Domenica 2 novembre 1975 - Roma, stadio Olimpico - Lazio-Bologna 1-1


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1864. Campionato di Serie A 1975/76 - IV giornata

LAZIO: Pulici, Ammoniaci, Petrelli, Manfredonia, Ghedin, Re Cecconi, Garlaschelli (24' Ferrari G.C.), Brignani, Chinaglia, Badiani, Giordano. (12 Moriggi, 13 Polentes). All. Corsini.

BOLOGNA: Mancini F., Valmassoi, Cresci, Bellugi, Roversi, Nanni, Rampanti, Maselli, Chiodi, Vanello (76' Trevisanello (II)), Bertuzzo. (12 Cavalieri E., 14 Grop). All. Pesaola.

Arbitro: sig. Gussoni (Tradate).

Marcatori: 64' Giordano, 80' Brignani (aut).

Note: ammoniti Valmassoi, Petrelli e Trevisanello (II). Angoli 6-6, Infortunio a Garlaschelli: contusione al ginocchio destro. Esordio in Serie A per Lionello Manfredonia classe 1956 e per Giovanni Carlo Ferrari classe 1949.

Spettatori: 40.000 di cui 15.895 paganti e abbonati 17.668 incasso di £ 15.895.200.

Giordano e Brignani
Il biglietto della gara
La rete di Giordano
Re Cecconi e l'ex compagno Nanni
Mancini para su Badiani
Chinaglia pressato da Roversi
Il titolo del Messaggero

Nel giorno dell'incredulità e commozione per la morte dello scrittore e regista Pier Paolo Pasolini, Lazio e Bologna pareggiano 1-1. Pesaola dice: Partita dura e decisa. Vero sport maschio. Ribatte Corsini: Partita sfortunata. Abbiamo sbagliato almeno tre gol. Il contrasto è evidente. Il pubblico cosa pensa ? Partita decisamente brutta. I tifosi esacerbati lamentano che il nuovo allenatore Corsini porta la Lazio al suicidio. Esagerano tutti. Lo spettacolo è modesto, il gioco noioso o cattivo, i gol sbagliati molti, i gol fatti pochi.

Nessuno può lamentarsi del risultato, e quando Corsini parla di sfortuna evidentemente cerca di rincuorare i suoi alla vigilia di due trasferte difficili a Barcellona per la Coppa Uefa (mercoledì) ed a Torino per incontrare la Juventus per il campionato (domenica). Lazio e Bologna non meritano di più, e poiché nessuno ha il diritto di vincere, è giusto che nessuno perda. Le squadre sono incomplete. La Lazio deve lasciare in tribuna Wilson e Martini infortunati; il Bologna è privo di Cereser e non utilizza Clerici preferendogli il giovane Chiodi. La Lazio ha paura e non rischia all'attacco. Ha un reparto difensivo improvvisato alla meglio con Petrelli terzino sinistro e Manfredonia libero. Lionello Manfredonia, classe 1956, studente universitario, figlio dell'alta borghesia romana. E' un difensore interessante. Sicuro nel disimpegno, rapido nelle avanzate, preciso nel passaggi.

E' in formazione tecnica, ma diventerà un giocatore di rendimento. E' all'esordio in serie A ma non accusa l'emozione. Ghedin ed Ammoniaci cercano di aiutarlo, ma Manfredonia non ne ha bisogno. Manca d'esperienza. Ma chi ha esperienza a diciannove anni ? La Lazio, passati i primi momenti di paura, tenta l'affondo. Il Bologna si chiude, gioca con prudenza, lasciando all'attacco i soli Bertuzzo e Chiodi. Bertuzzo ha bisogno di spazio per manovrare, Chiodi è circondato da avversari grintosi e fa quello che può. Il ragazzo comunque è pienamente valido. La Lazio attacca, ma Mancini è praticamente disoccupato. I difensori emiliani fanno buona guardia e menano quanto basta per fermare il più vivace attaccante biancoazzurro: Garlaschelli deve abbandonare presto per una 'carezza al ginocchio' di Valmassoi (23'). Entra Ferrari.

L'attacco romano guadagna in potenza ma perde in estro. Non succede nulla di interessante se si esclude una ammonizione a Valmassoi (28'), giunto al decimo fallo. La ripresa vede un Bologna più sveglio ed una Lazio più decisa. Rampanti, liberato da Vanello, tarda a tirare e perde una occasione clamorosa (52'). Risponde con eguale errore, anche se meno appariscente Giordano, che si fa chiudere da Cresci e da Bellugi proprio davanti a Mancini. Passa la Lazio poco dopo. Badiani serve Chinaglia spostato a sinistra. Il cross del centravanti è insidioso, Cresci "sbuccia" la palla, che va sul piedi di Giordano che non ha difficoltà a segnare (64'). Pesaola tenta di vivacizzare la manovra includendo Trevisanello. Esce Vanello (72'). Sbilanciandosi in avanti gli ospiti rischiano molto. Al 76' Petrelli si presenta solo davanti a Mancini. Il portiere esce e blocca il tiro fiacco del laziale. E' il prologo al pareggio. Agli onori della cronaca è sempre Petrelli che blocca con un fallaccio un'incursione in'avanti di Bellugi. Petrelli viene ammonito.

Rampanti tocca per Bertuzzo che la partire un tiro secco a mezzo metro d'altezza. La palla sfiora Petrelli, incoccia in Brignani e saltellando entra in rete nonostante il disperato tentativo di Pulici. E' il pareggio: 1 a 1 all'81'. Potrebbe segnare ancora la Lazio, ma Chinaglia partito bene, sbaglia la conclusione. La gara finisce con un terzo ammonito: Travisanello. Una brutta partita. La Lazio è in fase di evoluzione tattica: non ha ancora dimenticato il gioco di Maestrelli e non sa ancora applicare la tattica di Corsini. Il Bologna racimola punti ma convince poco. Tre giocatori e mezzo non fanno squadra. Non bastano Bellugi, Bertuzzo e Chiodi e mezzo Rampanti per fare del Bologna un avversario pericoloso. Almeno per il momento.

Fonte: La Stampa