Domenica 4 gennaio 1959 - Padova, stadio Appiani - Padova-Lazio 3-1


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4 gennaio 1959 - 1.193 - Campionato di Serie A 1958/59 - XIV giornata

PADOVA: Pin, Blason, Scagnellato, Celio I, Zannier, S.Moro, Mariani, Rosa, Brighenti, Mari, Luosi. All. Rocco.

LAZIO: Lovati, Lo Buono, Eufemi, Carradori, Janich, Pozzan, Burini, Franzini, Tozzi, Tagnin, Bizzarri. All. Bernardini.

Arbitro: sig. Marchese (Napoli).

Marcatori: 2' Franzini, 41' Brighenti, 66' Brighenti, 88' S.Moro.

Note: tempo incerto; terreno buono. Leggero stiramento muscolare alla coscia sinistra a Moro; al 36' del primo tempo il valido mediano era spostato all'ala destra continuando ad ogni modo a partecipare attivamente al gioco; il suo posto veniva occupato da Mari, a sua volta sostituito da Mariani. Bizzarri usciva zoppicante, al 39' del secondo tempo da uno scontro con Pin. Solito catenaccio del Padova con Moro e poi Mitri su Tozzi e Zannier libero, scambio Pozzan-Tagnin all'inizio del secondo tempo: anche nella prima parte del gioco, comunque Tagnin si era dedicato al controllo della mezz'ala destra avversaria Rosa. Angoli 5-2 in favore del Padova (primo tempo 4-2).

Spettatori: 15.000.

L'undici biancoceleste: Lovati, Carradori, Pozzan, Lo Buono, Janich; Tozzi, Tagnin, Bizzarri, Burini, Franzini, Eufemi
Un'azione dei biancocelesti in area patavina
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Il Corriere dello Sport titola: "I bianco-rossi hanno finito per vincere 3-1. Una autentica prodezza di Brighenti spezza l'equilibrio tra Padova e Lazio".

Continua il quotidiano: Una prodezza autentica di Brighenti, una rovesciata proprio alla Piola, ha spezzato al 21' del secondo tempo il giusto equilibrio. Il Padova si è trovato inaspettatamente la partita in tasca e non se l'è più lasciata sfuggire. Invano la Lazio ha cercato di recuperare. Tozzi, troppo solo, non poteva fare miracoli. E' stato, anzi, ancora il Padova nel finale a cogliere l'occasione per passare ancora. E' stata una beffa, è vero, l'ultimo gol di Moro. Il Padova, comunque, non ha rubato nulla. La Lazio avrebbe meritato di più. E' stato ad ogni modo gran pregio di Brighenti e di Moro averne saputo sfruttare ogni minima occasione. Tutti e tre i gol del Padova, infatti, sono venuti da evitabili errori biancoazzurri. E' stato imperdonabile, infatti, lasciar Moro smarcato non appena, infortunatosi, si è spostato all'ala destra: alla prima palla, infatti, l'improvvisato attaccante ha avuto tempo e modo per impostare l'azione che ha portato al gol di Brighenti. E' stata una indecisione di Janich e di Carradori su Brighenti che ha consentito a Rosa prima e a Mariani poi di mettere sul piede del centrattacco la seconda palla buona. E' stato infine Eufemi a farsi "bruciare" sullo scatto da Moro, un mediano e per giunta in condizioni menomate, e a dargli via libera per il colpo di grazia. Ed è stato un vero peccato perché la squadra ha tenuto testa benissimo al ritmo indemoniato di un Padova scatenato, si è battuta con coraggio e non meritava una sconfitta cosi severa. Specie nel primo tempo la Lazio aveva controllato egregiamente il gioco. Il vantaggio era venuto da un abile pallonetto di Franzini, appena al secondo minuto. E tutti gli attacchi bianco-scudati (insidiose, soprattutto, due palle mancate da Mariani al 15' al 18') erano stati equilibrati da travolgenti sgroppate di Tozzi che aveva da solo seminato il panico nelle retroguardie rivali, sfiorando il raddoppio per lo meno in due occasioni: al 6' concludendo appena fuori di un soffio, di sinistro, un entusiasmante dribbling in mezzo a tre uomini (Moro, Zannier e Celio) e al 20' sbagliando il tiro dopo aver "saltato", uno dopo l'altro, quatto avversari.

II controllo della partita era comunque garantito alla Lazio da un superlativo Carradori che dominava alla grande la sua zona, da un sorprendente Franzini attivissimo e preciso e da un Tagnin che non concedeva tregua a Rosa, soffocando così tutta la manovra offensiva bianco-scudata. Pozzan invece stentava ad inserirsi con continuità nell'azione; e, quel che è peggio, alle sue spalle Eufemi non riusciva a spuntarla con Mariani. Da Mariani, appunto, nascevano i più grossi pericoli per Lovati. Il Padova, ad ogni modo, era sufficientemente controllato. E' stato proprio l'infortunio di Moro a sconvolgere, in un certo senso l'accorto schieramento bianco-azzurro. Eufemi, infatti, anziché coprire la zona, ha seguito Mariani spostatosi ad interno sinistro. Moro è rimasto cosi libero e solo e non gli è stato difficile approfittarne per porgere a Brighenti, smarcato, una comoda palla per il pareggio. Nel secondo tempo, poi, anche Janich ha avuto squilibri allarmanti; e Pozzan è calato paurosamente. La pressione del Padova per ciò è diventata più consistente, anche perché Burini, abile nel tocco, nel palleggio e nei lanci, è rimasto sempre però sotto ritmo e di conseguenza non è mai riuscito ad intervenire nel gioco con continuità e con autorità; Bizzarri ha azzeccato, così come nel primo tempo, solo poche palle felici. Forse il Padova, comunque, non sarebbe egualmente riuscito a passare se Brighenti non avesse sfoderato il suo capolavoro. Carradori, Franzini, Lovati, Tozzi, Tagnin e Lo Buono, sono stati i bianco-azzurri senza grosse colpe da farsi perdonare. Anzi, Carradori, si è detto, ha avuto un primo tempo da grande mediano; e anche alla distanza ha sempre saputo farsi valere. Franzini si è distinto per mobilità e intelligenza di gioco. Lovati ha avuto un paio di interventi miracolosi. Tozzi è stato sfortunato nelle conclusioni, ma certi spunti ne hanno confermato l'eccellente momento. Lo Buono si è ben difeso contro Luosi.

Gli altri hanno invece tutti qualcosa sulla coscienza. Janich ha lasciato a Brighenti troppa libertà. Come Bresolin e come Mazzola, anche il centrattacco del Padova ha messo a segno due gol. Sono tre uomini di stile, di valore e di caratteristiche diverse che hanno trovato tutti facile vita contro il giovane medio-centro bianco-azzurro: è tempo, a nostro avviso, di intervenire, Eufemi non ha risolto nemmeno in parte il problema del terzino sinistro. Pozzan è stato l'ombra del bel giocatore di una volta. Né Burini, né Bizzarri sono stati la spalla adeguata per Tozzi. Le assenze di Fumagalli, di Prini e di Pinardi (si, anche di Pinardi) si sono fatte insomma sentire in misura superiore al previsto. Mari, Brighenti, Mariani, Zannier e Moro sono stati i più bravi del Padova. Hanno sbalordito soprattutto Mari, adattatosi all'inconsueto compito di guardiano di Tozzi con sconcertante disinvoltura e Moro ala destra di insospettate qualità. Brighenti, ad ogni modo, ha segnato due gol da centravanti di razza. Mariani ha costruito gioco come e più di Rosa. Zannier è stato un battitore perfetto. Qualche battuta a vuoto, se mai, l'hanno accusata Scagnellato e soprattutto Blason: ma i due estremi attaccanti della Lazio non hanno saputo sfruttare la situazione. Pin si è lasciato sorprendere fuori porta dal gol di Franzini. Celio ha rimpiazzato degnamente Pison.

Cronaca. Improvviso goal bianco-azzurro al secondo minuto. Punizione battuta da Carradori, tiro di Pozzan, corta respinta di Zannier, abile tocco di Franzini che scavalca Pin proteso in uscita. Il Padova accusa il colpo e stenta a riorganizzarsi. E' la Lazio per ciò che ha al 6' una occasione: Tozzi si libera di tre uomini, ma non centra il bersaglio. Prima vera insidia bianco-scudata al 15': Mariani è solo davanti a Lovati: è fuori gioco, comunque il pallone va alle stelle. 18': ancora solo Mariani (ed Eufemi?) sulla sinistra fuori di un soffio un bel colpo di testa su centro di Brighenti. Tozzi in azione al 20' da metà campo: nessuno riesce a contrastarlo, ma il tiro è fiacco e sbagliato. Due calci d'angolo per la Lazio (al 21' e al 22') e due per il Padova (al 26' e al 33'). Sul secondo per i bianco-scudati, Carradori ribatte corto un tiro di Mari, ma Rosa in buona posizione manda a lato. Fermato in fuori gioco al 34' Bizzarri lanciato in gol da uno scambio con Tozzi. 38': tentativo di Franzini da lontano; 39': fiacco tiro di Tagnin. Non sembra certo il momento del Padova. Arriva invece, inaspettato, al 41' il pareggio. Rosa invita Moro, solissimo sulla destra, ed è un gioco da ragazzi per il furbo mediano attirare i difensori e poi cogliere un corridoio libero per Brighenti: il gol è imparabile. Gran parata di Lovati al 4' su un calcio di punizione toccato da Rosa e battuto dallo specialista Blason per un fallo di Janich su Brighenti. Il gioco è equilibrato. La Lazio replica al 14' con un colpo di testa di Bizzarri, alto di poco; poi, al 19' Tozzi non riesce a servire Pozzan, libero sulla sinistra. Bis di Brighenti al 21': Janich e Carradori indugiano su un rilancio e nel tentativo di recuperare il mediocentro porge a Rosa; passaggio a Mariani, colpo di testa, rovesciata fantastica di Brighenti sulla sinistra di Lovati, sorpreso e spiazzato.

Parata di Pin su Bizzarri al 27'. Uscita di Lovati sui piedi di Rosa al 28'. Due occasioni per la Lazio per pareggiare: una al 32' la manca Pozzan calciando alle stelle, un'altra la spreca Tozzi solo in piena area. E' la fine. Al 40' Lovati fa miracoli su un gran tiro di Moro; ma niente può opporre al bolide dell'improvvisato estremo destro, al 43' (l'azione era stata impostata da Rosa, ed Eufemi non era riuscito ad interromperla). Nessun appunto dai muovere all'arbitro Marchese, bravo e deciso, attento in ogni circostanza.