Domenica 2 ottobre 1960 - Torino, stadio Comunale - Juventus-Lazio 3-1


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2 ottobre 1960 - Campionato di Serie A 1960/61 - II giornata

JUVENTUS: Vavassori, Burelli, Sarti, Emoli, Cervato, U.Colombo, Nicolè, Boniperti, Charles, Lojodice, Stacchini. All. Parola - D.T. Cesarini.

LAZIO: Lovati, Bizzarri, Del Gratta, Carradori, Janich, Fumagalli, Mariani, Pozzan, Rozzoni, Ferrario, Mattei. All. Bernardini.

Arbitro: sig. De Marchi di Pordenone.

Marcatori: 45' Emoli, 50' Charles, 51' Nicolè, 86' Ferrario.

Note: tempo incerto, terreno buono. Angoli 7-3 per la Juventus (4-1).

Spettatori: 30.000 circa.

La Lazio ha sciupato tutto in sette minuti, dal 44' del primo tempo al 6' della ripresa. Dapprima è stato Lovati che si è lasciato sorprendere da venticinque metri da una stangata di Emoli violenta, precisa ma non proprio imprendibile; poi nessuno si è accorto che Nicolè si era scambiato con Lojodice ed è stato appunto Nicolè, indisturbato, che ha sviluppato l'azione del raddoppio ed ha personalmente messo a segno il terzo gol. Ad ogni modo si può ben dire che la Lazio non avrebbe potuto giocar meglio. Perchè non solo ha saputo contenere, ad eccezione naturalmente di quei fatali sette minuti, ogni sfuriata della Juventus ma addirittura l'ha messa spesso in difficoltà e avrebbe potuto raccogliere un bottino anche maggiore se Rozzoni non avesse avuto incredibilmente la mira sbagliata e se Vavassori non si fosse esibito in tre o quattro interventi di piede. Prendiamo il primo tempo, ad esempio: la Juventus ha segnato all'ultimo istante con un tiraccio di Emoli ed ha colto anche due traverse con Emoli stesso, ancora da lontano, al 21' e con un inaspettato colpo di testa di Boniperti al 41' su calcio d'angolo. Altro non ha saputo combinare in quarantacinque minuti. La Lazio, invece, ha innazitutto messo Rozzoni due volte a tu per tu con Vavassori all'8', su azione personale, ed all'11', su un lancio perfetto di Ferrario: sbagliato clamorosamente il primo colpo, sbattuto sul portiere il secondo. Inoltre la squadra biancazzurra ha mostrato per tutto il tempo una notevole ed inaspettata aggressività, tanto da impegnare ripetutamente e seriamente Vavassori ed a sfiorare un altro paio di volte il gol con Pozzan, che al 1' ha costretto la Juventus a salvarsi miracolosamente in angolo e al 27', con Vavassori fuori causa, ha mancato il bersaglio per non più di dieci centimetri. I tre gol consecutivi, logicamente, hanno dato l'iniziativa alla Juventus nel secondo tempo. Ma la retroguardia biancazzurra ha saputo riorganizzarsi e non si è lasciata più sorprendere e alla distanza è stata ancora la Lazio che è tornata a farsi minacciosa. Al 21' si sono ritrovati soli addirittura in due, Mattei e Rozzoni, ma la botta conclusiva del centravanti è stata ancora imprecisa. Al 25' e al 32' Vavassori è stato portentoso su stoccate di Mariani e di Ferrario. Al 35' Rozzoni ha arricchito di un nuovo sbaglio la sua personale collezione. Ed infine, in zona Cesarini, Ferrario ha raccolto il meritatissimo punto della bandiera letteralmente fulminando con un tiro micidiale il portiere avversario. Non si può dire comunque che la Juventus abbia rubato qualcosa. Le grandi squadre sono fatte così, basta un attimo di distrazione per restarne travolti. La Lazio perciò non può invocare attenuanti sebbene per ottantatre minuti si sia battuta ad armi pari. La retroguardia non ha dato tregua ai formidabili "solisti" della prima linea bianconera. Janich e Fumagalli hanno fatto a gara di bravura nel controllo su Charles ed il "gigante" ha potuto fare sfoggio della sua abilità soltanto con la sua testa. Bizzarri si è appiccicato a Stacchini con inaspettata disinvoltura, lo ha anticipato a dovere, ha recuperato quando ce n'è stato bisogno, ha costretto il diabolico asso del dribbling a rinunciare ai suoi "assolo". Del Gratta ha ridotto alla ragione Nicolè nel primo tempo ed ha letteralmente annientato Lojodice nella ripresa. Pozzan ha dato man forte ai compagni a ritmo moderato ma con inesauribile lena. Soltanto Lovati semmai non ha convinto granchè: non era evidentemente nella sua giornata ed anche nelle tre reti, nella prima e nella terza in particolar modo, ha avuto buona parte di responsabilità. Non c'è da credere che la Lazio abbia fatto leva solo sulla solidità del blocco di copertura perchè almeno in quattro (Mariani, Rozzoni, Ferrario e Mattei) sono sempre rimasti in avanti e le azioni biancazzurre non sono state solo di disturbo. Purtroppo Rozzoni, tanto bravo nell'allungo e nello scatto da far "ballare" Cervato ed anche Emoli, aveva il piede...difficile e non ha saputo sfruttare nessuna delle cinque o sei occasioni clamorose che gli sono capitate. E Mattei, molto attivo, è stato però altrettanto disordinato. Ferrario si è dedicato ad un lavoro di regia: è stato talvolta un ottimo trampolino di lancio, ha azzeccato un gran gol, ma è scomparso frequentemente quando ci sarebbe stato bisogno anche di lui per interrompere la manovra avversaria. Mariani infine si è visto in tutta la partita tre o quattro volte. Eccellente l'arbitro De Marchi che ha avuto soprattutto il pregio di non farsi notare. La cronaca è più biancazzurra che bianconera. Appena al 1' la Juventus è in imbarazzo. Pozzan anticipa una palla su Lojodice e spara in corsa: il tiro non è forte ma è angolatissimo e Vavassori rimedia come può. Non è un fuoco di paglia perchè al 3' una punizione di Carradori, respinta dalla barriera, trova Rozzoni pronto alla replica, sfortunatamente alta. Al 6' ancora Rozzoni in azione ma non riesce e concludere. La Juventus ancora non si è affacciata alla ribalta quando all'8' lo stesso Rozzoni salta a tre quarti di campo Cervato e fila indisturbato verso Vavassori: il gol è nell'aria ma il centravanti non sa coglierlo così come tre minuti dopo non sa sfruttare un perfetto invito di Ferrario e va ad incocciare sul portiere in uscita. Risponde subito la Juventus e la testa di Charles trova Lojodice: Lovati in tuffo è bravo ed anticipa. Ma la Lazio non molla e al 17' Mattei tenta l'"acuto": Vavassori blocca a terra con sicurezza. Traversa di Emoli al 21' con tiro improvviso. Ancora una trovata geniale di Ferrario al 27': Pozzan ha la palla facile ma al volo non sa dosarla al centimetro. Vavassori battuto se la cava con un brivido. Angolo per la Juventus al 41'. Stacchini cerca Charles e trova invece Boniperti che di testa stanga da due passi. Si ha la sensazione del gol ed invece la palla rimbalza violentemente sulla traversa. Sembra ormai garantito lo zero a zero del primo tempo quando Emoli, libero a circa venticinque metri da Lovati, azzarda ancora la "battuta": il portiere, forse coperto, certo sorpreso, parte in ritardo nettissimo ed è gol. La Juventus trona in campo con Nicolè mezz'ala. Chi dovrebbe occuparsene? Forse Pozzan. Ad ogni modo nessuno invece si mette a seguirlo. Ed è proprio Nicolè che dalla sinistra vede Charles ben piazzato e lo mette in posizione giusta per il tiro: Lovati abbozza l'uscita con il risultato di lasciarsi tagliare sulla sinistra da un tiro abile ma non irresistibile. Ed è ancora Nicolè che al 6' se ne va da solo, anticipa un incerto Lovati e segna per la terza volta. La partita è segnata. La Lazio ha ancora un'impennata di gioco e di orgoglio, comunque, e va alla ricerca del gol della bandiera. Lo manca Rozzoni al 21' ed al 35', dice di no Vavassori a Mariani al 25' ed a Ferrario al 32'. Infine al 41' Ferrario realizza imparabilmente dal limite.


Fonte: Corriere dello Sport





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