Domenica 19 dicembre 2010 - Roma, stadio Olimpico - Lazio-Udinese 3-2


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19 dicembre 2010 - 3.401 - Campionato di Serie A 2010/11 - XVII giornata - inizio ore 12.30

LAZIO: Muslera, Lichtsteiner, Biava, Dias, Diakite, Ledesma, Matuzalem (89' Bresciano), Mauri, Hernanes, Zarate (71' Kozak), Rocchi (93' Gonzalez). A disposizione: Berni, Scaloni, Stendardo, Foggia. Allenatore: Reja.

UDINESE: Handanovic, Zapata, Coda, Benatia, Armero (79' Domizzi), Inler, Asamoah (60' Denis), Isla (90' Corradi), Pinzi, Sanchez, Di Natale. A disposizione: Belardi, Pasquale, Badu, Floro Flores. Allenatore: Guidolin.

Arbitro: Sig. Gervasoni (Mantova) - Assistenti Sigg. Ghiandai e Giordano - Quarto uomo Sig. Romeo.

Marcatori: 2' Hernanes, 49' Sanchez, 52' Biava, 61' Denis, 88' Zapata (aut).

Note: giornata nuvolosa e fredda, terreno scivoloso. Ammoniti Coda, Inler, Matuzalem, Benatia. Espulso il tecnico della Lazio Reja. Calci d'angolo: 8 - 2. recuperi: 1'p.t. , 5' s.t.

Spettatori: 21.000 circa con 7.834 paganti e 12.810 abbonati, incasso non comunicato.

Il pallone calciato da Hernanes finisce nel sacco per la rete dell'1-0
L'esultanza del calciatore brasiliano
Il primo pareggio bianconero di Sanchez
La rete del 2-1 ad opera di Giuseppe Biava
L'abbraccio dei compagni al difensore biancoceleste
L'esultanza di Giuseppe Biava dopo la marcatura
L'autorete di Zapata per il definitivo vantaggio biancoceleste
L'esultanza dell'attaccante ceco
L'abbraccio al giovane attaccante biancoceleste
Cristian Ledesma e Tommaso Rocchi
Modibo Diakite
André Dias e Giuseppe Biava
Un'azione della gara
Duello Sanchez - Ledesma
Tommaso Rocchi in un momento dell'incontro
Kozac e Rocchi esultano

La Gazzetta dello Sport titola: "La Lazio vola a -3 dal Milan. Piegata una bella Udinese. Grandi emozioni: i biancocelesti vincono 3-2 nel finale, dopo aver visto annullato due volte il vantaggio raggiunto con Hernanes e Biava. Di Sanchez e Denis i provvisori pareggi, prima della rete decisiva, un autogol di Zapata su pressione di Kozak, da poco entrato per Zarate".

Continua la "rosea": La Lazio non spreca l'occasione di portarsi a -3 dal Milan, ma fatica più del previsto per battere una spavalda Udinese, piegata solo nel finale, al 43' della ripresa da un autogol di testa di Zapata, su pressione di Kozak. Partita bella e vivace, giocata su ritmi alti, con i biancocelesti che vanno in vantaggio per due volte, al 2' del primo tempo con Hernanes e al 7' della ripresa con Biava, ma si fanno raggiungere da Sanchez, al 4' della ripresa, e al 16' con Denis, appena entrato, in entrambi i casi con pesanti disattenzioni difensive. Tantissime le palle gol create dalle due squadre, fra cui una traversa di Hernanes e un contropiede della Lazio quattro contro due, in entrambi in casi sull'1-0 per i biancocelesti. Nel finale, l'episodio che decide la gara. Per l'Udinese, alla quarta sconfitta di fila in trasferta, una lezione fin troppo severa. Il tempo di prendere posizione in campo e la Lazio passa in vantaggio. È il 2’ quando Rocchi sfonda centralmente, passa a Hernanes che tira in corsa: il suo rasoterra non è potente, ma passa sotto le gambe di Zapata e inganna Handanovic. Ci sono le premesse perché la gara si indirizzi sui binari preferiti dalla Lazio, che invece deve subire.

L’Udinese è aggressiva in mezzo al campo, dove il suo folto centrocampo crea dei problemi alla truppa di Reja: oltre ai 5 uomini che la compongono, la mediana bianconera si arricchisce dei contributi delle punte, Di Natale e Sanchez, che tornano spesso per trasformarsi da stoccatori in rifinitori. Così nascono le grandi occasioni dei friulani, che con di Di Natale (10’), Isla (12’), dopo un bel triangolo con Sanchez, e soprattutto Armero, (18’) da pochi passi, falliscono il pari. L’Udinese è padrona del campo, ma rischia nei ribaltamenti di fronte: Zarate (22’, fermato da Handanovic di piede) ed Hernanes, (25’) respinto solo dalla traversa, ricordano ai friulani che i biancocelesti davanti hanno talento per far male, soprattutto negli spazi aperti. Come al 42’, quando la Lazio ha una prateria in un contropiede quattro contro due, ma sia Lichtsteiner, sia Hernanes sono fermati da Handanovic: raddoppio più che divorato dopo 45’ di gioco dinamico e divertente. La ripresa inizia con le squadre che continuano a tenere il piede sull’acceleratore e la stessa dose di spettacolo del primo tempo. Al 4’ l’Udinese pareggia con Sanchez, di testa, su un cross lento e calibrato di Totò Di Natale che la difesa laziale, a cominciare da Diakite, valuta male.

La Lazio però si rialza subito, con Biava, che confeziona il pareggio, al 7', con una bellissima girata al volo da pochi passi, su sponda del compagno di reparto Dias. Ma non c’è tregua: Di Natale, solo in area, è fermato da Muslera. Il 2-2 arriva con Denis, appena entrato, che di testa batte Muslera al 16'. Il portiere biancoceleste, in realtà si batte da solo, scivolando sullo stacco del centravanti argentino e restando immobile a osservare il pallone che entra in porta. Ma il contagiri resta in zona rossa. Ci provano Zarate, al 24’, poi Di Natale al 26’. Le squadre restano allungate, Reja toglie Zarate per Kozak – scelta sottolineata dai fischi dell’Olimpico, ma che si rivelerà azzeccata - e Handanovic deve salvare in corner su tiro deviato di Hernanes (34') e poi su Mauri (35') da pochi passi, mentre Sanchez (35') potrebbe sfruttare meglio un pallonetto insidioso. L'Udinese si copre, per portare a casa un pari più che meritato, ma la Lazio non ci sta e su corner trova il gol vittoria: Zapata, di testa, toglie la palla dalla testa di Kozak, ma la deposita nella sue rete. Beffa Udinese, tripudio Lazio, ma applausi a entrambe: davvero 90' senza tregua e di grandi emozioni.


Il Messaggero titola: "La Lazio batte l'Udinese e vola. Milan a tre punti, Natale da favola. Poco pubblico e qualche fischio, ma partita piena di emozioni. Alla fine decide un'autorete di Zapata: 3-2".

Continua il quotidiano romano: La Lazio sfrutta il passo falso del Milan di ieri con la Roma e vince con l'Udinese 3-2, portandosi a -3 dalla vetta. La partita è stata aperta e spettacolare e si è chiusa a favore della squadra di Reja solo nei minuti finali. Per l'Udinese arriva l'ennesima sconfitta in trasferta anche se, almeno in questa occasione, la formazione di Guidolin ha avuto moltissime occasioni non sfruttate. Reja arriva a questa sfida con una formazione rimaneggiata: assenti i due terzini sinistri di ruolo, Radu e Garrido, il tecnico goriziano è costretto ad adattare Diakitè in una posizione non sua. Completano la difesa Lichtsteiner, Biava e Dias, con Muslera tra i pali dopo le polemiche legate al tiro-cross di Krasic che ha deciso l'incontro con la Juventus. In mezzo al campo manca Brocchi: cerniera mediana composta da Ledesma e Matuzalem. Classico trio di trequartisti formato da Mauri, Hernanes e Zarate, con quest'ultimo chiamato a supporto di Tommaso Rocchi, tornato titolare per il singolare infortunio di Floccari. Guidolin non stravolge il 3-5-2 che ha punito la Fiorentina. In avanti il capocannoniere Di Natale sarà imbeccato dal genio di Sanchez. La gara si mette subito sui binari giusti per la Lazio che dopo appena due minuti passa in vantaggio.

Dopo un disimpegno sbagliato la palla arriva a Rocchi sulla trequarti, giunto al limite dell'area tocca per Hernanes, che di sinistro di prima intenzione trova l'angolino alla sinistra di Handanovic. Trovato il vantaggio la Lazio cerca di controllare ma è troppo presto e contro una squadra che fa della velocità la sua arma migliore. La squadra di Reja rischia quindi in almeno tre occasioni. Prima con Di Natale che manda al lato e poi con Isla che solo davanti a Muslera spedisce a lato in diagonale. "Questa è una vittoria importante, ma ce la siamo sudata: siamo stati ingenui negli errori, ma bravi a rialzare la testa ogni volta che un'ottima Udinese ci ha raggiunto". Così Stefano Mauri ai microfoni di Mediaset dopo la sofferta vittoria della Lazio contro l'Udinese all'Olimpico. I biancocelesti chiudono il 2010 al secondo posto in classifica. "Alla squadra do un voto altissimo per questa parte di stagione: ormai, dopo tutte queste partite, la nostra posizione in classifica non è più frutto del caso", prosegue il centrocampista biancoceleste. "Scudetto? È difficile, siamo una squadra che deve giocare al 110 per cento tutte le partite", conclude.


Sempre dal quotidiano romano, alcune dichiarazioni post-gara:

Reja e i giocatori insofferenti: attenti o crolla tutto come l'anno scorso.

Il cambio Zarate-Kozak, il presunto rifiuto iniziale di Gonzalez ad entrare nei secondi finali, le insofferenze di Matuzalem e Ledesma: Edy Reja festeggia l'avvicinamento al Milan dopo la vittoria con l'Udinese, ma deve fare i conti con qualche muso lungo di una rosa ampia. "Il tecnico sono io, le scelte le faccio io - ha detto a Sky - Qui di fenomeni non ce ne sono, o si capisce che si devono accettare per il bene comune oppure se spuntano le insofferenze, si rischia di far crollare tutto. Così come è crollato l'anno scorso". Mauri: presi gol brutti. "È stata una partita particolare. Abbiamo sofferto tanto, ma l'Udinese ha dimostrato di essere una grande squadra. Comunque va bene così, anche se dobbiamo migliorare tanto perché oggi abbiamo preso dei gol davvero brutti - dice Stefano Mauri - Meritiamo questa classifica, se siamo secondi non è un caso. Dobbiamo crescere ancora. Il cambio di Zarate? Reja, da fuori, legge la partita meglio di noi che siamo in campo. Pensava che Kozak potesse darci una mano e così è stato".