpico. Coreografia mozzafiato in Curva Nord, standing ovation per il ritorno dell'ex beniamino Caicedo. Quanto ce ne sarebbe bisogno adesso. Sarri si ritrova subito con il solo Noslin in attacco (Dia è in Coppa d'Africa, convocato il Primavera Serra) in attesa del sostituto di Castellanos. Confermato il tridente di Udine con Cancellieri e Zaccagni, ma col Napoli tornano Guendouzi (forse per l'ultima volta prima dell'addio) e Basic a centrocampo. Dopo Patric (stirato al polpaccio), c'è pure il forfait di Vecino (febbre) all'ultimo minuto. La Lazio subisce il palleggio del Napoli, evita il pressing alto e cerca di sfruttare i contropiedi con il lancio lungo. Clamorosa l'occasione sciupata da Noslin che, tutto solo davanti alla porta, opta per la torre indirizzata a Zaccagni - su un cross al bacio di Cancellieri - e viene stoppato da Di Lorenzo. Sliding doors dietro l'angolo. Cataldi perde palla su Di Lorenzo, Politano supera Pellegrini e sforna un cioccolatino sul secondo palo: Spinazzola s'avventa da dietro e trafigge Provedel al volo. Romagnoli salva due volte il raddoppio su due sgommate replay di Politano, Gila è perfetto sulle letture sul versante opposto. Il Napoli prende il sopravvento, i biancocelesti tremano, boccheggiano e cercano di trincerarsi dietro un momentaneo e sterile possesso. Arriva il diluvio all'Olimpico, regge il campo ma non la Lazio: punizione di Politano, Rrahmani raddoppia di testa e il Var esclude il fuori gioco. Eppure Sarri protesta con l'arbitro Massa perché il 2-0 nasce da un fischio a Noslin per un tocco involontario con la mano in un rimpallo. Quarta rete subita da calcio piazzato in questo campionato, dopo quelle di Paz (Como), Fadera (Sassuolo) e Coco (Torino). La reazione biancoceleste è in una fiammata di Noslin e in un tiro di Cancellieri, Milinkovic è attento. Politano asfalta ancora Pellegrini, traversa di Elmas da un metro. Capitan Zaccagni sembra sconsolato e frustrato: entra in ritardo su Mc Tominay e si becca il giallo.
Le risse. A inizio ripresa il Napoli sfiora subito il 3-0 con Hojlund. Sarri chiede ai suoi uomini di pressare e rischiare qualche giocata in più. Pellegrini accelera, ma Noslin si nasconde sul traversone al centro e Cancellieri è in netto ritardo sul secondo palo. Il terzino romano è costantemente in difficoltà in ripiegamento su Neres e Politano, così Mau decide di spostare Marusic a sinistra, inserendo Lazzari sull'altro lato. Il gioco si ferma all'improvviso: Neres si accascia a terra per un problema alla caviglia sinistra, dentro Mazzocchi, ma si accende un parapiglia (gialli a Rrahmani e Noslin) per il fair play non rispettato. Sarri sostituisce Cataldi e Cancellieri con Belahyane e Isaksen, Basic si sposta sul vertice basso. Due accelerate degli esterni biancocelesti regalano un brivido, ma Juan Jesus è un muro. Elmas si divora il tris servito da Mazzocchi con una schiacciata di testa, che sfiora l'incrocio. Il Napoli riempie l'area di rigore e resta compatto. Ingenuità di Noslin a 9' dal gong sapendo di essere già ammonito, l'olandese interviene da dietro su Buongiorno, Massa estrae un secondo giallo severo. Arrivano altri due rossi subito dopo per Marusic e Mazzocchi, dopo uno scontro in cui addirittura Conte fa da paciere mettendosi in mezzo. Sette espulsioni subite dalla Lazio, come nessun'altra squadra in questo campionato. In nove contro dieci, Pedro chiude la sfida da centravanti e batte la punizione su cui Guendouzi colpisce in pieno l'incrocio. Messaggio all'Atletico (ma ci sono anche Fenerbahce e Sunderland) per perfezionare lo scambio con Raspadori, altrimenti la Lazio non avrà attaccanti di ruolo mercoledì contro la Fiorentina all'Olimpico. Salvo altre sorprese dal mercato.
• Il Tempo titola: “Affanno Lazio”. Continua il quotidiano romano: “Dominio Napoli. I campioni d’Italia piegano una squadra arrendevole: reti di Spinazzola e Rrahmani. Gara senza storia segnata dalla solita persecuzione arbitrale. Massa penalizza la squadra di Sarri. Rossi a Noslin e Marusic”.
Poca Lazio, troppo Napoli: finisce 0-2 ma poteva andare peggio, Conte stravince il duello con Sarri grazie a una superiorità tecnica e tattica schiacciante. Non c'è stata partita, la squadra biancoceleste non è riuscita a resistere agli assalti dei campioni d'Italia. I gol di Spinazzola e Rrahmani hanno aperto e chiuso un primo tempo dominato dagli ospiti. La fascia sinistra ha devastato la difesa di Sarri, Neres e soprattutto Politano hanno trovato varchi invitanti per poi chiudere tutte le azioni dall'altra parte. La traversa di Elmas ha certificato una frazione in cui la Lazio è stata inesistente, non è mai riuscita a ripartire. Ripresa leggermente più equilibrata per la scelta del Napoli di gestire il resto della sfida. Peccato per l'infortunio di Neres, sostituito con Mazzocchi poi protagonista dell'espulsione finale con Marusic. La traversa di Guendouzi nel recupero è stato l'unico tentativo di una Lazio che ha dato una pessima impressione agli oltre 45.000 tifosi arrivati all'Olimpico nonostante il diluvio. Inutili anche i cambi, gli inserimenti di Belahyane, Isaksen, Lazzari e Pedro non hanno prodotto nulla anche per la forza dell'avversario sempre più candidato a uno storico bis scudetto.
Questa la cronaca di una sfida squilibrata ma non si può negare che, pure stavolta, la persecuzione arbitrale è continuata grazie alla direzione chirurgica di Massa. Non ha assolutamente influito sul risultato finale ma anche per lui, come per i suoi illustri predecessori, è valso il solito regolamento: nel dubbio sempre si va a favore all'avversario di turno. Inesistente anche la punizione che poi ha regalato la seconda rete di Rrahmani, due rossi, Noslin (ingiusto) e Marusic (“sbrocco” totale e ingiustificato anche se le provocazioni di Massa erano state continue) che fanno salire a sette gli espulsi biancocelesti dall'inizio di questa tormentata stagione. Sono 36 gli ammoniti che rendono la Lazio la squadra più cattiva del campionato pur essendo tra gli ultimi per numero di falli commessi. Fiscali, intransigenti e sempre col ghigno mefistofelico nei riguardi dei calciatori di Sarri, permissivi nei riguardi degli avversari: ormai è una regola. La società ci ha provato prima con un comunicato distensivo anche contro il proprio allenatore, poi con una lettera denuncia a far emergere i torti subiti dagli arbitri. Risultato? Sempre uguale, solo e sempre decisioni contro.
Ora, solo tre giorni per recuperare poi c'è la Fiorentina all'Olimpico con i viola rigenerati dalla vittoria in extremis contro la Cremonese. Una sfida per cuori forti e una Lazio ai minimi termini senza attaccanti (Noslin squalificato, Taty a Londra e Dia in Africa), senza Marusic, Patric e Vecino. La solita emergenza che può essere attenuata da qualche acquisto di livello di un gruppo che sta perdendo fiducia in sé stesso e negli arbitri. Se non ci si vuole rassegnare alla mediocrità, Lotito (ieri assente, era a Cortina) ha il dovere di correre ai ripari dando a Sarri i rinforzi richiesti.
• La Gazzetta dello Sport titola: “Napoli show. Milanesi avvisate”. Continua il quotidiano sportivo: “I campioni corrono, quarto 2-0 di fila. Conte spegne Sarri, Lazio demolita. All’Olimpico Antonio passa con Spinazzola e Rrahmani, confermando di essere di nuovo al top grazie a 11 titolarissimi. I biancocelesti sono troppo scollegati”.
Atalanta, Roma, Juve, Cremonese e adesso Lazio, quinto successo nelle ultime sei in campionato. Fuga a tre lanciatissima per lo scudetto. Una grande bellezza che il 2-0 non spiega compiutamente. Il Napoli è sempre in Supercoppa, spettacolare e vincente. Quello che non si capisce è come sia finito ko a Udine, se non perché ancora sotto choc per il Benfica. Ma il momento-no sembra definitivamente lontano. Conte ha trovato i titolari sui quali puntare e con loro è arrivata la quarta vittoria consecutiva sempre per 2-0. Ma non con lo stesso sistema. Il 3-4-2-1 classico si trasforma in un 3-2-4-1 che per un tempo schiaccia una Lazio tatticamente e mentalmente predisposta a subire. Conte stravince la sfida dei maestri con Sarri: uno continua a inventare, cambiare e stupire, l’altro, per colpe non tutte sue, è arroccato su principi che andrebbero aggiornati. Perché così, senza attaccanti, con Guendouzi in partenza e un ambiente depresso, non si va lontano.
Punizione. Sul 2-0 si abbatte l’ombra dell’errore di Massa che regala la punizione del gol di Rrahmani. Noslin tocca di mano dopo una leggera spinta. Uno dei “buchi” del protocollo che, si presume, andrà corretto: il Var non può tornare indietro sulla punizione come su un angolo sbagliato da cui nasce un gol, ma il capo degli arbitri Collina ha detto che è il caso di intervenire. Non facile per Massa, gara complicata, espulso Noslin per doppio giallo e, nel finale, fuori i rissosi Mazzocchi e Marusic: al 90’ si chiude in dieci contro nove.
Ma niente alibi. Errore o meno, niente può mettere in dubbio il meritatissimo successo del Napoli. La Lazio farà bene a non cullarsi in un vittimismo che offre alibi pericolosi. S’è visto un Napoli dominante: il collettivo esalta i singoli, e viceversa, gli automatismi sono impressionanti negli scambi di posizione. La Lazio è undici giocatori scollegati, distanze eccessive, niente manovra corale. Qualche scatto, qualche lancio, Noslin centravanti improbabile. S’era capito da subito che per la Lazio non ci sarebbe stato scampo, anche se resta il rimpianto per l’occasione sprecata da Noslin, di testa, sullo 0-0.
Mossa Conte. La mossa vincente è il 3-2-4-1 di Conte: spostando il baricentro, con Politano e Spinazzola sulla linea dei trequartisti Neres ed Elmas, affossa la Lazio negli ultimi venti metri, sempre in inferiorità e incapace di ripartire. Il Napoli sembra composto da due blocchi da cinque vicinissimi: a quello arretrato si aggiungono Lobotka e McTominay, insuperabile coppia di mediani bassi che recupera tutto, impedendo alla Lazio di ripartire se non con scatti estemporanei di Cancellieri, un po’ vivace a destra ma problematico in fase difensiva. L’1-0 del Napoli arriva su azione magistrale a destra di Politano, il migliore, e cross sull’altra fascia dove Spinazzola colpisce al volo, in corsa, senza che il laziale lo segua. La sgridata di Guendouzi è più chiara di qualsiasi analisi tattica.
Organizzazione. Quando attacca stabilmente con cinque uomini, Conte non dà mai punti di riferimento. Hojlund, sempre nel gioco, svuota l’area. Politano percorre la fascia avanti e indietro con agonismo sovrumano, non perde mai lucidità nei cross e negli scambi di posizione con Neres: un asse al quale si aggiunge Di Lorenzo, centrale difensivo nel tabellino, mezzala vera in campo. A sinistra Spinazzola ed Elmas non danno scampo a Marusic: l’azzurro si sdoppia, il macedone completa la prova di maturità andando a schermare Cataldi appena il Napoli perde palla, tra Lobotka e McTominay, in un 5-3-2 difensivo nel quale la Lazio mai riesce a infilarsi.
Un’idea per la Lazio. Gol di Spinazzola dopo neanche un quarto d’ora. Raddoppio di Rrahmani, libero di colpire di testa in area, su punizione di Politano (due assist), dopo la mezz’ora. E terza azione a fine primo tempo con traversa di Elmas. Napoli cinico e spietato, Lazio disorientata. La panchina di Sarri mette tristezza: il primo cambio dopo oltre un’ora, Lazzari per Pellegrini trapassato da Politano-Neres, dà la cifra della rassegnazione. Sarri è senza un centravanti e chissà come farà senza Guendouzi che si sfianca in un inutile pressing individuale - quello di squadra non s’è mai visto - ma lotta fino alla traversa al 90’. Il Napoli che si permette di lasciare Buongiorno in panchina, e può rinunciare ad Anguissa, De Bruyne e Lukaku. La Lazio che ha disperatamente bisogno di un’idea nuova, in attesa di rinforzi. Si prospetta un Lazio-Fiorentina di fuoco.
• Tratte dal Corriere dello Sport, alcune dichiarazioni post-gara.
“Sarri fa paura”. Il tecnico della Lazio chiaro con il club sul mercato Lotito chiamato ad accontentarlo: ieri il presidente non era all’Olimpico. “Ora rinforzi di valore Altri due-tre giocatori vogliono andare via. Taty senza sostituto? Potevamo farci trovare pronti”.
Sarri nudo e crudo. Chiede acquisti veri, teme altre cessioni: "Abbiamo bisogno di giocatori importanti. Deve arrivare gente umile e di caratura tecnica superiore. Ci sono 2-3 giocatori che vogliono andare via". Parole chiare, non rettificabili. Taty non sarà l’unica partenza, ha ricevuto offerte Guendouzi. Gila non rinnova, Tavares è bocciato, Mandas chiede spazio. I due-tre che "vogliono andare via" potrebbero essere tra loro. La Lazio è a rischio smantellamento e non ci sono certezze sugli arrivi. Sarri, per giocatori importanti, intende giocatori come Raspadori e Loftus-Cheek, i suoi prescelti. La patata bollente è nelle mani di Lotito (assente all’Olimpico, ancora a Cortina) e Fabiani: "Mercato? Dovete chiedere al direttore (Fabiani, ndr). Io ci ho parlato, ho detto che in certe zone del campo servono giocatori importanti, è inutile prendere giocatori dello stesso livello di quelli che abbiamo. L’evoluzione di questa discussione dipende dalla società", ha aggiunto Mau. Ha indicato i ruoli, ma per la prima volta ha ammesso di aver fatto due nomi, sempre Raspadori e Loftus-Cheek: "Ho fatto qualche nome per far capire le caratteristiche".
Il divario. Ieri non c’è stata partita: "È figlia del Napoli, la più forte del campionato. Ci abbiamo messo anche del nostro, siamo stati a metà strada. A volte alti, a volte passivi. Potevamo fare meglio". Il primo gol, nato da Politano, firmato da Spinazzola, è anche un difetto che pagano le difese a quattro contro gli esterni in stile Napoli: "Quando ti trovi ad affrontare i “quinti” che attaccano alle spalle il tuo ultimo difensore può succedere, non è solo un problema nostro, di tutti quelli che affrontano queste situazioni". Sarri ha fatto un appunto, per lui ha sbagliato anche Marusic, troppo stretto ai centrali, non solo Cancellieri che non copre Spinazzola: "Il cross era lento. Secondo me il nostro difensore esterno è stato troppo attratto al centro, si è lasciato scavalcare da una palla di facile lettura. Qualche errore c’è stato. Marusic si poteva staccare".
Le cessioni. Taty è andato via senza rimpiazzo, è partita la frecciata di Mau: "Il ragazzo era propenso alla partenza, quando ci sono queste situazioni è difficile trattenere un giocatore. Visto che questa situazione poteva succedere si poteva arrivare pronti". Sconfitta netta al di là di assenze e mancanze: "Divario tecnico palese, avremmo perso lo stesso". Sarri sabato ha parlato con la squadra e per un’ora l’ha spinta a dimenticare i torti arbitrali, a non parlarne più: "Siamo penultimi per falli fatti, primi per rossi. O facciamo falli enormi o i numeri messi insieme non tornano. Ho detto alla squadra che non deve essere un alibi". I rossi erano evitabili: "Ci mettono in difficoltà". Il mercato aiuta e disturba: "La gestione dei giocatori è difficile. Il 70% delle operazioni avviene negli ultimi due giorni, farlo di 30 o due non cambia nulla".
L’emergenza. Con la Fiorentina Pedro falso 9 o Cancellieri: "Io in passato non avevo voluto Cancellieri da centravanti, era una situazione più vasta". Rovella, ieri panchina da comparsa, ha bisogno di altri dieci giorni, con Cataldi possono giocare solo per necessità: "Non sono interni, solo nell’esigenza, per spezzoni, possono giocare anche insieme".
In un altro articolo, la protesta del capitano biancoceleste. Zaccagni “A quando un giallo?”. Il capitano affronta il tema arbitrale ma guarda oltre: “Commessi errori. Ho una striscia di sangue fino alla caviglia, non so come far ammonire un avversario... Ma niente alibi. Classifica anonima, vogliamo cambiarla”.
Porta con sé i segni della sconfitta, Mattia Zaccagni. È uscito furioso dal terreno di gioco dopo il triplice fischio, ferito sia nel morale, sia a livello fisico. Sì, perché il ko con il Napoli porta con sé ancora una volta tanto nervosismo, troppi cartellini e una lunga serie di strascichi polemici. Il capitano della Lazio nelle interviste post-partita ha provato a evitare l'argomento, a scansare più possibile la pericolosa generazione di alibi. All'ennesima domanda, però, ha lasciato intendere il malumore per la direzione di gara: "Mi ero promesso di non parlare di arbitri perché è inutile farlo ed è anche difficile gestire queste cose. Posso dire che ho una striscia di sangue dalla tibia alla caviglia, non so cosa devo fare per far ammonire l’avversario. Poi, sul mio intervento su McTominay, è un ginocchio contro ginocchio, se quello è giallo...".
Nervosismo. Sul perché arrivino certe decisioni, il numero dieci non sa darsi spiegazioni: "Non me le do. A volte le chiediamo direttamente agli arbitri e spesso e volentieri non ne abbiamo. Sul fallo da cui nasce il secondo gol, quello del tocco di mano di Noslin, prima c’è una spinta plateale. È diventato tutto molto soggettivo, non capisco come vengano applicate certe regole. Tutto qui". Restano dunque amarezza e nervosismo, anche se Zaccagni li collega più che altro alla prestazione sbagliata da parte della squadra: "Sono sensazioni dovute alla partita, in cui dovevamo fare di più sotto tanti punti di vista. Loro dopo il primo gol hanno giocato con totale fiducia, sono stati bravi a trovare i due trequartisti più volte, noi faticavamo molto a prenderli. Hanno giocato una grande gara e li abbiamo aiutati con le nostre pressioni non cattive. Non riuscivamo a coprire il pallone, eravamo distanti. Adesso è il momento di archiviare tutto, vedere gli errori fatti e pensare alla partita di mercoledì con la Fiorentina. Il nostro obiettivo sarà sempre quello di partire forte e prendere in mano il pallino del gioco". E questo nonostante l'ennesima condizione d'emergenza con cui dovrà fare i conti la squadra, che dopo l'espulsione di Noslin si ritrova senza un attaccante di ruolo a disposizione: "Vediamo, ci penseremo, siamo abituati ad essere in emergenza, affronteremo la partita come tutte le altre. Non dobbiamo cercare alibi". Il rischio di vivere una stagione insapore da metà classifica è più che mai concreto: "In questo momento dobbiamo guardare la realtà dei fatti. La nostra classifica è anonima, non vogliamo mantenerla tale".
Provedel, Gila, Cancellieri, Romagnoli, Marusic, Basic Noslin, Pellegrini, Guendouzi, Cataldi, Zaccagni |
► Per questa partita il tecnico biancoceleste Maurizio Sarri ha convocato i seguenti calciatori:
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• La classifica dopo la XVIII giornata del campionato di Serie A:
| Classifica | Punti | GG | V | N | P | GF | GS | DR | Punti C | VC | NC | PC | Punti F | VF | NF | PF |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Inter | 39 | 17 | 13 | 0 | 4 | 38 | 15 | 23 | 21 | 7 | 0 | 2 | 18 | 6 | 0 | 2 |
| Milan | 38 | 17 | 11 | 5 | 1 | 28 | 13 | 15 | 20 | 6 | 2 | 1 | 18 | 5 | 3 | 0 |
| Napoli | 37 | 17 | 12 | 1 | 4 | 26 | 13 | 13 | 19 | 6 | 1 | 0 | 18 | 6 | 0 | 4 |
| Juventus | 33 | 18 | 9 | 6 | 3 | 24 | 16 | 8 | 19 | 5 | 4 | 0 | 14 | 4 | 2 | 3 |
| Roma | 33 | 18 | 11 | 0 | 7 | 20 | 12 | 8 | 18 | 6 | 0 | 3 | 15 | 5 | 0 | 4 |
| Como | 30 | 17 | 8 | 6 | 3 | 23 | 12 | 11 | 18 | 5 | 3 | 0 | 12 | 3 | 3 | 3 |
| Bologna | 26 | 17 | 7 | 5 | 5 | 25 | 17 | 8 | 14 | 4 | 2 | 2 | 12 | 3 | 3 | 3 |
| Atalanta | 25 | 18 | 6 | 7 | 5 | 21 | 19 | 2 | 16 | 4 | 4 | 2 | 9 | 2 | 3 | 3 |
| Lazio |
24 | 18 | 6 | 6 | 6 | 18 | 14 | 4 | 15 | 4 | 3 | 2 | 9 | 2 | 3 | 4 |
| Sassuolo | 23 | 18 | 6 | 5 | 7 | 23 | 22 | 1 | 11 | 3 | 2 | 4 | 12 | 3 | 3 | 3 |
| Torino | 23 | 18 | 6 | 5 | 7 | 20 | 28 | -8 | 11 | 3 | 2 | 4 | 12 | 3 | 3 | 3 |
| Udinese | 22 | 18 | 6 | 4 | 8 | 18 | 29 | -11 | 12 | 3 | 3 | 3 | 10 | 3 | 1 | 5 |
| Cremonese | 21 | 18 | 5 | 6 | 7 | 18 | 21 | -3 | 9 | 2 | 3 | 3 | 12 | 3 | 3 | 4 |
| Cagliari | 18 | 18 | 4 | 6 | 8 | 19 | 25 | -6 | 9 | 2 | 3 | 4 | 9 | 2 | 3 | 4 |
| Parma | 18 | 17 | 4 | 6 | 7 | 12 | 19 | -7 | 9 | 2 | 3 | 4 | 9 | 2 | 3 | 3 |
| Lecce | 17 | 17 | 4 | 5 | 8 | 12 | 23 | -11 | 9 | 2 | 3 | 4 | 8 | 2 | 2 | 4 |
| Genoa | 15 | 18 | 3 | 6 | 9 | 18 | 28 | -10 | 7 | 1 | 4 | 5 | 8 | 2 | 2 | 4 |
| Fiorentina | 12 | 18 | 2 | 6 | 10 | 18 | 28 | -10 | 8 | 2 | 2 | 5 | 4 | 0 | 4 | 5 |
| Pisa | 12 | 18 | 1 | 9 | 8 | 13 | 25 | -12 | 6 | 1 | 3 | 5 | 6 | 0 | 6 | 3 |
| Verona | 12 | 17 | 2 | 6 | 9 | 13 | 28 | -15 | 6 | 1 | 3 | 4 | 6 | 1 | 3 | 5 |
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