Domenica 3 febbraio 2008 - Roma, stadio Olimpico - Lazio-Sampdoria 2-1


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3 febbraio 2008 - 3.269 - Campionato di Serie A 2007/08 - XXI giornata - inizio ore 15.00

LAZIO: Ballotta, Behrami, Siviglia, Cribari, Radu, Mudingayi, Ledesma, Dabo (51' Manfredini), Mauri (85' Rozehnal), Pandev, Rocchi (93' Tare). A disposizione: Muslera, Baronio, Del Nero, Vignaroli. Allenatore: D.Rossi.

SAMPDORIA: Castellazzi, Campagnaro, Gastaldello, Accardi, Maggio, Franceschini (80' Bonazzoli), Volpi (16' Delvecchio), Palombo, Pieri (86' Ziegler), Cassano, Bellucci. A disposizione: Mirante, Sala, Poli, Zenoni. Allenatore: Mazzarri.

Arbitro: Sig. Orsato (Schio) - Assistenti Sigg. Ayroldi e Milardi - Quarto uomo Sig. Pinzani.

Marcatori: 38' Mauri, 46' Cassano, 77' Rocchi.

Note: pomeriggio nuvoloso con pioggia, terreno in buone condizioni. Ammoniti: 28' Gastaldello, 31' Dabo, 43' Mudingayi, 44' Palombo, 71' Behrami, 82' Accardi, tutti per comportamento scorretto; 92' Cassano per comportamento non regolamentare. Angoli: 8-6. Falli 26-18. Tiri in porta 5-2. Tiri fuori 1-3. Fuorigioco 3-4. Recupero: 3' p.t., 3' s.t. Esordio in serie A per Stefan Radu classe 1986.

Spettatori: paganti 3.815 per un incasso di 70.222 euro; abbonati 14.868 per una quota di 188.271,45 euro.


La rete di Stefano Mauri
Tommaso Rocchi, dopo essersi girato su sé stesso, scocca il tiro del 2-1
L'abbraccio dei compagni al bomber veneziano
Un momento della gara
Tommaso Rocchi in un fotogramma dell'incontro
Gaby Mudingayi in fase di contrasto
Stefan Radu debutta in biancoceleste
Il ritorno nella Lazio di Ousmane Dabo
David Rozehnal, anche per il difensore ceco il debutto in maglia laziale

Contava vincere, per la Lazio, e i tre punti sono arrivati, visto che il successo in campionato mancava da quasi due mesi. Sotto una pioggia battente i biancocelesti hanno risolto nel finale (2-1) la pratica Sampdoria grazie a un gol tanto bello quanto pesante di Tommaso Rocchi. Un risultato forse eccessivo per i blucerchiati, mai in vera difficoltà contro i padroni di casa, e galvanizzati dal terzo gol in quattro partite di Antonio Cassano. Certo che otto sconfitte in trasferta dovrebbero far riflettere Mazzarri. Rossi propone due novità nell'undici titolare: torna sui campi di Serie A Ousmane Dabo, mentre debutta il romeno Radu (non male, il giovanotto). Mazzarri, invece, ha gli uomini contati: addirittura contatissimi quando dopo dieci minuti si fa male pure Volpi. E' l'unico episodio degno di nota del primo quarto d'ora, condizionato da una raffica di errori e dalla pioggia battente. Va meglio la Samp, comunque, che quando va sulle fasce mette in imbarazzo la difesa laziale. Un fuorigioco male architettato da Siviglia permette a Bellucci di involarsi e di mettere in mezzo dalla destra, ma Cassano, libero e a porta vuota, calcia in Curva Nord per la gioia dei tifosi biancocelesti. Gol sbagliato, inevitabile gol subito. Ci pensa Mauri, fin lì forse il peggiore in campo, che sfrutta un rimpallo sugli sviluppi di un corner, e libera il suo implacabile mancino.

Gli ospiti, comunque, non si scompongono, e nel recupero trovano il pareggio. Sembra una fotocopia del gol mangiato da Cassano: cross dalla destra e tiro sotto la traversa del barese. L'inizio della ripresa promette bene. Invenzione di Cassano per Bellucci che tira addosso a Ballotta da buona posizione. Presupposto di fuochi d'artificio? Mica tanto. Buona parte del secondo tempo viaggia a ritmi blandi: un atteggiamento controproducente, soprattutto per la Lazio, che dovrebbe aggredire la partita per ottenere i tre punti. La spinta della Samp comunque si affievolisce, e i biancocelesti ne approfittano grazie ai soliti due, Pandev e Rocchi. Triangolo chiesto da quest'ultimo al macedone, che gli restituisce il pallone al volo; qui il bomber si scopre ballerino, fa perno sul piede destro poi calcia di sinistro all'incrocio. Gol da applausi. Pandev al 90' potrebbe arrotondare, ma lanciato in contropiede solitario cincischia troppo e tira fuori a tu per tu con Castellazzi. Ma per la Lazio è un finale in souplesse, oltre che una vittoria fondamentale.


La Gazzetta dello Sport titola: "Lazio a tutto Rocchi. La Samp si sgonfia. L'attaccante decisivo come contro la Fiorentina in coppa Italia Cassano segna e i doriani dominano per un'ora, ma non basta".

Continua la "rosea": Rocchi, fortissimamente Rocchi. Suo il gol dell'ultima vittoria in campionato della Lazio, 8 dicembre, 2-0 al Catania. Suo, mercoledì scorso, il 2-1 a Firenze, passaporto per la semifinale di coppa Italia. Ancora lui, all'Olimpico, è venuto ieri a capo della Sampdoria e d'una partita complicata, che la Lazio ha meritato di vincere (2-1) ma solo per quel che ha messo in campo nell'ultima mezzora. Sei punti dietro il settimo posto che vale l'Uefa, cinque punti sopra la zona retrocessione cui la Lazio non appartiene, i biancocelesti hanno ora davanti un calendario favorevole (Empoli e Cagliari fuori, Atalanta e Reggina in casa) che se ben sfruttato può portarli in alto. La Samp di Cassano, delizia ma anche croce di una squadra che soffre troppo il mal di trasferta (otto sconfitte in undici partite), è durata un'ora, nella quale il pari fissato dalle reti di Mauri e Cassano le stava addirittura stretto. Ma le partite durano un'ora e mezza.

Il pressing alto della Samp ha messo in grande difficoltà la Lazio, pericolosa solo su palla inattiva, dal gol giustamente annullato a quello buono di Mauri, realizzato in mischia susseguente a calcio d'angolo e pasticcio dei blucerchiati (Pieri il più colpevole). Allo scadere del primo tempo il gol di Cassano che se ne era mangiato uno identico sullo 0-0 (tap in sottomisura da cross dalla fascia destra) ha reso giustizia a una Samp che aveva fin lì dominato tatticamente il match. Dopo un'ora sotto la pioggia, però, la Samp è calata in modo verticale, si è allungata e una mossa solo apparentemente secondaria di Rossi (fuori Dabo, dentro il più rapido Manfredini), ha impresso al match la sua svolta. Pandev e Rocchi hanno trovato gli spazi per dialogare in velocità e da loro è arrivato il triangolo che Rocchi ha finalizzato con un gol d'autore. Il gol divorato da Pandev allo scadere ha solo finito col pareggiare quello mancato da Cassano. Senza Mutarelli, Zauri e De Silvestri, tutti infortunati, la Lazio perde molto del suo motore. Aggiungeteci le squalifiche di Kolarov e dell'acquisto pregiato Bianchi e comprenderete i problemi di Rossi. Che ha buttato subito nella mischia altri due pezzi del mercato di gennaio, il romeno Radu, un po' a disagio quale terzino sinistro ma comunque utile, e la vecchia conoscenza Dabo, che non giocava da aprile e si è visto.

Il quarto uomo, il ceco Rozehnal, entrato nel finale a difendere il 2-1, è stato quello che ha impressionato di più, con le sua prestanza, le ripartenze, l'assist sciupato da Pandev. Lazio paziente quando c'è stato da soffrire e Ledesma, il presunto cucitore del gioco, non ne azzeccava una. E poi spietata quando ha avuto i metri per colpire. Senza Lucchini e Sammarco, Mazzarri ha perso capitan Volpi dopo un quarto d'ora, Palombo è scalato centrale e alla sua destra è subentrato Delvecchio. Il pressing alto è bello, ma bisogna saperlo usare. Se scoppi dopo un'ora può diventare un'arma a doppio taglio. Mazzarri ha usato tardi (Ziegler e Bonazzoli per Franceschini e Pieri) una panchina che forse meritava maggiore fiducia. Alla fine, però, conta soprattutto la capacità di sfruttare le occasioni: Cassano e Bellucci, che nella ripresa sull'1-1 ha scaricato addosso a Ballotta il delizioso assist dell'ex romanista, hanno mancato quelle decisive. Rocchi no.