Domenica 21 gennaio 1979 - Milano, stadio San Siro - Milan-Lazio 2-0


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21 gennaio 1979 - 1988 - Campionato di Serie A 1978/79 - XV giornata

MILAN: Albertosi, Collovati, Maldera (III), De Vecchi, Bet (60' Marini), Baresi (II), Antonelli, Bigon, Novellino, Buriani, Chiodi. A disp.: Rigamonti, Sartori. All. Liedholm.

LAZIO: Cacciatori, Ammoniaci, Tassotti, Wilson, Manfredonia, Cordova, Agostinelli, D'Amico, Giordano, Nicoli, Badiani (70' Cantarutti). A disp.: Fantini, De Stefanis. All. Lovati.

Arbitro: Pieri (Genova).

Marcatori: 16' Maldera (III), 65' Bigon.

Note: giornata rigida, cielo coperto, terreno ghiacciato con neve ai lati. Ammonito Badiani per proteste. Angoli 14-2 per il Milan.

Spettatori: 45.000 circa con 22.346 paganti per un incasso di £. 108.966.800.

La rete di Maldera
Chiodi e Manfredonia
La rete di Bigon
Manfredonia contrasta Chiodi
Da l'Unità: la cronaca della gara

Niente più che un salutare allenamento per il Milan che vola al comando della classifica; mai la Lazio è stata in grado di dire la sua in campo. L'affannarsi di Giordano è stato inutile per la buona guardia della difesa ma soprattutto per lo scarso appoggio dei compagni, l'unico dei quali ad avere idee chiare — Ciccio Cordova — ha però le gambe arrugginite ed il magone per essere costretto a giocare fra cavalli bolsi o purosangue senza nerbo come D'Amico. E' stata una festa, quindi, per questo Milan che più che mai olandese per il continuo tourbillon di uomini cui è costretto — perché quella di Liedholm non è certo una scelta tattica — dal parco giocatori di cui dispone.

Così in attacco Chiodi e Novellino incrociano su tutto il fronte ubriacando rispettivamente Manfredonia e Ammoniaci, mentre Buriani scavalla senza un attimo di respiro, De Vecchi parte con il suo passetto leggero ma redditizio, Antonelli e Bigon portano palla e sbagliano molto, ma trovando a sprazzi lo spunto filtrante. L'azione rossonera offre momenti deliziosi quando dalle retrovie si sgancia quel consacrato campioncino che è ormai Franco Baresi, che ieri ha costruito la più nitida azione da gol lanciando Antonelli in corridoio (quaranta metri di passaggio, tagliata a metà la difesa della Lazio) ed a sette minuti dalla fine ha rischiato di far crollare anche la parte sana delle gradinate, andando sin sul fondo, rientrando, dribblando persino Cacciatori per mettere in mezzo una palla che Manfredonia in affanno per poco non ha scaraventato in rete al posto degli attaccanti rossoneri, fermatisi ad ammirare l'ennesima prodezza del giovane collega. Baresi è senza dubbio il fiore all'occhiello di un Milan che segna e diverte, attraverso uno schema di gioco del tutto «personale» tanto che davvero sarebbe difficile pensare ad inserimenti in azzurro di singoli elementi, visto che Bearzot a gioco lungo dovrà pur tenere conto della realtà rossonera.

Un Milan che dall'apparente confusione tattica trova sempre lo sbocco favorevole, anche se ieri le punte non sono state all'altezza. Ha dovuto sbloccare il risultato Maldera su punizione, ha replicato nella ripresa Bigon sbagliando il tiro, dopo che Chiodi aveva "ciccato" l'intervento spiazzando la difesa. Cosi la Lazio è finita k.o. senza aver avuto la soddisfazione di far tremare Albertosi se non al quinto minuto, quando D'Amico è riuscito a scodellare una palla decente davanti a Giordano che ha approfittato di una incertezza di Bet e di Baresi (ingannato dal compagno) per far partire un debole tiro verso la rete rossonera, ed al 14' con una botta dello stesso Giordano deviata da Albertosi.

Bet in definitiva è parso l'unico all'antica di questo Milan in cui tutti sono attaccanti e centrocampisti e difensori, specie quando l'avversario è debole come la Lazio la cui difesa si regge ancora sulla grinta di Wilson, mentre Manfredonia è stato completamente assorbito dalla difficile marcatura di Chiodi, un giocatore sicuramente in crescendo dopo il difficile avvio di campionato. Affidato Giordano a Bet, chiesta a Collovati la non gran fatica di controllare D'Amico, il Milan non ha avuto altri problemi da risolvere, se non cercare il gol. La squadra di Liedholm ha dovuto attendere soltanto un quarto d'ora, durante il quale ha sfiorato il vantaggio prima con Chiodi (tiro al volo dal fondo, deviato da Cacciatori appostato sul montante) e l'ha mancato clamorosamente — al 13' — con Novellino e Bigon i quali si sono avventati in tandem su una palla servita loro di testa da Chiodi con il risultato di mancarla entrambi.

C'è stata la replica di Giordano, poi Ammoniaci ha fermato con un fallo Novellino al limite dell'area sulla destra dell'attacco rossonero. Lo stesso Novellino ha toccato lateralmente per Maldera, la cui botta rasoterra ha ingannato Cacciatori, anche per un rimbalzo sul terreno ghiacciato. Da quel momento tutto è diventato agevole per la capolista, mentre il pubblico sottolineava con compiaciuti «olè» ogni affondo di Buriani, di Baresi, di Antonelli il quale però si lasciava prendere la mano dall'entusiasmo cercando dribbling ripetuti ed aleatori. Wilson era costretto ad un salvataggio disperato al 20' su centro di Baresi dalla sinistra, poi era Chiodi a calciare alto (dal limite dell'area del portiere...) un pallone sfuggito a Cacciatori su botta violenta di De Vecchi.

Allo scadere del primo tempo, era Bigon ad inserirsi bene su lancio di Antonelli, ma la botta del capitano andava sul fondo. I rossoneri iniziavano la ripresa un po' contratti, cominciava a pesare psicologicamente l'esiguo vantaggio rispetto al gioco svolto. Ci pensava ancora Baresi a galvanizzare i compagni, partendo in slalom dalla sua linea di difesa, poi fatti quaranta metri palla al piede, lanciare Antonelli sulla sinistra con un passaggio-capolavoro. L'attaccante controllava bene la sfera in corsa, il suo tiro batteva Cacciatori ma era più piazzato che forte, Manfredonia in recupero riusciva ad alzare oltre la traversa.

Insistevano i rossoneri in avanti, Buriani era il più attivo sulla fascia destra malgrado la fatica già sostenuta. Novellino ingaggiava duelli sempre più aspri con Ammoniaci, ma la palla non voleva finire in porta. Vi rotolava al 20', al termine di una manovra iniziata limpidamente dal solito Buriani, il quale apriva per Novellino che trovava per un attimo via libera e andava sul fondo a crossare: al centro, Chiodi sbucciava l'intervento e disorientava la difesa, Bigon sbagliava la seconda deviazione ed ingannava Cacciatori. Era il gol del due a zero. Rocambolesco, fortunoso ma giustissimo. Senza più problemi i rossoneri chiudevano divertendosi, esagerando anche troppo in finezze. L'annuncio della vittoria dell'Inter in trasferta, i tre gol di Perugia e Torino, non scalfivano l'entusiasmo dei fans milanisti. Il coro «è vero, è vero, scudetto rossonero....» accompagnava le squadre verso gli spogliatoi.

Fonte: La Stampa