Domenica 14 settembre 2008 - Roma, stadio Olimpico - Lazio-Sampdoria 2-0


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14 settembre 2008 - 3.291 - Campionato di Serie A 2008/09 - II giornata - inizio ore 15.00

LAZIO: Carrizo, Lichtsteiner, Siviglia, Rozehnal, Kolarov, Brocchi (81' De Silvestri), Ledesma, Meghni (62' Manfredini), Mauri, Zarate (74' Foggia), Pandev. A disposizione: Muslera, Radu, Cribari, Makinwa. Allenatore: D.Rossi.

SAMPDORIA: Mirante, Lucchini, Gastaldello, Bottinelli, Padalino (9' Stankevicius), Sammarco (75' Fornaroli), Palombo, Franceschini, Pieri, Cassano, Delvecchio (61' Bonazzoli). A disposizione: Castellazzi, Bonanni, Dessena, Ziegler. Allenatore: Mazzarri.

Arbitro: Sig. Brighi (Cesena) - Assistenti Sigg. Nicoletti e Romagnoli.

Marcatori: 7' Zarate, 72' Pandev.

Note: pomeriggio di sole, terreno in buone condizioni. Ammoniti: Sammarco, Franceschini. Angoli: 8-6 per la Sampdoria. Presenti in tribuna gli ex calciatori biancocelesti Sinisa Mihajlovic e Angelo Peruzzi. Recuperi: 0' p.t., 4' s.t.

Spettatori: 35.000 circa.


Il tiro vincente di Mauro Zarate per il vantaggio biancoceleste
La gioia dell'argentino dopo la rete
L'abbraccio a Maurito dopo il goal
Goran Pandev scocca il tiro vincente per il raddoppio laziale
Esultanza biancoceleste
Sebastiano Siviglia in azione
Stephan Lichtsteiner
Cristian Ledesma
Cristian Brocchi

Nel firmamento biancoceleste brilla una nuova stella, quella di Mauro Matias Zarate. Due gare e tre gol per l'argentino, due partite e sei punti per la Lazio, in testa al Campionato dopo 5 anni. Dopo il 4-1 al Sant'Elia contro i sardi, oggi un 2-0 altrettanto bello e importante contro un avversario di tutto rispetto: la Sampdoria di Walter Mazzarri che nella prima giornata di Campionato aveva fermato l'Inter di Mourinho a Marassi. Bella gara all'Olimpico tra due squadre in ottima forma e che negli obiettivi puntano ad un posto in Europa. Rossi schiera in difesa Lichtsteiner che viene preferito a De Silvestri, Siviglia e Rozehnal sono i centrali, Kolarov l'esterno sinistro.

Out Matuzalem, a centrocampo Brocchi, Ledesma e Meghni, con Mauri alle spalle della coppia Zarate-Pandev. Tanta tecnica in campo per la Lazio quindi e Mazzarri risponde come può: in difesa molte assenze e spazio a Lucchini, Gastaldello e Bottinelli. Praticamente sei i centrocampisti: Padalino, Sammarco, Palombo, Franceschini e Pieri da destra verso sinistra, poi Delvecchio ad agire dietro l'ex giallorosso Cassano, fischiato dallo stadio. Proprio il barese, al 3', ha un'occasione d'oro ma, sull'assist di Sammarco, è bravissimo Lichtsteiner ad anticiparlo.

Al 7' la Lazio passa in vantaggio. Da standing ovation la giocata straordinaria di Zarate che, spalle alla porta, da fermo e con un paio di finte, si libera di due uomini e fa partire un sinistro a girare dai 18 metri che s'infila all'incrocio dei pali. Una rete bellissima, quella dell'argentino, che lascia di stucco il portiere doriano. Al 13' è ancora Mauro Zarate che si porta a spasso tutta la difesa doriana: parte da sinistra, si accentra e scocca un destro che finisce però alto. I blucerchiati appaiono in netta difficoltà ed al 14' Mauri li grazia a porta vuota. I liguri si affacciano dalle parti dell'aerea avversaria al 17' quando Padalino da fuori impegna Carrizo e sulla risposta Bottinelli non riesce a dare forza alla sua conclusione. Al 24' è lo stesso Bottinelli a sfiorare di testa la traversa, poi è Sammarco, servito da Cassano, ad impegnare l'estremo difensore biancoceleste.

La reazione doriana ora c'è ma la Lazio continua a giocare il suo calcio e a tenere impegnata la difesa ligure che soffre la velocità e la tecnica della coppia Pandev-Zarate. Nella ripresa è ancora Lazio a menare le danze: al 14' è ancora Zarate ad impegnare Mirante. La Sampdoria, però, non molla e Mazzarri effettua delle sostituzioni per cercare di raddrizzare lo svantaggio. Pieri chiede un rigore per un mani di Lichtsteiner ma per Brighi è involontario. Al 72' la Lazio chiude la gara: dopo un lancio-assist perfetto di Brocchi, Pandev controlla, difende di forza la palla da Bottinelli e realizza di sinistro la rete del due a zero. I blucerchiati provano subito ad accorciare lo svantaggio: un tiro-cross di Cassano vede la deviazione di Bonazzoli alta sulla traversa. Finisce così 2-0, vince la Lazio e festeggia il primato in classifica in coabitazione con la sorprendente Atalanta. Domenica prossima gara a San Siro per la sfida che vede i biancocelesti opposti al Milan sorprendentemente ultimo in classifica.


Il Corriere della Sera titola: "Zarate fa il Cassano. E la Lazio se la gode. Pandev raddoppia e stende la Sampdoria. La Lazio ritorna in testa alla classifica dopo cinque anni: in panchina allora c'era Roberto Mancini".

L'articolo così prosegue: Prima e non per caso. Prima, insieme all'Atalanta, cinque anni dopo Roberto Mancini. La Lazio si prende tutto in una volta: la testa della classifica, l'abbraccio del pubblico ritrovato (trentamila persone all'Olimpico), il gioco fluido come raramente lo è stato nella travagliata scorsa stagione. La Sampdoria, che aveva imbavagliato l'Inter, ci resta di sasso. Stregata da Zarate, annientata da Pandev, messa sotto da una squadra organizzata e brillante. L'argentino, dopo aver realizzato una doppietta al Cagliari, si ripete: spalle alla porta, si libera dell'acerbo Bottinelli con una doppia finta, si gira in un lampo e fa secco Mirante con un sinistro morbido all'incrocio dei pali. La Lazio è cresciuta nello spirito e nella consapevolezza, ma anche nella qualità dei singoli. Con Carrizo ha trovato un portiere capace di regalare sicurezza alla difesa, con Brocchi un centrocampista che unisce qualità e quantità, con Zarate il talento fuori dagli schemi. Ma l'uomo in più, quello che può consentire alla Lazio di fare il salto di qualità, è il solito, formidabile Pandev. Nessuno in questo avvio di stagione ha segnato quanto lui: 7 gol in 6 partite, comprese quelle con la nazionale macedone. Pandev chiude il conto, pure lui di sinistro, dopo un lancio perfetto in profondità di Brocchi 18 minuti prima del novantesimo.

Rossi, con i soliti occhi spiritati, si gode la rivincita: è primo e non lo era mai stato nella sua carriera e affonda Mazzarri che in estate poteva soffiargli la panchina. La Samp non sta a guardare. Le assenze di Campagnaro e Accardi indeboliscono la difesa, il gol di Zarate è uno schiaffone difficile da metabolizzare. Ma grazie alla sapiente regìa di Palombo e al dinamismo di Sammarco e Franceschini una volta in svantaggio ribalta il fronte del gioco e colleziona una serie di pericolose opportunità: Carrizo respinge con i pugni la mezza girata di Padalino e d'istinto il tiro a botta sicura di Sammarco, Bottinelli di testa spizzica la traversa. "Bisogna saper concretizzare", l'unico rimprovero che Mazzarri muove alla Sampdoria, senza attacco e tradita da Cassano. Nella ripresa i blucerchiati mollano la presa e la Lazio ha più volte l'occasione di segnare sino al raddoppio di Pandev. Ora per la sorprendente capolista c'è da fare i conti con un Milan in crisi, ma arrabbiato. E Brocchi, fresco ex, se la ride.


La Stampa titola: "Primo scivolone. Zarate e Pandev firmano il successo biancazzurro. E la Lazio riporta la Samp sulla terra".

L'articolo continua: Non era la stessa Sampdoria di due settimane fa quella che ieri all'Olimpico ha ceduto le armi alla Lazio. Lottando, in pratica, soltanto per un tempo, il primo, durante il quale ha saputo costruire varie occasioni, ma senza riuscire a concretizzarle. Nella ripresa, invece, il titic titoc della Lazio, che aveva tutto l'interesse ad addormentare la partita, ha avuto la meglio sui blucerchiati, che solo in un'occasione, quando Cassano ha fatto una delle sue serpentine, e poi ha provato a tirare forte verso le gambe di chi arrivava, proprio lì dal palo. Sfortuna ha trovato il ginocchio di Bonazzoli che ha spedito il pallone fuori, e non ha guadagnato neanche un calcio d'angolo. Una Sampdoria poco convinta, quasi fosse un po' fuori giri si è arresa ai padroni di casa, che hanno avuto il merito di segnare dopo soli 7 minuti, con Zarate, che ha vinto nettamente il duello argentino con Bottinelli, al suo esordio nel campionato italiano. E si è visto che le parole di Mazzarri di venerdì scorso, quando ha detto che avrebbe preferito aspettare il suo ambientamento prima di farlo giocare, erano parole sagge. Perché Bottinelli ha sulla coscienza entrambi i gol: sul primo, benché fosse in marcatura sul connazionale, gli ha permesso di girarsi e prendere la mira per un grande gol all'incrocio dei pali.

Nel secondo, sul lancio di Brocchi per Pandev, si è fatto allontanare dal pallone neanche fosse un timido ragazzino, lasciando che il macedone potesse incrociare il tiro e fare ciao ciao a Mirante per la seconda volta. Non va tutto addossato sulle spalle dell'argentino, ma di sicuro ha fatto rimpiangere l'assenza di Accardi. Ma e' stata la Sampdoria a far rimpiangere la Sampdoria. Perché quella vista ieri non è la stessa Sampdoria che ci si era abituati a vedere. Troppo poco mordente, poca rabbia, poca incisività, poca convinzione in sé stessi. Come se fosse una squadra ancora da costruire, e non la stessa, in pratica, che l'anno scorso ha fatto quello che ha fatto. Di sicuro, per tanti, a cominciare da Cassano, quello di ieri è stato un passaggio a vuoto. Da cui bisogna riprendersi in fretta perché giovedì sera si torna in campo e comincia l'avventura in Coppa Uefa, coi lituani del Kaunas.