Domenica 4 gennaio 1987 – Roma, stadio Olimpico – Lazio-Genoa 3-0


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4 gennaio 1987 - 2304 - Campionato di Serie B 1986/87 - 16ª giornata

LAZIO: Terraneo, Podavini, Brunetti, Acerbis (86' Piscedda), Gregucci, Marino, Poli, Caso (78' Camolese), Magnocavallo, Pin, Mandelli. A disp. Ielpo, Filisetti, V.Esposito. All. Fascetti.

GENOA: Cervone, Testoni, Torrente, Chiappino, Trevisan, Policano, Rotella, Eranio, Ambu, Scanziani, L.Cipriani. A disp. Favaro, Bosetti, Bini, Luperto, Spallarossa. All. Perotti.

Arbitro: Sig. Redini di Pisa.

Marcatori: 10' Podavini (rig), 74' Caso, 77' Poli.

Note: incasso sequestrato tra il primo ed il secondo tempo dietro richiesta legale di due ex consiglieri che vantano un credito nei confronti dell'amministrazione del ex presidente Chinaglia (250 milioni).

Spettatori:

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Poli festeggia con Fiorini, fuori per infortunio, dopo la rete

Una partita stregata è costata al Genoa una pesante sconfitta che ha riproposto in termini sconcertanti l'imprevedibilità del calcio. Le decisioni dell'arbitro Redini, la sorte avversa, ma pure alcuni madornali errori dei rossoblu in fase di conclusione, hanno finito per costituire un ostacolo troppo arduo da superare, specialmente per un Genoa costretto a fare a meno di due uomini importanti come Domini. Le assenze sono state in parte bilanciate dal forfait di Fiorini, vittima di un improvviso gonfiore al ginocchio sinistro. Va pure dato atto alla Lazio di aver disputato una partita ricca di volontà, e di agonismo, perfettamente in linea con la grintosa formazione costruita da Fascetti che senza la penalizzazione di 9 punti avrebbe fatto compagnia alle avversarie in corsa per la promozione.

Tuttavia il risultato di 3-0 con cui i romani hanno conquistato la vittoria, esagerato nel punteggio, ha costituito una autentica beffa. Fin dalle prime battute della gara, era apparso evidente che difficilmente le due squadre, mutilate in attacco, avrebbero potuto trovare la via del gol. I genoani controllavano con sufficiente tranquillità le offensive avversarie affidate a Mandelli e Poli. Ma quando la partita non aveva ancora assunto una precisa fisionomia, è intervenuto l'arbitro Redini a spianare la strada ai laziali. Erano stati giocati appena 8 minuti di gioco. Acerbis passava la palla a Mandelli il quale veniva a contatto con Testoni che cercava di contrastarlo e sfiorava con la mano la sfera. Il direttore di gara decretava il calcio di rigore che sollevava molti dubbi sulla sua legittimità. Si incaricava del tiro Podavini che realizzava con un forte tiro centrale.

Al 26', dopo che Poli era stato atterrato in area da Scanziani senza che Redini intervenisse confermando la sua giornata negativa, il Genoa andava vicinissimo al pareggio. Rotella fuggiva velocissimo sulla fascia destra. Il suo cross veniva raccolto con ottima scelta di tempo da Trevisan, che di testa indirizzava la sfera a colpo sicuro verso la porta laziale. Terraneo replicava con una strepitosa parata salvando la sua rete. Nella ripresa la Lazio accusava un nettissimo calo. Ai romani veniva soprattutto a mancare la poderosa spinta assicurata da Acerbis durante i primi 45 minuti. Crescevano invece i genoani, a tratti assoluti dominatori del campo. Policano si trasformava in trascinatore inarrestabile. Dal suo piede partivano nello spazio di due minuti (59' e 61') preziosi palloni per Eranio e Cipriani, sciupati banalmente a pochi metri dalla porta avversaria.

La schiacciante superiorità dei rossoblu trovava una logica conseguenza al 67': Scanziani lanciava alla perfezione Policano che superava Acerbis colto in contropiede. Il genoano, galoppando velocemente, entrava in area e, dopo aver superato Terraneo in uscita, insaccava nella porta incustodita. Un gol molto bello, ineccepibile, che premiava giustamente gli uomini di Perotti. Ma l'arbitro Redini non era d'accordo. Fra la costernazione dei rossoblu e la sorpresa che si notava sugli stessi spalti gremiti dai tifosi biancocelesti, il direttore di gara annullava la rete per motivi rimasti misteriosi. Il Genoa non si arrendeva. Ma proiettandosi generosamente in avanti, finiva inevitabilmente per esporsi al contropiede laziale. Al 75' Magnocavallo effettuava un cross a rientrare. Caso, vedendo Cervone abbondantemente fuori dai pali, indirizzava un preciso pallonetto che terminava la sua corsa in gol. Trascorrevano appena tre minuti. Ancora Magnocavallo approfittava dei larghi spazi per proiettarsi in avanti. Passava lateralmente la palla a Poli che al volo centrava il bersaglio. Una partita che aveva mostrato tutte le caratteristiche per terminare con un risultato di parità, cedeva agli scherzi del calcio ma anche alla «luna storta» di Redini.

Fonte: La Stampa