Domenica 20 ottobre 1957 - Roma, stadio Olimpico - Lazio-Napoli 4-1


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20 ottobre 1957 - Campionato di Serie A 1957/58 - VII giornata

LAZIO: Orlandi, Molino, Eufemi, Carradori, Pinardi, Fuin, Muccinelli, Tozzi, Vivolo, Pozzan, Selmosson. All. Ciric.

NAPOLI: Bugatti, Comaschi, Greco II, Morin, Franchini, Posio, Brugola, Di Giacomo, Vinicio, Pesaola, Novelli. All. Amadei.

Arbitro: sig. Liverani di Torino.

Marcatori: 10' Vivolo (rig), 37' Pozzan, 47' Pozzan, 69' Selmosson, 88' Vinicio.

Note: giornata grigia di vento con qualche spruzzo di pioggia. Terreno ottimo. Annullato al 20' pt un goal di Tozzi per fuorigioco. Al 30' Vinicio ha colpito un palo e un minuto dopo l'ha imitato Tozzi. Al 14' della ripresa Orlandi ha parato un rigore di Franchini. Calci d'angolo 10 a 9 a favore della Lazio.

Spettatori: oltre 85.000 con circa 20.000 tifosi partenopei rumorosissimi.

Il titolo di giornale fa una perfetta sintesi del match
Il titolo de "Il Messaggero"


Una serie di piccoli tafferugli e scontri tra gruppi di tifosi delle due parti ha avuto luogo dopo la conclusione della partita Lazio-Napoli. I tifosi laziali aspettavano al varco i napoletani; qua e là si scendevano mischie, volavano pugni, ma ogni volta l'intervento della forza pubblica riusciva a sedare gli scontri. Si avevano però i primi contusi; all'ospedale era costretto a ricorrere il verniciatore Umberto Vandi, di 27 anni: quattro giorni di guarigione a conclusione di uno scontro con altro tifoso avvenuto nel pressi del viale Costantino. Il meccanico napoletano Antonio De Rosa e lo studente Sebastiano Alano, da Napoli, colpito quest'ultimo alla mano che teneva sulla punte di un'asta dei cancelli dello stadio, erano giudicati guaribili in sette giorni dallo Stesso ospedale.

Un altro sostenitore del Napoli, il meccanico Antonio Vita Penna, di 17 anni, subiva la stessa sorte: veniva colpito con un pugno alla mano producendoci una piccola ferita da taglio mentre il suo concittadino Vittorio Castellani riportava alcune contusioni perché spinto contro una staccionata. Ancora altri napoletani contusi: il marittimo Benito Esposito, mentre viaggiava alle 17,50 a bordo della sua moto sulla via Appia per fare ritorno a Napoli, è stato spinto alle spalle da uno sconosciuto ed è caduto a terra. All'ospedale lo hanno giudicato guaribile in cinque giorni.

Le vittime nell'altro campo sono Riccardo Prospero (ha riportato alcune escoriazioni giudicate guaribili in quattro giorni); il barista Domenico Potano, di 19 anni, che è stato malmenato in piazza San Pietro da alcuni tifosi napoletani, lo studente Giacomo Marchina, di 22 anni (spinta contro i reticolati dello stadio). Della reazione degli avversari ha fatto le spese l'autista Gianfranco Piccolo di 22 anni. Alle ore 18,15 mentre procedeva per via Ottaviano a bordo della sua auto, uno sconosciuto gli ha lanciato un petardo attraverso il finestrino del pullman targato Napoli 98059. Il petardo ha infranto i vetri del parabrezza che sono caduti sulla testa del malcapitato autista. Altri episodi di violenza, sono avvenuti in zone diverse della città, ma fortunatamente la forza pubblica e sempre intervenuta in tempo evitando che gli scontri fra le varie parti degenerassero.

Gli scontri sono però continuati per tutta la sera e i più spettacolari si sono verificati lungo il corso, nei pressi di piazza colonna. Migliaia di tifosi laziali, schierati lungo i marciapiedi, hanno atteso il passaggio dei pullman e delle macchine che andavano verse sud. Senza fare ricorso ad eccessi ma limitandosi a scandire in coro, ad alta voce, la numerazione « uno, due, tre,. quattro », i laziali ottenevano l'effetto di rendere i partenopei oltremodo nervosi. In alcune zone della città il passaggio del napoletani è stato addirittura osservato silenziosamente con un « saluto fascista corretto», vale a dire con la mano spiegata e il pollice richiuso sotto il palmo ad indicare i quattro goals.

Numerose auto sono state fermate e le varie comitive costrette a scendere ed a gridare « forza Lazio! », pena lo sgonfiamento delle ruote. Tutto ciò, naturalmente, ha provocato un serio intralcio al traffico e i vigili urbani hanno dovuto sudare le classiche sette camicie...

Le stesse scene si sono ripetute all'imbocco della via Appia, dove i napoletani si sono difesi con i petardi. Alla stazione Termini i tutori dell'ordine hanno evitato per un pelo che un corteo di laziali raggiungesse i « treni speciali » con cui i napoletani si accingevano a ripartire. E pensare che si era scatenata nel giorni scorsi a Napoli una campagna di stampa contro un preteso boicotaggio delle Ferrovie dello Stato, che parevano non intendessero concedere i treni speciali in misura adeguata. Il comandante Lauro aveva fatto intervenire i giornali per mandare sufficienti schiere di sostenitori a Roma.