Domenica 12 dicembre 2010 - Torino, stadio Olimpico - Juventus-Lazio 2-1


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12 dicembre 2010 - 3.400 - Campionato di Serie A 2010/11 - XVI giornata - inizio ore 20.45

JUVENTUS: Storari, Sorensen, Bonucci, Chiellini, Grosso, Krasic, Felipe Melo, Aquilani (89' Sissoko), Marchisio (67' Pepe), Iaquinta, Quagliarella (71' Del Piero). A disposizione: Manninger, Legrottaglie, Motta, Traorè. Allenatore: Delneri.

LAZIO: Muslera, Lichtsteiner, Biava (62' Diakite), Dias, Cavanda, Brocchi, Matuzalem, Mauri (87' Ledesma), Hernanes, Zarate (90' Del Nero), Floccari. A disposizione: Berni, Bresciano, Rocchi, Kozak. Allenatore: Reja.

Arbitro: Sig. Tagliavento (Terni) - Assistenti Sigg. Nicoletti e Romagnoli - Quarto uomo Sig. Bergonzi.

Marcatori: 2' Chiellini, 14' Zarate, 94' Krasic.

Note: ammonito al 53' Brocchi, al 62' Felipe Melo, al 92' Cavanda tutti per gioco scorretto. Calci d'angolo: 6 - 5. Recuperi: 0' p.t., 4' s.t.

Spettatori: 21.000 circa con 5.808 paganti per un incasso di euro 207.325 e 14.290 abbonati (quota euro 267.760).

André Dias in azione
Mauro Zarate in un momento dell'incontro
Il tocco vincente di Mauro Zarate per il pareggio biancoceleste
L'esultanza di Maurito dopo la marcatura
Una fase della gara
Hernanes in azione
Stephan Lichtsteiner
Un momento della partita
La rete-vittoria di Krasic
Il goal di Zarate
Sergio Floccari
Duello tra i brasiliani Hernanes e Filipe Melo

La Gazzetta dello Sport titola: "Juve, ci pensa ancora Krasic. Lazio battuta e raggiunta. Subito botta e risposta: segna Chiellini, risponde Zarate. Poi una lunga pressione bianconera con la Lazio che si difende in modo organizzato. Alla fine, nel recupero, il gol del serbo per un errore di Muslera, che poco prima aveva salvato il risultato su Del Piero".

Continua la "rosea": Se stasera c'era da designare l'anti-Milan, allora il risultato depone a favore della Juventus. L'andamento della partita, tuttavia, ha visto la squadra di Reja difendersi con organizzazione e ripartire con efficacia, mentre gli uomini di Delneri hanno sciorinato impegno e agonismo, ma ancora troppe difficoltà in fase conclusiva, dove resta una sostanziale dipendenza dai colpi di testa di Chiellini e da Krasic. La vera anti-Milan dovrà avere un uomo che la mette dentro con continuità. Ma per intanto i tifosi bianconeri possono gioire con la loro squadra che sale al secondo posto a sei lunghezze dal Milan, in coabitazione con Lazio e Napoli. Si gioca ed è subito vantaggio Juve. Dopo due minuti Iaquinta conquista un corner, Aquilani lo va a battere da sinistra e mette il pallone preciso a centro area per l'inserimento di Chiellini che di testa mette dentro angolato sul primo palo. Sembra insomma che la partita assuma subito una fisionomia precisa, con la Juve che ne diventa padrona e la Lazio che sbanda: passano pochi minuti e Quagliarella potrebbe raddoppiare quando Krasic, dopo una bella azione personale, gli serve una deliziosa palla che l'attaccante napoletano devia prontamente al volo: alto di poco. E' la classica situazione in cui solo un episodio può fa cambiare il vento.

E l'episodio arriva ben presto, precisamente al 14': c'è un corner su cui la difesa bianconera è messa male, nel batti e ribatti la spuntano i laziali con palla che arriva a Zarate e poi finisce in rete. E da quel momento è parità non solo nel punteggio, ma anche nella velocità, nel grande agonismo, nel pressing e pure nella tendenza a qualche pasticcio difensivo e a un gioco non sempre lucido. Alla lunga, però, la Juve riprende il sopravvento e cerca la porta con più insistenza rispetto agli avversari. Aquilani è ispirato, smista molti palloni e va anche pericolosamente alla conclusione (trovando pure la parte superiore della traversa), preferibilmente dalla distanza. In area, invece, la Lazio sembra aver preso le misure: anche quando, nel finale, Iaquinta ha la palla buona, è Biava ancora prima di Muslera a respingere in spaccata. Così a conti fatti il pari con cui si va al riposo è il risultato giusto. Si riprende con lo stesso copione: pressione Juve, Lazio che si difende con ordine. Un forcing che col passare dei minuti cresce di intensità ma che, nonostante le ripetute sgroppate di Krasic sulla sinistra con cross finale, non produce vere e proprie occasioni.

Delneri capisce che è necessario intervenire e lo fa spinto anche da un problema muscolare di Marchisio: entra Pepe. Tutto tecnico invece il cambio di Quagliarella, che ha all'attivo solo l'occasione del primo tempo: a metà ripresa tocca a Del Piero. Le acque si smuovono, ci sono un paio di conclusioni di Pepe su cui Muslera è bravo ma la Lazio non si disunisce e tiene palla appena può. Così la partita si trascina fino all'assalto finale nel recupero ma la Lazio sembra poter resistere, grazie anche a Muslera che vola a respingere una bella punizione di Del Piero. Ma proprio Muslera capitola all'ultimo minuto di recupero sull'ennesima scorribanda a destra di Krasic, che arriva sul fondo e prova a mettere nell'area piccola: ed è proprio il portiere a deviare nella sua porta. Quella che gli attaccanti bianconeri invece non avevano trovato.


Il Messaggero titola: "La Lazio scivola al 94': Krasic tira, Muslera spedisce in porta il gol del 2-1. Bianconeri in vantaggio con Chiellini, pareggia Zarate, poi nel recupero sfortunata deviazione del portiere biancoceleste".

Continua il quotidiano romano: Una sfortunata deviazione di Muslera al 94' cancella l'ottima prestazione della Lazio sul campo di una Juventus non irresistibile, nonostante un eccellente Krasic. Finisce 2-1, con i bianconeri che agganciano i biancocelesti e il Napoli al secondo posto, a quota 30 e a sei punti dal Milan in fuga. E' stato dunque un episodio, quando tutti erano già mentalmente sotto la doccia, a decidere il match indicato alla vigilia come la partita che avrebbe deciso l'anti-Milan. Tutti tranne Krasic, che fin dalle prime battute dell'incontro aveva messo in seria difficoltà Cavanda. La Lazio esce battuta ma ha di che recriminare, dopo essersi dimostrata allo stesso livello della Juventus: nel primo tempo ha ribattuto colpo su colpo alle iniziative bianconere e nella ripresa ha controllato con ordine la situazione, non rinunciando a contrattaccare. Fino allo sfortunato episodio finale. Reja schiera una squadra d'attacco con Mauri, Hernanes e Zarate alle spalle di Floccari. Matuzalem e Brocchi in mezzo al campo e Cavanda al posto di Radu per marcare Krasic. Nella Juventus Quagliarella e Iaquinta in attacco con Krasic e Marchiso esterni. Dopo nemmeno due minuti Juventus in vantaggio: Aquilani batte un calcio d'angolo dalla sinistra, Chiellini brucia Dias e segna di testa.

Krasic comincia a premere sulla fascia, al 7' si libera di Cavanda e centra per Quagliarella, alto di poco. All'11' splendido pallone di Brocchi per Mauri in ottima posizione, anticipato di un soffio da Chiellini. La Lazio al 13' pareggia, anche qui su angolo: Storari perde palla e Zarate appostato sulla destra insacca. Si riparte e Floccari si invola verso la porta, si decentra e spedisce poco a lato del secondo palo. Al 18' punizione di Aquilani dal limite, la palla, toccata dalla barriera, colpisce la parte superiore della traversa. Al 22' la difesa della Lazio pasticcia, Krasic si avventa sul pallone e dalla lunetta tira alto di un niente. Cala il ritmo, Lazio ordinata e attenta, Juve imprecisa. Al 42' Krasic a Quagliarella appostato in area, Biava salva alla disperata. Poi un tiro da lontano di Marchisio e uno di Hernanes, fuori di poco. La Juventus preme. Al 50' Aquilani da fuori, Muslera devia in tuffo. Al 60' scontro in area fra Dias e Biava, che rimane a terra colpito alla caviglia sinistra, già dolorante: esce in barella e viene sostituito da Diakitè. Krasic affonda pericolosamente un paio di volte sulla destra, ma i suoi cross non trovano nessuno. Al 68' Dias di testa su corner di Zarate, alto. Al 70' Del Piero per Quagliarella. Al 72' Pepe, entrato per Marchisio, chiama Muslera alla respinta con un gran tiro da fuori.

Al 78' Iaquinta gira su assist di Del Piero, Diakitè devia in angolo. Muslera nuovamente impegnato da Pepe. All'85' Zarate chiama Storari alla parata a terra. Entra Ledesma per Mauri. Poi Sissoko rileva Aquilani e Del Nero Zarate. Quattro minuti di recupero. Al 92' grande parata di Muslera su punizione di Del Piero dal limite destro dell'area. Al 94' Krasic salta Cavanda, si avventura sulla linea di fondo e dalla destra tira verso Muslera, che scivola e devia il pallone in rete con un braccio.


Sempre dal quotidiano romano, alcune dichiarazioni post-gara:

Reja: "Pura sfortuna, ma se Muslera copre il primo palo non fanno mai gol".

Edy Reja si presenta davanti ai microfono di Sky e critica, sia pure con grande pacatezza, gli errori di Cavanda e Muslera. "Qualche errore verso la fine l'abbiamo commesso. Cavanda è un giovane - dice l'allenatore della Lazio - e ha commesso un'ingenuità purtroppo pagata a caro prezzo. Non bisogna dare campo all'interno, ma all'esterno. Con i cambi avevo cercato di raddoppiare sulle laterali, purtroppo abbiamo tenuto poco palla nell'ultimo minuto. Dispiace, c'è fortissimo rammarico per una partita che era da ritenersi chiusa".

Quanto a Muslera, e all'episodio del 2-1 "il palo è scoperto completamente - dice Reja - Se sta in linea con il palo, senza uscire fuori, non fanno mai gol. Certo, se Krasic avesse messo la palla in mezzo e avessero fatto gol, sarebbe stato un altro discorso, poteva starci, ma così...". Reja analizza anche la prestazione complessiva della squadra: "Il rendimento non è stato come in altre gare, non solo dal punto di vista individuale, ma anche collettivo. La partita comunque l'abbiamo fatta, la Lazio ha retto bene. La sconfitta è pura ed esclusiva sfortuna, al di là delle nostre mancanze, perché di errori ne abbiamo fatti. Gestendo meglio la palla potevamo arrivare alla fine. E' chiaro che un mea culpa bisogna farlo, ma è stata pura sfortuna".