Domenica 7 febbraio 1965 - Roma, stadio Olimpico - Lazio-Fiorentina 0-1


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7 febbraio 1965 - 20 - Campionato di Serie A 1964/65 - XX^ Giornata

LAZIO: Cei, Zanetti, Dotti, Carosi, Pagni, Gasperi, Bartù, D'Amato, Galli, Governato, Mari. All. Mannocci.

FIORENTINA: Albertosi, Robotti, Castelletti, Pirovano, Gonfiantini, Brizi, Hamrin, Maschio, Orlando, Bertini, Morrone. All. Chiappella .

Arbitro: Sig. Genel (Trieste).

Marcatori: 8' Bertini.

Note: tempo sereno; terreno in ottime condizioni. Ammoniti: Zanetti e Cei. Calci d'angolo : 5 - 2 a favore della Lazio .

Spettatori: 30.000 circa con 17.000 paganti per un incasso di £.16.500.000 .

Lazio e Fiorentina, due squadre entrambe reduci da cocenti sconfitte nel precedente turno di Campionato, scendono all'Olimpico desiderose di rifarsi. Mannocci recupera D'Amato e Governato (rinfrancato da alcuni giorni trascorsi in alta quota a Courmayer) e tira un sospiro di sollievo nel vedere disponibile Zanetti che ha accusato qualche problema in settimana. Al terzino novarese spetta la marcatura dell'ex Morrone che torna a Roma tra mille rimpianti. Queste le marcature al fischio d'inizio : Pirovano su Galli , Brizi - D'Amato , Robotti - Mari , Castelletti - Bartù , Maschio - Governato , Bertini - Carosi , Zanetti - Morrone , Dotti - Hamrin , Pagni - Orlando ; Gonfiantini e Gasperi sono i liberi. I romani partono subito a tutto gas. Già al 1' Carosi impegna Albertosi con una forte conclusione. D'Amato, al 3', alza la mira di pochissimo da favorevole posizione. Carosi e Mari sospingono i compagni con una vitalità eccezionale. Come però spesso accade nel calcio, la Fiorentina nella sua prima azione in avanti riesce ad andare a rete. Morrone, ricevuta la palla da Orlando fugge velocissimo in contropiede lungo la linea laterale, supera Zanetti, che cade a terra, e dalla linea di fondo traversa la sfera che sorvola le teste di parecchi difensori biancocelesti. Bertini appostato al centro dell'area ha il tempo di aggiustarsi il pallone e di centrare il bersaglio a colpo sicuro. La reazione dei laziali è rabbiosa ma nessun pallone pericoloso viene indirizzato verso Albertosi il quale soltanto in chiusura di tempo è chiamato in causa. Al 40' con un tuffo felino, il portiere interrompe un passaggio di Bartù destinato allo smarcatissimo Carosi quindi al 44' riesce ad opporsi a Bartù capace di mandare a gambe all'aria mezza difesa avversaria al termine di un vorticoso slalom. A inizio ripresa la Lazio insiste alla ricerca del pareggio. Gonfiantini tocca con il braccio il pallone in area, ma l'arbitro giudica l'intervento involontario. La foga dei romani porta a ripetute mischie dove i vari D'Amato, Galli e Mari non riescono a dare il colpo di grazia decisivo. La Fiorentina può agire di riflesso in contropiede e in una di queste azioni Hamrin, al 59', giunge con una delle sue inarrestabili serpentine a due passi da Cei. Ostacolato da Dotti, lo svedese passa lateralmente a Morrone che, con la porta spalancata a non più di due metri, manda la palla a lato. La Lazio tenta sino all'ultimo di recuperare quel pareggio che ampiamente merita, ma neanche la fortuna è dalla sua. A due minuti dalla fine Bartù (ex viola con il dente avvelenato), con tiro fortissimo sferrato da lontano, colpisce lo spigolo superiore dell'incrocio dei pali.