Domenica 23 gennaio 2011 - Bologna, stadio Renato Dall'Ara - Bologna-Lazio 3-1


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23 gennaio 2011 - 3.406 - Campionato di Serie A 2010/11 - XXI giornata - inizio ore 15.00

BOLOGNA: Viviano, Moras, Portanova, Britos, Rubin, Mudingayi (93' Mutarelli), Perez, Della Rocca (73' Casarini), Ekdal, Ramirez (86' Meggiorini), Di Vaio. A disposizione: Lupatelli, Garics, Esposito, Gimenez. Allenatore: Malesani.

LAZIO: Muslera, Scaloni (77' Kozak), Biava, Dias, Radu, Ledesma (53' Gonzalez), Brocchi, Mauri, Hernanes, Sculli (39' Zarate), Floccari. A disposizione: Berni, Diakite, Cavanda, Foggia. Allenatore: Reja.

Arbitro: Sig. Rocchi (Firenze) - Assistenti Sigg. Faverani e Stefani - Quarto uomo Sig. Giannoccaro.

Marcatori: 5' Floccari, 36' Ramirez, 38' Di Vaio, 90' Di Vaio.

Note: pomeriggio freddo, terreno in discrete condizioni. Espulsi all'86' Dias e Gimenez (dalla panchina) per reciproche scorrettezze. Ammoniti al 30' Scaloni, al 50' Portanova, al 75' Biava, al 77' Ekdal, all'82' Dias e Perez, al 92' Brocchi. Angoli: 11-4. Recuperi: 3' p.t., 4' s.t.

Spettatori: 20.000 circa con 3.472 paganti per un incasso di euro 46.826, abbonati 10.823 (quota euro 151.446.

La rete di Sergio Floccari al 5' del primo tempo
L'abbraccio dei compagni all'attaccante calabrese
Il tocco vincente di Ramirez per il pareggio felsineo
Il vantaggio rossoblù di Marco Di Vaio
Sergio Floccari in un momento dell'incontro
Giuseppe Biava in azione
Il pessimo gesto di Mauro Zarate che scatena a fine partita scontri tra calciatori
Un momento del parapiglia
Un altro momento della rissa

La Gazzetta dello Sport titola: "Bologna che colpo con l'ex. Di Vaio condanna la Lazio. Finisce 3-1 al Dall'Ara: il gol iniziale di Floccari non basta a Reja, che viene rimontato da Ramirez e dalla doppietta del centravanti. Decisivo anche Viviano. Tensione nel finale: espulsi Dias e Gimenez dalla panchina".

Continua la "rosea": Un vecchio adagio del calcio dice che in questo sport bastano un grande portiere e un ottimo centravanti per fare buoni risultati. A Bologna ci credono un po' di più che altrove. Perché sono Emiliano Viviano e Marco Di Vaio gli artefici del 3-1 alla Lazio. I due uomini chiave di Malesani sono in tutti gli episodi che indirizzano la gara. Detto ciò, se la Lazio è a questo livello la Champions resterà un sogno d'autunno. Poco incisiva in attacco. Perforabile in difesa. Con lacune in organico (una prima punta). Con qualche tensione interna. Vedi Zarate. Che a fine partita sfoga la sua frustrazione lanciando la palla sulla nuca di Rubin e accendendo un piccolo parapiglia. Nulla di che, se frequentate i campi di calcio ne vedete di molto peggio. Ma certo la serenità è un'altra cosa. Reja, costretto a rispolverare Scaloni per la squalifica di Lichtsteiner, lancia subito il nuovo acquisto Sculli accanto a Floccari. Gli screzi con Zarate, con cui proprio non si prende provocano l'esclusione iniziale dell'argentino. Hernanes è l'uomo tra le linee. Quello che deve dare qualità. E non si sottrae al compito quando al 5' mette Floccari davanti a Viviano. L'ex genoano non sbaglia e ritrova quel gol che mancava da novembre.

Il Bologna, schierato con un robusto centrocampo in cui sono Ekdal e Ramirez ad appoggiare Di Vaio, incassa la sberla con una grande disinvoltura. Del resto chi sta vivendo una situazione societaria del genere, tra stipendi in ritardo e punti di penalizzazione, dev'essere vaccinato. Alberto Malesani è stato formidabile nel tenere compatti i suoi. Che reagiscono subito. Di Vaio prima invoca un rigore, poi a tu per tu con Muslera lo grazia. Nella circostanza brutto l'allineamento di Dias e Biava. E la cosa si ripeterà. La Lazio, con un Ledesma piuttosto abulico, potrebbe segnare il 2-0. Ma Viviano è prodigioso sul colpo di testa ravvicinato di Floccari. Dopo aver rischiato di affondare, il Bologna ribalta la partita. Ekdal (bravo l'ex juventino) trova Ramirez in profondità. L'uruguaiano, uno con un sinistro delizioso, incrocia sul secondo palo. Gran gol per essere il primo in A. Passano 3' e la Lazio capitola ancora. Della Rocca trova Di Vaio tra le maglie troppo larghe della difesa laziale, il grande ex rientra sul destro e batte Muslera sul primo palo. Tutto troppo facile però. Sculli non sta bene e Zarate lo rileva. L'argentino si fa subito vedere: pescato da Floccari calcia benissimo di sinistro. Ma c'è ancora Viviano. La ripresa offre meno spunti. Normale, dopo un primo tempo a mille all'ora. Il Bologna si difende bene, come spesso succede.

E per la Lazio, che continua a non avere una vera prima punta di peso, ci sono pochissimi spazi. Viviano, dopo le due prodezze, fa pochino. Anzi, è il Bologna a sciupare un paio di situazioni interessanti. La Lazio nel finale, complice anche un certo nervosismo (espulsi Dias e Gimenez, direttamente dalla panchina del Bologna, dopo un battibecco) non crea più nulla. E l'erroraccio di Biava, che spalanca la strada a Di Vaio per il 3-1, è la degna chiusura di un brutto pomeriggio per Reja.


Il Messaggero titola: "Brutta e nervosa, la Lazio cade a Bologna. Zarate provoca Rubin, finale con rissa. Mauro tira una pallonata a Rubin, i rossoblù reagiscono: è caccia all'uomo".

L'articolo così prosegue: Una brutta sconfitta, nervi tesissimi, rissa a fine gara, quarto posto dietro i cugini giallorossi. E' totalmente negativo il bilancio della trasferta bolognese della Lazio, battuta da una squadra che vive tra l'altro in un vero e proprio caos societario. Reja schiera Sculli e lascia in panchina Zarate. I biancocelesti passano in vantaggio al 5' del primo tempo con Floccari. Il bomber dal limite punta Portanova, serve Hernanes per il triangolo che si chiude, ed ha il tempo di controllare, guardare Viviano e infilarlo sul palo lontano. La squadra di Reja sfiora il raddoppio sempre con Floccari ma al 36' viene freddata dal pareggio del Bologna: Ekdal lavora il pallone sulla sinistra, vede il taglio trasversale di Ramirez e lo serve: girata di Ramirez in diagonale basso e Muslera non ci arriva. Passano quattro minuti e la squadra di Malesani va in vantaggio. Di Vaio chiede lo scambio in area, in posizione di ala sinistra, riceve palla sulla corsa, mette a sedere Ledesma con l'esterno e infila Muslera sul primo palo per il 2-1. Reja manda subito in campo Zarate per Sculli.

Nella ripresa la Lazio non ha saputo reagire: l'innesto di Zarate non ha vivacizzato l'attacco e Mudingayi ha progressivamente cancellato Hernanes. Nel finale doppia espulsione, Dias per la Lazio e Gimenez che era comunque in panchina per il Bologna. Al 46' la terza rete rossoblu: Mudingayi lancia in profondità, Biava è incerto, Di Vaio si inserisce e con un tocco di piatto infila Muslera in uscita facendo carambolare la sfera alla base dei due pali. Capitolo rissa. Quando l'arbitro ha chiuso l'incontro Zarate ha tirato il pallone sulla testa di Rubin. E' stato affrontato prima da Moras, poi da Di Vaio. Ne è nato un parapiglia generale con l'intervento degli altri calciatori e dei componenti le due panchine. Zarate ha tra l'altro colpito anche un guardalinee con una manata al volto. Un tutti contro tutti imbarazzante: fra i più coinvolti Moras, Di Vaio e Muslera. Una bruttissima sceneggiata dei giocatori, per la quale magari qualcuno darà la colpa all'arbitro Rocchi, reo solamente di aver tenuto un metro un po' british in una partita diretta con qualche errore, ma con un sostanziale equilibrio. Un precedente c'era stato al 39' del secondo tempo quando, dopo un fallo, c'è stato un principio di rissa fra Dias e Gimenez (che era in panchina e stava scaldandosi e che è scattato in campo per prendere le difese del connazionale Ramirez). L'episodio ha portato all'espulsione sia di Gimenez sia di Dias.


La Repubblica titola: "Bologna più forte dei "rumors". Di Vaio stende una Lazio nervosa. Segna Floccari, ma i rossoblù - incuranti delle "liti" societarie - danno vita alla rimonta perfetta: doppietta dell'ex. Finale con rissa, espulsi Dias e Gimenez, Ramirez in ospedale. Brutto gesto di Zarate".

L'articolo così prosegue: Nella "stanza dei bottoni" si fugge senza pagare gli stipendi? E poi i nuovi arrivati litigano? Si direbbe che ai calciatori del Bologna football club importi poco. Più la strada della gloria è lastricata di difficoltà, più i rossoblù di Malesani si esaltano. Ne fa le spese una grande Lazio, partita col piede di chi vuole dimenticare in fretta il derby di coppa e ritrovare - in classifica - al più presto, la leadership romana, dopo il sorpasso al secondo posto subito dai "cugini" romanisti. Ma alla fine battuta. Pronti via, ed è subito Floccari, uno che a Bologna si esalta sempre a salire in cattedra. Il centravanti controlla in ripartenza, scambia meravigliosamente con Hernanes, lascia sul posto Portanova e spiazza l'amico Viviano. 0 a 1: per il Bologna è già salita. Ma la reazione rossoblù è superba, tutti si piegano sul manubrio e spingono sui pedali. Bisogna rischiare, impossibile non farlo con un avversario tecnico e bravo. Mudingayi, Della Rocca e Perez raccolgono il guanto di sfida, mettono una pressione notevolissima sui dotati portatori di palla ospiti; sostenuti dagli esterni, visto che Rubin non consente mai a Scaloni di appoggiare la manovra in avanti e Moras soffre un po' Radu sulla destra, ma - alla lunga - s'impone. Anche dalla tre quarti in su, Ramirez ed Ekdal agiscono efficacemente tra le linee, lasciando a Di Vaio il ruolo di unica punta. Il capitano merita un discorso a parte, la sua intesa con Della Rocca è notevole, scatta sempre a tempo e trova i rifornimenti mancati negli anni passati. Il Marco rossoblù però sostiene anche l'azione anche a centrocampo. E' l'anima. Dà l'anima.

La Lazio è sistematicamente anticipata, ma quando il Bologna rifiata, ha modo di rifarsi viva grazia alla sua superiorità stilistica. Floccari è in stato di grazia, colpisce di testa a colpo sicuro, due a zero? No. Viviano compie un grande intervento. E il Bologna va oltre osano le Aquile, trovando prima dell'intervallo l'uno-due che stende la Lazio e cambia la storia. Ekdal serve al bacio il taglio di Ramirez, girata di collo sinistro sul palo lontano, gesto di prima intenzione, ed è 1 a 1; poi Di Vaio: si smarca a sinistra, riceve in area, mette a sedere Ledesma e infila Muslera con un destro secco, sul palo vicino. 2 a 1. Canta il Dall'Ara. Ne ha motivo. Floccari però non ci sta: se il centrocampo della Lazio è surclassato, le invenzioni della punta centrale tengono accesa la speranza: meraviglioso è il colpo di tacco per Zarate, subentrato a Sculli: tiro immediato dal dischetto del rigore, ma c'è ancora Viviano. Chiudere in vantaggio la prima parte di gara, e con largo merito, è un viatico per questo Bologna bello e con l'anima. Tant'è che nella ripresa, pur cambiando atteggiamento tattico, più attendista, ma ancora puntato sulla pressione in mezzo dove Mudingayi è gigantesco e ancora ben sorretto da Della Rocca e Perez, la superiorità rossoblù viene accentuata. In ripartenza va più vicino al tris il Bologna di quanto la Lazio cerchi il pareggio. Una prodezza di Muslera si oppone a un guizzo nel traffico del solito Di Vaio, ma il bravo portiere uruguagio nulla può quando Biava ci mette del suo con uno stop di petto che in pratica spalanca, nel finale, le porte del Paradiso al centravanti bolognese. Il 3 a 1 è alla fine un risultato corretto.

Il match è bello, la correttezza quasi esemplare, ma con i sudamericani il fuoco, spesso e volentieri, cova sotto la cenere. Un'entrataccia di Dias a piedi uniti su Ramirez accende la prima rissa, scatenando la reazione del panchinaro Gimenez, entrato a dire la sua in campo e colpito dal brasiliano. Rocchi, direzione modesta, non vede... Informato sui fatti dal quarto uomo caccia Gimenez e lo stesso Dias, mentre Ramirez (con lo zigomo fratturato dal gomito dello stesso Dias) esce sostituito da Meggiorini. Sembra finita qui... invece sul fischio finale, Zarate lancia il pallone sulla nuca di Rubin, Moras gli si avvicina minacciosamente, l'argentino si agita e colpisce con un montante persino un guardalinee intervenuto per riportare la calma. E' il becero finale di un match emozionante e ricco di gesti tecnici di alto livello: dall'una e dall'altra parte.


Tratte da Tuttosport, alcune dichiarazioni post-gara del tecnico biancoceleste Reja:

"Zarate? Dico certe cose per scuoterlo, per spronarlo. Alla fine siamo stati troppo nervosi, ma eravamo stati provocati". Così Edy Reja commenta i minuti finali di Bologna-Lazio, con la rissa seguita al fischio finale. "Dias - ha detto il tecnico biancoceleste ai microfoni di StadioSprint Rai 2 - aveva commesso un fallo, era stato ammonito. Poi Gimenez è arrivato dalla panchina e l'ha provocato: e Dias si è preso l'espulsione". Quanto a Zarate, protagonista del parapiglia finale, Reja ha ribadito: "Dico certe cose per scuoterlo, per spronarlo: tutte le cose che si sono dette e scritte su una sua cessione sono una balla. Resta qui".


Nota

Strascichi pesanti di Bologna-Lazio. Mano pesante del giudice sportivo per Mauro Zarate. L'attaccante della Lazio, protagonista della rissa finale al Dall'Ara, è stato squalificato per tre turni. Paga con due giornate il suo intervento dalla panchina l'attaccante dei rossoblù Gimenez. Un turno anche per Dias, Moras, Perez e Portanova. Avverso la squalifica di Zarate, la Lazio ha annunciato che presenterà ricorso.

Secondo la motivazione del giudice, Zarate è stato squalificato "per avere, al termine della gara, nel recinto di gioco, lanciato il pallone verso un calciatore avversario colpendolo alla nuca; per avere inoltre assunto un atteggiamento platealmente aggressivo nei confronti di un altro calciatore avversario, che tentava di colpire con violenti movimenti del braccio, sfiorando in tal modo un assistente e venendo quindi a stento trattenuto".

Gimenez paga "per essere entrato indebitamente, al 38° del secondo tempo, sul terreno di giuoco, afferrando al collo un calciatore avversario, e per avere quindi tentato di sottrarsi al consequenziale provvedimento disciplinare togliendosi la pettorina identificativa e allontanandosi; infrazione rilevata da un Assistente". Dias paga "per comportamento scorretto nei confronti di un avversario (Quinta sanzione); per avere inoltre, al 38° del secondo tempo, colpito con una manata al volto un calciatore avversario, che l'aveva afferrato al collo; infrazione rilevata da un Assistente". Moras prende una giornata "per avere, al termine della gara, nel recinto di giuoco, spinto con veemenza un calciatore avversario; infrazione rilevata dal collaboratore della Procura federale"; Perez e Portanova "per comportamento scorretto nei confronti di un avversario".

Fonte: La Repubblica