Domenica 23 maggio 1971 - Milano, stadio San Siro - Inter-Lazio 1-1


Stagione

Turno precedente

23 maggio 1971 - 1684 - Campionato di Serie A 1970/71 - XXX giornata - calcio d'inizio ore 16.00

INTER: Vieri (46' Bordon), Bellugi (46' Frustalupi), Facchetti, Bedin, Giubertoni, Burgnich, Jair, Bertini, Boninsegna, Mazzola (I), Corso. All. Invernizzi.

LAZIO: Di Vincenzo (89' Sulfaro), Papadopulo, Legnaro, Nanni, Polentes, Wilson, Massa, Mazzola (II), Chinaglia (73' Dolso), Magherini, Fortunato. All. Lorenzo.

Arbitro: Trinchieri (R. Emilia).

Marcatori: 24' Nanni, 89' Mazzola (I).

Note: cielo nuvoloso, terreno in buone condizioni. Ammoniti: Corso e Di Vincenzo. Angoli 16 - 1 per l'Inter.

Spettatori: 80 mila (abbonati 11.509) per un incasso di £. 79.103.200.

Il biglietto della gara
Sandro Mazzola consola il fratello Ferruccio
Un momento della gara
Nanni esulta dopo il vantaggio
Il pubblico Interista festante invade il campo
La classifica finale

Grande festa per la Milano neroazzurra che festeggia la conquista del suo undicesimo Scudetto al termine di una stagione esaltante. Prima della gara sfilano le giovanili e quindi viene premiato l'avvocato Prisco, vicepresidente, per la sua ventennale attività nel club. Entra poi la prima squadra con una enorme bandiera tra le ovazioni della folla raccolta a San Siro. Con animo ben differente entra poi la Lazio, già retrocessa, ma decisa ad onorare l' ultimo impegno della sua sciagurata stagione.

L'inizio della gara vede subito i padroni di casa in avanti con un tiro di Bertini a cui si oppone sulla linea il piede di Wilson. E' poi la Lazio ad uscire dal suo guscio con un pallonetto di Mazzola che esce di un soffio e con una sgroppata di Chinaglia che si beve Giubertoni venendo poi fermato da un'ottima uscita di Vieri. Inter di nuovo in avanti ma la retroguardia laziale spegne con calma ogni folata degli avversari. Boninsegna si innervosisce e rifila un pugno in faccia a Papadopulo senza che Trinchieri si accorga di nulla. Biancocelesti disinvolti e ancora pericolosi a ripetizione con Vieri bravo su Mazzola e Massa e assistito dalla fortuna su due conclusioni da lontano dello stesso Mazzola e di Fortunato.

Giunge così il meritato vantaggio biancoceleste. E' il 24' quando Chinaglia scarica una violenta punizione che Vieri non riesce a trattenere, Nanni, come un fulmine, raccoglie e scaraventa in rete. All'inizio della ripresa Invernizzi manda in campo Bordon e Frustalupi per garantire anche a loro la passerella finale. L'Inter si riversa in attacco molto nervosa vista la piega assunta dall'incontro, mentre la Lazio è serena e convinta distendendosi in agili contropiede. Legnaro sciupa banalmente due occasioni e Bordon mette in mostra la sua stoffa con un preciso intervento su "Mazzolino".

Al 57' Giubertoni scalcia violentemente Chinaglia che è costretto ai bordi del campo per sette minuti. Lazio in dieci uomini e neroazzurri all'assalto, ma Di Vincenzo è una saracinesca e dice di no prima a Facchetti e poi al capocannoniere Boninsegna. Al 73' Chinaglia non resiste più al dolore e Lorenzo lo cambia con Arrigo Dolso che subito potrebbe raddoppiare se Magherini fosse meno egoista dopo un ottimo spunto personale. A tre minuti dal termine centinaia di spettatori superano le barriere e dagli spalti entrano a bordo campo. In questo clima di pressione, i neocampioni raggiungono il pareggio. Il modesto Trinchieri lascia correre un evidente fallo di Bertini su Magherini e la palla perviene a Frustalupi che tira a rete.

La palla, respinta da un difensore, s'impenna sulla destra e Sandro Mazzola in mezza girata sorprende Di Vincenzo. L'entusiasmo per il goal fa riversare migliaia di tifosi sul prato e l'arbitro è costretto a sospendere il match. L'intervento delle forze dell'ordine riesce dopo otto minuti a poter far riprendere il gioco e di lì a qualche secondo l'arbitro decreta la fine delle ostilità. La Lazio esce a testa alta da San Siro con una partita impeccabile che non può che suscitare rimpianti. La squadra chiude a San Siro la sua stagione così come l'aveva iniziata, con un pareggio di prestigio allora con il Milan e in questa domenica con l'Inter. E' incredibile come i biancocelesti abbiano disputato le migliori partite con le squadre più forti facendo spesso brutte figure con quelle meno blasonate.

Da un punto di vista statistico la difesa, con i 43 goal incassati, risulta con il Foggia (che perdendo a Varese diviene l'ultima delle retrocesse) la peggiore del Campionato. Discreto l'attacco con le ventotto reti realizzate. Solo cinque sono state le vittorie con un solo successo esterno. Ma i mali della Lazio vanno ricercati anche a monte con un campagna acquisti gestita in malo modo con la partenza di Ghio e la rinuncia all'acquisto già ratificato del portiere Castellini. Lorenzo, colpevolmente assente nei giorni del mercato estivo, ha avvelenato l'ambiente con le sue continue polemiche e Lenzini, da par suo, ha mostrato poco carattere nel gestire le situazioni.

Al trainer argentino vanno addossate anche altre colpe come la girandola dei tre portieri nella prima parte del torneo e quel variare continuo delle formazioni scese in campo che non hanno mai definito una precisa identità alla squadra. Per quel che riguarda i calciatori a tutti, ad eccezione del solo Pino Wilson, è mancata la continuità di rendimento. La Lazio lascia così il palcoscenico della Serie A tra polemiche e rimpianti, ma con la ferma volontà di ritornare presto al posto che la sua storia gli impone.