Domenica 27 gennaio 2008 - Torino, stadio Olimpico - Torino-Lazio 0-0


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27 gennaio 2008 - 3.267 - Campionato di Serie A 2007/08 - XX giornata - inizio ore 15.00

TORINO: Sereni, Dellafiore (87' Motta), Natali, Di Loreto, Lanna, Zanetti, Lazetic, Barone, Rosina, Di Michele (46' Bottone), Stellone (65' Bjelanovic). A disposizione: A.M.Fontana, Nitride, Vailatti, Malonga. Allenatore: Novellino.

LAZIO: Ballotta, De Silvestri (76' Vignaroli), Siviglia, Cribari, Kolarov, Behrami, Ledesma, Mudingayi, Mauri, Rocchi (60' Bianchi), Pandev (80' Tare). A disposizione: Muslera, Artipoli, Manfredini, Del Nero. Allenatore: D.Rossi.

Arbitro: Sig. Rizzoli (Bologna) - Assistenti Sigg. Faverani e Stefani - Quarto uomo Sig. Marelli.

Note: pomeriggio freddo, terreno in buone condizioni. Espulsi: al 44' Barone per doppia ammonizione, la seconda per comportamento scorretto; al 65' Bianchi per doppia ammonizione, la seconda per comportamento scorretto. Ammoniti: 24' Kolarov, 29' Barone, 41' Lazetic, 50' Dellafiore, 53' Siviglia, 61' Bianchi, 69' Bottone, 77' Behrami, 88' Zanetti, 92' Bjelanovic. Angoli: 5-3. Falli commessi: 25-19. Tiri in porta 6-6. Tiri fuori 9-5. Fuorigioco 3-2. Una traversa colpita dal Torino, un palo colpito dalla Lazio. Recuperi: 1' p.t., 4' s.t.

Spettatori: paganti 1.252 per un incasso di euro 40.380, abbonati 16.401 per una quota di euro 301.758.


Un fotogramma della gara
Gaby Mudingayi in azione
Rizzoli espelle Rolando Bianchi
Maurizio Manzini accompagna il calciatore biancoceleste fuori dal campo
Tommaso Rocchi prova la via della rete
Goran Pandev colpisce di testa ma il pallone colpirà il palo esterno
Marco Ballotta sventa il tiro di testa di Natali

E' successo di tutto, tranne il gol. Torino e Lazio danno vita ad una sfida all'ok corral, culminata con uno 0-0 ugualmente divertente, con un espulso per parte (Barone e, dopo un debutto-lampo di cinque minuti, Bianchi), occasioni sciupate e una traversa, colpita da Bjelanovic dopo un autentico miracolo del "vecchietto" Ballotta. Un punto a testa non risolve i guai delle due squadre, entrambe in silenzio stampa, ma il pari è il risultato più giusto per quanto offerto dal campo. E, tra i protagonisti, non può non esserci l'arbitro Rizzoli, che distribuisce cartellini come coriandoli e mixa severità al "vivi e lascia vivere". Corini da una parte e Mutarelli dall'altra (Stendardo è appena passato alla Juve) sono gli squalificati di una partita che mette contro due squadre con moduli speculari (4-4-2) e reduci dal braccio di ferro per avere Rolando Bianchi, in biancoceleste e in panchina. Novellino per la prima volta schiera Stellone titolare accanto a Di Michele, lamentando assenze importanti (Ventola, Recoba, Comotto e Grella su tutti) e chiedendo a Lazetic e Rosina di lavorare sulle fasce, anche se all'azzurrino piace soprattutto svariare al centro. A Rossi, invece, manca Zauri e, con una rosa ridotta all'osso, preferisce l'usato sicuro con la coppia Rocchi-Pandev, affidando gli out ai polmoni di Behrami e Kolarov e la mediana a Ledesma e a Mudingayi, ex come Sereni e Lazetic.

Stellone sembra subito avere l'oro vivo addosso: si muove tra le linee, impegna subito Ballotta, ingaggia con Siviglia un duello fisico e, al 39', non sfrutta una delle rare giocate di Di Michele, tra i più fischiati dell'Olimpico. La Lazio è sorniona, non spinge e si rende pericolosa soprattuto con le punizioni di Kolarov, rischiando sempre quando il Toro parte in velocità e punta la porta (chiesti anche un paio di rigori, ma inutilmente). Come se non bastasse il clima teso della vigilia, Barone rimedia due gialli e lascia in dieci i granata a fine tempo, suscitando la reazione veemente di Novellino, che attende Rizzoli negli spogliatoi per dirgli in faccia la sua. La Lazio, in undici contro dieci, dovrebbe dominare ma fa fatica a creare occasioni, anche se Pandev, al 18', se ne mangia una grossa come una casa, inzuccando a lato il cross pennellato di De Silvestri, costretto poi ad uscire per infortunio.

La parità numerica è presto ristabilita: Bianchi entra per Rocchi e in un amen si prende due cartellini per un fallaccio su Lazetic e un gomito alto su Zanetti. Il Toro ritrova slancio, Rosina reclama un penalty e, al 27' solo un miracolo di Ballotta impedisce a Natali di far gol di testa su punizione del suo capitano (e Bjelanovic, entrato per un esausto Stellone, centra la traversa su tap-in). Squadre stanche nel finale, per il Toro si fa male anche Dellafiore e non capita più granchè in uno 0-0 che forse ha divertito anche più di una goleada.


La Gazzetta dello Sport titola: "Rosso a Bianchi. Sempre scintille tra Toro e Lazio. L'attaccante conteso è espulso al debutto. Novellino e Delio Rossi, basta un grigio 0-0".

Continua la "rosea": Romanzo Bianchi. Come rientrare in Italia e farsi espellere in 5 minuti. Una storia in cui si condensa buona parte del becerume che ammorba l'aria della serie A. Ricapitolando: Rolando Bianchi lascia il Manchester City, rifiuta il Torino e sceglie la Lazio. Calendario vuole che la prima partita da disputare sia Toro-Lazio. Claudio Lotito, presidente laziale, arriva in tribuna e si becca raffiche di insulti. Delio Rossi, l'allenatore, fa entrare Bianchi al 15' della ripresa e il pubblico del Toro fischia il presunto traditore - e fin qui, vabbe' -, poi intona i "civili" cori "uccidetelo, uccidetelo" e "Bianchi tu sei un figlio di p...". Rolando "Romanzo" Bianchi, tradito dai nervi, va fuori giri. Si fa ammonire in pochi secondi per un brutto intervento su Lazetic, poi alza un braccio in contrasto aereo su Zanetti. Altro giallo, stavolta esagerato, ma tant'è: automatica espulsione e tifosi torinisti in tripudio. Bel quadretto. A essere sinceri manca un tassello. Questo. Luciano Moggi tiene una rubrica su un giornaletto distribuito allo stadio di Torino, ecco la chiusura del pezzo di ieri: "Sarà curioso vedere dove si siederà Antonelli (a.d. del Toro, ndr): se vicino a Cairo oppure vicino a Lotito, dato che è amicissimo pure di quest'ultimo". Insinuazioni di uno squalificato a lunga scadenza.

Il veleno nella coda, direbbe il latinista Lotito. Due espulsi, dieci ammoniti, un arbitro ostaggio del demone della compensazione. Un giallo qua, un altro là. Un rosso a voi, un altro a loro. Fuori Barone per doppia ammonizione - due falli per cui poteva forse bastare un cartellino -, si percepiva a pelle che Rizzoli alla prima occasione avrebbe riequilibrato le forze, così il "pollastro" Bianchi è stato rosolato in un amen. Toro-Lazio si è trascinata sul filo dei nervi. Due squadre oppresse dalla necessità di fare punti. Tanti falli, gioco convulso, un legno per parte (Pandev di testa e Bjelanovic in semirovesciata). Nota di merito per il 43enne Ballotta, autore di una grande parata su Natali. Il Toro gioca male. Non da ieri, ma da mesi. Non vince, tira a campare con insipidi pareggini. Una spiegazione possibile: a metà campo nessuno imposta, il pallone viene spesso smistato all'indietro e non è raro che sia il portiere Sereni ad avviare l'azione. Il nervosismo abbonda, come dimostra la sceneggiata finale di Walter Novellino che nel tunnel ha urlato all'arbitro: "Si ricordi che io faccio sacrifici per preparare la partita". Replica di Rizzoli: "Io esigo rispetto perché mi sacrifico come lei". Delio Rossi ha avuto paura di vincere, non ha approfittato come avrebbe dovuto della temporanea superiorità numerica dettata dal rosso a Barone. All'inizio della ripresa la Lazio non ha cercato con convinzione il colpo del k.o., poi il "Romanzo" Bianchi. A proposito: col senno di poi alcuni laziali sostengono che, visto l'ambientino surriscaldato, il ragazzo non doveva entrare, ma costoro che cosa avrebbero detto se Bianchi non avesse esordito? Che Rossi avrebbe dovuto impiegarlo, ovvio.