Domenica 17 dicembre 1978 - Torino, stadio Comunale - Torino-Lazio 2-2


Stagione

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17 dicembre 1978 - 1985 - Campionato di Serie A 1978/79 - XII giornata

TORINO: Terraneo, Salvadori, Vullo, P.Sala, Mozzini, Onofri, Greco, Pecci, Graziani, Zaccarelli, Pulici. A disp.: Copparoni, Erba, Iorio. All. Radice.

LAZIO: Cacciatori, Pighin, Badiani, Wilson, Manfredonia, Cordova, Agostinelli, A.Lopez (70' Cantarutti), Giordano, Nicoli, D'Amico. A disp.: Fantini, Tassotti. All. Lovati.

Arbitro: Terpin (Trieste).

Marcatori: 7' Giordano, 25' Badiani (aut), 34' Greco, 77' Giordano.

Note: giornata di sole ma rigida. Terreno in buone condizioni, malgrado la neve caduta sabato. Ammoniti Badiani, Wilson, P. Sala, Agostinelli e Nicoli.

Spettatori: 26.000 circa (12.773 paganti). Incasso £. 35.992.600


Panoramica dei tifosi
La seconda rete di Giordano
La rete di Greco
La cronaca della gara dall'Unità del 18/12/1978


Due a due fra Giordano e Greco, ma era solo il laziale a sorridere all'uscita dal campo: i due gol del giovane attaccante - inserito in squadra da Radice, deciso a verificarne il valore - non sono infatti bastati al Torino per piegare una Lazio ricca di gente che corre, anche se non di gioco vero. Nel confronto fra due difese allegre, quella granata è arrivata al suicidio e Terraneo ha dovuto compiere due prodezze per evitare il peggio. Cacciatori è stato più impegnato ma, oltre alle reti subite, una sola volta ha rischiato grosso, nel primo tempo su una palla maligna scagliata da lontano da Zaccarelli. Privo di Danova e Claudio Sala, il Torino ha sofferto le due assenze ma di più quella del difensore: è mancato un marcatore attento per il capocannoniere del campionato, attorno al quale è sin troppo facile prevedere che si scatenerà la rissa nella prossima campagna trasferimenti.La stupenda partita di Pecci, l'incisività di Greco (durato però 45 minuti), la verve di Patrizio Saia, hanno invece alleggerito il peso dell'assenza del capitano in fase di spinta, ma la squadra di Radice non poteva reggere su pochi uomini. Perché il pareggio interno, che vale la sconfitta in quanto blocca sul nascere la rincorsa alle prime che pareva possibile, calendario alla mano, non chiama in causa solo la difesa. Zaccarelli mezz'ala progredisce ma è ancora ben lontano da un rendimento accettabile. Graziani è rientrato ma non al meglio della condizione. Pulici è parso sbiadito. Buon per il Toro che Greco ha inventato due reti, raddrizzando il match che aveva preso subito una bruttissima piega per il gol di Giordano dopo sette minuti. Già incerta per «costituzione» attorno a un Onofri che non riesce a dare la misura delle sue qualità, se non sprazzi illusori di sicurezza, la retroguardia del Torino è stata sicuramente frastornata dai tourbillon di compiti e di marcature ordinato dalla panchina. C'era solo un laziale pericoloso ed era Giordano: Mozzini l'ha perso di vista nell'azione del primo gol poi bene o male ha retto sino a quando - a venti minuti dalla fine - l'allenatore Bob Lovati non ha tolto l'esausto Lopez per osare qualcosa di più in attacco (l'avversario nell'intento di controllare il risultato favorevole aveva ripiegato sin troppo) inserendo il lungo ex granata Cantarutti, punta vera.

E allora al cospetto di un giovanotto di belle speranze ma nulla più, solo perché di notevole statura, Radice ha spostato Mozzini sul nuovo arrivato, lasciando Giordano per un momento a Salvadori e poi a Vulio il quale aveva cominciato la gara su Lopez per poi essere scostato su D'Amico. Salvadori aveva seguito al contrario la trafila del compagno, alla fine tutti apparivano abbastanza storditi. Vullo a disagio come difensore puro entrava focosamente e ingenuamente su Giordano, il centravanti era libero di proseguire, calciare e di segnare. Così, di fronte a un Torino in ennesima formazione d'emergenza e ricco di scompensi, la Lazio ha colto quel pareggio che la sua tattica iniziale dimostrava essere suo obbiettivo. Lovati aveva messo in campo una squadra di centrocampisti e di corridori, bloccata a centrocampo tanto che in avanti spesso si sono visti a turno i soli Giordano e D'Amico, e tra i due era il centravanti - a conferma di notevoli qualità - a rientrare sui tre quarti. Tenendo Cordova a protezione della retroguardia, in posizione di libero avanzato, il trainer laziale ha mostrato le sue giustificate preoccupazioni per una difesa a sua volta allegra quanto quella granata, anche se più decisa nei rilanci in Manfredonia e Wilson. Giocando prevalentemente in copertura, e malgrado ciò spesso in crisi per le pulite invenzioni di Pecci, la Lazio ha risposto soltanto in contropiede sino a quando il Torino ha spinto, ma non si è fatta pregare a gettarsi in avanti non appena i granata hanno mollato la presa. Proprio in contropiede, i romani sono andati in vantaggio al 7' gelando, più del freddo già pungente, giocatori e pubblico granata: Cordova ha interrotto un'azione di Greco poco fuori dell'area e ha colto il Torino sbilanciato in avanti. La palla è filata dritta da Cordova ad Agostinelli, sul quale Salvadori, preoccupato di D'Amico, ha rinunciato a «chiudere» sbilanciando i compagni, quindi a Giordano, solo, sul filo del fuorigioco. La difesa del Torino si era sciolta come il burro davanti a Terraneo, cui non è rimasta la carta dell'uscita. Il portiere è riuscito a costringere l'attaccante ad allargarsi sulla sinistra, ma nessun granata è andato sulla linea a coprire e da posizione laterale Giordano è stato bravissimo a infilare la porta con un tocco forte e preciso.

La gara diventava subito ad handicap per il Torino, ma Pecci dava l'avvio a una serie di risposte che per un lungo periodo costringevano la Lazio a difendersi con affanno, a correre rischi. Cacciatori era impegnato duramente al 12' da Zaccarelli, il quale azzeccava una botta al volo trasversale che il portiere «toglieva» da sotto la traversa con un gran colpo di reni. Insistevano i granata. Salvadori trovava spazio per un affondo sulla sinistra, e sul suo cross Greco in rovesciata deviava addosso a Cacciatori. Wilson era ammonito per un innocuo tackle scivolato su Greco (certi interventi li poteva compiere solo Schnellinger?) e l'arbitro Terpin iniziava una serie di sconcertanti interventi, che per fortuna finivano per non pesare sul risultato. Forzavano i granata e arrivavano al pareggio. Un cross di Pulici era respinto alla meglio da Wilson, raccoglieva Pecci che al volo cercava e trovava Greco nel folto della mischia. Il ragazzo era bravissimo: controllava di petto e di sinistro anticipava Badiani il quale sfiorava solo la palla che si insaccava alla destra di Cacciatori. Alla ripresa del gioco un lungo rilancio di Onofri pescava sulla sinistra Graziani che trovava spazio per il dribbling e centrava basso per Pulici il quale «ciccava» la botta al volo. Sulla palla ballonzolante si avventava Zaccarelli il cui tiro era deviato in angolo.

Il tempo di assistere a un tackle vigoroso di Vullo che mandava D'Amico a sedersi in panchina fra i suoi compagni, e il Torino andava in vantaggio. Ancora Pecci lanciava Greco, il quale con un tocco d'esterno, «tagliato», faceva fuori Badiani e Wilson, per andare alle loro spalle a raccogliere la sfera e battere per la seconda volta Cacciatori con la freddezza di un veterano. Un'incertezza della difesa laziale non trovava Pecci pronto alla deviazione, poi i granata in apertura di ripresa tentavano il forcing alla ricerca del gol della sicurezza. Zaccarelli era liberato da Pulici sulla destra ma non osava la conclusione, sul suo cross si accendeva una mischia conclusa da un corner. Sul calcio dalla bandierina, finiva alta una botta di Patrizio Sala, la cui spinta era sempre forte. Pulici tentava l'affondo ed era sballottato malamente in area, poi alla prima replica la Lazio sfiorava a sua volta il pareggio. Un'incertezza di Vullo dava via libera a Nicoli, Terraneo era bravissimo a chiudere l'avversario deviando in angolo il tiro. La stretta del Torino si allentava, la Lazio passava dal contropiede isolato a momenti di pressione. Su corner, al quarto d'ora, ancora Terraneo riusciva ad alzare una pericolosa schiacciata di testa di Wilson, quindi Lovati mandava in campo Cantarutti al posto di Lopez. Cambiavano le marcature i granata, la difesa soffriva ancora di più anche se riusciva spesso a mascherare le difficoltà con la tattica del fuori gioco. In risposta, Pulici deviava debolmente su Cacciatori un cross del solito Pecci, quindi non riusciva a tirare su passaggio di Patrizio Sala. L'illusione del 3-1 la cancellava al 32' Giordano con il suo gol in slalom, la palla si infilava a filo di montante alla sinistra di Terraneo vanamente proteso in tuffo. Il Torino reagiva ancora, l'arbitro pareva ammonire tutta la barriera della Lazio su una punizione (ma il cartellino giallo era solo per Nicoli), una botta di Greco e un tiro al volo di Pulici davano gli ultimi brividi. Un gesto di stizza di Radice accompagnava il fischio conclusivo di Terpin. Bruno Perucca Torino. Ai granata non è bastata l'ottima vena di Pecci per battere la Lazio

Fonte:La Stampa