Domenica 5 marzo 1978 - Pescara, stadio Adriatico - Pescara-Lazio 1-0


Stagione

Turno precedente - Turno successivo

5 marzo 1978 - 1960 - Campionato di Serie A 1977/78 - XXI giornata

PESCARA: Piloni, Mosti, Mancin, De Biasi, Andreuzza, Galbiati, Ferro (88' Eusepi), Repetto, Orazi, Zucchini, Grop. A disp.: Pinotti, Cinquetti. All. Cadè.

LAZIO: Garella, Pighin, Badiani, Wilson, Manfredonia (66' Agostinelli), Cordova, Garlaschelli, Lopez, Clerici, Giordano, Boccolini. A disp.: Avagliano, Perrone. All. Vinicio.

Arbitro: sig. Casarin (Milano).

Marcatori: 19' Ferro.

Note: pioggia per tutta la gara, terreno molto pesante. Ammoniti: al 23' Pighin e al 65' Mosti. Angoli 10-4 per la Lazio. Esordio in serie A per Ferro ed Eusepi.

Spettatori: 8.000 circa.

La rete di Ferro
Da l'Unità: la cronaca della gara
Manfredonia esce per infortunio

Preziosa vittoria del Pescara all'Adriatico contro la Lazio: i biancazzurri abruzzesi, grazie anche alla contemporanea sconfitta di tutte e quattro le altre squadre coinvolte nella lotta per non retrocedere, hanno fatto un grosso balzo in avanti riagganciando il plotoncino delle pericolanti e tornando quindi a nutrire qualche speranza di salvezza. A decidere la partita con la Lazio è stato un esordiente. Paolo Ferro, classe 1959, fino a ieri conosciuto solo nel torneo Primavera, dove ha mietuto gol a grappoli: diciotto in altrettante partite.

La rete di Ferro è stata bellissima, da antologia: l'ha segnata di testa (la sua specialità, a dispetto della statura tutt'altro che da gigante). C'è stato un cross da centrocampo ed il ragazzo, pressato da Manfredonia, è riuscito a staccarsi andando incontro al pallone e quindi a girarlo sotto l'incrocio dei pali di Garella. La cosa più bella della partita è stata proprio il gol, il resto ha offerto molto agonismo ma poca tecnica. D'altra parte il terreno pesante ha giocato la sua parte, frenando ogni Iniziativa di bel gioco e stimolando un'impostazione senza fronzoli. Situazione questa che alla lunga ha finito per favorire il Pescara, meglio disposto fisicamente ed atleticamente della Lazio che, imbottita di pesi piuma, non è mai riuscita a farsi veramente pericolosa. La cronaca vede proprio i laziali in attacco nel primi minuti: Garlaschelli conclude quattro volte a rete nello spazio di dieci minuti.

La fiammata dei laziali si spegne in breve ed il bandolo del gioco passa agli abruzzesi, che già al 13' e al 15' si rendono pericolosi con tiri di Repetto e Ferro che Garella a stento devia in angolo. Al 18' il gol che decide la partita e poi ancora occasioni per gli abruzzesi, che potrebbero raddoppiare al 27' con Grop: ma questi tira fuori a porta sguarnita. Undici minuti dopo una fiondata di Repetto viene respinta dal palo a portiere battuto. Nella ripresa la Lazio si proietta in avanti alla ricerca del pareggio. E' un'offensiva pressante, ma tutto sommato abbastanza sterile che crea poco o niente come conclusioni a rete. Al 30' però gli uomini di Vinicio riescono a segnare, in mischia: l'arbitro Casarin in un primo momento convalida, ma poi su segnalazione del guardalinee, con il quale si consulta a lungo, annulla il gol. Infatti Giordano aveva messo in rete caricando Piloni, al quale con un calcio aveva tolto il pallone dalle mani.

Fonte: La Stampa