Domenica 29 novembre 1942 - Firenze, stadio Giovanni Berta - Fiorentina-Lazio 1-1


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29 novembre 1942 - 692 - Campionato Italiano di calcio Divisione Nazionale Serie A 1942/43 - IX giornata

FIORENTINA: Griffanti, Piccardi, Furiassi, Chiodi, Avanzolini, Poggi, Penzo, Valcareggi, Gei, Michelini, Bollano.

LAZIO: Siena, Monza (II), Romagnoli (II), Fazio, Ramella, Ferri, Koenig, Pisa (I), Piola, Flamini, Puccinelli. All. Popovic.

Arbitro: sig. Zelocchi di Modena.

Marcatori: 20' pt Puccinelli, 40' st Gei.

Note: tempo buono, terreno buono, Calci d'angolo 8 a 3 per la Fiorentina. Presenti in tribuna Il Presidente del CONI e il presidente della FIGC.

Spettatori: 12.000. Incasso £. 80.000.

Il titolo de "Il Littoriale"
Ferri contrasta decisamente Penzo (I)
Alcune fasi della partita
Siena esce su Gei

Firenze, 30 novembre. La Lazio è andata in vantaggio a una ventina di minuti dall'inizio su una azione che Piola aveva inscenato, condotto e quasi concluso. Puccinelli, ricevuto un passaggio da Piola in area di rigore, aveva messo il tocco finale all'azione stessa scaraventando in rete da pochi passi con un tiro contro il quale Griffanti non aveva potuto che abbozzare un precipitoso gesto di difesa.

La classe di Griffanti doveva rivalersi poi in tutta la sua luce più tardi, su diversi tentativi che Piola, Koenig e un po' tutti gli attaccanti romani facevano con decisione estrema. Che tutto quanto il primo tempo si svolgeva nel senno di un gioco di attacco della Lazio che polarizzava l'attenzione. Giocava, questa Lazio, e si impegnava non a base di dogmi rigidi, ma seguendo i canoni del buon senso. Tutto gioco in profondità senza trattenere la palla un attimo più del necessario, tutto slancio e proiezione in avanti.

Il sistema più elementare per mettere in imbarazzo chi pratica con rigidità di criteri il « sistema » è quello di non allontanarsi dalla posizione dove l'avversario attende e ha stabilito il caposaldo del suo schieramento difensivo. Non fare quello che si attende che si faceva, opporre l'improvviso, magari cervellotico al sistematico.

Questo la Lazio ha saputo fare molto bene. Tanto bene che la Fiorentina, la squadra italiana che applica con maggior serietà e continuità i canoni della dottrina, diremo cosi, « nuova », si è trovata a lungo in imbarazzo. Tanto a lungo che il pareggio essa non ha potuto ottenerlo che a cinque minuti circa dal termine della partita, a mezzo di un tiro alto che Siena, il sostituto di Gradella, aveva trattenuto e che Gei, che aveva sferrato il tiro continuando la corsa, finirà per rovesciare in rete palla e portiere.

Nella ripresa il gioco della Fiorentina era migliorato alquanto, convertendosi a tratti in una pressione di carattere insistente. Ma la difesa della Lazio era sempre apparsa all'altezza della situazione. Il risultato di parità, così come si è concretato, è in complesso giusto, ma come detto, il fatto più interessante ed appariscente dell'incontro è stato determinato dal gioco della prima linea della Lazio.

Gioco pratico è quello di questa prima linea, senza fronzoli ne geroglifici; gioco mirante al sodo. Piola in buona forma, due ali incisive e Flamini che pare abbia trovato la chiave del sistema con cui servire praticamente i compagni. L'intera squadra sta d'altronde, andando forte in questo momento, con Ramella e Romagnoli particolarmente in un momento felice. La Fiorentina, pur non rimettendosi mai alla sorte avversa, è stata un po' condannata dal valore dell'avversario e dall'andamento delle cose avverse controcorrente, a reagire, a tentare di ristabilire uno svantaggio di punteggio e di gioco. In questo stato di cose è emersa la classe di Griffanti, il valore della seconda linea e la prestazione atletica di Valcareggi, senza che il gioco di squadra sia apparso in luce particolare.

Fonte: La Stampa a firma Vittorio Pozzo.