Domenica 14 luglio 2019 - Auronzo di Cadore, stadio Rodolfo Zandegiacomo - Auronzo-Lazio 0-18


Stagione

Amichevole successiva

14 luglio 2019 - Auronzo di Cadore (BL), Stadio Rodolfo Zandegiacomo - Amichevole - inizio ore 17.00


AURONZO: Primo tempo - Riva, Zanella, Zandegiacomo, Del Favero, L. Frescura, M. Frescura, Bianchi, C. Doriguzzi, D’Ambros, Limaja, Vecellio; Secondo tempo: Zambelli, Vecellio Bacco, Sacchet, Sambugaro, A. Pais Bianco, M. Frescura, S. Doriguzzi, De Mario, Tiric, Vecellio Reane, Lauro. A disposizione: Cella De Dan, Zandegiacomo, Caviola, Carnio, De Filippo Roia, N. Pais Bianco. Allenatore: Oliviero.

LAZIO: Guerrieri (42' Adamonis), Vavro, Acerbi (42' Jorge Silva), Patric (42' Wallace), Lazzari (42' Patric), Parolo, Leiva (42' Cataldi), Luis Alberto (42' A. Anderson), Lulic (42' Acerbi), Correa (42' Luis Alberto), Caicedo (42' Adekanye). A disposizione: Proto, Alia, Luiz Felipe, Marusic, Milinkovic, Immobile. Allenatore: S. Inzaghi.

Arbitro: Sig. Gaz (Belluno) - Assistenti Sigg. De Rocco e Minerba.

Marcatori: 6' Correa, 11' Parolo, 13' Leiva, 23' Caicedo, 29' Caicedo, 31' Correa, 33' Acerbi, 40' Correa, 46' Luis Alberto, 54' Parolo, 56' Luis Alberto, 56' A. Anderson, 66' Patric, 70' Acerbi, 72' Luis Alberto, 74' Adekanye, 75' Adekanye, 78' Patric.

Note: giocati due tempi ridotti rispettivamente di 41' e 38'. Il bilancio totale delle marcature sale a 146 gol fatti e 0 subiti nei 12 incontri disputati con l'Auronzo.

Spettatori: 600.


Le due formazioni a centrocampo
L'ingresso in campo
Patric in azione
Lucas Leiva
Joaquin Correa
Senad Lulic
Luis Alberto
Marco Parolo
Denis Vavro
Manuel Lazzari
La prima pagina de "Il Corriere delle Alpi"
Lo striscione dedicato a Sinisa Mihajlovic
Il biglietto della partita

La Gazzetta dello Sport titola: "La Lazio riparte nel segno di Correa e Luis Alberto. I due fantasisti realizzano una tripletta ciascuno. Nuove soluzioni per Inzaghi, in gol pure Adekanye".

Continua la "rosea": Non c'è Ciro Immobile e al debutto stagionale della Lazio salgono in cattedra da goleador Joaquin Correa e Luis Alberto. Il 18-0 rifilato all’Auronzo nel primo test sotto le Tre Cime di Lavaredo viene scandito dalle loro triplette. Una per tempo. Al via, si scatena Correa. Dopo l’intervallo la scena è tutta per Luis Alberto, che ha giocato l’intera gara (tempi da 40’ ciascuno) dividendosi tra i ruoli di interno e poi di trequartista. Ma hanno ricevuto applausi pure gli altri attaccanti della Lazio, Caicedo e Adekanye, autori rispettivamente di una doppietta e di una rete. Simone Inzaghi può star tranquillo: la macchina del gol biancoceleste è ripartita nel migliore dei modi nella nuova stagione. Con una rampa in più per i giocatori della prima linea costituita dall’arrivo di Lazzari: l’ex spallino ha subito mostrato le sue qualità sulla destra portandosi spesso in profondità a scodellare cross a beneficio dei compagni. Correa ha concluso la scorsa stagione con tre reti nelle ultime tre presenze. La perla del 2-0 nella finale di Coppa Italia contro l’Atalanta tra i gol contro Cagliari e Bologna.

Il suo bilancio finale è stato di nove reti: pesantissima quella che contro il Milan nella semifinale di Coppa Italia. Il 24enne argentino, arrivato l’estate scorsa dopo la partenza di Felipe Anderson, è cresciuto tanto durante la stagione. Ora è un pilastro del progetto di Inzaghi, che punta anche ad averlo come cannoniere in più. Nel primo tempo, ha duettato con Caicedo in prima linea tra lampi di classe e guizzi da neo bomber. Una polizza in più per la Lazio sotto rete. Luis Alberto si è svelato al tiro quando è passato nella trequarti. Il suo apporto è stato prezioso a metà campo per il suo cambio passo: mancava Milinkovic che ha lavorato in palestra. Non solo i tre gol, ma anche due pali tra i tiri di Luis Alberto, che ha inoltre fornito l’assist per il primo gol in biancoceleste di Adekanye, il 20enne olandese di origini nigeriane appena svincolatosi dal Liverpool. Il 26enne spagnolo si è subito preso il ruolo di trascinatore della Lazio. Da leader del gioco, come nei piani di Inzaghi. I primi giorni di lavoro nella nuova Lazio lo stanno ricaricando. In queste ore sembrano lontanissime le tensioni delle scorse settimane. La voglia di tornare al Siviglia, la squadra del cuore, è stata congelata. Con i suoi agenti è partita la trattativa per il rinnovo del contatto in scadenza nel 2022. Insieme per andare lontano.


► Il Corriere dello Sport titola: "Vavro, non solo un difensore. Buone indicazioni dallo slovacco: domina il gioco aereo e diventa un attaccante sui calci piazzati. Ieri il via alle amichevoli: 18-0 all’Auronzo".

Prosegue il quotidiano sportivo romano: Sembra un ottimo acquisto. Se diventerà un grande colpo, raggiungendo i livelli di De Vrij o Skriniar, lo scopriremo entro un anno. Ora è presto per un giudizio così impegnativo. Rapido e filiforme, buon piede destro, pericolosissimo di testa. Denis Vavro, il gigante slovacco appena ingaggiato dalla Lazio, domina nel gioco aereo e si trasforma in un attaccante aggiunto sui calci piazzati. Ottanta minuti e il test con i dilettanti dell’Auronzo (seconda categoria) non bastano per esaltarsi, ma sono stati sufficienti per ricavare buone sensazioni. Arriveranno ad agosto le amichevoli di livello internazionale per misurarne lo spessore in marcatura e dovrà adattarsi in fretta alle insidie del campionato italiano, ma ieri sotto le Tre Cime di Lavaredo i tifosi biancocelesti hanno cominciato ad applaudire il difensore scoperto dal ds Tare. Non tragga in inganno la copertina riservata a Vavro, nonostante i diciotto gol imposti ai boscaioli veneti e la partita a senso unico.

La curiosità principale era legata ai nuovi acquisti. Se tutti conoscono Lazzari, un missile sulla fascia destra, nessuno aveva mai visto dal vivo lo slovacco. E’ apparso assai sicuro nel palleggio senza ricorrere al lancio lungo, una delle sue specialità: quanto serve a Inzaghi con la difesa a tre per avviare ancora meglio l’azione uscendo sul lato destro e non più solo a sinistra come accadeva con Radu. Vavro ha dimostrato di possedere una buona velocità nonostante l’altezza: 193 centimetri ma un fisico più asciutto rispetto ad Acerbi. Di solito giocatori così strutturati soffrono i carichi di lavoro. Ieri mattina, lungo la pista ciclabile che costeggia il lago di Santa Caterina, Denis aveva sopportato sei ripetute da mille metri. Nel pomeriggio è rimasto in campo per ottanta minuti filati. Non ha segnato, ma è entrato in modo determinante in 3 gol sui 18 realizzati dalla Lazio: al 13' assist aereo servito a Parolo sul cross di Luis Alberto, al 31' ha favorito il tap in di Caicedo dopo lo stacco imperioso e il colpo di testa respinto per miracolo dal portiere, a sei minuti dal termine si è sganciato come se fosse un terzino e dal fondo ha scodellato il cross da cui è nata l’autorete di Michele Frescura. In attesa di vederlo mordere gli attaccanti avversari, ha sorpreso come capacità offensive e ha dato l’idea di saper interpretare il sistema a tre, già conosciuto ai tempi dello Zilina. Dietro è sembrato concentrato e attento a seguire i movimenti di Acerbi e Patric, impiegato nel primo tempo da centrale a sinistra.

Luis Alberto e Leiva, assai brillante e veloce in regia, i migliori in campo. Lo spagnolo ha segnato una tripletta, colpito due pali e ispirato quasi tutte le manovre d’attacco, portando il solito valore aggiunto di fantasia. Si è vista la stessa Lazio della passata stagione. Solito 3-5-2 con due nuovi titolari a formare la cerniera della fascia destra. Vavro dietro a Lazzari. Questa è la differenza. Un difensore più sicuro di Wallace e Bastos, un martello in costante proiezione offensiva. L’ex esterno della Spal non era al top e può fare molto meglio, ma ha spinto e si è proposto. Per questo motivo, i centrocampisti della Lazio aprivano molto più del solito il gioco a destra invece di appoggiare palla soltanto a Lulic, come è sempre avvenuto in passato. Un solo assist per Manuel a beneficio di Correa, autore di una tripletta nel primo tempo, chiuso sull’8-0. Il passo avanti si vede sul campo e si misura attraverso la qualità degli acquisti. Vavro e Lazzari sono giocatori bravi, sicuri, pronti. In attesa di capire cosa avverrà con Milinkovic, la Lazio ha migliorato due ruoli su undici. Diciamo la verità: sarebbe bello se il mercato si chiudesse oggi, senza alcuna cessione eccellente.


"Daje Sinisa, non mollare". Lo striscione dei laziali è apparso ieri pomeriggio allo stadio Zandegiacomo, sistemato dietro una porta pochi minuti prima dell’amichevole con i dilettanti dell’Auronzo. Il popolo biancoceleste è affezionatissimo a Mihajlovic, campione d’Italia nel Duemila e ora tecnico del Bologna, appena colpito dalla leucemia. Francesco Acerbi gli ha dedicato un bellissimo pensiero attraverso il profilo personale Instagram. L’ex centrale del Sassuolo è riuscito a sconfiggere due volte il tumore. "Non devi mollare, devi avere coraggio! Sono parole scontate, ma vere. Mister mi permetto di dirti di affrontare questa brutta fase fregandotene di quello che hai. Vivi come se non avessi niente e pensa sempre positivo. Coraggio". Il Leone della Lazio si è presentato in grandissima forma ad Auronzo. E’ rimasto in campo 80 minuti come Vavro, Luis Alberto, Parolo e Patric. Nel secondo tempo Inzaghi, per mancanza di alternative, lo ha persino impiegato da esterno al posto di Lulic. Acerbi ha segnato con un bellissimo sinistro volante sul cross di Parolo.

"La squadra sta reagendo bene, non essendo in tanti stiamo lavorando meglio per intensità, concentrazione e voglia: il gruppo è sereno, presto torneranno gli altri. I nuovi si stanno integrando bene, come accaduto a me lo scorso anno" ha raccontato a fine partita a Lazio Style parlando anche di Vavro. "Lo conosco da due giorni, è un elemento molto applicato e attento, ha buona struttura e un ottimo piede: ha tutto per diventare un buon giocatore, ha testa, l’età è dalla sua. Per diventare un ottimo giocatore, dovrà essere costante nel rendimento, ma è serio e ha voglia". Otto gol nel primo tempo, dieci nella ripresa. C’è stato spazio per tutti. E’ andato a segno Andrè Anderson, provato da mezz’ala sinistra, con un destro potente dal limite. Nel finale ha segnato anche Bobby Adekanye con un bellissimo gol di tacco, sfruttando l’assist di Luis Alberto. L’ex Liverpool è stato applaudito anche dai suoi compagni dopo aver fallito tre reti da distanza ravvicinata. Sembra la mascotte del gruppo. E’ un giovane interessante, di grande tecnica e rapidità nel controllo di palla, tutto piede sinistro, forse leggerino ma soffre la preparazione e andrà aspettato, considerando l’età. Ha segnato il diciassettesimo gol e servito l’assist, dopo il dribbling sul portiere, per il 18-0 di Patric.


Il Corriere delle Alpi titola: L’aquila ha artigliato i galletti. La Lazio ne fa 18 all’Auronzo - Nella prima amichevole durante la preparazione estiva triplette di Correa e Luis Alberto davanti ad almeno 500 spettatori.

Prosegue il quotidiano veneto: Buona la prima. La Lazio fa sua l’amichevole con l’Auronzo, prima uscita stagionale per la squadra di mister Inzaghi. Al Rodolfo Zandegiacomo finisce con un sonoro 18-0 per la formazione biancoceleste. Gara senza storia, troppo il divario tecnico tra le due contendenti con l’Auronzo imbottito di giovani che non può nulla e deve subire il pressing di capitan Lulic e compagni. Nella goleada laziale spiccano le triplette di Correa e Luis Alberto, doppietta invece per Parolo, Caicedo, Acerbi e Patric. Completano il tabellino le marcature di Leiva, Andrè Anderson, Adekanye e uno sfortunato autogol. Pomeriggio con il sole che fa capolino tra le nuvole, sul terreno in ottime condizioni del Rodolfo Zandegiacomo soffia un vento a tratti fastidioso. In tribuna sono in 500, previsti due tempi da 40’. Mister Inzaghi sceglie un 3-5-2 a forte spinta offensiva, in attacco ci sono Correa e Caicedo, solo panchina per il bomber Immobile. Non scenderà in campo nemmeno Milinkovic Savic, al centro di diverse trattative di mercato.

Dura 7’ il muro difensivo eretto dall’Auronzo. A segnare il primo gol stagionale è Correa con un bel tiro che finisce sotto l’incrocio dei pali. I biancocelesti schiacciano l’undici auronzano nella propria metà campo, i ritmi non sono altissimi, ma quando attacca la Lazio mostra di avere tanta qualità. I galletti si limitano a dei lanci lunghi per provare ad innescare le punte, ma i difensori di Inzaghi, seppur poco chiamati in causa, sono sempre concentrati e presenti. I detentori della Coppa Italia, fanno girare la palla, cercando l’inserimento giusto, pochissimi i tiri da fuori area. All’11’ Parolo intanto raddoppia sfruttando la sponda di Vavro, due minuti più tardi arriva il tris ad opera di Leiva. Sale in cattedra anche Luis Alberto, che con una bella giocata serve al centro Caicedo, l’ecuadoregno non sbaglia. Al 30’ è doppietta per l’attaccante che insacca dopo la ribattuta di Riva. Il portiere auronzano è il migliore in campo dei suoi, con delle belle parate apprezzate anche dai tifosi laziali. Correa nel finale va in gol due volte, nel mezzo in rete anche Acerbi con un preciso colpo di testa. Cambiano volto le due squadre nel secondo tempo, ma il canovaccio della partita è sempre lo stesso.

Dopo cinque minuti, Luis Alberto firma il 9-0. Parolo al 54’ sfrutta un errore di Zambelli per segnare il decimo gol, poco dopo doppietta di Luis Alberto, che con la suola mette a sedere il portiere e segna. La potente incursione di Andrè Anderson al 58’ fa volare la squadra capitolina sul 12-0. Anche Patric al 66’ si aggiunge al tabellino dei marcatori, al 70’ invece Acerbi con un bel tiro al volo firma il 14-0. Non si ferma la Lazio, segna ancora Luis Alberto con una potente conclusione da fuori, mentre al 74’ Michele Frescura devia sfortunatamente un cross di Vavro nella propria porta. Nel finale di partita, gioia anche per Adekanye, che dopo essersi divorato diverse occasioni favorevoli, finalmente segna con una giocata spettacolare. A chiudere i conti, per il 18-0 finale è Patric che appoggia comodo in rete un cross proveniente dalla fascia. Buone indicazioni per Inzaghi con il neo acquisto Lazzari che si è dimostrato in forma e molto pimpante. Bene anche Vavro e Andrè Anderson. Per i ragazzi dell’Auronzo, nonostante l’atteso risultato finale, una gara che comunque ricorderanno per sempre con gioia e soddisfazione.






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