Domenica 18 dicembre 1983 - Roma, stadio Olimpico - Lazio-Udinese 2-2


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18 dicembre 1983 - 2188 - Campionato Italiano di calcio Divisione Nazionale Serie A 1983/84 - XIII giornata

Lazio: Cacciatori, Filisetti, Podavini, Manfredonia, Miele, Spinozzi, Cupini (61' Piga), Vinazzani, D'Amico (89' Della Martira), Laudrup, Piraccini. A disp. Orsi, Marini, Meluso. All. Carosi.

Udinese: Brini, Galparoli, Cattaneo (46' Pradella), Gerolin, Edinho, De Agostini, Causio, Mauro II, Miano (70' A.Marchetti), Zico, Virdis. A disp. Borin, Dominissini, Danelutti. All. E.Ferrari.

Arbitro: Menicucci (Firenze).

Marcatori: 19' D'Amico, 36' Cupini, 78' Edinho, 90' Virdis.

Note: giornata nuvolosa con pioggia a tratti. Terreno scivoloso. Espulso al 41' Podavini.

Spettatori: 35.000 circa

L'arbitro Menicucci
Chinaglia trattenuto a stento
Chinaglia furibondo
Recchia cerca di calmare Chinaglia
Il biglietto della gara
(Gent. conc. Sig. Roberto Farina)

L'Olimpico sembra aver abituato gli spettatori della domenica a partite rocambolesche. Non è sfuggita alla regola la Lazio. In vantaggio di 2-0 su una Udinese spenta, deludente, che ha avuto in Zico il peggior uomo in campo, la squadra romana, rimasta in dieci per tutta la ripresa in seguito all'espulsione di Podavini, si è fatta riacciuffare prima da Edinho e al 91'da Virdis. Queste in sintesi le premesse di una gara nervosa, costellata di scontri, con palloni lanciati in tribuna trattenuti a lungo dai tifosi inferociti. La rabbia veniva scaricata sull'arbitro Menicucci il quale, pur applicando rigidamente il regolamento in occasione dell'espulsione del difensore laziale e non commettendo errori determinanti in altri frangenti ha peccato di protagonismo. L'arbitro fiorentino avrebbe potuto fare a meno di usare certi atteggiamenti provocatori che hanno ripetutamente rischiato di far i degenerare il confronto sia in campo sia sugli spalti.

L'episodio più clamoroso ha avuto per protagonista Chinaglia, che assisteva alla partita dall'ingresso del sottopassaggio. Il presidente, molto agitato, al fischio di chiusura ha tentato di chiedere personalmente spiegazioni a Menicucci con un atteggiamento che non lasciava prevedere un dialogo amichevole. E' stato dissuaso in tempo da altri dirigenti e giocatori, mentre il direttore di gara si era fermato a guardare con aria di sfida. La scena ha alimentato l'ira della folla che si è sfogata con un fitto lancio di agrumi e altri oggetti. Il nuovo allenatore Carosi aveva messo in campo una formazione sufficientemente equilibrata; ben sorretta a centrocampo, dove spiccava un ottimo Manfredonia, sicura in difesa con Spinozzi e Filisetti, la Lazio si affidava alla grinta e alla determinazione che sembravano armi più che sufficienti per avere ragione degli avversari. Il giusto premio per i biancocelesti giungeva al 19': fallo di Zico su Vinazzani al limite dell'area. Incaricato della punizione era D'Amico, migliore In campo, che indovinava un gran tiro a rientrare che sorprendeva nettamente il portiere Brini. La reazione degli udinesi era piuttosto fiacca. La supremazia territoriale non trovava validi sbocchi per un attacco apparso praticamente inesistente. Zico, completamente annullato da Filisetti. frenato probabilmente da una condizione fisica non ancora recuperata, non è mai entrato nel vivo della manovra per tutti novanta minuti.

I compagni erano animati solo da buona volontà. Niente di più. Per la Lazio non è stato difficile raddoppiare. Al 36' D'Amico era bravissimo a crossare lungo per l'accorrente Cupini che insaccava al volo da corta distanza. Quando la Lazio sembrava avviata verso un comodo successo, al 41' incappava nella svolta negativa. Uno dei guardalinee richiamava l'attenzione di Menicucci. I due parlottavano brevemente, poi l'arbitro estraeva il cartellino rosso per Podavini, che forse aveva rivolto qualche parola pesante al collaboratore del direttore di gara. La Lazio tornava in campo in 10 uomini. Cominciava a serpeggiare il nervosismo. Gioco caotico, falli, interruzioni per il pallone che tardava a tornare in campo. I friulani, dopo aver sfiorato il gol con Virdis, Predella e De Agostini (che colpiva la traversa al 78') accorciavano le distanze. Un bolide scagliato da Edinho centrava la parte interna del palo terminando in rete. Gli uomini di Carosi sembravano presi dal panico, ma nel complesso davano l'impressione di poter condurre in porto la gara, quando a tempo scaduto una punizione laterale battuta da Edinho veniva raccolta con felice scelta di tempo da Virdis, che siglava il gol del pareggio.

«E' una vergogna. Hanno visto tutti cosa è successo in campo. Direttori di gara che si permettono di prendere in giro tanti tifosi non dovrebbero arbitrare». Nella sala stampa dell'Olimpico, Giorgio Chinaglia inizia la sua durissima requisitoria contro Gino Menicucci. Uno sfogo di un presidente amareggiato da un arbitraggio infelice, troppo spesso irritante, da una giornata-no in cui Menicucci, con il suo voler essere protagonista a tutti i costi, ha contribuito a rendere incandescente una partita delicata, surriscaldando gli animi in campo e sugli spalti. «In tanti anni di calcio — continua Chinaglia — non ho mai visto cose del genere. Vi ricordate quello che ha appena detto il presidente federale Sordillo parlando di certi arbitri ? Cos'altro devo aggiungere ? — chiede il presidente in maniera sibillina —. Così si finisce per esasperare la gente. Ecco perché fuori dal campo avvengono tanti incidenti. Cosa possono fare le società se ad aizzare il pubblico sono proprio i direttori di gara. E' una vera vergogna. Podavini ? Rivolgetevi a Carosi». Accanto al presidente il nuovo allenatore biancazzurro spiega che Podavini gli ha detto di «essersi limitato a far notare al guardalinee di aver sbagliato ad assegnare il calcio d'angolo all'Udinese. Mi ha garantito di non aver insultato nessuno». Un arbitro come quello — lo interrompe Chinaglia, che verrà sicuramente deferito agli organi disciplinari della Lega — è da squalificare a vita. Non mi importa ora di essere squalificato». Di Menicucci — aggiunge Carosi — non posso proprio parlare. Ho l'amaro in bocca. Comunque, non si può lasciare in dieci una squadra per cretinate del genere. I ragazzi hanno dato il massimo, si sono battuti con una grinta incredibile, meritavano di stravincere. Sono tutti da elogiare, in particolare Laudrup per come si è sacrificato. Questa squadra mi ha incoraggiato». Ferrari ammette che «nei primi 15 minuti l'Udinese non è esistita, finendo per incassare una rete rocambolesca. La Lazio dopo si è innervosita. E' iniziata una caccia all'uomo, con falli a ripetizione, ben contenuta dall'arbitro». Le polemiche sulla partita hanno, infine, avuto anche una coda politica. I deputati socialisti Gabriele Rimartini e Giampaolo Sodano hanno rivolto un'interrogazione al ministro del Turismo e dello Spettacolo «per conoscere quali iniziative intenda assumere per impedire che comportamenti come quelli assunti dall'arbitro della partita di calcio Lazio-Udinese possano danneggiare II gioco del calcio e provocare conseguenze sull'ordine pubblico a causa della loro evidente faziosità». Incidenti sono avvenuti nel pomeriggio allo stadio Olimpico. Dopo la rete del pareggio alcuni tifosi laziali hanno tentato di entrare in campo, ma sono stati bloccati e poi respinti dalla polizia. Successivamente, nella curva Nord, sono scoppiati tafferugli tra gruppi di tifosi della Lazio: al termine uno di loro è stato portato nell'ospedale San Giacomo dove è stato medicato.

Fonte: La Stampa