Domenica 16 febbraio 1930 - Roma, stadio Rondinella - Lazio-Juventus 0-1


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16 febbraio 1930 - Campionato di Serie A 1929/30 - XVII giornata - inizio ore 14.30.

LAZIO: Sclavi, Tognotti, Bottacini, Pardini, Furlani, Caimmi, Ziroli, Malatesta, Pastore, Foni, Cevenini V. All. Piselli.

JUVENTUS: Combi, Rosetta, Caligaris, Della Valle, Viola, Bigatto, Barale III, Cevenini III, Munerati, Zanni, Orsi. All. Aitken.

Arbitro: sig. Mastellari di Bologna.

Marcatori: 55' Munerati.

Note: giornata piovigginosa, terreno in buone condizioni. Espulsi al 63' Cevenini V per un fallo su Viola; al 65' Rosetta per un fallo su Malatesta che, infortunatosi a seguito del fallo, viene spostato all'ala destra.

Spettatori: n.d.

La Juventus è uscita dal campo vittoriosa anche nella sua seconda edizione romana. La formidabile compagine torinese scendeva ieri in campo in formazione notevolmente rimaneggiata; tuttavia non si può dire che la Juventus di oggi sia stata inferiore alla Juventus che batté la Roma. Forse la linea mediana parve meno efficiente nella sua azione di rincalzo a causa della non felicissima giornata di Viola, che pure compì un finale eccellente. In compenso l'attacco fu assai più armonico, legato e realizzatore; se anche ieri il tandem Cevenini-Munerati è stato brillantissimo nonostante lo spostamento del bruno « Mune » dall'ala al centro, è da elogiare Zanni che alla mezz'ala ha mostrato doti e possibilità insospettate.

Naufragato l'esperimento Barale e reso quasi nullo Orsi dal gioco animoso e intelligente di Tognotti e Bottaccini. il terzetto centrale bianco-nero è stato il protagonista della partita. Cevenini e Zanni, quasi costantemente piazzati a metà campo, rastrellavano tutti i palloni ricacciati dal quintetto difensivo e davano vita a una serie di triangoli larghi, ad arte nutriti di felici spostamenti, di abili smarcamentl e di efficaci dribblings, a sventare i quali la difesa laziale, in ottima giornata, ebbe un lavoro faticosissimo, e Sclavi dovette sfoggiare tre o quattro parate veramente miracolose. Munerati fu l'uomo di punta della pattuglia e dal suo piede partirono i tiri più insidiosi.

La mediana, piazzata in difesa sin dall'inizio, seguendo la consueta tattica juventina, compì un lavoro oscuro ma prezioso di marcatura e di logoramento dell'azione avversarla; e ciò nonostante che Viola, altre volte cosi brillante, abbia girato a vuoto per tutto il primo tempo. Il giovane Della Valle a destra compì una buona prova, mentre Bigatto ebbe campo di sfoggiare la sua inesauribile energia e tenacia. Come elementi costruttivi, i sostegni juventini mancarono in parte al loro compito; senza il brillantissimo gioco dei due «insides» a mezzo campo, la frattura fra la mediana e l'attacco sarebbe stata completa. La difesa nazionale diede una nuova dimostrazione del suo valore, anzi parve più forte che mai perché Rosetta, finché fu in campo, riscattò le due precedenti prove romane, piuttosto grigie, con un gioco portentoso per energia, calma e potenza. Combi, meno impegnato del suo rivale diretto, ebbe tuttavia modo di brillare almeno altrettanto.

La Lazio non deve essere malcontenta della sua partita anche se il risultato pari avrebbe forse meglio reso i valori in campo. Le azioni di attacco contro le due reti e i pericoli che esse hanno corso furono quasi pari, così come i reparti contrapposti delle due squadre seppero egualmente fronteggiare i loro avversari. Infatti l'attacco azzurro, in discreta giornata, non parve dominato dalla difesa torinese in misura maggiore di quanto Cevenini e compagni lo furono dall'estremo reparto laziale, che compì una prova veramente superba. Tognotti fu degno dei suoi compagni benché avesse di fronte Orsi, e, nel complesso, l'intero reparto compì certo la miglior prova della stagione. Lodevole al solito la linea di sostegno, per certo il settore dal rendimento più costante dell'intera squadra. L'attacco, che vedeva l'udinese Foni nel ruolo di «inside» svolse un gioco abbastanza armonico, pregevole ed equilibrato su tutta l'ampiezza del fronte, sfruttando opportunamente le risorse delle ali, al contrario di quanto fecero gli avanti torinesi. Tuttavia l'intesa fra gli uomini è tutt'altro che perfetta, come deficiente è la capacità, di smarcarsi; questi difetti e l'altissimo valore degli avversari portarono gli avanti azzurri alla sterilità, nonostante il pregevole gioco praticato e nonostante i meritori sforzi di Pastore, di Ziroli e di Foni.

La partita ha inizio alle 14,42 e la Lazio punta subito decisa sul goal torinese, segnando per un quarto d'ora una netta prevalenza offensiva. Tuttavia nelle rare scorrerie i bianconeri si fanno ammirare per eleganza e per pericolosità, talché al 9° e al 13° ottengono due corners. Al 16° la Juventus porta una delle sue minacce più pericolose a Sclavi. Barale opera un bel centro: nella mischia formatasi, Cevenini tira il pallone, che è respinto sulla sinistra; Orsi giunge come un fulmine e raccogliendo la palla balza verso la rete di Sclavi; questi è a terra, ma Caimmi, arrivando in corsa, con una acrobatica rovesciata strappa il ball all'estrema proprio sul limite e allontana il pericolo. La Lazio risponde con energia e Rosetta deve fare appello a tutta la sua classe per mettere in corner un pallone che Pastore portava tutto solo verso Combi. Registriamo poi una fuga di Barale su un brillante passaggio di Cevenini, quindi altro corner per la Juventus messo alto da Zanni. Munerati scaglia un forte pallone sulla porta; Barale sopraggiunge e devia di testa nell'angolo opposto, ma Sclavi, con un tuffo fantastico, riesce ad arrestare la palla, che è respinta da Bottaccini. La Lazio reagisce a tratti con azioni di discreta fattura, che vengono però bene spesso sciupate dalla scarsa intesa degli uomini e dalla loro ostinazione a trattenere il pallone più del necessario, dando tempo ai difensori di intervenire inesorabilmente. L'attacco torinese, al contrario, manovra con passaggi a terra eseguiti con esatta scelta di tempo, senza indugiare un istante in azioni di virtuosismo. Ancora un corner per la Lazio, seguito a breve distanze da uno per la Juventus. Verso il riposo la Lazio intensifica sensibilmente il suo lavoro di attacco e Combi deve compiere qualche uscita. Tuttavia Orsi trova modo di piazzare un magnifico tiro brillantemente parato da Sclavi. In risposta Ziroli porta una saetta al centro che Pastore, in buona posizione, raccoglie, ma mentre sta per tirare l'azione è fermata per un fallo di Foni ai danni di Rosetta.

Alle 15.37 si inizia la ripresa e Pastore manda un bel tiro alto di poco su nuovo centro di Ziroli. Sulla risposta la Juventus è a un soffio dal conquistare l'ambito punto. Badini (ndr Pardini) opera un passaggio all'indietro a Sclavi troppo corto. Orsi riesce a impadronirsi della palla ma Sclavi con un coraggioso tuffo glie la toglie dal piede. Segue una serie di calci di punizione da metà campo contro la Lazio per falli di poco conto. Notiamo di passaggio come il gioco si sia mantenuto fin qui nei limiti della più completa correttezza e il pubblico calmissimo ha più volte applaudito i torinesi.

Al 10° la Juventus riesce a cogliere il punto della vittoria. Munerati intuisce un corridoio nella difesa azzurra schierata sul limite dell'area e vi si caccia proprio mentre Cevenini lo raggiunge in profondità con un passaggio perfetto di dosatura e precisione. Munerati non ha difficoltà ad evitare l'inseguimento di Bottaccini ed a portarsi solo a cinque metri da Sclavi che è battuto con un tiro raso terra in angolo. Gli azzurri si lanciano al contrattacco e per poco il loro tentativo non è coronato da successo al 12° quando un formidabile tiro di Pastore, deviato di testa da Caligaris batte sulla traversa e va in corner. Sul medesimo Combi respinge di pugno e Foni indirizza in rete. Combi respinge ancora a terra e il tiro decisivo di Malatesta esce a lato di un soffio. Al 18° per uno scontro fra Viola e Sbrana l'arbitro espelle inesplicabilmente il laziale mentre il pubblico protesta rumorosamente. Non sono passati due minuti e Rosetta entra in modo alquanto irregolare su Malatesta che resta a terra. Mastellare (ndr Mastellari) manda anche il juventino negli spogliatoi nonostante le sue vivaci proteste e le urla rinnovate della folla. Da questo momento la partita che finora era stata tecnicamente pregevole e combattuta con grande cavalleria, va a rotoli.

La Lazio sposta Ziroli all'ala sinistra mentre Malatesta, che è rimasto azzoppato nell'urto, riappare a far da comparsa all'estrema destra. Nei ranghi juventini vediamo Bigatto retrocedere terzino e Barale al posto di Bigatto. Il nervosismo si impadronisce dei giocatori come degli spettatori. La partita si impaluda per un po' in una serie di azioni monche a mezzo campo. Alla mezz'ora la Lazio si fa sotto e inizia un magnifico serrate nonostante abbia solo tre uomini validi all'attacco. Combi ha un difficile e pericoloso lavoro insidiato come e da Ziroli; la barriera juventina non cede. Una serie di fughe di Ziroli e di tiri di Pastore sono respinti da Combi e vanno a lato di poco. Caligaris commette un fallo in area non punito dall'arbitro. Varie mischie sono risolte dal felino coraggio del portiere nazionale che al 40°, mentre è a terra per un forte tiro di Malatesta, è caricato da Ziroli e si rifugia in gioco pericoloso da cui si rialzerà accusando un colpo alle reni. La Lazio spara infine le sue ultime cartucce; su un bel tiro di Pastore, parato, e su uno successivo di Malatesta che sorvola l'asta, la partita ha termine.

Fonte: La Stampa