Domenica 13 gennaio 2008 - Roma, stadio Olimpico - Lazio-Genoa 1-2


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13 gennaio 2008 - 3.263 - Campionato di Serie A 2007/08 - XVIII giornata - inizio ore 15.00

LAZIO: Ballotta, Behrami (90' Kolarov), Stendardo, Cribari, Zauri, Scaloni (69' Del Nero), Baronio, Mutarelli, Mauri, Rocchi (42' Tare), Pandev. A disposizione: Muslera, Artipoli, Vignaroli. Allenatore: D.Rossi.

GENOA: Rubinho, Bovo, De Rosa, Criscito, Rossi, Konko, Milanetto (87' Masiello), Juric, Sculli (59' Santos), Borriello, Leon (68' Paro). A disposizione: Scarpi, Lucarelli, Fabiano, Figueroa. Allenatore: Gasperini.

Arbitro: Sig. Stefanini (Prato) - Assistenti Sigg. Ghiandai e Bianchi - Quarto uomo Sig. Pierpaoli.

Marcatori: 23' Mauri, 51' Borriello (rig), 55' Borriello.

Note: pomeriggio sereno, terreno in buone condizioni. Ammoniti: 9' Mutarelli, 67' Juric, entrambi per comportamento scorretto; 56' Pandev per comportamento non regolamentare. Angoli: 11-6. Falli commessi: 21-16. Tiri in porta 6-5. Tiri fuori 5-2. Fuorigioco 1-3. Recuperi: 1' p.t., 4' s.t.

Spettatori: 4.109 per un incasso di euro 75.505,00, abbonati 14.855 per una quota di euro 188.264,74.


Stefano Mauri scocca il tiro vincente
Il centrocampista lombardo abbracciato dai compagni
Il calcio di rigore per il pareggio genoano
L'ammonizione a Goran Pandev
Il macedone in azione
Roberto Baronio
Igli Tare
Valon Behrami
Un momento della gara

Ancora una rimonta, ma questa volta è la Lazio a subirla e il Genoa a far festa. Il 2007 dei biancocelesti si era chiuso con il 2-2 di Palermo dopo il doppio vantaggio rosanero, il 2008 si apre con un ko interno che complica ancor di più la classifica della Lazio. Dopo l'1-0 segnato da Mauri e con il quale si era chiuso il primo tempo, ad inizio ripresa il Genoa piazza un micidiale 1-2 che regala i tre punti ai rossoblu e che fa sprofondare la Lazio. Di Borriello la doppietta che decide la partita. Due gli episodi ai quali Rossi può attaccarsi: le tante assenze (e l'infortunio di Rocchi al 41') e il rigore dell'1-1 ligure che non convince del tutto. Già in emergenza, Rossi perde Mudingayi nel riscaldamento. Sono 9 gli indisponibili e in difesa si rivede Stendardo che nelle ultime gare era stato escluso dalla lista dei convocati. Rossi ripropone il 4-3-1-2 con Behrami terzino destro, Scaloni a centrocampo davanti a lui (ma i due si alterneranno spesso), Baronio in cabina di regia e Mutarelli interditore. Mauri torna a fare il trequartista alle spalle di Pandev e Rocchi che, al 41', deve abbandonare il campo per un infortunio alla caviglia.

Gasperini schiera il solito 3-4-3, in difesa subito titolare Criscito al rientro dopo l'esperienza alla Juve. Il jolly Konko gioca centrale di centrocampo al fianco di Milanetto, in avanti il tridente Sculli-Borriello-Leon. Non convocato l'ex laziale Di Vaio sicuro partente a gennaio. Parte bene il Grifone che, al 5', con una gran girata di Borriello va vicino al gol, ma la Lazio non sta a guardare e risponde con Baronio che impegna Rubinho dal limite. Partita viva, all'8' bravo Ballotta a salvarsi su Juric. Meglio il Genoa nella prima parte della gara, ma poi la Lazio cresce, Baronio non fa rimpiangere Ledesma, Mauri dà fastidio ai rossoblu giocando tra le linee. E' proprio lui, al 23', a sbloccare il risultato risolvendo di sinistro una mischia in area dopo un'uscita imperfetta di Rubinho. Il Genoa si riorganizza subito, Leon va via a destra e mette dentro, Sculli anticipa Ballotta, ma non trova la porta per un soffio. La gara resta bella e aperta, ma rischia di chiudersi al 31' su un altro errore di Rubinho che poi si salva su Pandev, forse toccato da Konko al momento del tiro. Rocchi ko, entra Tare, finisce 1-0 un buon primo tempo. Ancora meglio la ripresa che si apre con uno splendido contropiede di Behrami e che, pochi minuti dopo, prosegue con l'episodio che cambia la partita: al 5' Milanetto finisce a terra, dopo un dubbio contatto con Stendardo, per Stefanini è rigore e Borriello lo realizza.

La Lazio protesta, ma tre minuti dopo deve ringraziare l'arbitro che non espelle l'ammonito Mutarelli per un brutto fallo su Leon, ci stava almeno il giallo. Al 10' il Genoa raddoppia: punizione di Milanetto e stacco imperioso di Borriello che, tutto solo, batte ancora Ballotta. Non c'è un attimo di pausa e due minuti dopo Pandev finisce a terra in area per un presunto fallo di Bovo, Stefanini ammonisce il macedone per simulazione. Gasperini pensa a proteggere il vantaggio, dentro Santos e fuori Sculli, poi si fa male Leon ed entra Paro al suo posto. Rossi inserisce Del Nero per Scaloni, ma il Genoa ha in pugno la gara e in contropiede fa venire i brividi a Ballotta. Finisce 2-1 per i rossoblu che volano a quota 22 punti, 4 in più della Lazio, al quinto ko interno e contestata dal proprio pubblico.


La Gazzetta dello Sport titola: "Borriello dilaga, la Lazio ricade. All'Olimpico il Genoa vince in rimonta: dopo la rete di Mauri c'è la svista dell'arbitro Stefanini sul rigore. La punta rossoblù si scatena: due gol".

Continua la "rosea": Il Genoa riapre la crisi della Lazio. Quinta sconfitta dei biancocelesti all'Olimpico, contestazione per tutti e non più per il solo Lotito, tre trasferte consecutive all'orizzonte (Napoli anche per gli ottavi di ritorno di coppa Italia, poi Torino coi granata) che mettono paura. Tornasse a mani vuote, la B, che ora è a quattro punti dalla Lazio, si farebbe molto più vicina. Il Genoa, invece, aveva vinto in trasferta solo il 30 settembre a Napoli: anche lì un 2-1 che stavolta porta la firma di Borriello, migliore in campo, salito con la doppietta di ieri a 10 gol, appena dietro i mostri sacri del campionato. Berlusconi ricorda che metà del giocatore è del Milan, e fa bene. Vittoria di rincorsa, quella del Genoa. Dal gol di Mauri nel primo tempo, dopo una papera di Rubinho, all'uno-due in tre minuti di Borriello, poco dopo l'inizio della ripresa. La chiave risiede nel rigore dell'1-1, che il giovane Stefanini (ha trentatrè anni ma ne dimostra la metà) concede per un inciampone di Milanetto che rovina addosso a Stendardo. Solo l'arbitro vede il rigore che sciocca la Lazio al punto da perderla: nei minuti immediatamente successivi c'è in campo solo il Genoa e sulla punizione di Milanetto (ancora lui) Borriello colpisce di testa in completa solitudine. Cribari, più di Stendardo, il colpevole. La Lazio cercherà di risalire ma sarà capace di rendersi pericolosa una sola volta sul binario di Behrami, il migliore dei suoi, che innesca Tare, subentrato a Rocchi. Sarà la sola parata del secondo tempo del problematico Rubinho.

I cambi di Gasperini risulteranno assai più funzionali di quelli di Delio Rossi. Quanto all'arbitro, "compenserà" evitando a Mutarelli l'espulsione, andrà in confusione concedendo troppe ruvidezze, ma sulla evidente simulazione di Pandev in cerca di un rigore di risarcimento prenderà l'unica decisione davvero giusta (cartellino giallo) della sua giornata-no. La Lazio ha un alibi ed è quello delle assenze: Ledesma, De Silvestri e Siviglia squalificati, Mudingayi infortunato nel riscaldamento, Rocchi verso la fine del primo tempo, indisponibili anche Firmani, Manfredini, Meghni e Makinwa. Con un uomo in meno in panchina, Rossi aveva poco da scegliere: e tuttavia, Scaloni a metà campo è una opzione sciagurata, e il tentativo di ricorrere nell'ultima mezzora al doppio trequartista Del Nero-Mauri dietro Pandev e Tare si è rivelato un flop clamoroso. E' vero che in questi casi gli assenti hanno sempre ragione, ma il Kolarov fatto entrare solo al minuto 90 e il Vignaroli nemmeno utilizzato, lui che all'esordio a Palermo prima della sosta era risultato tra i più in palla, avrebbero meritato maggiori attenzioni. Quanto a Ballotta, stavolta non c'entra. Ma resta il fatto che per salvarsi senza patemi ci vorrà un autentico numero uno. Il Genoa ha un portiere-saponetta, Rubinho, che non tiene un pallone e una difesa che patisce se messa sotto pressione. Ma la squadra è viva, e alla fine quasi merita la partita e il gentile omaggio di Stefanini.

Intendiamoci, il pari sarebbe stato il risultato più giusto, ma il Genoa legittima l'impresa comprendendo sull'1-1 che è il momento che si può e si deve tentare il colpo. Avere là davanti un uomo-reparto come Borriello aiuta, perché è chiaro che il 3-4-3 iniziale di Gasperini, con Leon e Sculli impalpabili fiancheggiatori del centravanti, sa molto di specchietto per le allodole. In realtà, è un Genoa che sa essere corto e poliedrico, e che ha in Konko il tuttofare. Viene usato come mediano assaltatore (su Mauri), come terzino di complemento (su Rocchi) quarto uomo a destra, e ancora, quando Gasperini sul 2-1 rinforza gli ormeggi passando stabilmente alla difesa a quattro (Santos stopper al posto di Sculli), rieccolo a metà campo, cursore ai fianchi di Milanetto. Se la squadra alla fine rischierà pochissimo, i meriti sono soprattutto suoi. E d'un allenatore che sfrutta al meglio quel non tantissimo di cui dispone.